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← MHA fanstory: Le cronache del diavolo

Creato il 25/06/2026, 16:40 · Aggiornato il 25/06/2026, 16:47

Capitolo 6: Di uomini e mostri

@azuredevil95
GeneraleCompleta

Avvertenze (opera)

  • Morte
  • Politicamente Scorretto
  • Sangue
  • Violenza
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La luna splendeva alta nel cielo, riflettendosi sulle calme acque del porto di Osaka.

La Oki Mariner era attraccata, le luci della nave brillavano debolmente nella notte.

Una figura si poteva scorgere appoggiata al parapetto del piano superiore, nientemeno che il suo capitano dall’aspetto di foca maculata con il costume blu, Selkie.

Il vecchio lupo di mare con lo sguardo perso nel vuoto in direzione delle oscure acque appariva molto pensieroso.

“Tutto bene capitano?”

A rompere quel silenzio fu una voce femminile. La figura di una giovane ragazza dai capelli corti azzurrini in divisa femminile da marinaio, con indosso un dispositivo auricolare a forma di pinne color blu.

Era la sidekick Sirius, che si avvicinava a lui al parapetto dal piano inferiore.

Il capitano si limitò a rispondergli con un accenno di sorriso. Poco dopo con nonchalance se ne andò via tornando dentro la sua cabina.

Sirius si incamminò sul lato opposto della nave raggiungendo il resto dell’equipaggio composto da tre uomini atletici, tutti e tre vestiti con la divisa da marinaio smanicati.

“Come sta il capitano?”

Domando Mick, un uomo biondo e barbuto.

“Sono preoccupata, non ha detto una parola.

Mi ha solo rassicurata con un accenno, ma perfino il sorriso l’ho trovato molto forzato per un tipo allegro come lui.”

“Hmmm…la notizia dell’attacco al festival dei fuochi dell’altro ieri l’ha proprio messo di cattivo umore.”

Disse il più giovane dei tre uomini con i capelli rasati.

“Gia ogni volta che spunta una notizia riguardante Azure Devil, l’uomo del capitano cambia di colpo.”

Aggiunse poi il più alto dei tre, completamente calvo.

“Si e lo posso immaginare il perché…

Lui è l’unico che potrebbe riuscire a stanarlo, ma non riesce a prenderlo.

Per lui deve essere frustante non poter fare nulla a riguardo, e dover sentire di come gira in completa libertà.”

“Non dire così Mick, non è colpa del capitano.”

Esclamò la ragazza marinaio.

“Lo so Sirius non lo sto incolpando. Anche noi in fondo come il capitano abbiamo avuto dei trascorsi con…l’ex-hero.

Siamo tutti sulla stessa barca.”

Rispose il biondo.

“Metaforicamente e letteralmente.”

Aggiunse ironico il calvo.

“Comprendiamo la sua sua frustrazione, ma come capo tutte le responsabilità se le addossa sulle spalle.”

“Ma questo non è giusto…

Il senpai Hitokuchi non era così quando proteggevamo le coste insieme.”

“Stai forse difendendo quel mostro Sirius?”

Insinuo il ragazzo rasato.

“No…piuttosto forse è meglio se andiamo a risollevare d’animo il capitano invece.”

Il gruppo capitano da Sirius busso alla porta, ma la trovarono aperta notando il supereroe foca fermo sul ponte di comando a sistemare dei documenti e qualche vecchia mappa nautica.

“Oh ragazzi, vi occorre qualcosa?”

“Ecco capitano…siamo passati a vedere se era tutto apposto.”

Rispose Sirius a nome di tutti.

“Oh si non ti preoccupare Sirius, stavo solo mettendo in ordine un paio di cose.”

“Ecco…veramente noi intendevamo se voi stavate bene.

In questi giorni abbiamo notato che è soprappensiero…sembra quasi un’altra persona.”

“E sappiamo che c’entra Azure Devil”.

Si intromise il marinaio rasato.

“Oh …si il festival dei fuochi.

Brutta faccenda ma per lo meno non ha avuto esito catastrofici.”

Disse Selkie senza mai distogliere lo sguardo da quello che faceva.

“Almeno per questa volta.”

“Capitano non deve rimuginarci sopra. Ci siamo anche noi su cui può fare affidamento.”

“Si la prossima volta lo prenderemo di certo.”

Esclamarono insieme i marinai fiduciosi tra loro.

In quel momento Selkie alzò il viso guardando i propri sottoposti.

“Ne siete…davvero sicuri?”

Domando loro con un tono piuttosto serio, se non apparentemente irritato.

Rimasti interdetti la ciurma non rispose, lasciando passare un breve momento di silenzio.

L’uomo foca allora riprese a parlare.

“Non siamo riusciti a prenderlo in tutti questi anni in mezzo al mare…

Nel nostro territorio, la nostra presunta specialità.

E voi ve ne uscite con “la prossima volta”…

Eppure anche voi lo avete visto come è in realtà, lo conoscete personalmente…

Ma forse sono io a essere pessimista. D’altronde lavorando con me ha imparato i trucchi del mestiere e i nostri movimenti, per cui gli riesce facile eluderci.”

Riflette l’uomo foca tornando più tranquillo.

“Infatti!…

Se non era per voi di certo quel lucertolone non sarebbe riuscito a fare carriera.

Per quanto riguarda invece la sua follia…

Beh non dovrebbe sentirsi in colpa.”

Disse il rasato.

“Già…non è più lo stesso ragazzo di un tempo.

Certo aveva un po’ il linguaggio di uno scaricatore dì porto, però era uno che si dava da fare.

Con un gran potenziale da hero…”

Rimase a sospirare il capitano.

“E di questo me ne sono accorto già tempo addietro.

Ricordate le isole Ogasawara?”

Chiese poi.

“Accidenti sono già passati quattro anni…

Eh si…”La notte dei mostri”

Brr mi vengono ancora i brividi se ripenso a quel Gashadokuro.”

Commento il rasato.

“Ancora!?

Non era un Gashadokuro, quelli si trovano nelle strade di campagna, non in mare.”

Replicò il pelato al collega.

“Può sempre esserci una prima volta no?!”

“E comunque non esistono!”

“Finitela voi due!”

Intervenne Mick.

“Però se ci pensate…

Era tutto iniziato per via di una segnalazione di uno Yokai.”

Aggiunse Sirius

FLASHBACK

Località isole Ogasawara, dette anche isole Bonin.

Presso l’oceano Pacifico a circa mille chilometri a sud di Tokyo.

La Oki Mariner procedeva a passo spedito fino a che non rallentò vedendo in lontananza i primi segni di terra, visibile ancora nella luce pomeridiana prima del calar del sole.

“Terra in vista!”

Grido il marinaio calvo.

“Ci siamo finalmente, quella è Chichijima.”

Specifico Mick guardando nella direzione dell’isola coprendosi la fronte con una mano.

“Le isole Ogasawara?

Certo che stavolta ci siamo spinti lontani.”

Commento Sirius guardando con sorpresa il posto.

“È la prima volta che le visite, se non erro?”

Domando Mick.

“Beh in effetti si.

Ma non siamo certo venuti qui a fare i turisti.”

“Già…il nostro non è certo un viaggio di piacere.

Piuttosto è davvero sicuro il capitano che possa trovarsi qui?”

Domando il rasato.

“Secondo le strane segnalazioni potrebbe trattarsi di lui, ma sono solo dei sospetti…

I residenti locali, dei pescatori hanno parlato di un Kagewani per lo più, ma nessuna menzione di Azure Devil.”

“Un Kagewani?

Noi stiamo cercando un villain, non uno Yokai.

E poi anche se fosse non è troppo scomodo nascondersi in delle isole così lontane, e anche per noi dico.

Voglio solo sperare che questa perlustrazione non si riveli un buco nell’acqua.”

“Eh Sirius si vede che sei una novellina, non è poi così sbagliata la supposizione del capitano.

Questo arcipelago potrebbe in effetti essere un ottimo nascondiglio.

Nonostante comprenda una trentina di isole solo Chichijima e Hahajima sono le sole isole abitate.

Non scordati poi che il coccodrillo nel muoversi in acqua è anche molto più veloce di un pesce vela. Senza contare che sfruttando le correnti oceaniche risparmia di certo parecchie energie.”

