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Nel cuore di una delle vivaci strade di Shizuoka, si erge una graziosa cafeteria giapponese.
Le sue vetrine in stile tradizionale sono adornati da elegantissimi tessuti noren raffiguranti delle carpe, che svolazzano leggermente nell’aria.
Appena entri, il suono delle campane di benvenuto ti accoglie in un’atmosfera calda e accogliente.
Il design minimalista e pulito dell’intero crea un senso di tranquillità e serenità, il mobilio è sobrio ed elegante con tavoli in legno scuro e sedie comode.
Dietro il balcone si trova un abile e premuroso barista che crea vere opere d’arte con le tazzine di caffè.
Ogni tazza è servita con cura, decorata con delicati motivi “latte art” che rappresentano fiori o animali.
Quella stessa mattina tre persone si sono fermate a prendere un caffè assieme.
Le persone sedute al tavolo dai costumi sgargianti non sono altro che tre pro-heroes in un momento di pausa dal giro di perlustrazione.
A bersi una tazza di caffè lungo c’è un uomo massiccio con capelli bianchi e mascella quadrata, Death Arms.
Affianco a lui c’è seduto invece un’altro uomo rispettivamente più basso con il costume nero e braccia legnose, che si infilava un casco sempre di legno dopo aver finito di bere il suo ginseng, Kamui Woods.
Infine davanti i primi due c’è una ragazza con la maschera viola con due lunghe corna del medesimo colore, con lunghi capelli biondo crema che si divorava dei dolcetti ripieni di crema di fagioli, i dorayaki, mentre sorseggia del matcha latte,Mount Lady.
La donna inseguito ordina poi altri dolcetti.
“Che voracità…ma non l’hai già fatta colazione?”
Disse l’omone dai capelli bianchi.
“Screanzato ho bisogno di energie per poter lavorare al meglio.”
Disse seccata Mount Lady.
“Ah…perché tu lavori?”
Aggiunse Kamui Woods sarcastico.
“Sei cattivo Senpai!”
Rispose con fare bambinesco la donna.
“Piuttosto avete saputo quello che è successo qualche giorno fa al Festival dei Fuochi?”
Domando piuttosto serio Death Arms ai suoi due colleghi.
“Si eccome…Azure Devil è tornato.
Alla fine dopo oltre un anno si è nuovamente vivo qui a Shizuoka.”
Rispose l’uomo legnoso.
“Tsk…e pensare che lo avevamo così vicino, se ci fossimo stati anche noi al festival col cavolo che fuggiva di nuovo.”
Commentò stizzito l’omone mentre beveva il suo caffè.
“Sicuro?
L’ultima volta anche in gruppo non ci è andata così bene.”
Ribatte il minuto uomo legnoso mentre fissava la tazza vuota di ginseng tenendosi appoggiata la testa su una mano.
“Suvvia Senpai…quella volta eravamo impreparati.
Non potevamo certo aspettarci di incontrarlo in un posto simile.”
Disse Mount Lady che tutto d’un tratto sembrasse aver perso l’appetito diventando un po’ mogia.
“Già…d’altronde il posto dove l’abbiamo incontrato la prima volta quel mostro di Azure Devil non è stato un luogo molto vantaggioso per noi.”
Concordò Death Arms con la ragazza.
“E dire che ci saremo dovuti divertire quella sera.
Se fosti stato subito con noi Senpai la serata non c’è l’avrebbe rovinata.”
Disse Mount Lady a Kamui Woods con un lieve tono di rimprovero.
“Ironico che sia tu a lamentarti.
Ti ricordo che l’avevi organizzata tu quella uscita per farti perdonare di avermi rubato il merito contro quel villain gigante.
Mi spiace però io in quel momento stavo svolgendo il mio dovere da hero.”
Ribatte l’uomo arboreo alla sua kohai.
“Tsk…quella fu l’ultima volta che andai in una discoteca.”
Disse stizzito Death Arms girando la faccia da un’alta parte mentre i due discutevano.
Veniva da pensare che i due colleghi lo stessero mettendo di cattivo umore, ma la verità era che ricordare quella vicenda di più di un’anno fa gli faceva riportare alla mente momenti di vero astio.
FLASHBACK
Ore 23:30
Death Arms e Mount Lady sono arrivati insieme all’ingresso del locale notturno dove passeranno la notte.
Nonché una delle discoteche più popolari di Shizuoka, “Club XYZ”.
Conosciuto per la sua atmosfera energetica e la vasta selezione di musica elettronica.
I due hero per l’occasione non portavano i loro soliti costumi, ma sono in vesti civili, o meglio in abito da sera per l’occasione.
Death Arms indossava una giacca blu con camicia bianca appena sbottonata, e pantaloni jeans neri con abbinate scarpe di pelle.
Mount Lady portava un vestito appariscente, un mini abito rosso con stivaletti con il tacco neri.
“Uffa Kamui non è ancora arrivato!”
Si lamentò la ragazza appariscente mentre guardava il suo cellulare inviando messaggi all’amico.
“Sarà in ritardo, probabilmente avrà trovato traffico.”
“Lo sapevo che avremmo dovuto fare la strada assieme.
Non ha idea di che fatica ho fatto per prendere i biglietti di prevendita per l’ingresso al club.”
“Beh che facciamo, lo aspettiamo un’altro po’?”
“No sono stufa, su entriamo quando arriverà farà un messaggio per avere il suo biglietto per entrare.
Così impara a tardare.”
Così la bionda spazientita entrò dentro il locale seguita da Death Arms.
L’interno del locale è strapieno di persone, il design è moderno e ben illuminato con luci al neon che creano un’atmosfera vivace e festosa.
