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SCACCO MATTO
Nell'attico di lusso assoluto, tra vetrate che dominavano la città all'alba, il Principe Malaspina era immobile. Osservava il sole sorgere, un atto di pura e arrogante sfida. I vetri trattati, costati una fortuna in Risorse e Favore, bloccavano i raggi letali, ma non l'insulto del Giorno che avanzava.
Alle sue spalle, il silenzio era pesante, quasi solido.
Il suo Castigatore Nosferatu era un'ombra contorta vicino alla porta. E nell'angolo più buio, dove la luce dell'alba non osava arrivare, le tenebre stesse sembravano incresparsi. Non erano ombre. Erano i Banu Haqim superstiti, celati quasi per istinto, per nascondere la loro stessa vergogna. L'aria puzzava della loro Vitae spesa invano.
Malaspina aveva impiegato decenni per ottenere questo Principato. Aveva navigato gli intrighi di Milano, aveva schiacciato rivali Anarchici, aveva costretto i Ventrue locali a piegarsi. Aveva dichiarato Piacenza suo Dominio.
E stanotte, quel Dominio era stato violato.
Una voce sibilante, carica di veleno e fallimento, emerse dall'oscurità. «Il piano è fallito, Principe. I Tremere sono intervenuti.»
Silenzio. L'unica parola che Malaspina non poteva tollerare. Fallito.
Non aveva perso solo una squadra d'assalto d'élite, per la quale aveva speso un Favore Maggiore con il Califfato. Lo aveva fatto in modo rumoroso. Aveva attirato i mortali. E, peggio di tutto, aveva attirato Vienna.
Il suo Prestigio – la vera valuta della sua non-vita – stava sanguinando sull'asfalto di Voghera. Se Milano sapesse che non controllava i suoi confini, che gli Stregoni schieravano Garguglie liberamente nel suo territorio... la sua Morte Ultima sarebbe quasi preferibile all'umiliazione.
Non si voltò. Mostrare rabbia ora sarebbe stato ammettere debolezza.
«Sette. Sette dei migliori Figli di Haqim. Distrutti non da Helena, ma da... creature. E da una singola Cacciatrice.»
«Il Quietus non ha avuto effetto sulla ragazza.» Il sibilo dall'ombra era quasi difensivo. «La sua Generazione è un enigma. Il suo sangue... resiste alla Disciplina.»
«Il suo sangue è irrilevante.» La voce di Malaspina era piana, gelida. Si voltò lentamente. Il suo volto era una maschera di calcolo. Aveva trovato la sua narrazione.
«I Tremere.»
Assaporò la parola. Era veleno, ma era un veleno che poteva usare.
«Questo non è più un affare locale. Non è Helena che protegge un Assetto. Questa è un'incursione. Vienna ha rotto gli Accordi. Hanno schierato Risorse di guerra nel mio Dominio per proteggere un loro agente segreto.»
Il Nosferatu grugnì, un suono di ghiaia che si muoveva. Stava capendo il gioco.
«Avete fallito,» continuò Malaspina, rivolgendosi alle ombre, «perché l'obiettivo era sbagliato. Non stavate epurando un fastidio. Stavate ingaggiando una cellula Tremere.»
Le ombre si infittirono. Questa era un'onta che il loro Clan poteva capire.
«Riferirete al vostro Califfato che siete caduti in una trappola degli Stregoni. Il vostro pagamento raddoppia. Ma la missione cambia. Non più 'eliminazione'. Ora è 'osservazione'.»
Il suo sguardo era letale.
«Voglio Auspex su Kaelen. Voglio sapere perché Vienna è disposta a rischiare una guerra aperta per questa... anomalia. Trovate il loro rifugio. Osservate.»
Le ombre svanirono senza un suono, richiamate dalla promessa di vendetta e oro. Malaspina rimase solo con il suo Castigatore.
«Vienna? Davvero, Principe?»
Malaspina si versò un calice di Vitae da un decanter, il rosso scuro che brillava contro la luce dell'alba.