Spiegò Mick.

“Ma allora la storia del Kagewani cosa c’entra?”

Domando poi Sirius.

“Beh devi tenere conto che la gente del posto è molto semplice con uno stile di vita assai più lento rispetto alle aree urbane del Giappone.

Vivono per lo più di turismo, e oltre per la storia anche il folklore è parte integrante della loro cultura. Per cui non c’è da meravigliarsi se tendono a credere di più nelle superstizioni.”

“Si in questi luoghi ci sono diverse storie riguardo ad avvistamenti di mostri, alcuni anche belli grandi.

Kraken, serpenti marini ed esseri luminosi. Di sicuro avranno scambiato Azure Devil per un Kagewani, un mostro rettilesco che emerge dalle ombre.”

Si intromise il rasato.

“Capisco, tuttavia non è un mostro immaginario l’autore degli attacchi notturni…”

“Probabilmente ha attaccato chi si avvicinava troppo al suo momento rifugio.”

“E infatti è proprio così che deve essere andata.”

“Capitano Selkie!”

Esclamarono i marinai mentre l’hero lo raggiunse sul ponte.

“Basta capirlo da i resti di carcassa che ha lasciato, a detta di quello che hanno trovato gli isolani.

Il pericolo c’è, resta solo da capire in quale isola andare a cercare.

Dopo che attraccheremo parlerò con le autorità locali su ogni dettaglio della situazione.

Sperando di ricavare qualche indizio o qualsiasi altra cosa ci possa essere d’aiuto per la cattura.”

Detto così le sue istruzioni.

Diverse ore passarono prima che Selkie tornasse dal suo equipaggio.

Il capitano raccontò loro ciò che gli isolani gli avevano riferito, che proprio come segnalato gli attacchi della presunta creatura sono reali, soprattutto dopo che Selkie ha constatato i resti ritrovati dei poveri malcapitati. Tutti con evidenti segni di profondi morsi e lacerazioni.

Uno spettacolo raccapricciante che il pro-hero risparmio ai suoi sottoposti, Sirius in particolare che apparve la più scossa.

Ma riguardo gli avvistamenti preciso che le zone in cui è stato visto nelle scorse notti variavano in prossimità delle due uniche isole abitate.

“Ci divideremo per ricoprire più terreno.”

Annunciò alla ciurma.

“Io perlustrerò a nuoto le isole vicino ad Chichijima. La tipografia accidentale e le grotte subacquee potrebbero nascondere il nostro obbiettivo.

Voi invece esplorate Hahajima. Le coste frastagliate potrebbero offrire nascondigli perfetti.”

“Capitano ma è sicuro di voler proseguire da solo?”

Interveni Sirius.

“Non è troppo rischioso separarci.

Vista poi la calamità del pericolo.”

Disse poi rivolta alla ciurma cercando approvazione.

“Si comprendo la tua preoccupazione.

Tuttavia la zona da controllare è piuttosto ampia e irregolare. Dividendoci avremmo più possibilità di stanarlo perdendo meno tempo, e diminuendo così le possibilità di fuga.”

“Ma anche se lo trovassimo non potremmo collaborare.

Saremo distanti almeno per quaranta chilometri, anche con le giuste precauzioni potremmo non avere il tempo di soccorrerla o viceversa.”

“Di questo non ti devi preoccupare Sirius.

La Oki Mariner sarà veloce a sufficienza se dovesse succedere qualcosa.”

La rassicuro Mick con una pacca amichevole sulla spalla.

“Questo gioiellino può superare facilmente i 100 Nodi.”

Disse orgoglioso facendo il pollice, gongolandosi insieme gli altri due marinai.

“Questo è rassicurante…

Comunque ne siete davvero sicuro?

Non dovrebbe almeno prepararsi per il peggio.”

“Non temere Sirius, ho già preso le mie precauzioni.”

Termino Selkie con uno sguardo serio e determinato.

Senza esitazione si incammino immediatamente per l’ immersione.

La ciurma annuì porgendo il saluto militare, pronta a eseguire le istruzioni del loro capitano.

Selkie si tuffò nelle acque profonde muovendosi rapidamente per una lunga distanza, con la stessa agilità di una creatura marina.

Le isole vulcaniche di innalzano maestose dal mare, con le loro coste rocciose che sembrano scolpite da mani divine.

Mentre perlustra le grotte marine, si trovò affascinato dalla bellezza e dalla tranquillità del mondo subacqueo, tra la fauna unica del posto.

Pesci, crostacei, tartarughe marine immersi tra le barriere coralline.

Ciò nonostante non perse mai il suo obbiettivo.

Esamino ogni anfratto, ogni ombra cercando segni del villain.

Diverse volte utilizzo l’utile eco localizzazione del suo quirk animale, ma niente di sospetto.

Solo dopo una ventina di minuti riemerse in superficie per prendere fiato, ripetendo poi in seguito successivamente un’altra immersione.

Nel frattempo la ciurma di Selkie si muoveva  nelle dense foreste di Hahajima, esplorando caverne e scogliere in un clima subtropicale.

Mick al comando guidava con destrezza la Oki Mariner, mentre al suo fianco Sirius rimaneva sempre in contatto con il capitano attraverso i comunicatori.

Nel mentre rimaneva comunque allerta nella zona circostante ascoltando possibili rumori sospetti tramite il super udito di cui è dotata.

Ciò nonostante nemmeno loro trovarono tracce significative.

Passarono poco più di due ore dall’inizio delle ricerche, la luce della luna schiariva le oscure acque attorno a Chichijima.

Selkie è seduto sopra uno scoglio riflettendo sul da farsi visto gli scarsi risultati.

“Niente di niente…

Speravo almeno in un passo falso, ma niente tracce…

Ma anche se ci fossero state le onde le hanno già cancellate ovviamente.

In queste isole non ho trovato nulla di che.”

Pensò con lo sguardo abbassato osservando la bassa marea colpire le rocce, formando della schiuma bianca.

“Chissà se a Sirius è andata meglio, forse li dovrei raggiungere…anche se.”

Mentre si rimise in piedi osservò l’oscuro orizzonte, facendogli tornare in mente qualcosa.

“Più a Sud si trova Iwo Jima…

Non l’ho presa in considerazione in quanto base militare, ma è pur sempre un isola disabitata.

È piuttosto lontana ma a questo punto vale la pena dare un’occhiata.

Non è certo il solo a raggiungere lunghe distanze a nuoto in poco tempo.”

Intanto le ricerche del gruppo di Sirius proseguirono ritornando con la nave nel mare aperto proseguendo nelle isole accanto.

“Qui Sirius.

Capitano noi ci stiamo dirigendo nelle prossime isole.

Non c’è nulla da segnalare…Passo.”

Avviso Sirius dal trasmettitore facendo rapporto a Selkie.

“Molto bene.

Proseguite con le ricerche…io intanto mi sto dirigendo a Iwo Jima.

Quando avrete finito sarò lì ad attendervi, nel mentre vi precedo… passo e chiudo.”

“Come Iwo Jima?

Ma dista ad almeno più di duecento chilometri…?

Non capisco perché si spinga così lontano…ma non possiamo fare altro se non continuare.

Certo che però è insolito.”

Un’ora più tardi Selkie nuotava a tutta velocità verso la sua destinazione.

Il suo corpo snello e muscoloso tendeva l’acqua con grazia e potenza.

Con l’aiuto della eco localizzazione rilevo un rimbombo sordo proveniente dal fondo marino.

“C’è qualcosa in profondità?!

Forse è meglio dargli un’occhiata prima di entrare nell’isola.

Tanto ormai sono praticamente arrivato.”

Curioso si immerse più in profondità e scopri l’entrata di un passaggio segreto.

“Ma tu guarda un po’!”

Era un complesso di grotte sotterranee che si snodavano come labirinti.

Le stalattiti e stalagmiti creavano uno spettacolo naturale mozzafiato, ma lui non aveva tempo da perdere.

Una persona normale avrebbe potuto facilmente perdersi là dentro, ma per il pro-hero non fu un problema perdere l’orientamento, arrivando facilmente all’uscita.

Emerse in una caverna illuminata da una luce fioca, che filtrava da piccole aperture nella roccia.

Il posto sembrava deserto, ma non era disposto a correre rischi.