Il club ospita spesso dj locali e internazionali che suonano una varietà di generi musicali tra House, Techno, EDM.
In questo momento la sala è invasa da musica Hip Hop.
La pista da ballo è spaziosa e circonda da un sistema audio di alta qualità, che crea un’esperienza travolgente per i frequentatori della discoteca, oltre a offrire anche una vasta selezione di drink al bar.
Death Arms volle giusto andare a prendersi da bere, ma l’amica si piazzò subito sulla pista da ballo iniziando a scatenarsi attirando subito l’attenzione.
“Hey ma quella non è per caso Mount Lady!”
La cosa più incredibile fu il fatto che la donna venne riconosciuta subito, essendo una hero famosa pur senza il solito outfit, tant’è che molti non persero l’occasione per parlarci e conoscerla di persona, e per altri anche di provarci spudoratamente.
Death Arms notando la cosa si mise in mezzo tra i presenti facendoli allontanare con la presenza intimidatoria.
“Ma chi è questo qui?”
“Mah sarà il suo ragazzo…meglio evitare rogne.”
“Il classico palestrato che si pavoneggia.”
Dissero diversi ragazzi mentre si allontanavano dall’omone un po’ infastiditi.
“Nessuno di questi deficienti mi ha riconosciuto?!”
Pensò furente, ma anche deluso Death Arms.
Nel mentre girò lo sguardo verso la donna dai capelli biondi, ma era sparita.
Vide poi che si era spostata in un altro punto del locale ricevendo nuovamente l’attenzione, e notò che la cosa sembrava farle piuttosto piacere a Mount Lady.
Passò diverso tempo, poco meno di un ora fa quando i due hero rimasero dentro il locale.
Death Arms si è appoggiato a una parete bevendo una lattina di soda isolandosi dalla massa soffocante, non sembrava affatto divertirsi.
Mount Lady al contrario sembrava perfettamente a suo agio, continuando a ballare e a interagire con gli sconosciuti che le si avvicinavano.
A Death Arms ormai la cosa non interessava più, conoscendola sapeva del suo desiderio di essere al centro dell’attenzione, e che quindi poteva gestirsi da sola la situazione.
L’uomo dai capelli bianchi però si stava davvero stufando di stare lì.
“Tsk…Meglio se vado a prendere un po’ d’aria.”
Death Arms cosi si diresse verso l’uscita d’ingresso, peccato che anche una cosa così semplice veniva complicata dalla mandria di cretini che ostruivano il passaggio.
“Permesso…permesso…
Ho detto permesso!”
L’ hero nonostante la cortesia non veniva fatto passare facilmente, anzi senza alcun riguardo gli venivano addosso per poi dileguarsi.
Due ragazze gli fecero scivolare di mano la sua bevanda.
“Hey stupide fate attenzione!
Eh aspetta… ma quelle due c’è l’hanno almeno diciotto anni?”
Disse nottando l’aspetto delle giovani, per poi notare tra i presenti molti altri ragazzini.
Nel mentre il dj aveva cambiato genere musicale mettendo musica house commerciale.
“Tsk…che schifo di musica.”
Dopo un tortuoso passaggio Death Arms finalmente è fuori nel giardino del locale.
L’uomo seccato poté finalmente trovare un po’ di tranquillità, anche se la musica che detestava si sentiva anche fuori, per cui si allontanò il più possibile da essa e dalla gente.
Death Arms tiro fuori il suo cellulare vedendo che Kamui Woods aveva lasciato un messaggio:
SCUSATEMI FARÒ UN PO DI RITARDO
EMERGENZA DA HERO.
“Pff…perfetto.
Mi serve una sigaretta.”
L’uomo abilmente tiro fuori dal suo pacchetto una cicca mettendosela ferma tra le labbra, per poi con l’altra mano tirare fuori l’accendino con cui accenderla.
Premette il pulsante più volte ma l’accendino non faceva nemmeno una fiammella, non girava nemmeno vento il che significava che aveva finito il gas.
“CHE PALLE!
Tsk…ma che cavolo ci sono venuto a fare qui?”
Disse amareggiato dopo aver lanciato via l’accendino, tenendo ancora tra i denti la sigaretta.
Ad un tratto però davanti la sua faccia comparve una grossa fiammella, uscita fuori da uno zippo argentato tenuto in una grossa mano.
Death Arms rimase basito per un momento.
Giro lo sguardo vedendo di fianco a lui un uomo molto alto e grosso, anche più di lui, cosa che lo sorprese parecchio dato che non si era minimamente accorto della sua presenza.
L’uomo indossava un completo di giacca, pantaloni e scarpe completamente nere, risaltando una camicia viola.
Insolitamente però non vedeva il volto, coperto come in una nuvola di fumo.
Dal pesante e aromatico odore terroso che sentiva nell’aria doveva trattarsi di un sigaro.
Nonostante questo successivamente accettò il gesto gentile dello sconosciuto, accendendosi così la sua bene amata sigaretta.
“Uh…grazie.”
“Serata lunga?
Non sapevo che ai buttafuori fosse concessa la pausa sigaretta.”
Disse l’uomo misterioso con nonchalance.
“Eh già…io però non sono un buttafuori.”
“Oh davvero?…sembri un buttafuori.”
“Potrei dire lo stesso di te.”
“Ahah…si in effetti ciò il fisico.”
Disse divertito l’uomo dal completo nero riprendendo a fumare.
Nel mentre Death Arms fece caso che nella sua mano effettivamente l’individuo fumasse davvero un sigaro.
Ma la cosa bizzarra è che ne teneva due accesi, che fumava in contemporanea.
“Certo che tu fumi peggio di un turco.”
