Nel frattempo anche qualcun altro pensava alle competizioni imminenti e si spingeva ancora più in là, sognando già in grande. Inteleon era nel giardino del Centro Pokémon assieme al resto della squadra e se ne stava seduto a osservare il cielo, mentre immagini vivide si formavano nella sua mente. Era in piedi al centro campo in posa dopo aver sfoderato Tiromirato e davanti a lui stava il Cinderance di Gloria, il quale dopo aver barcollato crollava al suolo venendo proclamato sconfitto e una voce annunciava a squarciagola "Abbiamo una nuova Campionessa e il suo nome è Beth!!!". Inteleon a quel punto si voltava e vedeva la sua amata allenatrice correre verso di lui con le braccia tese, e le lacrime al vento, gridando:- Abbiamo vinto!! Abbiamo vinto!! Sei il miglirore Pokeémon al mondo, Inteleon!!- ed anche lui le correva incontro a sua volta tendendo le mani e si univano in un abbraccio profondo, cui si univa poi il resto della squadra.
Il Pokèmon tornò alla realtà in quel momento, capendo di aver sognato tutto ed emise un sospiro che però si mutò subito in rinnovata forza, "Non resterà solo nella mia immaginazione. Riuscirò a portare Elisabeth ad essere la nuova Campionessa. Non importa chi saranno i prossimi avversari, riuscirò a batterli!" e guardò i suoi compagni "Ci riusciremo tutti assieme, per lei.....".
I suoi pensieri si interruppero per fare posto a nuove immagini, stavolta relative a tutto il percorso che aveva fatto assieme a Beth, sin da quando era stato un Sobble. La professoressa Sonia lo aveva allevato con molto affetto, ma lui aveva scoperto ben presto che non sarebbe rimasto con lei a lungo, e nemmeno coi suoi amici Grookey e Scorbunny, coi quali passava le giornate giocando. Il suo destino era di diventare il Pokémon iniziale di un giovane allenatore, cosa che lo aveva riempito di preoccupazioni, chiedendosi se il suo nuovo padrone sarebbe stato gentile con lui o se lo avesse usato solo come uno strumento di lotta.
Esistevano situazioni del genere al mondo e aveva visto spesso Sonia e i suoi assistenti, trai quali Hop stesso, portare al loro centro dei Pokémon vittime della cattiveria di allenatori indegni perché venissero curati e aiutati a riprendere fiducia nelle persone, prima di trovar loro dei nuovi traniers che li amassero.
Aveva passato giorni in attesa ansiosa di scoprire chi sarebbe stato a prenderlo con se e come sarebbe stata la sua nuova vita, sinch'è si era presentata un'umana, poco più che una bambina, bionda e dagli occhi neri, la quale appariva assai allegra e graziosa, nonché desiderosa di scoprire il suo primo Pokémon. Sobble era rimasto colpito da lei e si era augurato che avrebbe scelto lui; tuttavia "Beth", così l'aveva chiamata Sonia, si concentrò inizialmente su Grookey e Scorbunny divertendosi ad osservarli giocare. Lui infatti si era messo in disparte, sperando di essere notato meglio, ma a quel punto aveva temuto invece di aver commesso un errore, che lei non si sarebbe accorta della sua presenza, e si era depresso al punto di singhiozzare.
I suoi guaiti però avevano attirato l'attenzione della ragazzina, la quale gli si era avvicinata e gli aveva detto:- Hey, scusami se non mi sono accorta anche di te, piccolo. Ma ti sei allontanato dagli altri..... Su non piangere, trovo tanto carino anche te.-.
La sua voce era così dolce e piena di affetto che Sobble si era commosso ancora di più e le era saltato in braccio senza esitare. Il suo istinto gli diceva che la giovane umana era una creatura buona e compassionevole, con la quale sarebbe stato sicuramente felice. Le sue lacrime avevano contagiato anche Beth, inizialmente era rimasta sorpresa, ma poi comprendendo che era frutto dell'Abilità speciale di Sobble, si era ascigutata gli occhi e lo aveva abbracciato, - Credo proprio che sono io quella che è stata scelta.- erano state le sue parole mentre ancora versava qualche lacrima, forse nemmeno causata dall'Abilità di Sobble.
Dopo questo si era scusata con Grookey e Scorbunny, e poi sussurrato, - Sta tranquillo ora, tesoro, sarai tu il mio primo amico.- riempiendo di gioia il suo cuore e portandolo a stringersi a lei a sua volta. Sonia aveva ammesso che era non così tanto frequente vedere un affetto così immediato tra un nuovo allenatore e la sua prima creatura, affermando che era di veramente di buon auspicio per il loro futuro assieme e per la crescita di Sobble. Era stato poi portato a casa della sua nuova allenatrice dove aveva conosciuto anche i genitori di lei poco prima della sua definitiva partenza da casa.
Beth lo aveva poi portato in braccio per tutto il primo giorno di viaggio e avevano dormito assieme nella tenda di lei, ed il Pokémon Acquacertola da subito aveva provato un unico desiderio: diventare forte, sempre più forte e ripagare quell'umana che gli dava sempre ottimo curry da mangiare di vari gusti, lo faceva dormire assieme e lo incoraggiava sempre con pazienza e affetto.
Purtroppo la prima lotta che fecero li vide perdere e lui aveva sofferto molto, ma Beth non si era per nulla arrabbiata, lo aveva coccolato e lodato come se avesse vinto, rassicurandolo che sarebbe andata meglio al prossimo tentativo. Ed infatti dal loro secondo incontro erano fioccate le vittorie e lui era cresciuto sempre di più.
Commenti
Sul capitolo intero. Le note ai passaggi stanno a margine del testo.
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