Seguendo l’eco scopri che il passaggio conduceva direttamente dentro la base militare dell’isola uscendo fuori da un buco con il tombino già sbloccato .

“Non credevo che ci fosse una simile via in un posto simile.”

Si guardò attorno stupito l’uomo foca, il posto sembrava deserto, quasi spettrale.

Le strutture apparivano abbandonate, notò poi diversi segni di un evacuazione frettolosa, alimentando il suo senso di urgenza.

“Sospettavo che qualcosa non quadrava.

Benché non ci siano civili quest’isola è tuttora utilizzata dai militari, presiedono poi mezzi della guardia costiera.

Per cui qualcuno dovrebbe esserci…

Mi sembrava strano che ignorassero i recenti attacchi.”

Riflette Selkie mentre avanzava con cautela.

Il capitano esplorò attentamente per venti minuti la base alla ricerca di indizi.

“Che casino…Hmmm e questo cos’è?”

Entrando poi in una stanza, che doveva essere un ufficio trovò su una scrivania dei documenti polverosi.

Sfogliandoli i suoi si soffermarono su un fascicolo intitolato “Laboratorio di Hira-shima”.

“Laboratorio di Hirashima…di che si tratta?

Se non erro è uno degli isolotti vicino Hahajima.”

Comincio ciò così a leggere tutta la documentazione.

Nel frattempo a bordo della Oki Mariner il gruppo proseguiva l’esplorazione attorno Hahajima. Il mare era calmo, ma una tensione sottile permeava l’aria.

Il gruppo concludendo il giro si decise a voler raggiungere il capitano, ma ad un tratto Sirius fermò tutti quanti con un gesto.

“Aspettate!…

Sto sentendo qualcosa.”

“Che succede Sirius?” Chiese Mick.

Con lo sguardo concentrato scrutando l’orizzonte la ragazza giro il volto in direzione di una piccola isola non molto lontana.

“Lì, in quell’isola sento rumori sospetti.”

“Quella è l’isola di Hira-shima.” Specificò il biondo.

“Abbiamo dunque trovato il mostro.”

“Non esattamente.”

“In che senso?”

Chiese confuso il ragazzo rasato alla ragazza.

“Potrebbe essere lui, ma il fatto è che sento rumori di diverse persone provenire da quella direzione.

Il che è strano supponendo non che dovrebbe esserci nessuno.”

“Hmmm un motivo in più per andare a verificare.”

“Basto io per verificare, voi rimanete nella nave.

Potrebbe prendere il largo da un momento all’altro.

Se sarò troppo esposta manderò un segnale.”

“Giusto ma è meglio non lasciarti da sola, la prudenza non è mai troppa.

Verrò io con te.”

Si propose il marinaio calvo.

“D’accordo…ma procediamo con prudenza.”

Sirius avanzò seguendo i rumori sospetti mentre il marinaio gli copriva le spalle proseguendo sulla costa.

I due arrivarono fino a una grotta nascosta dalla fitta vegetazione dell’isola.

Con cautela si addentrarono nell’oscurità illuminando il percorso con torce portatili.

Il passaggio si allargò man mano che proseguivano, incominciando a vedere a una certa distanza dei punti illuminati. Fino a che non trovarono qualcosa di inaspettato.

Il passaggio rivelò un un’inattesa base militare nascosta all’interno.

La scoperta li lascio increduli.

“Cos’è questo posto?

Non sapevo della presenza di basi ad Hahajima.” Si domandò il robusto pelato.

“Quelli però non mi sembrano dei militari…”

Come diceva per l’appunto la ragazza, davanti a loro gli uomini che spiavano non erano soldati.

Avevano più l’aria di cacciatori di tesori, dei villains.

Il luogo però oltre a essere un nascondiglio, sembrava essere anche un laboratorio notando diverse attrezzature sofisticate tra cui vari intrugli chimici in molte variegate ampolle.

Sirius osservando con più attenzione notarono poi  di molto più scioccante, alcune specie di diversi animali messi in gabbia.

“Maledetti, quelle sono tutte specie protette del posto.”

Infatti tra quegli animali c’erano specie uniche a rischio come la volpe volante, il petrello, e tartarughe marine tutte appartenenti alle isole Bonin. Tutte prelevale dalla natura e imprigionate.

Tra queste però c’è n’era una che catturò l’attenzione della ragazza dal super udito.

In un rozzo acquario vicino il tavolo da laboratorio chimico vide quella che sembrava una canocchia pavone rossastra, ma con evidenti mutazioni.

Il corpo aveva sviluppato caratteristiche anomale come due braccia aggiuntive con chele da crostaceo.

Alla testa poi è molto simile a quella di un calamaro rosso, con dei tentacoli che si muovevano inquietantemente.

“Questo è abominevole!”

Mormorò Sirius stringendo i pugni.

I due hero impavidi si misero davanti alla vista di tutti pronti a intervenire.

I cacciatori non apparvero spaventati, al limite un po’ basiti.

Tra di loro a mettersi in evidenza si fece avanti un uomo che aveva la testa mutata, della stessa forma di un pesce scorpione, si dedusse essere il leader del gruppo.

“Hmm…chi diavolo siete?

Che strano come avete fatto ad arrivare qui, pensavo che il rettile ci facesse da cane da guardia?”

Si domando il testa di pesce.

“Tsk…quel coccodrillo fa come gli pare e piace.”

Si intromise un’altro dei villains, stavolta un uomo che dall’aspetto sembrava completamente coperto di alghe.

“Ma quindi Azure Devil è in combutta con loro!”

Esclamò il marinaio calvo.

“Fermi di dove siete villains, non vi lasceremo commettere altri crimini!

Non solo vi permette di cacciare delle specie protette.

Arrivate addirittura a torturarli facendoci chissà quali malati esperimenti!”

Ringhio Sirius.

“Cosa esperimenti…?

Ti sembriamo forse dei cervelloni.”

“Credo si riferisse alla creatura.”

Si unì un uomo gabbiamo che indico con un gesto al testa di pesce l’acquario.

“Oh quella!

Ragazzina quella cosa  non è certo così per via di esperimenti.

Era già così quando l’abbiamo presa sul suo habitat naturale.”

Spiegò il pesce scorpione.

“Come?!” Disse Sirius confusa.

“Beh non sono solo gli esseri umani a disporre di quirk. A quanto pare anche gli animali ne possono disporre, anche se in forma più rara probabilmente.

Ci hai preso siamo dei contrabbandieri, ma ci limitano solo a cercare tesori.”

“Ma allora cos’è questo laboratorio?

Da quello che ho capito non è opera vostra.”

Domandò poi il marinaio nerboruto.

“In effetti questo posto è un luogo altrettanto curioso…

Non ne sappiamo molto…se non che questo laboratorio veniva utilizzato per creare una qualche arma chimica durante la seconda guerra mondiale.

Eh eh che ci crediate o meno un tipo misterioso ci ha ingaggiato dandoci queste informazioni.

Dovevamo solo trovare il punto preciso facendo un salto alla base militare di Iwo Jima.

Ed invaderla è stata un gioco da ragazzi hahaha…

O meglio entrarci, non ci siamo mica sporcati le mani noi.

L’unico inconveniente è il materiale da recuperare.

Sui dossier non c’èra nulla a riguardo, non sappiamo quanto possano essere pericoli.

Per preferiamo non rischiare.”

Continuo l’uomo pesce.

“Mmmh…magari se fate da cavie potrete avere almeno salva la vita.”

“Arrendetevi o sarà peggio per voi!”

Gli intimarono i marinai.

“Oh avete dunque già deciso peccato…

Uccideteli!”

Ordinò il leader.

Cinque uomini estrassero dei mitra incominciando a sparare dei colpi ai due eroi.

Questi ultimi con riflessi pronti si divisero cercando di mettersi al riparo.

La ragazza invece di arretrare, per un breve momento attirò tutta l’attenzione su di se.

Il marinaio sfruttando quella distrazione utilizzo uno speciale strumento di supporto molto simile a un fucile, che però sparava delle reti immobilizzanti con cui mise fuori combattimento gli uomini armati catturandoli contemporaneamente.

“Tsk dovrò pensarci io con i miei aghi avvelenati.”

L’uomo pesce dalla sua testa sparò diversi aculei intento a eliminare per primo il marinaio con il fucile.