“Te lo detto che ciò il fisico!
Cerco di godermi al meglio quello che mi offre la serata.
Cosa che non si direbbe per te.”
“Si in effetti sono piuttosto deluso dal posto.
Tanto rinomato questo locale, e alla fine non è poi questo granché.
Pff…nemmeno ci volevo venire.”
“E allora perché sei qui?”
“Più che altro per fare contenta un’amica, un uscita tra colleghi se si può dire…
Aveva organizzato tutto lei, ma per fartela breve pochi sono venuti partecipi.
Questa mia amica però voleva troppo ballare e quindi siamo rimasti qui.
Pff…si è scelta proprio un locale squallido.”
“Cos’è che non ti piace del posto?”
“Mah parecchie cose a dire il vero.
Come la musica commerciale per esempio.”
“Concordo, il dj mette parecchi schifezze dovremo dirgliene quattro.”
“Vero, per non parlare poi del tipo di gente che fanno entrare.
Tsk tutti degli sbarbati che non si curano di quello che fanno.
Mi sembra di stare all’asilo nido.”
“Si vede che gli interessa solo il guadagno.”
“Oh non parliamo poi dei drink a consumazione obbligatoria.
Non mi lamento per quest’ultima, ma spendere diverse cifre per dei drink tra l’altro annacquati la trovo una fregatura…
Ci credo che lei si trova bene in questo posto, ragiona come una bambina.
Pensa che l’altro giorno ho dato una lavata di testa a un moccioso incosciente, che per poco diventava un ostaggio di un villain fangoso assieme un suo amico….
Ah era meglio se andavo in ronda notturna.”
Concluse Death Arms finendo anche la sua cicca, che getto in un contenitore apposito.
“Ronda notturna?”
“Beh si, io sono un hero…non mi hai riconosciuto?”
“…chi saresti esattamente?”
“Sono Death Arms!”
“Oh… sì adesso ho presente.
Senza il costume addosso non ti avevo riconosciuto!”
“Beh…non sei il solo.
Comunque ormai sono qui, forse dovrei seguire il tuo consiglio e vedere cosa offre la serata.
Magari può accadere qualcosa di vantaggioso per me.”
“Vantaggioso per un hero intendi?
Vuoi forse arrestare quelli che vendono alcolici ai minorenni.”
“Nah quello non è qualcosa di mia competenza.
Sarebbe più proficuo per me qualcosa come salvare delle mocciose dalle molestie sessuali di un branco, o magari catture un pusher.”
“Ahahah..ahah…ahahahah!”
Dopo aver concluso Death Arms guardò perplesso l’individuo misterioso che cominciò a ridere come un pazzo senza motivo.
Una risata così agghiacciante da far preoccupare l’omone dai capelli bianchi.
Quest’ultimo cominciò poi ad aguzzare meglio la vista notando dettagli a cui non aveva fatto minimamente caso.
Il bestione davanti a lui possedeva lunga coda squamosa e parecchio robusta, inoltre la pelle delle sue mani erano dì un altrettanto colore bluastro con grossi artigli neri.
Inoltre la nuvola di fumo che gli copriva il volto cominciava man mano a diradarsi, mostrando sempre più la sagoma di una testa di animale.
“Che cosa patetica…però l’idea del pusher non è male devo dire.
Tu puoi pure catturarlo, basta poi che la roba la dai tutta a me eheheh.”
Death Arms spalanco gli occhi e gli si restrinsero le pupille nel vedere il volto di un coccodrillo azzurro dal sorriso diabolico e occhi scarlatti come iniettati di sangue, che lo guardavano con aria di superiorità.
“Tu…Azure Devil..Sei proprio tu!”
Disse Death Arms scosso facendo dei passi indietro.
“Oh già…a differenza tua sono facilmente riconoscibile ahahah.”
Death Arms non fece in tempo a dire qualcosa che all’improvviso si ritrovò davanti gli occhi i due sigari accesi tirati in aria.
Una frazione di secondo che distro l’hero permettendo al coccodrillo di colpirlo con un calcio nello stomaco.
Il colpo fu talmente forte che fece strisciare indietro Death Arms rimanendo ancora in piedi.
L’omone però fu abbastanza svelto da coprirsi l’addome con un braccio limitando così i danni.
“Oh che bravo, ti facevo più goffo.”
Si congratulo il coccodrillo che nel mentre riprese al volo i suoi due sigari rimettendosi a fumare tranquillamente.
“Maledetto…che cosa ci fai qui?
Chi ti ha fatto entrare!…
Ora che ci penso i buttafuori dove sono?”
Penso Death Arms guardandosi in giro, rendendosi conto che all’esterno del locale non erano presenti i buttafuori che aveva visto in precedenza all’ingresso.
“Chi mi ha fatto entrare?
Proprio nessuno, io mi infilo dove voglio.
Prima erano giusto passati un paio di gorilla
che volevano buttarmi fuori solo perché stavo tastando i culetti sodi di certe troiette.
Eheh se ti chiedi che fine hanno fatto, sappi che sono già in mezzo la spazzatura.”
“MALEDETTO!”
L’hero con uno scatto veloce prese in pieno volto il grosso rettile con un pugno in faccia, abbastanza forte da fargli sputare sangue, oltre i sigari.
Il colpo lo fece indietreggiare di un passo inarcando la schiena, ma ben presto si rimise dritto ripulendosi il muso.
Ma nel medesimo momento senza preavviso l’hero lo afferrò roteando su se stesso con foga.
Il coccodrillo stava per essere lanciato lontano dalla discoteca, ma poco prima di ciò con una mano afferrò lo stesso hero incredulo portandolo in aria con lui.
“Stronzo hai calpestato i miei sigari!”
