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Creato il 25/04/2026, 14:54 · Aggiornato il 25/04/2026, 14:54

Capitolo 2: I Preparativi

@daisy_eastDaisyEast
MaturoIn corso

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  • Morte
  • Sangue
  • Violenza
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«Maestro Luwin, i dati che vi avevo chiesto?»

«Eccoli.»

Luned afferrò il foglio di pergamena che il vecchio maestro di corte le porgeva. Mentre leggeva, un misto di orgoglio personale e di sollievo si dipinsero sul suo volto. «Siamo riusciti nell’intento, vedo.» La sentì dire.

L’anziano maestro annuì: «Le scorte per l’inverno sono rimaste intoccate, come avevate previsto. Il vostro piano ha funzionato, ci vorrebbe solo…»

«…una buona caccia.» Luned gli porse di nuovo i documenti. «Ho sentito di un grande cervo nel bosco, non poteva giungere in un momento più propizio. Il cervo è il simbolo di casa Baratheon. Sono certa gli dèi ce lo abbiano mandato per benedire questa visita.»

Nella fede negli dèi e nei presagi che essi mandavano, Luned assomigliava molto a sua madre.

«Potete avvertire voi mio padre? Organizzerà lui la battuta.»

«Certamente, mia signora. Direi che qui abbiamo finito, se volete raggiungere vostra madre nel quartiere degli Ospiti…»

Luned alzò lo sguardo. In quel momento vide Robb entrare nella Sala Grande, con ancora l’armatura d’addestramento addosso. Sorrise divertita: «Maestro Luwin, potete darmi un momento?»

«Certamente.»

Si trattenne dal correre come una bambina verso il gemello e abbracciarlo. I tempi in cui poteva permettersi di farlo erano passati da un pezzo, si limitò invece a camminare verso di lui con passo tranquillo ed elegante.

«Robb.»

«Luned!»

Lui non si fece problemi a mostrare il proprio entusiasmo, erano giorni che non riuscivano a passare più di qualche minuto assieme, a causa dei preparativi.

In quella posizione, erano una il riflesso dell’altro con unica eccezione dei capelli: lui aveva preso il colore fulvo dei Tully, lei quello castano spento degli Stark.

Le differenze, tuttavia, iniziavano a farsi sempre più evidenti di anno in anno, dai primi accenni di barba di Robb al fisico. Lui era piuttosto muscoloso per la sua età, lei sotto i vestiti iniziava a presentare le forme di una giovane donna, con la stoffa che evidenziava il petto e ai fianchi.

Anche i caratteri erano totalmente diversi, Robb provava ad apparire paziente ma il suo istinto spesso prendeva il sopravvento. Era sempre lei a calmarlo quando ciò accadeva.

Fin da quando erano piccoli, Luned era stata più matura della sua età, lui era un ragazzo irrequieto e andava sempre in giro a insieme a Jon e Theon a mettersi nei guai. Lei amava rinchiudersi nella Torre della Biblioteca o nel Parco degli Dèi in solitudine.

A parte questo, erano sempre stati molto legati. Eppure si rendevano entrambi conto che, più il tempo passava, più la vita sembrava allontanarli…

Si abbracciarono affettuosamente.

Luned lo osservò divertita: «Ser Rodrik si chiederà che fine ha fatto quell’armatura!»

Lui abbassò lo sguardo e si rese conto solo allora di cosa aveva ancora indosso. Scoppiò a ridere: «Andrò a restituirgliela subito! Volevo prima chiederti se ti andasse una cavalcata sotto la neve.»

Gli occhi di lei si illuminarono ma si fecero subito tristi mentre si guardava attono, la Sala Grande ancora in fermento per gli ultimi preparativi, Maestro Luwin chino sulle carte.

Quando il vecchio notò il suo sguardo le fece un cenno di assenso: «Potete andare, io e vostra madre possiamo proseguire da soli.» Sorrise.