Tuttavia fallì nel suo intento in quanto Sirius protesse il suo compagno tirando fuori la sua arma, un baton d’acciaio allungabile roteandolo con maestria deviando i colpi.

A quel punto intervennero l’uomo gabbiano e l’uomo alga aggredendo la ragazza.

Il gabbiano spiccò un balzo con l’intento di colpire con una alata l’avversaria, ma Sirius con l’utilizzo del Baton lo evito con una acrobazia facendolo invece finire davanti il marinaio calvo che lo stesse a terra con un pugno in faccia.

L’uomo alga allungo le sue estremità come dei tentacoli attorno al bastone e alla ragazza, tenendola bloccata mentre gli sfilava via l’arma.

Tuttavia il marinaio nell aiutare la collega fu molto tempestivo.

Con un grosso coltello fendette le alghe del villain liberandola subito e recuperandole anche il Baton.

“Oh grazie.”

“Visto che ho fatto bene a seguirti.”

Con sincronia i due hero agirono rapidamente.

Nell’avanzare Il marinaio tagliuzzò tutte le estensioni dell’alga umanoide, e Sirius lo mise al tappeto con una botta in testa.

Rimase solamente il leader dalla testa di pesce, ora intimorito prese nuovamente a sparare i suoi aculei.

Tentativo che si rivelò molto vano in quanto Sirius con eleganza deviò ancora una volta i suoi attacchi per poi finirlo con una bastonata al volto.

“C’è l’abbiamo fatta!”

Esulto la ragazza.

“Per questa volta c’è l’abbiamo fatta.

Per nostra fortuna questi tipi non erano molto addestrati.

La prossima volta signorinella non buttarti subito nella mischia.

Poteva finire diversamente.”

La ammoni il marinaio.

“Si hai ragione, la prossima volta non mi farò prendere dalle emozioni.

Piuttosto meglio se adesso liberiamo gli animali.”

Senza perdere tempo i due diedero la libertà alle povere creature del posto.

Portarono fuori le gabbie aprendole con cautela lasciando poi che gli animali si muovessero di loro iniziativa.

Rientrando alla base Sirius si guardava intorno controllando se ci fosse ancora qualcosa da liberare.

Ma a parte la creatura mutante non c’era più niente.

Il marinaio calvo per sicurezza confiscò tutte le armi e munizioni che trovo in giro.

Sirius allora decise di indagare vicino al laboratorio in cerca di qualsiasi cosa potesse rivelarsi una utile traccia.

La ragazza tuttavia presa dalla curiosità non si era accorta che alle spalle il villain testa di pesce aveva ripreso i sensi, rimettendosi in piedi.

Con cautela il cacciatore tirò fuori una fiala di colore rosso, si trattava della droga potenzia quirk Trigger e stava per iniettarsela.

“Attenta Sirius!”

Grido il calvo vedendo il pericolo.

Sirius colta di sorpresa si giro colpendo il villain con il Baton ma accidentalmente lo fece sbattere contro il tavolo con sopra le misteriose ampolle chimiche.

Rovesciando anche l’acquario con dentro la canocchia. La droga si le diverse sostanze chimiche finirono addosso la creatura mescolandosi in una doccia folle che la trasformarono…

Tornado a Iwo Jima, nella base militare Selkie terminò di leggere i documenti, incredulo sull’esistenza di un laboratorio molto pericoloso.

“Assurdo…gli orrori della guerra non cessano mai.”

Ma proprio mentre stava assimilando queste informazioni una figura apparve all’ombra.

“È da parecchio che non ci si vede… Capitano.”

Facendo un paio di passi avanti uscendo dalla penombra apparve un uomo molto alto e largo di spalle con una canotta grigio scura

Ricoperto di squame bluastre con tratti rettileschi con dei grossi bracciali neri.

“Tu…Hitokuchi!”

L’uomo foca stupito riconobbe immediatamente il coccodrillo azzurro.

Il rettile stava per aprire bocca, ma non fece in tempo di dire una parola che il pro-hero si avvento con furia contro di lui colpendo in faccia con un gancio destro.

Rapidamente poi lo afferrò e lo lancio contro una parete che finì in frantumi, atterrando in una nuova sala.

Selkie entrando vide del sangue sulle pareti notando poi per terra una mano insanguinata, che ne seguì una diversa scia di cadaveri mutilati.

Lo sguardo di Selkie ritorno poi su quello del villain che si stava rialzando con calma.

Presso dalla furia cieca si avvento ancora una volta su di lui buttandolo a terra, cominciando a martellarlo di pugni.

Una raffica di colpi spaventosa che ne crepo la pavimentazione nel susseguirsi degli impatti.

“Perché…DIMMI PERCHÉ!”

Ruggì l’eroe mentre continuava a colpirlo a terra.

“Perché…cosa?

Domando il coccodrillo dallo sguardo stranamente impassibile, con il sangue scendergli dalla bocca.

“Perché non reagisci?

So di cosa sei capace maledetto!”

“È bello forse che un figlio picchi un anziano padre?

Per me è più o meno una cosa del genere.”

“Mi vuoi forse prendere in giro…credo che non li veda i tuoi massacri?

E poi non sono così vecchio bastardo insolente!

Avanti combatti! Combatti codardo!”

Ringhio ancora una volta tempestandolo con altri colpi dall’alto.

“Non contro di te.”

Rispose rimanendo completamente immobile.

A quel punto Selkie si alzò da terra ansimante guardando il suo avversario con riflessione, ma senza che la rabbia scemasse.

“Mi dispiace capitano, so di averle causato molto problemi…e di certo anche delusioni.”

Si scusò il coccodrillo alzando solamente il busto cercando lo sguardo del vecchio mentore.

“Problemi dici?

Ho sempre saputo che sarebbe stato facile per te interagire con il mondo degli eroi.

Non che non lo capisca, siamo entrambi degli eteromorfi. È naturale che possiamo apparire a tratti…spaventosi.

Ma malgrado tutto le cose poteva cambiare…avresti potuto cambiarle tu stesso.

Tu avevi un enorme potenziale, ti ho insegnato tutto ciò che sapevo ed è così che mi ripaghi…

Buttando tutto all’aria!

Io ancora oggi non mi capacito di questo…tuo cambiamento.

Perché…perché sei arrivato a questo?

Sei…sei davvero diventato una bestia assetata di sangue.”

Si sfogo Selkie parlando con rabbia, mista a delusione e rimorso.

Mentre continua a guardarsi in torno quella stanza circondati dai resti di poveri innocenti.

Il coccodrillo ascoltandolo per un momento abbasso anche lui lo sguardo per la delusione.

Ma poi lo rialzò nuovamente all’eroe.

“Già…sono totalmente cambiato, ma non sono stato io a fare questo.”

“Continui ancora, ti sembro un idiota?

Guardati attorno…mi fai pensare che volessi emulare lo stesso incidente di Chichijima durante la guerra…

Cos’è volevi far ricordare gli stessi riprovevoli atti di cannibalismo su quei poveri soldati!?”

“Tu non capisci, non è andata come credi tu…e nemmeno come credono tutti!”

“Si certo continua a negare l’evidenza ragazzo…quanto pensi di andare avanti così?

Quanto ancora porterai avanti questa scia di sangue, non ti bastano tutti questi morti!?”

“Fermerei tutto se potessi, ma credimi non dipende da me.”

“Certo incolpa pure il raptus omicida che mascheri con amici immaginari, lo sdoppiamento di personalità o come preferisci chiamarla.

Le mani sporche sono sempre le tue!”

“Io non sono pazzo Selkie!

C’è davvero qualcun’altro, almeno tu mi devi credere…?”

Il coccodrillo smise di parlare rimanendo con la bocca spalancata.

Selkie aveva tirato fuori da una fondina una pistola scura, una semi-automatica all’apparenza con una linea blu a saetta, e la stava puntando dritto in faccia all’incredulo coccodrillo.

“Basta così ragazzo…questa storia deve finire.”

Disse il lupo di mare con un tono privo di emozione.

Il rettile continuava a fissare l’arma alternando lo sguardo a quello dell’eroe.

Aveva una espressione da cane bastonato.

Con il volto cupo si asciugo con il braccio il sangue dalla bocca, per poi rialzarsi in piedi con nonchalance, come se non avesse per nulla paura dell’arma da fuoco.