«Ovviamente no. Ma è quello che dirò a Milano. Non ho fallito nel contenere una strega locale. Ho scoperto una cospirazione Tremere. Il mio Prestigio non è perso. È aumentato.»
Bevve un sorso. Un sorriso sottile gli piegò le labbra.
«Lascia che Kaelen e Helena si sbranino a vicenda per questa 'Cacciatrice'. Noi aspetteremo. E prenderemo ciò che resta.»
INTERNO. COVO DI HELENA - NOTTE FONDA
L'aria odora di argento e ozono.
ELISA è in piedi, pallida ma risoluta, nella sua nuova veste di Accolita. Guarda la sua Maestra.
HELENA è davanti allo Specchio d'Argento, opaco. Sta chiudendo una chiamata criptata con Flinch.
"...il ragazzo della SI sta seguendo il protocollo," disse Helena, concludendo la chiamata. "Sta confermando la mia minaccia ai suoi superiori. È un testimone esterno, utile ma sacrificabile. Ora ho tutto."
Riaggancia. Si volta verso Elisa.
"Stanno tutti guardando il fumo, Elisa. I vampiri mentono, i cacciatori interrogano, e mia figlia... è distratta. Questo ci dà il tempo di agire."
INTERNO. APPARTAMENTO ROSSI - CONTEMPORANEAMENTE
La luce della cucina alle 4:17 del mattino. L'odore del caffè.
MARCO è in piedi vicino ai fornelli, in pigiama, stravolto dalla preoccupazione.
"Un giro? Per tre ore?" chiese, la voce rotta. "Sarah, questo non sei tu. È lei, vero? È tua madre che ti..."
SARAH è seduta al tavolo, esausta, la sua copertura emotiva che si incrina.
"No! Non c'entra lei!" sbottò. "È colpa mia! Volevo stare da sola, okay? Lasciami in pace!"
Si chiude in camera, lasciando Marco solo, spaventato.
La voce di Helena risuonò in sovrimpressione, fredda e calcolatrice: "La Fiamma Pallida è contenuta. Occupata dalla sua stessa umanità."
INTERNO. STANZA DI DEBRIEFING SI (LOCALITÀ SCONOSCIUTA) - CONTEMPORANEAMENTE
Bianco sterile. ALEX è seduto, ammanettato, di fronte a un ANALISTA.
"...Dama Helena ha neutralizzato la minaccia," recitò Alex, con voce monotona, seguendo il protocollo che Helena gli aveva imposto. "E mi ha detto di riferire che Voghera è sua. Ha detto che il vostro protocollo di contenimento è fallito."
INTERNO. FOGNE DI VOGHERA (SETTORE DIVERSO) - CONTEMPORANEAMENTE
L'acqua è alta fino alle ginocchia. KAELEN, il potente Reggente Tremere, è sporco di fango, umiliato. Si nasconde. Davanti a lui, un cerchio tracciato col sangue ribolle, mostrando il volto severo di un suo Superiore a Vienna.
"Sono stato attirato in una trappola!" mentì Kaelen, la voce carica di falsa urgenza. "Un'operazione congiunta della SI e dei Ventrue locali. Ho dovuto effettuare una ritirata tattica per preservare l'integrità della Piramide. L'Anomalia è protetta da più fazioni. Richiedo rinforzi... e l'autorizzazione a usare la Taumaturgia di Livello Sette."
INTERNO. RIFUGIO DI MALASPINA - CONTEMPORANEAMENTE
Lusso decadente. MALASPINA, il Principe Ventrue, è al telefono con Milano, un calice di Vitae in mano. È calmo, suona quasi offeso.
"Principe Giangaleazzo, è un affronto. Vienna ha rotto gli Accordi. Hanno schierato un Reggente e Risorse di guerra nel mio Dominio per proteggere un loro agente... l'anomalia! I miei uomini sono caduti difendendo la Masquerade da un'incursione Tremere."
