Un viaggio lungo quindici anni che attraversa la nebbia della Pianura Padana, i corridoi severi delle università europee, la maestosità dell'Appennino e le luci stroboscopiche di New York. Questa serie è la storia di Sally e Teo, ma è soprattutto il ritratto viscerale di una generazione cresciuta a pane, cassette registrate e chitarre distorte, costantemente sospesa tra il bisogno di scappare e la fame di appartenere.
Tutto ha inizio nei primi anni '90, tra i muretti di periferia, il fumo delle prime sigarette e l'intesa immediata di un gruppo di amici che diventerà una famiglia indissolubile. È lì che Sally, una ragazza ipersensibile che combatte in silenzio contro le proprie fragilità e la morsa di una casa soffocante, incrocia lo sguardo di Teo, il ragazzo timido dalla voce profonda che sa leggere tra i suoi silenzi. Il loro è un legame istintivo, un corto circuito fatto di sguardi, coincidenze e accordi lasciati a metà che le fughe e la paura di mettersi a nudo rischiano continuamente di spezzare.
I capitoli di questa saga si snodano come una mappa geografica ed emotiva che sfida l'ordine del tempo, non essendo pensate per l'ordine cronologico: dall'esordio adolescenziale sulle note del rock grunge di fine millennio ai lunghi anni dell'apprendistato universitario tra la neve di Salisburgo e la Germania; dai riavvicinamenti maturi sotto i portici di Bologna alle notti trascorse sulla roccia dell'Appennino a riaprire vecchie agende per completare una canzone lasciata in sospeso. Passando per il caos e la solitudine di chi deve imparare a sopravvivere in terra straniera, fino all'energia travolgente di una notte sregolata e trionfale nel cuore di Chelsea a Manhattan, la storia conduce infine il grande flashback originario — il momento preciso in cui le ferite si sono formate e la prima scintilla si è accesa.
Assieme alla colonna sonora che spazia dai Pearl Jam ai Metallica, fino al punk e al rock alternativo e al blues, troviamo amori viscerali, amicizie che resistono al tempo e la costante ricerca della propria identità, arrivando a capire che non importa quanti chilometri o fusi orari si mettano in mezzo: certi legami sono la chiave di volta che regge l'intero architrave della vita.