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Creato il 30/04/2026, 11:45 · Aggiornato il 30/04/2026, 11:45

Capitolo 4: Il Futuro

@daisy_eastDaisyEast
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  • Morte
  • Sangue
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«Zio Benjen! Mi hai spaventata…»

Il fratello minore di suo padre stava di fronte a lei, la propria torcia in mano, e la osservava divertito: «Perdonami, nipote. Ero venuto a trovare la mia famiglia… non mi aspettavo di trovarti qui.»

«Scusami tu… non ti ho sentito arrivare.»

«L’addestramento da Ranger, immagino…»

Non vedeva suo zio da tanto tempo. Il figlio più piccolo di Rickard Stark era entrato nei Guardiani della Notte in giovane età, era entrato nei Ranger ed era persino diventato Capitano Ranger. Viveva quindi alla Barriera e raramente tornava a Grande Inverno, quel giorno aveva partecipato al banchetto ma Luned non aveva avuto modo di parlargli.

«Come mai qui, nipote?»

Si fermarono entrambi a guardare la statua di Lyanna.

Rain, compreso che l’uomo non fosse una minaccia per la padrona, si piazzò in mezzo a loro, seduta a terra.

Benjen provò ad accarezzarla e lei lo lasciò fare, godendosi i grattini dietro le orecchie.

«Non so, a dire il vero.» Luned non distolse mai lo sguardo dalla lapide. «Non riuscivo a dormire, ho deciso di fare una passeggiata… e sono finita qui.»

«Comprendo. A volte necessitiamo del confronto con i nostri antenati, ci è d’aiuto.»

«Dici che è per questo? Inconsciamente stavo cercando il loro aiuto?»

«Secondo me sì. Qualcosa ti turba?»

Ancora una volta, Luned non rispose subito. Poi chiese allo zio: «Tu quando hai capito che il tuo ruolo era far parte dei Guardiani della Notte?»

Lui rispose con una risatina: «Né io né tuo padre, non essendo primogeniti, avevamo ben chiaro quale sarebbe stato il nostro ruolo. Ovviamente ci aspettavamo di diventare alfieri di tuo zio Brandon, possessori di castelli nel Nord, ma… io non ero molto sicuro di volere quel futuro. Poi Brandon è morto in guerra, tuo padre è diventato Lord di Grande Inverno. Io volevo rendermi utile, fare qualcosa di davvero concreto e così sono partito per la Barriera.»

Luned annuì. Sarebbe piaciuto anche a lei fare qualcosa di concreto per supportare la propria famiglia, aiutare Robb…

«Luned.» Suo zio Benjen si voltò verso di lei. «Anche sposare il Lord di un grande castello è aiutare la famiglia. Creare alleanze, politiche ed economiche…»

«Lo so zio, davvero, lo so, solo…» Luned tenne lo sguardo sul volto di sua zia Lyanna. «…mi chiedo se è tutto ciò che posso fare…»

«Tu sei una ragazza intelligente e in gamba, Luned. Tuo padre mi parla sempre molto bene di te, quando mi scrive.» Lui le poggiò una mano sulla spalla. «Ha molta fiducia in te e crede tu possa avere un grande futuro, abbi fiducia in lui, nella speranza che lui ha per il futuro che ti aspetta.»

Luned ripensò a suo padre, al fatto che non avesse ancora parlato con lei di matrimonio, che non le avesse accennato a quelle proposte. Con un sospiro, annuì: «Ho fiducia in lui. Ma non sapere cosa mi aspetta è difficile… Sansa forse diventerà regina, Robb diventerà protettore del Nord, Bran e Rickon suoi alfieri… Arya…»

Benjen accennò un sorriso divertito: «Credo preferirebbe scappare di casa piuttosto che sposare un Lord.»

Lei ricambiò il sorriso: «Forse… anche se io spero cresca il prima possibile. Ma lei ha nove anni, ha ancora del tempo. Io ne ho quattordici, molte ragazze alla mia età sono già promesse o addirittura sposate. Continuo con i miei studi ma ormai è un ripetere cose già fatte e rifatte, mi sento come… un peso.»

«Sono certo che tu non lo sia per la tua famiglia, hai aiutato tua madre ad organizzare il ricevimento, giusto? E so che la aiuti con i tuoi fratelli e sorelle. Sono gesti apparentemente piccoli ma da non sottovalutare.»