Gli urlo incazzato il rettile afferrandogli il collo con l’altra mano libera iniziando a strangolarlo a mezz’aria.
Death Arms si oppose come poteva dalla forza di quel mostro, ma si sentiva soffocare e a stento riusciva a liberarsi.
Tuttavia il tormento fu breve in quanto i due bestioni sbatterono con forza contro la parete di un palazzo nelle vicinanze, per poi precipitare giù per diverse decine di metri.
Questo rese libero l’uomo dai capelli bianchi, e per evitare di farsi ulteriormente male rallentò la sua caduta strisciando le dita sulla superficie della parete.
Death Arms cadde accanto a dei bidoni dell immondizia, non riportò danni seri però gli ci volle un momento per potersi rialzare.
Guardandosi intorno non vide più l’uomo coccodrillo, sembrava scomparso nel nulla e questo non era un bene per lui.
Ad un certo punto poi volse la sua attenzione su dei bidoni accanto a lui.
“Cos’è?…Sangue!”
Agitato Death Arms scopri i coperchi guardandoci dentro.
L’uomo inorridito sgranò gli occhi e sudò freddo, dentro quei contenitori vide dei corpi dilaniati, ossa rotte e perfino segni di enormi morsi.
Irriconoscibili, scorse solo una scritta leggibile nei loro abiti.”
“Se…security!
Merda non scherzava affatto!”
“Io non scherzo mai… tranne quando voglio scherzare ahahah!”
E come dal nulla il coccodrillo azzurro in completo nero riapparve davanti l’hero con aria beffarda.
“Tu sei malato!
Eri già una mina vagante quando eri un hero, ma sei peggiorato con gli anni Crocoman!”
“Come cazzo mi hai chiamato?”
“Come puoi fare quello che fai senza pensare alle conseguenze?
Non ti fermi mai a riflettere sul male che generi!”
“No…e sinceramente non me ne può fregare di meno.”
“Perché fai così !?”
“Prova a vederla così…voi hero rappresentate la Legge, io invece rappresento il Caos…
Vedimi come un suo agente Ahahah!”
Death Arms lo guardava fisso stringendo i pugni e digrignando i denti mentre il rettile si gongolava.
Vene tra le tempie e i dorsi delle mani sembravano stare per esplodere.
“Incredibile non sei cambiato affatto, trovi perfino scuse per giustificare la violenza gratuita.”
“Ma chi ti conosce!
Parli come se noi due avessimo confidenza e la cosa comincia a darmi sui nervi.”
“Fai pure finta di non ricordati di me bastardo.”
“Io non ricordo neanche cosa ho fatto stamattina.”
L’uomo con la mascella squadrata lo guardava con odio, non distoglieva mai lo sguardo dall’essere animalesco.
Alzo poi una mano puntandogli il dito contro.
“Ti ho sempre detestato, sei stato un hero popolare nonostante tu agivi sempre in modo sconsiderato.
Non era affatto giusto, hai sempre creato disagi e te ne sei sempre lavato le mani prendendoti i meriti per gli sforzi di altri tuoi colleghi.”
“…ma di che diavolo stai parlando?”
“Oh certo fai pure il finto tonto, ma sai bene di cosa parlo.
Perfino il giorno in cui c’è stato l’inseguimento in auto per sequestro di persona, era una idol piuttosto famosa, ti dice niente?
Io e altri colleghi avevamo fatto il grosso del lavoro, ma poi sei arrivato tu per ultimo a prenderti il merito dell’impresa.
Mi ha fatto salire il sangue al cervello quando ho saputo che questo ti ha fatto salire parecchio in classifica, nonostante fossi proprio quello che ha causato maggiori danni nell’inseguimento e aver messo in pericolo persone innocenti!”
Il coccodrillo apparve come perplesso, sembrava come se non sapesse di cosa stesse parlando l’uomo.
Il rettile cambiò spesso espressioni con delle smorfie pensieroso, fino a quando non sembrò tornargli in mente qualcosa…e con quello il sorriso beffardo.
“Oh si…adesso mi ricordo…pff.
Avevo ragione voi hero siete proprio patetici, e tu vecchietto anabolizzato ne sei l’esempio perfetto.”
“Che hai detto!?”
“Voi hero siete tutti ipocriti, tutta la vostra società non è altro che ipocrisia.
Dovreste proteggere le persone, ma la verità è che nel profondo voi sperate e augurate che accada loro qualcosa di male…
Altrimenti a che cazzo servireste?
Ma tuttavia le volte che succede qualcosa non sempre avete voglia di interagire per pure pigrizia…e guarda un po’ tu poco fa mi hai confidato che non interverresti se non ne vale la pena, e provi pure invidia per il successo gli altri tuoi colleghi.
Non è ironico che per gente così in questa società si creano dei mostri chiamati villains.
AHAHAHAH!
Incolpi me per i tuoi insuccessi che bambinone!
Forse la verità è che sei tu che fare schifo come hero ahahah!”
Azure Devil rise come un matto battendosi una mano sulla gamba.
Subito alzo nuovamente lo sguardo sul l’hero puntando stavolta lui il dito.
“Ahahahah e sai una cosa…
Io penso che siano delle scuse pure le accuse.
Riguardo quella faccenda dell’inseguimento in auto.
Non è che a te piaceva quella idol, non è così?
Mi sa che volevi fartela.”
“Cosa!?”
“Sai ci siamo poi rivisti io e quella tipa.
Mi che voleva ringraziarmi di persona, di solito le idol di principio dovrebbero essere pure e non avere relazioni, delle santarelline insomma…ma questa era proprio assonata oh oh.
