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L'Impala superò il Lincoln Tunnel ed emerse nel cuore di una Manhattan surreale. New York non era la metropoli caotica di sempre: l'aria sfarfallava come una vecchia pellicola cinematografica, il cielo virava improvvisamente dal giorno alla notte nel giro di pochi isolati e l'orologio dell'auto continuava a girare all'indietro. Gli Angeli Piangenti avevano colonizzato la città, congelandola in una bolla temporale.
Dean accostò l'auto nei pressi di un vicolo buio vicino a un vecchio teatro abbandonato a Broadway. Non fecero in tempo a scendere che il Filtro di Percezione di Bela andò definitivamente in frantumi, cadendo sul cemento in mille pezzi d'argento.
«Siamo vulnerabili», disse Sam, impugnando il fucile caricato a ferro termico. «Se i mastini o gli Angeli ci vedono...»
«Oh, non vi vedranno. Non ancora, almeno», disse una voce femminile, sensuale, ironica e decisamente sicura di sé, proveniente dall'ombra del vicolo.
Una donna con una folta chioma di ricci biondi, una giacca di pelle attillata e un diario dalla copertina blu TARDIS in mano fece un passo avanti. Aveva in mano uno strano dispositivo che emetteva impulsi di luce viola, lo stesso che copriva temporaneamente le loro tracce.
Il Dottore sgranò gli occhi, un misto di gioia e terrore sul volto. «River! Come facevi a sapere che eravamo...»
«Sssssh, tesoro», lo interruppe lei con un sorriso sornione, consultando il suo diario blu. «Non so chi tu sia. Cioè, so chi sei, la faccia è quella giusta, ma non so quando sei»
Il Dottore si bloccò, realizzando. «Oh. Oh, no. I diari. Tu stai andando al contrario. Questo...»
«A giudicare dai tuoi occhi arrivo da un punto del passato rispetto a te», rispose River. Poi il suo sguardo cadde su Bela, che la stava fissando a bocca aperta. River inclinò la testa, studiandola. «E tu chi sei? Hai una firma temporale che puzza di zolfo e un filtro quantistico rotto ai tuoi piedi. Ti conosco?»
Bela fece un passo indietro, sconvolta. «Certo che mi conosci! Tu... tu prima mi hai imbrogliata e poi mi hai salvata. Mi hai dato il numero del Dottore. Mi hai detto che mi avresti aiutata a scappare dall'Inferno!»
River Song sollevò un sopracciglio, divertita, sfogliando le pagine bianche in fondo al suo diario. «Davvero l'ho fatto? Beh, allora suppongo che lo farò in futuro. Spoiler, tesoro! Ma al momento sono qui solo perché stavo scavando tra le anomalie di New York e ho intercettato quattro idioti che entravano in una bolla temporale con una macchina del 1967.»
«Ehi! Chi sarebbe l'idiota? Questa è una Impala del '67, ed è un capolavoro!», sbottò Dean, indicando la macchina.
Prima che Sam potesse intervenire per spiegare la situazione a River, l'aria del vicolo si fece improvvisamente densa e calda. L'odore di fumo di sigaro costoso e scotch di marca rimpiazzò la brezza di New York.
Dietro di loro, appoggiato con eleganza al muro di mattoni, comparve un uomo di mezza età in un impeccabile completo sartoriale scuro. Aveva le mani in tasca e un sorriso sardonico stampato sul volto.
«Ah, New York. Sempre così pittoresca quando collassa su se stessa», esordì Crowley, avanzando con passo calmo, ripulendo un invisibile granello di polvere dal risvolto del cappotto. «Cacciatori. Alieni. Archeologhe del futuro. Davvero, Bela, mi assento cinque minuti per gestire l'acquisizione di un'anima in New Jersey e tu mi organizzi una festa d'addio così affollata?»
Dean e Sam puntarono immediatamente le armi contro di lui.
«Crowley», ringhiò Dean. «Il patto di Bela era in mano a Lilith, ed è scaduto nel 2007. Se sei qui per sguinzagliarle contro i tuoi cagnoloni, dovrai passare sopra a un bel po' di ferro termico.»
Crowley emise un sospiro teatrale, roteando gli occhi, e fece un elegante gesto con la mano come a scacciare una mosca fastidiosa.
«Oh, vi prego. Lilith? Quella ridicola bambina con la fissa per la distruzione e i modi da macellaio? Davvero mi associate a quella rozza gestione aziendale?» Crowley avanzò di un passo, sistemandosi i polsini. «Siamo seri, ragazzi. Vi sto seguendo da quando Bela è riapparsa nel 2009 e dopo i fatti di Oakhaven e aver capito cosa stavate per fare, ho intercettato la pratica. Essendo il capo dei demoni dei patti, ho infilato il suo contratto in fondo a un faldone di 'sospensione amministrativa'. Una specie di standby burocratico. Bela per ora resta viva, vegeta e a piede libero, o forse meglio dire in libertà vigilata e quando siete arrivati in questa città ho richiamato i cuccioli.»
Sam strinse gli occhi, senza abbassare la pistola.