Questo un po’ la aiutò a calmarsi: «Grazie, zio.»

«È stato un piacere. E non avere timore a parlare dei tuoi dubbi con i tuoi genitori, specialmente con tuo padre.»

«Me lo ricorderò. Rimarrai qui con noi ancora per qualche giorno?»

«Certo. Come ho detto a Jon, se avete bisogno di parlare, sarò qui.»

«Hai parlato con Jon?» Luned sapeva che il suo fratellastro aveva un profondo legame con lo zio e una grande ammirazione per lui.

«Sì.» Benjen iniziò ad avviarsi fuori dalla cripta, Luned e Pioggia lo seguirono. «Vuole unirsi ai Guardiani della Notte.»

Luned si irrigidì. Lo sapeva, Jon in passato glie ne aveva parlato, ma per lei l’idea di separarsi dal fratello era difficile da accettare. Era quello il futuro della sua famiglia? Disperdersi per i Sette Regni? Lei con chi sarebbe andata? E a chi avrebbe dovuto dire addio?

«Cosa gli hai detto…?»

«Di pensarci bene, perché non sa a cosa sta rinunciando.»

«Non credo gli importi…»

«Perché non ha mai fatto quel genere di esperienze.»

«Né le farà mai.»

Luned era tra i pochi a sapere quanto Jon fosse traumatizzato dalla propria situazione di “bastardo”.

«Non puoi saperlo.»

«Sottovalutate troppo le emozioni che possiamo provare noi giovani.» Luned si fermò fuori dalla cripta, guardando seria lo zio. «Con permesso, zio, ora andrei a dormire.»

«Certo… buonanotte, Luned.»

Lei si diresse verso la propria torre insieme a Pioggia e si chiuse dentro.

❅✦❅

«Ho un annuncio da fare.» Lord Eddard Stark si alzò dal proprio scranno.

Tutti gli sguardi della Sala, soprattutto quelli curiosi dei figli, si voltarono verso di lui.

Quella mattina, erano stati invitati per colazione anche la famiglia reale e i fratelli della Regina. Alcuni tra cavalieri della corte reale e alfieri di Grande Inverno erano seduti ai tavoli bassi della Sala, mangiando, chiacchierando, bevendo, come se non ne avessero avuto abbastanza dalla sera prima, ma tutti tacquero quando Ned.

Il Lord di Grande Inverno si voltò verso il re, seduto al suo fianco: «Vostra Altezza, voi mi avete onorato con la richiesta di poter diventare vostro Primo Cavaliere…»

Tutti trattennero il fiato nel momento di silenzio che seguì.

«Ed io accetto volentieri questo onore.»

Luned sentì il mondo caderle addosso. Era convinta di essere pronta a quell’evenienza, si era preparata dal primo momento in cui aveva saputo dell’arrivo del Re e della sua corte. Evidentemente, non era preparata come aveva pensato. Strinse i denti nel tentativo di apparire impassibile alla notizia ma le richiese un grande sforzo.

Robert Baratheon si alzò e prese per le spalle l’amico, per la prima volta da quando era arrivato, aveva uno sguardo serio: «Sei tu che onori me, Ned.»

«E uniremo le nostre casate.» Ned si voltò verso il resto del tavolo. «Con il matrimonio tra tuo figlio Joffrey e mia figlia Sansa.»

I due ragazzi si guardarono, Sansa emozionata ma con un’espressione timida mentre osservava il suo promesso sposo, il principe con un sorriso.

Quantomeno, loro due sembravano felici. Era raro un matrimonio combinato si compisse tra due giovani che si amavano sinceramente. Eppure, Luned sentì qualcos’altro che la fece vergognare crescere dentro di sé: invidia.

La sala applaudì, facendo i complimenti alla nuova coppia.

Ned si rivolse quindi ai suoi alfieri: «Mia moglie Catelyn prenderà il mio posto e guiderà Grande Inverno in mia assenza, affiancata da mio figlio Robb, finché lui non sarà in grado di regnare da solo.»

Robb si alzò: «Sarà un onore, padre.»

Molti si misero a battere mani e boccali sulle tavole esclamando: «Robb! Robb!»