Pensa io non ho fatto nulla, ha preso lei tutt’a l’iniziativa mettendosi in ginocchio aprendo la patta dei pantaloni, e poi dopo…”
L’uomo coccodrillo inizio a muovere il bacino avanti e indietro continuamente, muovendo poi la mano come per schiaffeggiare l’aria.
Il tutto mentre Death Arms lo guardava inorridito.
“OH OH ME LA SONO SPASSATA!”
“MALEDETTO!!!”
“Mi sono fatto una idol e tu no!
Mi sono fatto una idol e tu no!
Gne gne gne!”
Death Arms si avvento con rabbia sul villain prendendolo in faccia con un diretto destro, e poi in seguito con una serie di ganci.
Il coccodrillo riuscì però a schivare l’ultimo colpo contrattaccando con un gancio diretto al volto.
L’hero all’ultimo riuscì a coprirsi il volto alzando la guardia, nonostante fosse un pugno pesante, e in seguito abbassare il busto evitando il colpo successivo.
Death Arms poi afferrò il coccodrillo sbattendolo contro il muro dietro di lui.
Non mollando la presa l’hero comincia a prendere la rincorsa strisciando il villain contro la parete per poi lanciarlo con impeto, danneggiando l’edificio.
Death Arms preso ancora dall’ira corse poi a riprendere il villain raggiungendo l’angolo di una strada buia, ma questa non c’era già più.
“Ma cosa?!..Dov’è!”
Disse l’omone guardandosi intorno, ma ecco che senza preavviso il coccodrillo ricomparve prendendo in pieno l’hero con un dropkick facedolo volar via fino a sbattere contro un auto.
Questo fece male a Death Arms, del sangue dall’angolo della fronte cominciava a scendere.
“Urg…cazzo…”
“Già finito?
Che ti succede, già finito l’effetto degli steroidi!”
Urlo la bestia correndo verso di lui.
Death Arms per evitare di venire investito all’ultimo momento salto sopra il tetto della vettura, che nel mentre venne colpito dall’impatto del rettile venendo cappottata.
L’omone con riflessi salto subito all’indietro per afferrare al volo la macchina, che non esitò a usarla come arma offensiva colpendo il villain spingendolo via, ma anche come scudo nel mentre.
Azure Devil però con però con brutalità conficcò le sue mani dentro la macchina dilaniandola in due.
Sorpreso Death Arms non poté far altro che continuare ad attaccare, tuttavia venne facilmente disarmato con un manrovescio, seguita poi da una codata del coccodrillo che lo spinse a terra.
L’hero con ancora metà di un auto nella mano gliela lanciò contro cercando di prendere tempo per rialzarsi, ma il villain scanso l’auto distrutta deviandola con una codata.
“Merda…qui c’è bisogno di rinforzi.”
Death Arms allora cerco di contattare Mount Lady per avere aiuto, ma non ricevette risposta.
“Perché non risponde!?”
Si chiese tra se finché realizzo la ragione.
Nel mentre:
Il cellulare di Mount Lady squilla, ma lei è troppo presa a ballare insieme a dei tipi totalmente ignara di cosa stia accadendo fuori.
Soprattutto perché non si sente nulla se non la musica del locale.
“E ti pareva! Allora dovrò chiamare aiuto altrove.”
Ma proprio in quel momento il coccodrillo con un artigliata distrusse lo strumento di comunicazione.
“Oh ma andiamo!”
Si lamento l’hero, Azure Devil però non gli lasciava un attimo di tregua mettendogli le mani addosso.
Death Arms reattivo fermò le sue mani afferrandole con le proprie in una stretta, iniziando così una vera prova di forza.
“Tu fai proprio ridere i polli.
Ti lamenti degli altri, e poi alla prima difficoltà ti metti a chiamare aiuto sei proprio patetico ahah.”
“Blatera quanto vuoi ma ben presto con tutto il casino che hai fatto sarai presto circondato.”
“Sei proprio ottuso vecchietto, non ti rendi nemmeno conto della grande opportunità che ti sto dando.”
“Che cosa?”
“Lo hai detto tu stesso che speravi in qualcosa di vantaggioso no?
Ti interessa migliorare la tua carriera, allora prova a catturarmi tutto da solo.
Se ci riesci sarai sicuramente premiato.”
Death Arms sgranò gli occhi quasi incredulo a ciò che aveva sentito.
Per quanto sapesse che poteva essere un trucco quel rettile con il sorriso sardonico in fondo aveva ragione.
“Ma so già che non ci riuscirai…
Sei forte hai un buon quirk, ma allora perché non sei soddisfatto di quello che fai?…
Perché sei un cazzo di incapace senza spina dorsale.
Quel ragazzino a cui hai fatto la predica per aver provato a fare qualcosa che tu non sei stato nemmeno capace di tentare… secondo me aveva più palle di te!”
Il coccodrillo dominò la sfida di forza facendo inginocchiare l’hero e avvicinarsi quel tanto che bastava per azzannarlo in faccia.
“Oh merda!”
Death Arms per evitare una brutta fine rotolo con la schiena a terra trascinando con sé il coccodrillo, atterrandolo di schiena con la forza delle gambe.
I’avversario però è davvero coriaceo per sua sfortuna, infatti si rialzò subito da terra riaffermando nuovamente l’hero per poi gettarlo con forza sovrumana nuovamente contro un’altra auto.
Death Arms per quanto abile ad attutire le sue cadute cominciava a risentire dei danni inferti e della fatica.
Ebbe a malapena il tempo di respirare prima di essere nuovamente aggredito.
Azure Devil lo attaccò con una raffica di pugni, Death Arms non poté fare altro che chiudersi in una guardia da pugile.