Luned gli fu eternamente grata. Si voltò di nuovo verso il fratello: «Ci vediamo alle stalle, allora.»

❅✦❅

La Foresta del Lupo era particolarmente incantevole sotto la neve.

Molti la trovavano spaventosa, non loro due. Andavano spesso a caccia con loro padre in mezzo a quegli alberi e ormai li conoscevano come le loro tasche.

I due gemelli cavalcavano, le divise da caccia perfettamente identiche, lui su un castrone grigio e bianco, lei su una puledra color fumo. Luned gli stava facendo mangiare la neve.

I loro metalupi, Pioggia e Vento Grigio, correvano dietro di loro. Nonostante avessero solo due settimane, erano più grandi di qualunque altro lupo della stessa età, benché non più grandi di Spettro, il metalupo albino del loro fratellastro Jon.

Luned era stata una delle prime a scegliere il nome per la propria lupa, basandosi sul manto grigio chiaro e sugli occhi azzurri.

Quasi tutti i membri della cucciolata avevano occhi dorati: Vento Grigio, Nymeria, Lady, il cucciolo ancora senza nome di Bran…

Cagnaccio, quello di Rickon, era l’unico nero con occhi  verdi.

Pioggia aveva gli occhi azzurri.

Spettro, l’albino di Jon, li aveva rossi.

Ogni metalupo sembrava rappresentare il giovane Stark a cui apparteneva, avevano sentito dire Robb e Luned a loro padre, e non poteva che esserne d’accordo. Pioggia era tranquilla e solitaria come lei, le piaceva stare rannicchiata davanti al caminetto della biblioteca quando Luned si trovava lì a leggere ma amava correre quando si trovavano all’aperto; Nymeria era irrequieta come Arya; Lady tranquilla e docile come Sansa.

Si riposarono vicino al fiume. I meta-lupi lappavano l’acqua fresca vicino ai cavalli, loro bevvero del vino che Robb aveva rubato dalle cucine.

«Non ci permetteranno di bere più di un calice durante quella stupida festa. Ti sembra giusto? Scommetto che quei principini viziati si scoleranno intere bottiglie.» Si lamentò lui mentre si alternavano la borraccia.

«Non sarebbe appropriato davanti alla famiglia reale, da parte nostra, e non ci dovrebbe importare cosa faranno gli altri.» Rispose lei.

Robb gli occhi al cielo alle sue parole: «Sempre a pensare a cosa potrebbe essere appropriato… sei quasi peggio di Sansa.»

Luned sorrise divertita: «Sansa non vede l’ora di conoscere il principe, lo sai? Le sue amiche le hanno detto che gira voce sia bellissimo.»

«Sì, lo so, l’ho sentita chiacchierare con quelle ragazzine. Nostra sorella vive in un mondo fatto di ballate e sogni ad occhi aperti. Qualcuno dovrebbe dirle che le canzoni cambiano di molto la realtà dei fatti… avresti dovuto spiegarglielo molto tempo fa.»

«Credi sia così facile? Provaci tu, a spiegare ad una bambina di appena dieci anni cosa è reale e cosa no. Tu che hai il tatto di un mammut. E poi, senti chi parla, fino a due anni fa credevi ancora alle storie della Vecchia Nan!»

In tutta risposta Robb le lanciò una palla di neve. Ne ricevette un’altra in risposta.

Si seguirono per tutta la radura mentre ridevano e scherzavano tirandosi neve. Vento Grigio e Pioggia iniziarono a giocare anche loro rincorrendosi.

Quei momenti da soli erano tra i pochi in cui potevano comportarsi ancora come bambini. Più gli anni andavano avanti, più entrambi avevano paura di perdersi. Molte ragazze alla sua età portavano già figli in grembo e Luned spesso ci pensava. Non che avesse fretta di lasciare Grande Inverno e diventare moglie e madre, ma sapeva che non c’erano alternative per lei.