“Non fare un’altro passo.”

Lo avverti l’eroe.

“Altrimenti?

Che pensi di fare con quella, su di me i proiettili non hanno effetto.”

Gli rispose sicuro di se, al tempo stesso come fosse distaccato.

“Si…ma questa non spara proiettili.”

Selkie a quel punto abbasso l’arma sulla gamba del villain premendo il grilletto.

Ma quello che uscì fuori non fu proiettile come precisato, ma un raggio che iniziò a congelargli le gambe.

“Ma che!?”

Esclamò il rettile che perse l’equilibrio cadendo a terra.

“È una pistola congelante, so qual è la tua debolezza ti conosco bene.

Me la sono procurata nell’eventualità ci fossimo incontrati.

È costata parecchio ma è servita per catturarti…

Ora potrai assumerti le tue responsabilità con la giustizia.”

“Stai commettendo uno sbaglio Selkie!

Così mi non mi aiuti affatto!”

“Io sto cercando di aiutarti figliolo.

Faccio in modo che tu ci costringa ad abbatterti.”

Selkie sparo nuovamente un secondo raggio che congelo tutto il corpo dell’uomo coccodrillo.

“Probabilmente dopo scongelato ne risentirai parecchio.

Ma almeno posso trasportati in tutta sicurezza…eh?”

Selkie notò che il ghiaccio si stava rapidamente sciogliendo, cominciando poi a creparsi fino a rompersi.

Da il corpo del criminale di poteva vedere fuoriuscì un improvvisa ondata di calore.

Rimettendosi in piedi emanava un aura minacciosa.

“Ma…ma come?”

“Spiacente Selkie, certi trucchetti non funzionano più con me.”

Selkie punto nuovamente la pistola su Azure Devil però quest’ultimo con una codata gliela butto via di mano.

L’eroe a questo punto riprese da dove aveva iniziato, con lo scontro diretto.

Sfogo una serie di pugni combinati, ma tuttavia l’avversario deviava con una certa abilità.

Selkie allora sferrò un calcio rotante all’addome del rettile.

Il colpo però non sorti alcun effetto, anzi rimbalzo indietro all’eroe.

Il capitano tuttavia non demorse, prese la rincorsa compiendo un balzo sferrando un colpo pesante.

“Selkie Punck!!!”

Sferro la sua mossa speciale colpendo qualcosa che generò un onda d’urto nella stanza alzando un polverone.

Ma incredulo il rettile fermò il suo attacco bloccandogli il pugno con la mano aperta.

Selkie rimase basito dalla facilita con cui l’aveva bloccato, mentre il coccodrillo lo fissava con uno sguardo inespressivo.

Azure Devil cominciò poi a fare forza piegando il braccio dell uomo foca, che non riusciva a controbattere finendo per mettersi in ginocchio.

In quel momento il capitano guardandolo meglio si rese conto di quanto massiccio e imponente era diventato a distanza di anni.

Azure Devil poi con il braccio libero sferrò un rapido colpo sul braccio bloccato, e poi un fulmineo calcio sulla coscia dell uomo.

Lasciando la foca barbuta con gli arti che non riusciva a muovere, completamente addormentati.

“Che cosa mi hai fatto!?”

Esclamò incredulo e confuso.

“Non ti spaventare, tra un paio di minuti potrai tornare a muoverti…stattene tranquillo, io me ne vado.”

“Fermo!

Non penserai che finisca così!

Ti ordino di fermati!”

Il coccodrillo ovviamente lo ignoro andandosene via per la sua strada.

“TI HO DETTO FERMATI!”

Con forza di volontà Selkie usando l’unica gamba funzionante salto alle sue spalle con l’intento attaccare…però…

“TOGLITI DI MEZZO!”

Con un manrovescio Azure Devil colpi talmente forte l’uomo foca da farlo sbattere su diversi muri per farlo poi finire fuori dalla base a giacere dolorante nel terreno.

“Tsk..mi hai costretto tu a farlo.”

Voltando le spalle Azure Devil usci fuori dall’ edificio, compiendo poi un balzo sovrumano tuffandosi nelle acque sotto la scogliera sparendo poi in profondità.

Selkie con il sangue alla bocca strisciava per terra vedendo la scena impotente.

Non poteva fare niente ma il suo senso del dovere lo spronava a volerlo raggiungere.

Dopo diversi minuti tutto un tratto il suo comunicatore si attivò di colpo, stava ricevendo una comunicazione dal suo equipaggio.

“Qui…cough…qui Selkie cosa succede?”

“Capitano venga subito siamo nei guai…LUI È QUI!”

Molto prima:

La Oki Mariner è ferma in mezzo al mare, in un punto fisso.

Mick è dentro la cabina la di pilotaggio davanti il comunicatore in attesa di nuovi aggiornamenti.

Nel mentre il marinaio più giovane sperando di avvistare qualcosa, impaziente girava sui parapetti della nave con fare da sentinella.

Tutto taceva, tutto era calmo.

Tuttavia i due non sospettavano che sotto le scure acque qualcosa si aggirasse totalmente indisturbato.

La creatura si avvicinò alla base della imbarcazione staccando via con un’artigliata le catene che tenevano attaccata l’ancora.

La barca così senza preavviso inizio a muoversi da sola.

“Hmm…perché ci stiamo muovendo?

Mick perché ci stiamo muovendo!”

Grido al collega.

“Non ne ho idea…è davvero strano?”

Il rasato poi noto una strana figura emergere dall’acqua, all’ombra della nave.

Incredulo intuì immediatamente chi fosse notando subito l’aspetto animalesco dell’individuo dalle multiple zanne, ricoperto di squame con una coda lunga e letale come una mazza ferrata.

Ma rimane intimorito di più da quello che fece uscendo fuori.

Il mostro sali dalle acque tastando l’imbarcazione, cominciando poi a squarciarla con gli artigli.

Attorno al busto si era legato intorno a una spalla la catena con cui era ancora fissata l’ancora tranciata.

Il tutto mentre fissava con occhi rossi rettiliani lo spaventato marinaio.

La cosa tuttavia che lasciava senza fiato il ragazzo era vedere che quell’essere non stava più nuotando, ma proprio camminando sopra la superficie liquida.

“Azure Devil!…

Sta…sta camminando sull’acqua?!”

“Eh già cammino sopra le acque proprio come quel tizio famoso.”

Il minaccioso coccodrillo poi salto in alto atterrando sopra il parapetto.

Una caduta talmente pesante da far dondolare l’intera nave, i due marinai dovettero aggrapparsi al qualcosa per non cadere.

Nel mentre l’intruso aveva cominciato a passeggiare tranquillamente sopra il ponte roteando l’ancora a modi di gioco.

“Ho trovato questa mentre venino. Mi piaceva cosi l’ho presa…adesso è mia.

E forse penso che presto lo sarà anche questo cesso galleggiante.”

Disse gongolandosi, beffandosi dei due uomini a bordo rimasti congelati dal terrore.

HIIISSHH!!!

Fu come un verso alieno provenire dall’isola.

Uno strano evento cancellò la tensione nell’aria con una nuova preoccupazione.

Inaspettatamente i due marinai e il villain compreso videro qualcosa di anomalo uscire dalla costa.

Una creatura di dimensioni gargantuesche compari uscendo fuori dalla terra frantumando le superfici rocciose, sibillando  versi di minaccia.

A vista d’occhio la creatura in piedi superava i dieci metri di altezza, quanto in lunghezza il corpo da crostaceo probabilmente il doppio.

Dotato di molte zampe appuntite per il movimento, e quattro braccia.

Due molto massicce simili a quelli dei crostacei, e altre due più interne attaccate al petto simili a delle clave.

In contrapposizione al resto del corpo la testa era quello di calamaro furioso con occhi scarlatti.

Con cui sopra la fronte altri due occhi violacei aggiuntivi molto più peculiari, che rifrangono la luce.

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“Che cazzo è quell’aborto?”

Domando il coccodrillo bluastro spezzando come l’incanto di tutti rimasti fissi a osservare la scena.

Mick proprio allora si accorse di un motoscafo arrivare da Hira-shima vedendo a bordo Sirius e il terzo marinaio.

Con iniziativa Mick prese il comando accelerando di colpo andando in contro ai suoi compagni.