A ogni pugno sia l’uomo che la macchina venivano spostati di qualche metro.
“Che c’è non riesci ad aprirti!
Sarà forse perché la tua forza risiede solo nelle braccia.
Ahahah non c’è da meravigliarsi se dieci cose che riesco a fare, tu a malapena riesci a in una!”
Azure Devil concluse la sua serie di colpi con un potente montante che non solo fece volare in aria l’hero, ma anche l’auto insieme a lui.
“Ah!…merda! Merda!”
Esclamò Death Arms sconvolto.
L’uomo rotolo per diversi metri sull’asfalto procurandosi qualche ferita, ma non ne diede molto peso dato che era più preoccupato per l’auto che stava per cadergli addosso.
Ma con la sua maestria nel prendere oggetti pesanti al volo, riuscì ad afferrare al volo il veicolo evitando disastri.
L’eroe respirava affannosamente, ma non poteva ancora rilassarsi.
Il villain infatti lo vedeva avvicinarsi a lui in piena corsa.
“Non ho ancora finito con te!
Eh ma che!”
Gli urlo il rettile mentre gli andava in contro, tuttavia non si accorse subito che non erano soli.
KRASH!
In mezzo a un incrocio era apparso un camion degli alimentari che non fece in tempo a frenare, prendendo in pieno il coccodrillo malvagio.
Fu un impatto molto forte da fare sbattere il rettile violentemente sull’asfalto, oltre a danneggiare la facciata del mezzo.
Death Arms vide il camionista uscire fuori allarmato guardando l’uomo investito, e alzare poi le mani sopra la testa per i danni al suo camion.
L’hero incredulo non ascoltava nemmeno, il suo sguardo rimase fisso sul criminale a terra.
“Beh…bisogna sempre guardare prima di attraversare.”
Aggiunse l’omone, poi sgranò gli occhi vedendo rialzarsi furente l’animale dagli occhi rossi.
“Mi hai investito?…tu hai osato investirmi?…
PEZZO DI MERDA!”
Con una velocità assurda si schianto a sua volta contro il camion riempiendolo di pugni, strappando via il motore a morsi e imprecando a tutto spiano, lanciando anche versi ferali.
Una scena da lasciare interdetti i presenti.
“ROAR!
FIGLIO DI PUTTANA! PEZZO DI MERDA!
MI HAI ROVINATO L’ABITO BUONO, TI AMMAZZO LA FAMIGLIA RAAAH!!!”
Il conducente spaventato a morte corse via per evitare l’ira del mostro mentre questo sfasciava il mezzo di trasporto.
Ancora preso dall’ira Azure Devil con una forza disumana sollevò il davanti del veicolo fino a proiettarlo a modo di judo lanciandolo dall’altra parte della strada dove era ancora rimasto impalato l’uomo con i capelli bianchi.
Ancora una volta l’eroe evitò un’altra catastrofe prendendo al volo il mezzo fracassato, anche se con maggiore sforzo.
“Tsk…sono solo bravo a sollevare oggetti pesanti.”
Disse mentre appoggiava a terra le diverse tonnellate di ferraglia malandata.
La tragedia però stava ancora dietro l’angolo, perché ora il villain corse dietro al camionista spaventato, e non ci avrebbe messo molto a raggiungerlo.
“La mia forza risiede solo nelle braccia, non posso competere con la sua velocità…
Ma forse posso ancora fare qualcosa!”
Death Arms determinato si mise in posizione mettendo le mani sul terreno, caricando il suo scatto.
E con la forza delle sue braccia, tale da rompere il terreno, compì un balzo sovrumano che gli permise di raggiungere il mostro trascinandolo con lui, salvando così il camionista.
Death Arms afferrando il villain lo grattugio sull’asfalto, e subito dopo ripete la stessa azione dandosi con una mano libera per un’altro balzo.
Azure Devil però non gli avrebbe lasciato tanta libertà, è proprio come faceva l’hero anche lui ricambiava sovrumani picchiandosi a mezz’aria.
Durante la lotta i due non si resero conto subito che stavano ritornando nella discoteca.
I due spaccarono una parete finendo nei bagni pubblici del locale.
Questo freno la loro lotta per un momento, per poi riprenderla tra vari scambi di colpi spaccando tutto quello che si trovavano attorno.
Ad una certa i due finirono vicino a un gabinetto, e il coccodrillo cominciò a spingergli la testa proprio vicino la tazza.
“Sei tutto sporco fatto una ripulita.”
“CHE SCHIFO NON HANNO TIRATO L’ACQUA!”
Death Arms con foga spinse di schiena l’avversario sbattendo insieme contro gli specchi mandandoli in frantumi assieme la parete.
L’hero non esitò ad utilizzare i detriti e pezzi di tubature per stendere il rettile, ma nonostante le botte proprio non demordeva.
Azure Devil poi con una manata sbatte l’uomo contro la parete stordendolo.
Death Arms rimase per una manciata di secondi rincretinito dalla botta, ma non appena gli ritornò la lucidità si rese conto che il villain non era più nei bagni.
Raggiunse urgentemente la sala da ballo notando che tutta la gentaglia che prima criticava erano ancora tutti li presenti.
“Non sono scappati?
Perché sono ancora qui?…
Nessuno di questi idioti si è accorto di tutto il casino là fuori!”
Purtroppo era proprio così, la musica è talmente alta che nessuno si è accorto di niente.
Death Arms inoltre già sorpreso di suo, rimase ancora più incredulo nel vedere il villain in mezzo alla folla che si divertiva a ballare.
“Finalmente il Dj ha messo della roba decente!”
“Tu non sei normale!”
“Si eh!