«Ed io?» Bran si alzò.

Arya fece lo stesso: «Anche noi vogliamo venire ad Approdo del Re!»

Ned sorrise ai figli: «Anche voi due verrete con me, insieme a Sansa e a Luned.» Si voltò verso di lei.

Luned voleva tanto fingere un sorriso ma per la prima volta in vita sua non ci riuscì.

Si rifugiò in biblioteca dopo pranzo, nella speranza di rimanere sola. Nessuno a parte lei e alcuni maestri salivano fin lassù per i libri, e i maestri di corte non la disturbavano mai salvo emergenze. Aveva dimenticato Tyrion Lannister.

Il Folletto la raggiunse, seguito da uno degli uomini della Corte che portava i libri che Luned stessa aveva selezionato per lui.

«Non sono stati di vostri gradimento, mio Lord?»

«Oh, lo sono stati eccome, mia signora.» Tyrion le sorrise. «Ora sono alla ricerca di qualcos’altro.»

«Cosa gradireste?»

Per un po’, parlare di libri e aiutare il Folletto a cercarne di interessanti la distrasse dal futuro che la aspettava. Questo finché entrambi non si sedettero l’uno di fronte all’altra, su due poltrone davanti al caldo fuoco acceso. Pioggia era accoccolata ai suoi piedi, gli occhi chiusi, mentre si godeva la pace della biblioteca e il calore delle fiamme, di certo invitante rispetto al gelo dell’esterno.

Tyrion Lannister stava seduto sulla propria poltrona, a Luned fece quasi impressione: sembrava il piccolo Rickon, troppo piccolo per quella seduta, con le gambe che a malapena raggiungevano il bordo e il libro più grande delle sue gambe. Non si soffermò troppo, per paura di risultare maleducata, e si concentrò invece sul proprio volume.

Quando alzò lo sguardo, dopo aver sfogliato variate pagine, si rese conto che lui la stava osservando.

«Vi serve qualcosa?»

«No, mia signora, stavo solo pensando. Spero di non avervi messa a disagio.»

«Serve altro per mettermi a disagio, lord Tyrion.» Tenne n dito tra le pagine mentre chiudeva il volume e osservò il Folletto, attendendo che lui parlasse.

Lui sorrise di nuovo. «Trovo solo incredibile trovarmi qui, in questa splendida biblioteca piena di rari volumi introvabili altrove, in compagnia di una splendida lady. Splendida e intelligente. Una rara combinazione.»

«Voi mi lusingate, lord Tyrion.» In effetti, Luned non poté trattenere il rossore che sentì propagarsi sulle proprie guance.

«Dico solo la verità. Mio cognato aveva ragione quando vi ha detto che siete proprio un fiore e che i pretendenti arriveranno a frotte. Soprattutto quando vi avranno vista al Sud.»

Luned tornò cupa.

«Come mai non volete partire, mia signora?»

«È così palese?»

«Abbastanza.»

Lei sospirò: «Il fatto è che… mi mancherà il Nord.»

«Al Sud vi troverete molto bene, credetemi. Feste, balli, tornei, colori, negozi, vestiti, gioielli… tutto ciò che una donna potrebbe desiderare, mia signora.»

«Il fatto è che non sono cose che mi interessano, lord Tyrion. Mia sorella Sansa potrebbe cedere a tali tentazioni e mia sorella Arya di sicuro vorrà vedere i tornei, i cavalieri… come anche mio fratello Bran. Tra l’altro lui è diventato molto amico del principe Tommen, ho visto. Ma… non sono cose che interessano a me.»

«E a voi cosa interessa, mia signora, se posso chiedere?»

Luned guardò fuori: «Io… vorrei solo poter rimanere al Nord. È tutto ciò che chiedo.»

«Lo comprendo.» Tyrion seguì il suo sguardo ma si rese conto di non poter guardare verso le finestre, poste dietro di lui. «Ma mia signora, vostro padre e i vostri fratelli stanno partendo per il Sud. Tutta la vostra famiglia si trasferirà nella capitale. Cosa vi rimarrà qui? Vostra madre, il vostro gemello… e il piccolo Rickon. Ma Sansa sposerà mio nipote, Arya probabilmente un altro lord, vostro fratello Bran probabilmente diverrà cavaliere. E quando vostro fratello Robb sarà in grado di regnare da solo, anche vostra madre e vostro fratello più piccolo si trasferiranno. A quel punto, a voi cosa resterà? La vita che avete qui adesso non sarà mai più la stessa. Voi vi sposerete con qualche lord di qui, okay, e potreste rimanere una lady del Nord ma sareste comunque lontana dalla vostra famiglia per sempre.»

