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Creato il 21/06/2026, 09:51 · Aggiornato il 21/06/2026, 09:51

Capitolo 3: RIFLESSI DI CARTA

@therese_1984
AdolescentiCompleta
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- 3 - RIFLESSI DI CARTA

Kaori bussò piano alla porta di Shin. Non aspettò la risposta, sapeva che suo figlio sarebbe rimasto in silenzio, immerso in quella ribellione muta che tanto ricordava l'ostinazione dei Makimura. Entrò lentamente.

La stanza di Shin era un'oasi di ordine razionale nel caos di Shinjuku. Al contrario di quella accanto di Sayuri.

Varie mensole con i vari libri di scuola erano allineati per altezza, il portatile era ancora acceso sulla scrivania, e la scodella di curry, finita solo a metà, era appoggiata su un vassoio. Shin era seduto sul bordo del letto, con lo sguardo fisso fuori dalla finestra, verso le luci al neon che coloravano il cielo di viola.

Entrò nella sua stanza con molto tatto come se avesse paura di rompere quella docile anima incompresa.

- Lo sai che tuo padre è un idiota, vero? - Esordì Kaori con un mezzo sorriso, sedendosi accanto a lui.

Ma Shin non si voltò: - Non è un idiota, mamma. È solo City Hunter. E City Hunter non ha bisogno di un figlio che studia i legami chimici. O che non si interessa delle lotte contro i criminali. - Disse lui affranto.

- Ti sbagli. - Kaori sospirò e posò sulle ginocchia del figlio un vecchio album di foto, uno di quelli con la copertina in tessuto che conservava come un tesoro:

- Ryo ha passato tutta la vita a distruggere cose per proteggerne altre. Quando siete nati voi, è andato in tilt. Non sapeva come gestire qualcosa di così prezioso e... intatto. -

Aprì l'album. Apparve una foto di loro due a tre anni. Sayuri correva con una pistola giocattolo in mano, mentre Shin era seduto su una coperta, intento a osservare con estrema concentrazione un bruco su una foglia.

- Guarda qui. - Disse Kaori, indicando un'altra foto. - Vedi chi scattava? L'ombra che si vede nell'angolo è di tuo padre. Quella sera non ha dormito. È rimasto ore a guardarti mentre dormivi perché diceva che eri "troppo silenzioso" e aveva paura che smettessi di respirare. -

Shin abbassò lo sguardo sulle immagini. In una foto c'era lui, a sei anni, con un camice da cucina di Kaori che gli arrivava alle caviglie, mentre cercava di medicare la gamba di un orsetto di peluche.

- Ryo tiene una copia questa foto nel suo portafoglio, Shin. - Rivelò Kaori a bassa voce. - Non quella di Sayuri che spara al poligono di Umibozu. Tiene questa. Perché per lui tu rappresenti tutto ciò che lui non potrà mai essere: la cura, la calma, la possibilità di una vita senza sangue sulle mani. -

Shin sfiorò il bordo della fotografia. Quasi con le lacrime agli occhi.

- Allora perché non me lo dice? Perché mi chiede se mi annoierò in ospedale? Perché sembra che io sia solo un peso che non sa come gestire? -

- Perché ha paura, Shin. - Kaori gli mise una mano sulla spalla, stringendola con dolcezza. - Ha paura che se ti si avvicina troppo, il suo mondo possa sporcare il tuo. Pensa che ignorandoti un po', ti stia lasciando libero di essere un uomo migliore di lui. È il suo modo distorto di amarti. -

Shin sentì un nodo alla gola. Guardò la foto di suo padre che lo teneva in braccio, piccolissimo, con un'espressione di puro terrore stampata in volto, come se avesse paura di romperlo.

- Non voglio essere libero da lui, mamma. Vorrei solo che mi vedesse. - Disse lui asciugandosi le lacrime.

- Lui ti vede, Shin. Ti vede ogni volta che studia i tuoi voti in segreto quando pensa che nessuno lo guardi. Alla sera, se guardiamo la tv ed io mi addormento, mi ruba il cellulare per vedere i tuoi voti sul registro elettronico. Ti vede quando chiede al Doc se "quel reagente di cui parlava il ragazzo" è pericoloso. - Kaori gli diede un bacio sulla tempia.

- Dagli tempo. È uno sweeper leggendario, ma come padre è ancora un dilettante. Nonostante voi abbiate quindici anni. -

Proprio in quel momento, dalla cucina, arrivò il rumore di qualcosa che cadeva, seguito da un’imprecazione soffocata di Ryo.

- Ecco, vedi? Sta cercando di lavare i piatti per farsi perdonare da me e ne ha già rotto uno. - Ridacchiò Kaori alzandosi. - Finisci il tuo riso. E tieni l'album, se ti va. C'è una foto di te e del Doc che discutete di una ferita di Ryo quando avevi otto anni. Avevi già deciso che gli sweeper sono pazienti terribili. -

Shin rimase solo con l'album tra le mani. Guardò la foto del padre.

E, per la prima volta dopo tanto tempo, non vide il leggendario City Hunter, ma solo un uomo goffo che cercava di non rompere ciò che amava.

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