L’eroe stanco di tutto ciò gli si avvento a contro a testa bassa ma il coccodrillo lo evito facilmente continuando a ballare girandogli intorno, iniziando a usare degli attacchi che sembravano mosse di break dance.
“Combatti seriamente!”
“E perché dovrei?
Ti sto facendo il culo e mi sto pure divertendo!”
A detta di ciò il rettile mandò grazie alle sue imprevedibili mosse mandò al tappeto l’eroe col volto coperto di sangue.
L’omone tuttavia rimase ancora cosciente.
“Te l’ho detto che ciò il fisico!
Potrei continuare per tutta la notte e rimarrei fresco una rosa e…
Wuoh guarda quella come sculetta!”
Disse la bestia puntando lo sguardo verso una ragazza bionda con un vestitino rosso, proprio Mount Lady.
Continuando a ballare Azure Devil avanzava verso la sua direzione facendosi strada tra l’ignara gente troppo presa dalla musica e dalla confusione.
Diede diversi spintoni a chiunque avesse davanti, molti non reagirono, ma i pochi che lo fecero si beccavano un cazzoto fatale dal coccodrillo, rimanendo stramazzati al suolo.
A uno di questi fregò pure degli occhiali da rave party.
Il tutto sotto gli occhi di Death Arms ormai prossimò allo sfinimento.
Azure Devil ormai aveva raggiunto la ragazza, quest’ultima non si era ancora resa conto di chi aveva davanti.
Con nonchalance ballò assieme a lui per un breve momento, finché non si rese conto della sua pericolosità guardandolo meglio.
SBOOM!
Prima che l’omone potesse perdere i sensi apparve improvvisamente Kamui Woods frantumando un’area del locale fermando così la musica e le luci, portando tutti alla realtà.
“Presto evacuate tutti l’edifico!
C’è un pericoloso villain di classe S tra voi!
Urlo l’uomo arboreo generando dei grossi rami.
La gente rendendosi conto del pericolo cominciò a fuggire e a urlare generando il panico generale.
“Hey Dj non scappare, rimetti della Techno Hardcore!
Voglio Angerfist cazzo!”
Sbraito il villain infastidito dalla interruzione improvvisa prima di venire intrappolato dal l’hero legnoso.
Kamui Woods generò altri robusti rami per facilitare l evacuazione dei civili, molti infatti riuscirono a fuggire abbastanza in fretta.
Ma non passo molto tempo che il coccodrillo maligno si liberò dai suoi rami con la semplice forza bruta.
“Proprio ora che mi stavo divertendo ecco che arriva un’altro rompipalle a rovinarmi la serata.”
“Sarà la tua ultima serata da uomo libero.”
Gli accanì l’eroe arboreo.
Senza esitare scateno i suoi grossi rami contro esso.
Azure Devil però non aveva intenzione di farsi prendere, e con rapidità si spostava evitando le nodose radici, tirando artigliate quando capitava cercando lo scontro diretto con il legnoso.
Kamui Woods nel mentre genero legno da ogni sua parte del corpo sia per attaccare e difendersi in contemporanea.
Purtroppo per l’eroe gli era difficile tenere il passo contro quel mostro squamato, agilissimo nonostante la mole.
Ad una certa il coccodrillo riuscì a penetrare la sua difesa arrivando a prenderlo agli occhi.
Preso dall’istinto Kamui Woods generò all’istante una massa di legno che lo ricopri del tutto senza lasciare nemmeno una persona.
“Uff…c’è mancato poco.”
Per Kamui Woods sembrava finita, ma a una certa senti come una grossa mano dietro la sua nuca.
E all’improvviso vide al suo fianco uscire da un angolo oscurato apparire dal nulla proprio il maligno coccodrillo bluastro creduto prigioniero.
“Ma cosa!?”
“Surprise Bitch!”
Abbassandogli la testa gli tiro in faccia una violentissima ginocchiata, abbastanza forte da rompergli il casco e farlo cadere a terra KO.
Passo un breve periodo di tempo, diversi minuti prima che Death Arms e Kamui Woods ripresero i sensi.
Il locale è completamente vuoto, si guardavano confusi ma poi udirono dei rumori simili alla terra che si spacca e grida di gente capendo che la lotta con il villain è proseguita fuori per le strade.
Uscendo i due eroi vedevano a malapena i danni causati, a causa della mancanza di luci dovuta allo scontro.
Il quartiere è scarsamente illuminato, ma ciò nonostante i due distinguevano una grossa figura coperta da un polverone che sosteneva un palazzo di almeno otto piani che stava per crollare.
“Merda è nei guai!
Presto Kamui aiutala, io cerco Azure Devil.”
Ordino Death Arms mentre corse in giro a cercare del criminale.
“Certo!
Tieni duro Mount Lady arrivo!”
Kamui con il suo quirk sostenne il pericolante edificio con una moltitudine di materiale legnoso, consentendo la sicurezza per tutti.
Per quanto riguardava invece il villain Death Arms non riuscì a trovarlo, ancora una volta era sfuggito alla legge.
Ritornando al presente dentro la cafeteria Death Arms fisso pensieroso i due colleghi che ancora se ne dicevano quattro tra di loro.
“Sentite ragazzi…se davvero dobbiamo incolpare qualcuno…
Allora dobbiamo solo incolpare noi stessi.
Avremmo potuto fare di meglio, ma per quella volta è andata così inutile rimuginarci.
Però sarebbe potuta andare ancora peggio se questa mangiona non ci fosse stata.”
Disse l’omone finendo di bere il suo caffè.
“Già è vero…
Quando siamo stati privi di sensi ha dovuto combatterlo tutta da sola.