Il movimento improvviso della imbarcazione fece perdere l’equilibrio al cattivo scivolando per terra rischiando di cadere fuori.

Il rasato sfruttò l’occasione per andare sotto coperta a recuperare qualcosa con cui difendersi.

“Che cosa è successo Sirius!

Da dove arriva quel mostro?!”

Comunico il barbuto alla ragazza.

Sirius però non rispose.

La ragazza a bordo del motoscafo è scioccata, non solo perché stava scappando da un Kaiju vorace e impazzito.

Ma anche perché ripensava con orrore a ciò che successe in precedenza.

“È colpa mia…

Quel mostro è colpa mia!”

Si ricordo di come l’uomo pesce venne velocemente mangiato vivo dalla testa ai piedi dalla canocchia ancora dentro la grotta si stava rapidamente ingigantendo.

La trasformazione dolorosa dell’essere le fece acquisire una furia e una fame senza precedenti facendo a pezzi gli uomini alga e gabbiano con le chele, e spiaccicando con le clavi gli uomini catturati nella rete.

I due hero fortunatamente scapparono appena in tempo da quell’orrore, recuperando uno dei motoscafi dei deceduti villains.

Ma adesso i due sono tutt’altro che al sicuro, il Kaiju gli stava dando la caccia.

La creatura nonostante la mole anche in acqua riusciva a nuotare a una velocità molto elevata, tant’è che in poco tempo il motoscafo venne raggiunto.

Un’enorme chela blocco il mezzo di navigazione.

La creatura lo aveva alla sua merce, nulla sembro poté fermare l’inevitabile per i poveri marinai.

BOM!

Un improvviso impatto d’un tratto si verificò lasciando libero il motoscafo permettendo la fuga.

Sirius confusa giro lo sguardo per capire cosa fosse successo.

Spalancando gli occhi con sorpresa di tutto il coccodrillo con un balzo si era avventato contro il mostro colpendolo con un pesante pugno in faccia.

“Stronzo osi rubarmi la scena.”

Ringhio il villain che tuttavia sorrise con un certo interesse al Kaiju.

La creatura invece apparve piuttosto irritata dal suo intervento, reagendo subito lo scaccio via con un manrovescio della chela.

Azure Devil venne lanciato via in aria, ma con una certa rapidità di pensiero lancio la lunga con l’ancora riuscendo a legarla all’arto del mostro.

Ritornando indietro rapidamente colpendolo nuovamente d’impatto con un dropkick.

La canocchia mutante rispose nuovamente con una zampata, ma stavolta sbattendolo in basso in acqua.

Le barche si mossero bruscamente a seguito di quell’azione.

Gli eroi ormai capirono che in quell’assurdo scontro per la loro incolumità potevano solo fare da spettatori.

Il coccodrillo poi riappari saltando fuori dall’acqua dai fianchi della canocchia colpendolo al busto con un pesate pugno.

In seguito si rituffò in acqua disorientando l’avversario ripetendo l’attacco, ripetendolo più volte a gran velocità in diverse direzioni.

Lo schema apparve efficace, ma la creatura lo rese inutile decidendo di usare le sue clave.

Come un pugile sferrò un fulmineo diretto che spezzò quella raffica di attacchi scagliando il rettile azzurro contro la superficie della acqua più e più volte come fosse un sassolino.

“Spaventoso!”

Disse il marinaio rasato.

“Già…la canocchia pavone possiede veramente il pugno più forte del regno animale.”

Commento il marinaio calvo.

Con loro sorpresa videro che il coccodrillo era miracolosamente in piedi, letteralmente sull’acqua.

“Rahahahah…AHAHAHAH!

Rise come un pazzo, una risata malefica da far gelare il sangue ai presenti.

E continuo a ridere mentre riprese il contrattacco correndo come una bestia famelica nell’oscurità con solo la scia degli occhi purpurei a poterlo distinguere.

Con agilità evito attacchi diretti arrampicandosi sull’immenso crostaceo ferendolo con artigliate e morsi al volto, arrivando anche a tranciare i tentacoli che lo intrappolavano.

Da qui si scopri un’altra peculiarità del mostro.

I tentacoli si rigeneravano e i diversi sfregi guarivano dopo poco.

Tuttavia anche allora il diavolo azzurro continuava a ridere.

Arrivando poi a legargli la catena attorno al collo incominciando a strangolarlo.

Sirius assistendo a tutto questo non poté che rimanere inorridita.

L’uomo davanti a lei non sembrava più il senpai gentile che ricordava.

Pur sapendo dei suoi trascorsi in cuor suo non aveva mai accettato la cosa.

“Lui…lui non può essere il Senpai…

No sarà anche cambiato, però ci sta aiutando…giusto?”

Disse la ragazza negando evidentemente la realtà.

“Aiutarvi…Che stai dicendo ragazzina?

Non fraintendermi, io sto semplicemente facendo capire chi comanda a questo bastardo eheh!”

Gli disse Azure Devil.

“Capito cocco?

SONO IO IL RE DEL MARE QUI!”

Continuo stuzzicando la creatura.

La ragazza non ci voleva credere, eppure anche i suoi compagni lo avevano capito da un pezzo.

La persona davanti a lei è davvero un mostro come si diceva…gli veniva quasi da piangere.

“Ma che succede la creatura d’un tratto si è come calmata?”

Fece notare Mick a tutti vedendo che perfino il villain aveva smesso di lottare.

Anzi aveva iniziato ad accarezzarlo lasciando tutti di stucco.

“Non dirmi che l’ha davvero domato!?

Disse sbigottito il rasato.

“Povera creatura.”

Disse il coccodrillo.

“Ci credo che è incazzato con tutti.

Si stava facendo semplicemente i fatti suoi.

Finche qualcuno non l’ha messo in gabbia e gli ha fatto questo.”

Continuo il villain mostrandosi stranamente comprensivo.

“Di che vi sorprendete coglioni?

Siamo tutti e due delle bestie, è ovvio che ci capiamo…

Sai una cosa in fin dei conti è solo colpa degli umani.

Non dovremmo perdere tempo qui.

Dovremmo prendercela con loro piuttosto.”

Disse incitando il mostro che sembrava davvero ascoltarlo.

“La natura che si vendica dell’uomo…e partiremo da quell’isola!”

Comunico al mostro indicando l’isola Hahajima visibile a diversi chilometri di distanza.

HIIISSHH!!!

“Ahahah si andiamo!..Cazzo che figata!

MORTE AGLI UMANI!!!”

Minaccio dirigendosi proprio lì mettendosi comodo sul Kaiju.

Un orrore dopo l’altro, sembrava di assistere all’ascesa di un principe dell’inferno che galoppava un demone marino salito dalle profondità degli abissi.

“Non possiamo permetterglielo!” Ordino Mick.

“Dobbiamo assolutamente fermalo!”

Disse il marinaio pelato prendendo il comando del motoscafo raggiungendo l’Oki Mariner.

“E per farlo dobbiamo usare ogni mezzo”

Disse poi passando le armi che aveva sequestrato ai villains.

“Certo.

Dobbiamo guadagnare tempo facendo da esche.

Io chiamerò il capitano e tutti i rinforzi possibili.”

Rispose Mick esponendo la tempestiva strategia.

Tutti annuirono mettendosi all’inseguimento del mostro marino dividendosi.

Decidendo i ruoli Sirius guidò il motoscafo a tutta velocità mentre il marinaio calvo armato fino ai denti sparava al mostro attirando l’attenzione.

Diverse ore sono passate da quando iniziato la loro ricerca del villain.

L’alba doveva ancora apparire all’orizzonte, ma il cielo cominciava man mano a schiarirsi.

Mick era arrivato più volte a superare i cento nodi tenendo testa alla velocità della canocchia.

I marinai con manovre elusive e abilità per diverse e lunghe decine di minuti erano riusciti a non far avvicinare i due mostri nell’isola abitata, allentandoli fino ad un certo punto in mare aperto.

Questa strategia non sarebbe durata ancora a lungo.

Con l’avanzare della della battaglia i marinai incominciarono a essere a corto di munizioni e anche di carburante, era solamente una questione di tempo.

Inoltre le condizioni meteorologiche non sembravano delle migliori.

Un improvviso cambio di vento aveva portato con sé nuvole da pioggia, con il possibile rischio di tempesta.