«E perché l'hai fatto, Crowley? Non fai niente per niente. Cosa vuoi da noi?»
«L'ho fatto perché sono un capitalista, Gigante. Lasciarla sbranare subito sarebbe stato uno spreco di talento», rispose Crowley con un sorriso predatore, spostando lo sguardo su Bela. «ma per rispondere alla tua domanda: questa maledetta bolla temporale creata dagli Angeli a New York sta facendo impazzire tutti i nostri sistemi. Il tempo gira all'indietro, i contratti si resettano e, indovina un po'? Lo standby di Bela rischia di saltare da un momento all'altro e potremmo trovarci i cagnoloni a farci compagnia da un momento all'altro. Io posso richiamarli e rimettere la pratica in pausa, ma solo se voi fate qualcosa per me. Questa città bloccata è un disastro per il mio fatturato… però la nostra cara, deliziosa Bela Talbot ha un talento unico per ficcarsi dove non deve e uscirne con oggetti di inestimabile valore.».
Il Dottore fece un passo avanti, incuriosito suo malgrado.
«E tu vuoi la spada. L'Ancoraggio Temporale degli Angeli.»
«Centrato in pieno. Sapevo che l'alieno ci sarebbe arrivato», disse Crowley, schioccando le dita. «La spada è l'unica cosa in grado di tagliare la barriera temporale che tiene bloccata New York e di distruggere quelle statue una volta per tutte. Ma è custodita nel cuore del loro nido, difesa da un paradosso quantistico in cui nessun demone può entrare senza essere polverizzato. Ma voi... voi avete un Signore del Tempo, una bionda con una pistola laser e, soprattutto, avete Bela, che è in grado di aprire qualsiasi cassaforte».
Bela incrociò le braccia, la voce ferma ma gli occhi guardinghi. «Mi stai usando come esca. Di nuovo.»
«Ti sto offrendo una proroga temporanea sulla tua eternità di sofferenze, mia cara», la corresse Crowley con un occhiolino cinico. «Tu e i tuoi amici entrate là dentro, rubate la spada e spezzate il paradosso. Se ci riuscite, l'Inferno riprende il controllo di New York, e io potrei persino decidere di aggiungere qualche altro anno di bonus al tuo contratto prima di mandare i mastini a prenderti. Win Win. Se rifiutate... beh, posso sempre revocare lo standby dei cagnoloni adesso e lasciare che gli Angeli facciano colazione con i Winchester.»
Prima che Bela potesse ribattere, l'aria del vicolo fu scossa da un violento battito d'ali invisibili, pesante come un tuono. Lo sfarfallio temporale di New York sembrò stabilizzarsi per un istante sotto un lampo di luce bianca e fredda.
Dal nulla, a un passo da Sam e Dean, comparve un uomo con un impermeabile beige spiegazzato e lo sguardo fisso, d'azzurro tagliente.
«Cas!», esclamò Sam, abbassando di qualche centimetro il fucile, ma senza rilassarsi del tutto.
«Quella spada non appartiene a te, Crowley, né a nessun altro demone», esordì Castiel, la voce profonda e priva di inflessioni che vibrò contro i mattoni del vicolo. Ignorò completamente il Dottore e River, concentrando tutta la sua intensità sul Re dei Crocicchi. «È un manufatto di matrice superiore. Deve rientrare in Paradiso. Se l'Inferno dovesse entrarne in possesso, gli equilibri di forza salterebbero definitivamente. Non permetterò che accada»
Crowley emise un sospiro frustrato, roteando gli occhi al cielo. «Oh, fantastico. È arrivata la piuma tarchiata a fare la morale. Sentimi bene, piumino da cipria: al momento la priorità assoluta è sbloccare New York, non fare discorsi sui massimi sistemi apocalittici, per quelli abbiamo tempo dopo». Crowley fece un passo verso l'angelo, sventolando le mani con foga. «Sto rimanendo senza demoni da manovalanza! Quei polli di marmo me li stanno polverizzando uno a uno, e sono completamente a secco di contratti. New York è un fondo di anime dannate inesauribile, un polmone finanziario di cui l'Inferno non può assolutamente fare a meno. Se la città resta congelata, falliamo tutti. Tu compreso. Voi cercate un modo di salvare l’anima di Bela, io vi propongo una tregua e siamo tutti contenti».
Castiel strinse le labbra, studiando la folla invisibile oltre il vicolo. «Questo luogo è un abominio temporale, Crowley. Ma la sicurezza delle schiere celesti viene prima.»
«E allora facciamo un compromesso temporaneo, d'accordo?», propose Crowley, allargando le braccia e sfoderando il suo sorriso più untuoso. «Lasciamo che i nostri colorati amici qui presenti entrino nel nido mentre io coi miei demoni controllo le retrovie, mentre loro recuperano la spada e spezzano il paradosso per liberare Manhattan. Una volta che New York sarà sistemata e l'aria sarà di nuovo respirabile... beh, a quel punto ci giocheremo il possesso del giocattolo alla pari. Che vinca il migliore.»
Castiel rimase in silenzio per qualche secondo, senza rispondere.
