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Creato il 21/06/2026, 09:54 · Aggiornato il 21/06/2026, 09:54

Capitolo 5: L'IDOLO INDISCUSSO

@therese_1984
AdolescentiCompleta
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- 5 - L'IDOLO INDISCUSSO

Ryo si sistemò il colletto della giacca scura davanti allo specchio dell'ingresso, sbuffando come se dovesse indossare un’armatura medievale. Kaori lo osservava appoggiata allo stipite della porta, cercando di trattenere le risate.

Molto divertita. L'aveva visto molte volte in quegli anni partire in missione e mai aveva percepito in lui quello stato di "ansia da prestazione" come quella mattina. Sembrava dovesse andare ad un "appuntamento con la morte".

Questo contrasto fra lo sweeper più bravo del mondo, consulente della Polizia e miglior tiratore, strideva con quell'aura di uomo normale che stava tentando di darsi. Era quasi tenero. E comunque sempre un gran bel figo vestito così.

Una punta di gelosia la pervase pensando, e le conosceva bene, a quelle gallinacce della mamme dei compagni di classe dei suoi figli. Se lo sarebbero mangiato con gli occhi. Sicuro.

Kaori però omise deliberatamente di dire che Mick era "il re di quel pollaio". Così pensò che un po' di sano confronto avrebbe potuto tirargli fuori solo il meglio. Sapeva che quando Ryo era in competizione dava il meglio di sè per far vedere che era il più bravo e con Mick sarebbe stato ancora meglio.

Nella giacca, sull'occhiello di un bottone, gli aveva messo una mini telecamera per godersi lo spettacolo direttamente dal bar. A Miki glielo aveva detto, infatti avevano pensato di chiudere per qualche ora il locale con una stupida scusa dell'inventario per non perdersi nessuna scena. Ovviamente Umibozu quel giorno era impegnato fuori con Saeko e Ryo si era preso un giorno libero.

- Ricordati. Niente battute, niente sguardi da predatore e, per l'amor del cielo, dimentica di essere City Hunter per un’ora! - Lo ammonì lei con un colpetto sul naso.

- Kaori, mi sento un pesce fuor d'acqua. Sembra che stia andando a consegnarmi alla polizia di mia spontanea volontà. - Brontolò Ryo, uscendo di casa con il passo di chi va al patibolo.

- Non ti preoccupare andrà benissimo. - E lo salutò con un bacio. - Ci vediamo nel tardo pomeriggio. E non dimenticarti anche di parlare di Sayuri. - E si congedarono.

Quando arrivò nell'atrio del liceo, l'odore di cera e gesso lo investì come uno schiaffo. Ma non fu quello a lasciarlo di sasso. Poco lontano, vicino alla sala d'attesa, vide un capannello di mamme che ridevano animatamente. Al centro, radioso e perfettamente a suo agio, c'era Mick Angel.

Maledetta Kaori, dirmelo no?! Imprecò Ryo a bassa voce pensando a sua moglie.

***

- Sei stata un po' cattivella, amica mia. - Disse Miki a Kaori mentre si guardavano la scena dal cellulare di lei collegato con la telecamera mentre sorseggiavano il primo caffè della giornata.

- Dai, no... eh vabbeh un po' sì dai! Dici che se ne accorgerà della telecamera? - Chiese Miki all'amica.

- No assolutamente, quella che ti ho dato è quella di ultima generazione. E' troppo impegnato a gestire un ambiente nuovo. Che ridere. Hai avuto una ottima idea, diavolona! -

***

Ryo si avvicinò e rimase a bocca aperta. Mick non era solo presente: era l’idolo indiscusso.

- Oh, signor Angel, non sapremmo davvero come fare senza i suoi promemoria sulla chat! - Esclamò una mamma, guardandolo con occhi sognanti.

L'americano si muoveva con una disinvoltura irritante, quasi fosse il padrone di casa, distribuendo consigli su quale fosse il miglior caffè nei paraggi e su come interpretare l'ultimo circolare del preside.

- Mick? - Chiamò Ryo, finalmente riuscendo a farsi largo.

- Oh beh, guarda guarda chi esce dalle caverne. - Esclamò Mick, voltandosi con un’aria di superiorità scherzosa. - Ragazze, amiche. Vi presento il signor Saeba, il marito di Kaori. È nuovo del mestiere, dovremo aiutarlo a integrarsi. - Disse lui mentre le altre mamme lo squadravano con curiosità e ammirazione.

- Nuovo del mestiere? - Ringhiò Ryo a bassa voce.

- Vogliate scusarmi, amiche care, gli faccio fare un giro del liceo da ottimo padrone di casa. Ah, Kazima, mentre io sono via assicurati che ogni genitore segua la lista dei colloqui come ci siamo detti, così evitiamo confusione. - Disse Mick ad una mamma. E sia lei che le altre annuirono come se lui avesse fatto loro un incantesimo.

Mick lo prese sottobraccio e lo trascinò un po' in disparte, senza però smettere di salutare le mamme che passavano buttando baci ed occhiatine complici a destra ed a sinistra.

- Kaori mi ha scritto che saresti venuto. Non mi ha detto perchè. Comunque la prossima volta vieni con mezz'oretta di anticipo giusto per inserirti nell'Ambiente. - Disse Mick mentre Ryo pensava che ora l'ambiente era diventato quello del liceo e non le malavitose vie di Shinjuku.

Da quando tutto questo era cambiato e lui non se ne era accorto!?

E poi sentì Mick continuare:

- Ho già organizzato il turno per la pulizia del giardino scolastico e ho convinto la professoressa di matematica a spostare il compito in classe dei ragazzi alla prossima settimana perché c'è la festa di quartiere. - Gli spiegò il biondino.

- Tu hai... cosa? - Chiese Ryo incredulo.

- Sono il rappresentante di classe, Ryo. Quello che dico io qui dentro è quasi legge. - Ammise Mick con un sorrisetto furbo. - Flirtare un po' aiuta a far scivolare meglio le decisioni difficili. Dovresti provare, se non fossi così... beh, ma lascia stare, sei ancora un novellino, qui ci penso io. -

Ryo guardò il suo vecchio amico, poi la folla di genitori che pendeva dalle sue labbra. Si sentì ancora più piccolo nella sua giacca stirata. In quel momento, la porta della coordinatrice si aprì. Mick guardò Ryo:

- Ti ho messo per primo così ti levi subito il pensiero, poi seguirai questa lista. La vedi quella seduta con la gonna rosa, è Hakimi Kodai, la madre di Kenji, è il miglior amico di Nicholas e vanno a parkour insieme con Sayuri. Dopo siediti vicino a lei e fai conversazione. Chiaro? Attieniti al piano. - E lo congedò dirigendosi verso altri genitori. Ma prima che andasse via gli chiese:

- Ma da quando ti sei ridotto così?! - Ryo fece un respiro profondo. - E l'altro gli rispose:

- Da quando abbiamo dei figli adolescenti, come se non te ne fossi ancora accorto! Se non gli stai dietro, è un casino. Ma si vede che se ne occupa Kaori! Kazue mi ha delegato questa missione perchè dice che ci so fare meglio di lei. Dice che ottengo più io con il mio fascino che lei lavorandoci sodo. E comunque è la missione più difficile della nostra vita. Buona fortuna. Poi ci vediamo dopo. - E Mick se ne andò a parlare con altri genitori.

Nel frattempo, l'insegnante di matematica chiamò dentro Ryo.

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