Il mostro ormai si avvicinava sempre al porto dell’isola, pronto finalmente a sfogare la sua furia.

Ma poi entrò in scena Mick tagliandogli la strada.

La creatura ormai stufa comincio a illuminare gli occhi aggiuntivi per l’irritazione.

Quegli occhi violacei si caricarono di scariche elettriche, che al loro culmine vennero sparati dei fulmini mirati alla nave.

Mick riuscì per un pelo a evitarli colpendo al suo posto uno scoglio.

“Merda di male in peggio!”

Dichiarò il giovane rasato.

“Non temete sto arrivando!”

“Questa voce?”

“È il capitano Selkie!!!”

Riconobbero il duo di Sirius.

L’uomo foca sfrecciava a tutta velocità su un rapido motoscafo militare che aveva trovato in precedenza a Iwo Jima.

Sì sorprese nel vedere le due “creature” assieme.

“Tutto questo va oltre il normale soprannaturale a cui siamo abituati.”

Commento allibito il capitano.

“Purtroppo ci vorrà altro tempo per l’arrivo dei rinforzi.

Ma non temete ci sono qui io ora!”

Ruggì L’hero.

Con una mossa folle l’uomo foca andò a tutta velocità contro il Kaiju con il mezzo, buttandosi poi in acqua all’ultimo momento.

Un colpo avventato con tanto di esplosione, ma non letale per il mostro difeso dalla spessa corazza.

“CAPITANO!”

Sirius corse immediatamente a recuperare l’eroe.

il Kaiju vedendola arrivare vicino non attese per il contrattacco, spaccando l’imbarcazione con una martellata.

A seguito dell’impatto che cappottò il mezzo, la ragazza finì in acqua perdendo i sensi mentre il pelato riuscì a mantenersi con la testa fuori dall’acqua aggrappato a qualcosa.

“Ohohoh la ragazza è mia!”

Esclamò Il rettile notando la ragazza affondare.

Saltò poi  via dal suo alleato tuffandosi in acqua….

La ragazza marinaio sputo fuori l’acqua tossendo.

Aprendo gli occhi Sirius vide stranita di essere distesa su una spiaggia.

“Sabbia…come ho fatto ad arrivare sulla spiaggia?”

Il vento è forte, il mare agitato.

Le onde sbattevano forti sugli scogli.

Girando lo sguardo in giro vide in mezzo al mare agitato la lotta contro il demone marino proseguire incessantemente.

Tutto l’equipaggio è sul ponte della Oki Mariner.

Selkie con la sua pistola congelante stava ghiacciando la testa da calamaro della canocchia.

Tuttavia Azure Devil non c’era, ne lo vedeva da nessuna parte.

“Dov’è finito!?..

Mi ricorda che stava nuotando dopo che sono caduta…ma poi…

Cosa è successo, cosa diamine sta succedendo?!”

Si domando tra se non capendo più nulla.

“Un momento sento delle voci…aspetta…

Com’è possibile!”

Con il suo quirk sentì qualcosa di impossibile.

Qualcosa al punto da credere di avere una allucinazione sensoriale.

L’attenzione poi ritorno nuovamente alla mostruosa battaglia, con delle spiacevoli conseguenze.

Il mostro marino caricando energia elettrica su libero dal congelamento sparando uno dei suoi raggi sulla pistola disintegrandola.

Gli altri suoi fulmini invece finirono in mezzo alla spiaggia colpendo alcuni degli edifici portuali.

La creatura poi sollevò l’intera imbarcazione lanciandola contro il terreno sabbioso, finendo poi per sbattere contro la scogliera.

Sirius assistendo scioccata corse immediatamente dai suoi compagni.

Arrivando davanti a lei solo il capitano si muoveva ancora, mentre gli altri non era nemmeno sicura che fossero vivi finché non li sentì ancora respirare.

Per quanto potesse apparire inutile si armò del suo baton d’acciaio per assistere Selkie.

Ma ben presto lo lasciò cadere…

Selkie con le ultime forze affrontò la creatura a mani nude, saltandogli addosso, venendo però inesorabilmente sbattuto a terra.

La disperazione a quel punto si impossessò della ragazza.

La pioggia si intensificava, Sirius invece di scappare si appresto a soccorrere il pro-hero.

“Capitano si svegli!…

LA PREGO APRA GLI OCCHI!”

Imploro singhiozzando la ragazza.

Nel medesimo momento la creatura avanzò verso di loro sibillando minacciosamente.

Sirius tremava, ormai non sapeva più cosa fare…

A parte urlare per lo sconforto implorando aiuto…

RUMBLE! RUMBLE!

La terra cominciò a tremare ritmicamente.

Sirius sentiva qualcosa, come dei grossi che si avvicinavano.

Perfino la canocchia percepì questo insolito cambiamento, girandosi indietro come se qualcosa stesse arrivando dal mare.

ROAAARRR!!!

Dalle acque emerse una seconda creatura.

Un titano squamato e imponente da tenersi in piedi su due zampe, dalla forma quasi umanoide.

Ruggì minaccioso crostaceo gigante avventandosi contro.

La canocchia rispose a suo modo con un sibilo minaccioso andandogli in contro a sua volta.

Ma fu il primo a incassare un pesante pugno al volto da farlo cadere a terra.

Il rettile poi sollevò con le possenti braccia il lungo corpo del mutante lanciandolo lontano dalle zone abitate lungo la riva del mare.

Nonostante l’impatto della caduta la canocchia mutante rotolando si rimise subito in piedi avanzando velocemente contro il secondo mostro marino che già lo stava intercettando.

La canocchia sparò dagli occhi delle saette al volto dell’avversario.

A seguito di questo dovette rallentare coprendosi, dando però così la possibilità di essere afferrato da delle mastodontiche pinze crostacee che gli stritolavano la carne.

La bestia squamata ruggì per il dolore, ma successivamente gli restituì lo stesso torto afferendo una delle due chele spezzandogli il braccio seguendo a suo volta un sibilo dolorante.

Il rettile umanoide colpì il mostro con una raffica di artigliate lacerandogli diverse parti del corpo.

Tuttavia a seguito della rigenerazione la canocchia riprese presto l’uso del braccio rotto tornando così a strangolare il mostro marino.

Inoltre cominciò a tartassarlo con le clave che ne seguì una raffica di pugni spacca corazza, dei colpi veramente devastanti.

Tuttavia seppur avvantaggiata la canocchia, non era la sola a mostrare una innata resilienza.

Il mostro rettile infatti cominciò a strangolare a sua volta il suo aggressore rimontando.

I due mostri finirono per rotolare per terra senza mai staccarsi le zampe di dosso.

Ad un certo punto la canocchia rimase con la schiena per terra costretta a subire la furia del rettile che aveva trovato la posizione di vantaggio.

Inaspettatamente il crostaceo abbandonò la presa al collo afferrandogli le braccia  tenendolo fermo.

Riprendendo a martellarlo con le sue clave spacca ossa al busto.

Il rettile sembrò patire di una terribile agonia, ma la crudeltà della canocchia non si fermava a questo.

Nel mentre i suoi occhi avevano caricato tanta di quella energia elettrica che appena la punto su di lui elettrificandolo.

Lo fulmino così tanto che si poteva vedere lo scheletro per intero.

Nel mentre Selkie sostenuto da Sirius si era ripreso assistendo increduli alla lotta.

E inoltre anche molta gente del posto uscita dalle abitazioni stava assistendo a quella lotta surreale.

L’esito alla vista di tutti apparve ormai chiaro, e ben presto dovettero temere per la loro incolumità.

Il terrore stava per prendere il sopravvento sugli isolani.

L’unica a non essere d’accordo era Sirius che nel giro di poco riprese un barlume di sicurezza.

Il suo udito le diceva che il cuore del secondo mostro batteva ancora.

ROOOOOAAAARR!!!

Un secondo ruggito a bestia, ancora più potente del precedente tuono per tutta l’area.

Nel mostruoso teschio si accesero due fiamme scarlatte da rivelare un’ira primordiale.

E nonostante continuasse a venire fulminato, il cosiddetto drago marino afferrò con rabbia le clave della canocchia strappandogliele via.

Il sangue misto a materia giallastra schizzo sulla spiaggia.