«Un demone burocrate con il senso degli affari. Che noia», disse River con un sorriso sfacciato, puntando la sua pistola laser direttamente al petto di Crowley. «Senti, tesoro, non mi interessa quanti anni di contratto offri. Ma la ragazza mora serve viva alla mia linea temporale futura, e questa spada è esattamente ciò che stavo cercando per ripulire Manhattan. Quindi faremo così: noi andiamo a prendere il tuo giocattolo di pietra. Ma se provi a toccare Bela prima che io abbia finito di scrivere questo capitolo, ti assicuro che scoprirai perché nel futuro mi chiamano la stringitrice di buchi neri. Ci siamo capiti?»
Crowley guardò la canna della pistola laser, poi lo sguardo divertito di River, e infine i Winchester. Sollevò le mani in segno di resa simulata. «E va bene. Abbiamo un accordo commerciale. Ma fate in fretta, ragazzi. Le statue si stanno muovendo, e non amano chi cammina senza pagare il biglietto.»
Non appena Crowley si allontanò di qualche passo nell'ombra, giocherellando con un accendino d'oro e canticchiando un motivo jazz, Dean afferrò Sam per la giacca, trascinandolo in un mezzo cerchio serrato attorno al Dottore e a River. Bela rimase leggermente in disparte, le braccia conserte e lo sguardo fisso sul cemento, visibilmente scossa dal ritorno del suo aguzzino.
«Col cavolo che lo facciamo», ringhiò Dean a bassa voce, gli occhi che saettavano tra la bionda del futuro (o del passato, non capiva bene) e l'alieno in giacca di tweed.
«Dottore, tu non lo conosci. Fare un patto con Crowley è come invitare un vampiro a cena e offrirgli il proprio collo. Non importa quanto l'accordo sembri vantaggioso: alla fine trova sempre una clausola scritta col sangue che ti fotte»
«Mio fratello ha ragione», intervenne Sam, la voce tesa. «Crowley non mantiene mai la parola se può ricavarne un profitto maggiore. Se gli consegniamo quella spada, gli daremo il controllo totale sulle linee temporali di New York. Diventerà intoccabile. Troverà il modo di prendersi l'anima di Bela e, subito dopo, le nostre.»
«Ragazzi, vi prego. Un po' di fiducia» disse River Song, interrompendoli con un sorriso sfacciato che non ammetteva repliche. Fece girare la pistola laser sull'indice prima di rinfoderarla con assoluta disinvoltura. Si avvicinò a Dean, dandogli un colpetto d'intesa sul petto.
«Davvero pensate che io abbia intenzione di consegnare un manufatto di classe Omega a un tizio che indossa un completo sartoriale all'Inferno? Andiamo, non sono mica nata ieri.»
Sam corrugò la fronte. «Allora perché hai accettato l'accordo?»
«Perché si chiama strategia», rispose River, aprendo il suo diario blu per dare un'occhiata a una mappa stellare stilizzata. «Gli Angeli Piangenti hanno sigillato Manhattan. Al momento, l'unico modo per raggiungere il cuore del loro nido senza essere spediti nel Giurassico è sfruttare i tunnel sotterranei che Crowley ha già parzialmente ripulito con i suoi demoni. Ci serve che lui tenga occupate le retrovie. Ci serve il suo fumo nero per distrarre le statue mentre noi entriamo dal retro.»
Si voltò verso Bela, il tono che si faceva improvvisamente più morbido ma fermo. «Noi prenderemo quella spada. Ma invece di darla a lui, la userò per recidere l'Ancoraggio Temporale e distruggere gli Angeli. Una volta che il paradosso sarà sciolto, la realtà di New York collasserà per un millesimo di secondo, resettando le frequenze quantistiche. In quel millesimo di secondo, il legame contrattuale tra l’ Inferno e la ragazza sarà... come dire... temporaneamente fuori linea. Una fessura burocratica. Abbastanza da permetterci di scappare prima che lui se ne accorga.»
Dean la squadrò, ancora diffidente ma chiaramente affascinato dal piano. «E se Crowley capisce il trucco prima del tempo?»
«Se ne accorgerà solo quando saremo già sul TARDIS», concluse River strizzando l'occhio al Dottore. «Fino ad allora, facciamogli credere di essere i suoi operai personali. Agli uomini di potere piace pensare che gli altri lavorino per loro. Li rende straordinariamente ciechi»
«Ma il TARDIS è a casa di Bobby!» sbottò Dean.
«Nella vostra linea temporale sì», replicò River con un sorriso sornione. «Ma io l'ho temporaneamente preso in prestito nella mia linea temporale»
Il Dottore aprì la bocca per protestare, indignato: «Tu hai fatto cosa?! Non puoi rubare il mio TARDIS dal mio stesso passato e portarlo in mezzo a un paradosso temporale, River….»
«Shh, i dettagli dopo, sweetie»
Bela sollevò finalmente lo sguardo, un barlume di speranza cinica nei suoi occhi scuri.
«Un piano basato sulla truffa e sul furto ai danni del principe dei crocicchi. Devo ammetterlo, bionda... cominci a piacermi sul serio.»