INTERNO. SOTTOSUOLO PROFONDO (IL NIDO DELL'ORACOLO) - CONTEMPORANEAMENTE
Questo posto non conosce luce. È un fetore di terra e sangue antico.
Il GHOUL VELOCISTA (Kra-Koom) è in ginocchio. È l'unico sopravvissuto dei "24 Lanciati". È sfregiato, ma vibra di velocità e follia. Tende la mano. Nelle sue dita tremanti c'è una piccola ciocca di capelli biondo cenere, recuperata durante il combattimento con Elisa.
“Mio signore ecco i capelli che mi avete comandato di recuperare per voi."
Un mormorio profondo, come di roccia che si muove, sale dall'oscurità. L'Oracolo ha accettato l'offerta.
INTERNO. COVO DI HELENA - ORA
Helena posa la sua mano destra sullo Specchio d'Argento.
"Stanno tutti mentendo per salvare il loro prestigio," mormorò. "Non sanno che, così facendo, hanno appena scatenato orrori che non possono controllare."
Si volta verso Elisa, la sua Accolita e testimone chiave.
"Lord Valerius mi ha accusata di essere una 'madre'. Mi ha sospesa per aver protetto la mia linea di sangue. Ora, io userò te, la mia Accolita che lui ha abbandonato alla SI, per dimostrare che il suo regno è finito."
I suoi occhi brillano di una luce argentea e furiosa.
"Non andiamo a difenderci, Elisa. Andiamo a processarlo."
Helena chiude gli occhi. Lo Specchio d'Argento esplode in una luce bianca e fredda, aprendo la connessione con la Camera del Conclave a Londra.
INTERNO. CAMERA DEL CONCLAVE (LONDRA) - CONTINUO
La Camera è un vuoto. Tredici seggi di pietra runica disposti a cerchio, illuminati da una luce argentea e sterile che non proviene da nessuna fonte, ma dalla Quintessenza pura incanalata nei sigilli sul pavimento. L'aria odora di pietra fredda e tempo.
Undici Arcani Maggiori sono presenti. Immobili come statue.
Lord Valerius, dell'Ordine di Hermes, siede sul Tredicesimo Seggio. Il Seggio della Sibilla. Il Seggio di Helena. Non gli appartiene, e la pietra stessa sembra resistergli.
"...e i rapporti confermano che l'Anomalia è instabile," stava dicendo Valerius, la sua voce come polvere su pergamena. "L'incursione Tremere è un atto di guerra. E Dama Helena, che ha causato questa frattura, rimane..."
ZZZZZSSSSSTTT.
Il suono è quello di un tessuto strappato nella realtà.
Un portale d'argento si apre al centro del cerchio. È una violazione palese delle regole del Conclave. È magia volgare in un luogo sacro.
Prima che Valerius possa reagire, Dama Helena esce dal portale.
Non indossa le vesti della Primus. Indossa l'abito grigio con cui ha combattuto a Voghera. Il suo viso è una maschera di ghiaccio.
Non è sola.
Tiene per un braccio Elisa, che inciampa e cade in ginocchio al centro del cerchio. Elisa è pallida, emaciata, e l'energia Tass corrotta che l'ha quasi uccisa irradia ancora da lei, un odore di morte e potere che fa arricciare il naso agli Arcani.
Valerius scattò in piedi, la sua Arete che si scontrava con quella di Helena.
"SACRILEGIO! Hai violato il Santuario! Sei sospesa! E hai portato una... Dormiente... in questo luogo?"
L'accusa è mortale.
"Lei non è una Dormiente," replicò Helena, la sua voce calma, vellutata, che tagliava l'aria. "Lei è l'Accolita Elisa Renzi. Un'Iniziata della mia Casata. E la vostra agente sul campo."
Si volta verso gli undici Arcani, ignorando Valerius.
"Mentre questo Conclave deliberava sulla mia presunta 'debolezza emotiva', Lord Valerius ha ricevuto i rapporti di questa Accolita. Rapporti che avvertivano della mobilitazione della Camarilla. Rapporti che avvertivano della minaccia della Seconda Inquisizione."