In quel momento il marinaio rasato riprese i sensi osservano la scena, per poi svenire nuovamente.

La creatura lanciò versi acuti, ma la figura scheletrica non si fermava dal desiderio di annichilire.

Strangolo nuovamente la bestia a terra, con una forza maggiore da spezzare il carapace e poi sbattergli ripetutamente la nuca a terra, allungando poi le fauci sbranandogli una parte della testa da calamaro, strappando una parte della faccia e un occhi elettrico.

La sua furia non aveva limite arrivando anche strappare una delle chele e usarla lui stesso contro il suo possessore…

Per poi martellarlo con i pugni come un primitivo.

Una brutalità tale che terrorizzò ancora di più gli spettatori, che paradossalmente non riusciva a distogliere lo sguardo.

Il drago poi si rimise in piedi lanciando con noncuranza il corpo del crostaceo contro l’acqua.

In seguito si lanciò poi contro esso trascinandolo con lui nelle profondità dell’oceano.

Nei momenti successivi nessuno aveva idea di cosa stesse succedendo nelle profondità, però sono abbastanza sicuri che le scosse di terremoto che ne seguirono fossero a causa di quegli esseri.

Ovviamente nessuno aveva il coraggio di andare a verificare.

In lontananza gli abitanti videro poi una gigantesca onda anomala inondare l’isola di Hira-shima.

La canocchia l’aveva fatta a pezzi, ma era ancora viva e agonizzante.

Il crostaceo martoriato era finito su degli scogli appuntiti finendo impalato.

Il rettile bipede è anche lui presente, fermo immobile a osservare per qualche momento, e in seguito a infliggergli il colpo di grazia.

Un ruggito riecheggio nell’oceano.

Un urlo che si poteva udire a chilometri di distanza a testimoniare la fine di quella battaglia.

E per finire anche il misterioso mostro marino, da dove apparve sparì nelle acque oceaniche.

FINE FLASHBACK

Ritornando al presente i membri dell’equipaggio ricordarono con un certo astio quelle vicende.

“Si è stata una notte che non ti scordi nemmeno volendo.”  Commentò Mick.

“Eh si…in fin dei conti l’unico mostro che abbiamo visto è stato quel crostaceo…

Fatta eccezione per lo scheletro gigante, noi tre c’è lo siamo persi quel…com’è che gli isolani lo hanno chiamato?” Aggiunse il rasato.

“Wani…è questo il soprannome che gli hanno dato gli isolani.

Uno Yokai rettilesco definito un sovrano o un dio del mare. A seconda delle leggende può prendere anche forma umana….direi che è più azzeccato.

È un vero peccato che lo abbiate visto rimettere apposto la nave incagliata.”

Spiego il capitano.

“Come?!” esclamarono gli uomini.

“Si…dopo lo scontro lui è ritornato indietro.

Con se ha portato un po’ di foschia ma si riconosceva…abbiamo temuto il peggio per un momento.

Ma ha semplicemente tirato via la barca, e poi se ne andato via….”

Spiego poi Sirius senza però entrare troppo nei dettagli.

“Che storia…io ero convinto che quando si riferivano a un rettile gigante pensavo che fosse intervenuto Godzillo.”

Disse con lieve delusione il marinaio rasato.

“Sapete ciurma mia…

Questa settimana è stata piuttosto pesante.

Parlare di mostri non aiuta di certo.

Perché non andate in qualche locale a divertirvi, vi do il permesso.

Magari vi raggiungo in seguito.”

“Oh grazie capitano…tu non vieni Sirius?”

“Vi raggiungo anch’io dopo, devo prima finire un piccolo inventario.”

I tre marinai se ne andarono dalla cabina lasciando soli Selkie e Sirius.

Lui stava leggendo dei documenti, mentre lei l’osservava con un espressione al quanto mogia.

“Che ti prende?

Ti senti ancora in colpa per quella canocchia.

Non essere dura con te stessa…sei stata avventata ma non potevi certo immaginare che sarebbe finita in quel modo.”

Cerco di rassicurarla la foca barbuta.

“In parte si… quella volta sono stata irresponsabile.

Per un mio errore saremo potuti…non essere più qui.”

“Non sei la sola che commette errori, siamo degli esseri umani in fin dei conti.

Dopo che il laboratorio è stato preso il custodia, i resti ritrovati della canocchia presentavano delle strane ustioni.

A detta degli scienziati dovuta agli effetti collaterali delle sostanze chimiche…

Non fartene una colpa non potevi saperlo.”

“Io ho creato un mostro capitano…

A volte mi viene da pensare se i mostri non sono a loro volta delle vittime.”

“Si credo di capire cosa intendi…a volte mi faccio anch’io queste domande.

Credo che certe volte più che i mostri, bisognerebbe temere di più le persone che li creano.”

“Come il Senpai  Hitokuchi.”

“Sirius…”

“Capitano lei sa bene che quel Wani che ha fermato il mostro era sicuramente lui.”

“La cosa dovrebbe rallegrarmi?

“Perché no, lui ci ha salvati?”

“Lui è pericoloso, tu probabilmente non te ne sei accorta, ma io ho visto di cosa è capace.

Con la mia eco localizzazione ho potuto vedere cosa ha fatto…

Già anche quando era poco più di un professionista ha dimostrato una potenza da non ignorare nella spiaggia di Hokota.

Non so come ma ora è qualcosa di incontrollabile.

Nei fondali marini di Hahajima ha generato degli enormi crateri subacquei semplicemente rotolandoci come un animale mischiandoci delle german suplex ripetute non so quante volte…è così che ha fatto a pezzi la canocchia.

Quella stesso Tsunami l’ha causato…e poi gli ha dato il colpo di grazia a un mostro contro cui noi non abbiamo potuto fare niente…e più bestia che uomo.”

Rivelo Selkie sudando freddo.

“Capitano…io non sono d’accordo con lei.

Si è forse dimenticato che poi ha tirato fuori la Oki Mariner, come anche del mio quirk?”

Sirius si ricordo cosa successe nel momento finale della battaglia.

Anche a chilometri di distanza in mezzo le onde distinse che la canocchia lanciava versi sofferenti, ma non per via delle ferite.

Ma per via del suo corpo che cominciava ad avere strane reazioni simile a delle bruciature provocate da acido.

Il corpo stava subendo un sovraccarico, la rigenerazione degenerava provocando sempre più dolore.

Il coccodrillo gigante osserva la creatura con pietà.

Sirius ricordo bene le parole che pronunciò successivamente.

“Tu sei proprio come me…

Non sei che una povera vittima del destino provocato da altri.

Ma non temere, almeno tu non proverai più dolore.”

Parole che risuonavano nelle mente della ragazza marinaio, seguito poi dal grido di rabbia al cielo.

“Il Senpai non ha ucciso la creatura per divertimento, ma per pietà!

Nemmeno il suo ruggito era un grido di vittoria!”

Sì sfogo la ragazza.

“Inoltre ancora prima che toccasse piede sulla spiaggia ho sentito come delle voci.”

“Voci…in che senso?”

“Non ne sono molto sicura, ma praticamente la voce era quella del Senpai.

Ma era come se a parlare ci fossero due persone in conflitto.”

“Ti sarai di certo sbagliata.

Lo stress deve averti giocato uno scherzo, avrai sentito male…”

“All’inizio lo pensavo anch’io.

Ma poi ripensando a quando il Senpai avesse menzionato un’altra persona pressoché…”

“NON ESSERE RIDICOLA RAGAZZINA STAI VANEGGIANDO!”

La interruppe bruscamente l’uomo.

“E SE NON FOSSE COSÌ!”

Rispose a tono la ragazza.

“E se invece il Senpai avesse detto la verità!

Se per tutto questo tempo avesse avuto ragione, che c’è davvero un’altro come lui!

E fossimo noi a esserci sbagliati!

“Se fosse davvero cosi…sarebbe anche peggio.

Avrei fatto un terribile sbaglio…

Di uomini e mostri…certe persone sono più spaventosi dei mostri.

E ci sono mostri che hanno più umanità di certe persone.

Semmai dovessimo nuovamente incontrarci dovrò agire.”

“E cosa farà?”

“Non lo so ancora…

Non sono nemmeno sicuro se riuscirò a guardalo nuovamente in faccia.”

FINE

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