Era la primogenita di lord Eddard Stark ma a conti fatti non aveva alcun diritto al ruolo di Protettore del Nord, c’era Robb e poi dopo di lui Bran e Rickon, e se Ned glie lo avesse chiesto, Re Robert avrebbe fatto di Jon suo figlio legittimo a tutti gli effetti. Non che Luned pensasse che il padre lo avrebbe chiesto davvero ma avrebbe avuto più senso che lasciare il ruolo a lei, se per qualche tragedia fosse successo qualcosa a tutti i suoi fratelli. Non negava che le sarebbe piaciuto le fosse stato riconosciuto un qualche diritto su Grande Inverno ma era realista e sapeva che un giorno sarebbe andata in sposa ad un qualche Lord e avrebbe dovuto lasciare la sua casa per diventare la Lady di un castello sconosciuto probabilmente al Sud. Quando tutto ciò che desiderava, era poter vivere per sempre al Nord.

Robb non glie lo aveva mai detto apertamente ma erano gemelli e Luned sapeva che anche lui era irrequieto all’idea di diventare lord di Grande Inverno, che non trovava giusta la situazione. Quel giorno aveva uno di quegli sguardi pensierosi che lei aveva imparato a riconoscere.

«Cosa ti prende, fratello?»

Lui in un primo momento la guardò sorpreso, come se non si aspettasse che se ne sarebbe accorta tanto presto. Dopo un po’, prese un profondo respiro e parlò: «Iniziano ad arrivare richieste di matrimonio per te.»

Luned non seppe cosa dire a quella rivelazione, se esserne felice o meno. Si sedette di nuovo in riva al fiume e lo guardò dritto negli occhi: «Chi?»La domanda fu semplice e diretta.

«Una dagli Hornwood, una dai Frey, una anche dalla Valle di Arryn, ora non ricordo il nome del nobile in questione.» Rispose. «Nessuno degno di te, se posso permettermi.»

«Non decidiamo noi chi sia degno. Soprattutto noi donne non ne abbiamo il diritto. Se nostro padre accettasse, nessuno di noi potrebbe opporsi. Se non li considererà all’altezza, rifiuterà. In ogni caso, è ora che io trovi il mio posto...»

Le prospettive non erano male: gli Hornwood erano alfieri di suo padre, e avrebbe potuto rimanere al Nord. Ricordava Daryn Hornwood, lo aveva visto una volta a Grande Inverno, non sembrava un cattivo ragazzo e non era nemmeno sgradevole nell’aspetto, inoltre sposarlo avrebbe significato rimanere al Nord.

Non sapeva cosa aspettarsi dai Frey: sua madre le aveva raccontato che Hoster Tully, suo nonno materno, definiva Lord Walder Frey “Il Ritardatario” perché tardò a schierarsi durante la ribellione di Robert, almeno finché non fu certa la vittoria di quest’ultimo. Gente infida di cui non bisognava fidarsi. Inoltre, chissà quale dei suoi figli o nipoti o pronipoti intendesse il vecchio proporre.

La Valle di Arryn… era lontana da casa ma pur sempre sulla parte alta del Tridente che divideva il Nord dal Sud ed era la casa di sua zia Lysa, suo padre aveva molte amicizie lì essendo stato protetto di Jon Arryn. Sperava solo di non dover vivere sulle alte montagne delle Torry Bianche…

«Farò finta che tu non mi abbia detto nulla, quando papà verrà a parlarmene.» Disse all’improvviso al fratello, bevendo un altro sorso di vino.

«Grazie…» Rispose lui, bevendo a sua volta. «Voglio solo tu sia felice, sorellina…»

«Lo so, Robb. Lo so…» E sapeva anche che suo padre desiderava lo stesso ma avrebbe dovuto anche compiere il suo dovere.

Ned Stark non parlò di nessuna proposta di matrimonio negli immediati giorni successivi.