Luned se ne rendeva conto, il suo piccolo Bran ed entrambe le sue sorelle sarebbero partiti con suo padre. Anche se lei fosse rimasta a Grande Inverno, non avrebbe più avuto lezioni con le sue sorelline, non avrebbe più potuto leggere storie a suo fratello per farlo addormentare.

«I lupi e i leoni sono molto simili.» Tyrion chiuse il suo libro. «Le nostre famiglie non si apprezzano ma hanno più cose in comune di quanto credete, lady Luned. Sia i leoni che i lupi sono protettivi nei confronti del loro branco e le madri di entrambe le loro specie con i cuccioli. Potreste provare a convincere vostro padre a rimanere qui ma che senso avrebbe se lui e i vostri fratelli più piccoli non saranno più qui?»

Luned osservò i tetti e le torri di Grande Inverno visibili da quel punto. Pensò a quelle mura senza le risate di Bran e Arya… e si sentì triste.

«No, non avrebbe più senso…» Si rese conto.

In quel momento sentì la voce di suo padre chiedere ad uno dei maestri: «Mia figlia è qui?»

Si voltò e lo vide apparire da dietro gli scaffali. Ned lanciò un’occhiataccia a Tyrion che rispose con un sorriso all’occhiataccia.

«Lord Tyrion…» Provò comunque ad essere educato, prima di rivolgersi a lei: «Luned, possiamo parlare?»

«Certo, padre…» Lei si alzò e porse il libro ad uno dei maestri perché venisse rimesso al suo posto. Si rivolse poi al Folletto: «Grazie, lord Tyrion.»

«Quando volete, mia signora.»

Luned seguì il padre fuori dalla biblioteca e giù per la torre.

«Cosa voleva Tyrion Lannister da te?»

«Ci siamo ritrovati in biblioteca e abbiamo iniziato a chiacchierare.»

«Sai che non puoi fidarti di un Lannister, vero Luned?»

«È stato gentile, padre. Non ha fatto nulla di male.»

«Questo mi rassicura ma non prendere troppa confidenza con i leoni, mi raccomando.»

Si diressero verso il Parco degli dèi.

Suo padre attese che fossero sotto l’Albero del Cuore prima di riprendere a parlare: «Luned, voglio tu sia sincera con me…»

Lei attese.

«Vuoi partire?»

Luned rimase in silenzio qualche istante ad osservare quelle foglie rosse simili ad artigli sanguinanti: «Non vorrei. A dire il vero, vorrei non dovesse partire nessuno di noi…»

«Luned…»

«Ma farò ciò che mi chiederai padre. E non mi rimarrebbe nulla da fare se le mie sorelle e Bran ti seguissero. Robb sarà troppo impegnato con gli affari del regno, insieme a nostra madre. Ci sarebbe il piccolo Rickon, sì, ma lui non è come Bran… non saprei come comportarmi con lui, non so se riuscirei ad occuparmene. Rimarrei sola, in un certo senso.»

«Luned, io devo andare…»

«Lo so padre, e so anche perché hai deciso di portare Sansa, Arya e Bran con te. Non voglio fartene una colpa. Se dobbiamo incolpare qualcuno, è quella brutta malattia sconosciuta che si è portata via zio Jon.»

Lui sembrò sollevato dalle sue parole, come se gli avessero tolto un peso dal patto: «Figlia mia, certe volte sei fin troppo saggia e matura per la tua età…» La abbracciò, come non faceva da anni. «A volte vorrei non ti tenessi tutto dentro e gridassi, piangessi e ti arrabbiassi come fa spesso tua sorella Arya… ma sono orgoglioso di te. So che supererai qualunque ostacolo questo viaggio ci metterà d’innanzi.»

Luned si concesse un’ultima volta di tornare bambina. Avvolse il padre con le proprie braccia e si perse nel calore di quel gesto d’affetto.

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