"Protocolli di disinformazione! Rischi calcolati! La tua agente era compromessa!" gridò Valerius.
Helena si voltò verso di lui. Per la prima volta, la sua voce tuonò con la Sfera della Mente.
"SILENZIO."
Valerius indietreggiò, come colpito da una forza fisica. La sua autorità, basata solo sul protocollo, si sgretolò di fronte alla vera Volontà.
"Lord Valerius," disse Helena, semplicemente. "Tu hai fallito."
Si rivolse di nuovo al Conclave.
"Il tuo Paradigma è obsoleto. Ti aggrappi ai papiri dell'Ordine di Hermes mentre il mondo brucia. Hai scambiato il Patto con la Camarilla per un pezzo di carta, dimenticando che è un accordo di potere."
Indicò Elisa, ancora inginocchiata.
"Questa Accolita è stata ferita a morte dai Ghoul dei Fratelli. È stata catturata dalla Seconda Inquisizione, che tu hai definito 'minaccia trascurabile'. È stata usata come esca. E tu, Primus ad interim, l'hai abbandonata."
Un mormorio percorse gli Arcani. Questo non è un fallimento politico. È un tradimento del Consiglio stesso.
"Tu sei intervenuta, Helena. Nonostante la sospensione," parlò l'Arcano Cieco al nulla.
"Sì," confermò Helena. "Perché io, a differenza di Lord Valerius, capisco la differenza tra regole e vittoria. Sono scesa sul campo. Ho affrontato i Tremere, che Valerius non è riuscito a intimidire. Ho affrontato la SI, che Valerius ha ignorato. Ho recuperato la nostra agente."
Si chinò su Elisa e le posò una mano sulla testa.
"Era morta. Avvelenata dal Tass dei Banu Haqim. I tuoi protocolli, Valerius, l'avrebbero lasciata marcire. Io ho usato il Corpus Scindere. Ho preso il veleno su di me. Ho infranto le vostre piccole regole sulla corruzione... e l'ho salvata."
"Hai rischiato la tua stessa anima... e l'integrità del Conclave... per salvare una Accolita?" chiese la Matriarca delle Voci.
Helena si alzò in tutta la sua statura.
"Io ho rischiato la mia anima per dimostrare che il mio Paradigma è superiore. Per dimostrare che la mia linea di sangue—la linea della Sibilla che voi avete messo in dubbio—è l'unica cosa che si frappone tra noi e la guerra."
Avanzò verso il Tredicesimo Seggio. Valerius era ancora in piedi, pallido di rabbia.
"Mi avete sospesa per aver agito come una 'madre' per proteggere la mia discendenza. Ebbene, Lord Valerius ha agito come un burocrate, e ha quasi perso tutto. Il suo fallimento è completo. Le prove sono qui."
Indicò Elisa. Elisa era l'Evidenza A.
"Ora, deliberate," disse agli undici Arcani. "Rivolete la Sacerdotessa che vince le guerre? O il bibliotecario che perde gli agenti?"
"La discussione è chiusa," sentenziò l'Arcano Cieco. "Il fallimento di Valerius è palese. La sospensione di Lady Helena... è un errore."
"Non è un errore," replicò Helena. "È stato un tradimento. E ora è finito."
Si fermò davanti a Lord Valerius. Non gli chiese di muoversi. Semplicemente aspettò.
L'aria nella stanza crepitò. Valerius, sconfitto, umiliato, la sua logica fatta a pezzi dalla brutale realtà dei risultati di Helena, fece un passo indietro.
Helena si sedette sul Seggio della Sibilla.
La luce argentea della stanza pulsò una volta, riconoscendo la sua vera padrona.
"Bene," disse agli Arcani. "Ora che la mia autorità è ristabilita... parliamo della guerra che Lord Valerius ha permesso che iniziasse a Voghera. E di come io la finirò.”