Sei stata poi grande a sopportare il peso di quell’edificio sulle tue spalle salvando così molte vite.”
Sì congratulo Kamui con la donna mascherata.
“Oh già…è stata dura in effetti.”
Disse Mount Lady abbassando lo sguardo da un’altra parte.
“Beh direi di andare adesso…
Ci dividiamo il conto?”
Aggiunse Death Arms alzandosi dal tavolo.
“Tranquilli ragazzi, oggi offro io!”
“Come!? Da quando sei così generosa?”
“Suvvia potrò offrire anch’io qualcosa ogni tanto.”
Disse la biondina allegra dirigendosi subito alla cassa, lasciando sorpreso i due colleghi.
La hero chiamo poi il barista alla cassa, mente tirava fuori il suo borsellino.
“…non è che mi fai uno sconto, carino?”
Disse la ragazza facendogli un occhiolino.
Il trio uscì poi fuori dalla cafeteria camminando sul marciapiede, si salutarono poi prendendo ognuno la sua strada.
Mount Lady camminando con un sorriso stampato in faccia per tutto il tempo non appena rimase da sola cambiò la sua espressione in uno sguardo malinconico.
“È proprio vero che rubo i meriti altrui.”
Pensò tra se l’eroina mentre camminava.
“Mi ricordo quella sera, volevo semplicemente divertirmi.
Ho ballato, fatto chiacchiere con diversi ragazzi facendomi pure offrire qualche drink…
Ma di eroico non ho fatto proprio niente…
E per una volta non sono contenta di ricevere degli elogi.”
La donna ripenso a ciò che successe veramente quando si è dovuta ritrovare da sola contro Azure Devil.
Death Arms e Kamui Woods sono rimasti entrambi privi di sensi, inoltre in sala non tutte le persone sono riuscite a evacuare l’edificio.
Mount Lady è preoccupata, e non sa cosa fare, ma poi vide il rettile posare gli occhi su di lei ignorando tutto il resto.
“Hey bellezza ritorniamo a quello che stavamo facendo.
Mi piace come twerki sul mio pacco eheheh!”
Disse Azure Devil avvicinandosi con aria sicura verso la ragazza tenendosi le mani in tasca.
“Te lo scordi porco!”
Esclamò la biondina correndo verso l’uscita più vicina.
“Ha parlato la maiala!”
Il villano però la intercetto facilmente bloccandole la via.
Mount Lady allora dovette cambiare direzione.
“Non posso fare nulla finché sono qui dentro.
Devo riuscire a raggiunse almeno l’uscita.”
Penso la biondina mentre si guardava in torno in cerca di qualcosa di utile.
Notò poi uno sgabello e lo prese per usarlo come arma.
“Beh che succede, perché non diventi una gigantessa?
Paura di far crollare questa catapecchia!”
La donna provo a difendersi ma venne facilmente buttata a terra da un mal rovescio del coccodrillo, che finì per battere forte la testa contro una colonna nelle vicinanze.
Nonostante il colpo la biondina non perse i sensi, ma gli scese un po’ di sangue e si annebbiò la vista, scorgendo la figura deformata del villain dagli occhi rossi avvicinarsi con una risata malefica.
Voleva scappare ma non riusciva a rialzarsi, spaventata temette il peggio…
Ma poi una figura nera comparve improvvisamente tirando un pugno al villain allontanandolo da lei, per poi avventarsi su di lui.
Azure Devil lo udiva infastidito, e poi senti come rapidi movimenti tra i due.
la ragazza non riusciva a capire chi fosse il suo soccorritore e cosa succedeva, ma era chiaro che stessero combattendo tra loro.
Riusciva solo a distinguere dei versi animaleschi molto aggressivi.
Si muovevano molto rapidamente, finirono poi per lottare anche fuori.
Mount Lady ancora confuso si muoveva barcollando, seguendo la scia di distruzione causata da quei due esseri.
Percosse violente, rumori di vetri rotti, colpi violenti capaci di frantumare l’asfalto e deformare l’acciaio.
Diversi detriti volavano a causa dello spostamento d’aria causando molti danni, tra cui l’oscuramento e un gran polverone nell’aria.
Uno dei due appariva e scompariva a una velocità inverosimile, mentre il secondo sembrava ancora più grosso rispetto a prima.
Tutto ciò per Mount Lady appariva molto confuso, e spaventoso.
Le due creature finirono poi per lottare dentro un edificio alto, e a un certo punto il palazzo in questione finì per inclinarsi cominciando a crollare mettendo in allerta le persone presenti in strada.
Il palazzo tuttavia in poco tempo si bloccò di colpo, Mount Lady in particolare in mezzo a quel polverone scorse incredula che qualcuno stava tenendo sulle sue spalle quell’enorme peso.
Una figura che superava facilmente i dieci metri di altezza, forse quindici ad occhio.
Passarono diversi minuti successivamente poi vennero Death Arms e Kamui Woods in aiuto del misterioso individuo, riuscendo a evitare così una catastrofe.
Ma poi come per Azure Devil anche il misterioso soccorritore svanì nel nulla non appena il polverone cominciava a diradarsi.
I presenti vedendo Mount Lady li nelle vicinanze credettero fosse la hero della situazione dando così il merito a lei.
Ritornando ancora la presente Mount Lady proseguiva con la sua ronda pensando ancora tra se.
“Gia io non ho fatto proprio nulla.
Non so chi fosse quell’uomo ma gli devo la vita…e anche la reputazione.
Nessuno lo sa ma quella sera non avevo il costume, ma solo un normale vestitino…
Se avessi usato il mio quirk…
Sarei potuta rimanere completamente nuda davanti a tutti!”
Pensò lei imbarazzata.
FINE