Andarono tutti e tre insieme a caccia, con Jon, Theon Greyjoy e tutti e tre i loro meta-lupi, qualche mastino, un paio di falchi e una piccola scorta di uomini, alla ricerca del cervo e di altra carne da usare durante il banchetto.

«Solo gli dei sanno se una caccia fortunata non ci aiuterebbe a risparmiare sul banchetto!» Pensò Luned mentre seguiva Pioggia.

Accanto a lei cavalcava Jon Snow, figlio naturale di suo padre ma avuto al di fuori del matrimonio. Luned, tuttavia, lo aveva sempre trattato come tutti gli altri. Erano cresciuti assieme, avendo la stessa età.

Spettro e Pioggia sembravano andare d’accordo a loro volta e cercavano tracce nella foresta.

«Emozionato per la visita della Corte?»

«Molto. Non ho visto Re Robert quella volta in cui sono venuti a Grande Inverno, prima della partenza verso le Isole di Ferro…»

«Sì, ricordo che dovetti rimanere chiuso in camera. Io lo ricordo vagamente. Era come papà lo ha descritto nelle storie che racconta a Bran e Rickon: alto, possente, muscoloso… il sogno di ogni donna, prima che sposasse la regina Cercei, e anche dopo immagino. Pare gli piaccia il vino e la compagnia delle donne.»

«Come a Theon?»

Luned rise e si voltò verso Greyjoy, che cavalcava dietro di loro.

Lui rispose con un ghigno: «Significa solo che il Re sa come godersi la vita!» Li superò al trotto e i due lo seguirono, ridendo.

Raggiunsero Ned e Robb, che parlavano poco più avanti cavalcando uno dietro l’altro. Il padre li guardò divertito ma anche con sguardo severo: «Il cervo ci sentirà arrivare anche dall’altro lato del bosco.»

«Scusa, padre.»

Fu Vento Grigio ad individuarlo. Nonostante fosse piccolo, era molto sveglio e comunque grande già quanto i mastini più piccoli.

Lo accerchiarono tutti e tre da angolazioni diverse, lui, sua sorella e suo padre. Fu ovviamente la freccia di Ned Stark ad avere la meglio.

«Bel tiro, padre!»

Lo portarono a castello, insieme anche ad un paio di volpi delle nevi e a qualche volatile catturato dai falchi. La sua pelliccia fu data da Ned al pellicciaio per far ricavare un mantello per la regina, la testa venne portata via e sarebbe stata impagliata apposta per farne un dono al Re. Speravano la carne sarebbe bastata quantomeno la loro famiglia e i Baratheon.

A cena, loro mangiarono pollame. Stavano conservando i  tagli più raffinati per la Corte. Non che a Luned dispiacesse.

«Non è giusto, mamma.» Arya si stava lamentando con la loro madre. «Luned è una ragazza e può andare comunque a caccia con gli altri!»

«Luned ha quattordici anni, Arya, e non c’è nulla che impedisca alle donne di andare a caccia, non è quello il punto. Anche se la cosa migliore sarebbe che si limitassero a cacciare con i falchi… ma Luned in queste settimane ha aiutato a preparare l’accoglienza per la Corte del Re e ha fatto un ottimo lavoro e comunque non ha trascurato le altre sue lezioni. Giusto, Septa Mordane?»

«Affatto.» La Septa tutrice di Luned, Sansa e Arya rivolse uno sguardo solenne a Catelyn. «Non ha saltato nemmeno una lezione di ricamo e anche negli altri studi sta procedendo molto bene, anche Maestro Luwin conferma. Al contrario, Arya…»

«E siccome l’idea della caccia al cervo è stata sua, meritava di partecipare.» Concluse Ned dal suo scranno, interrompendo Septa Mordane con garbo, forse perché non apprezzava che si mettessero al confronto le sue figlie.

Arya sembrava voler esplodere, Luned comprese dalla sua espressione e dal modo in cui le tremavano le mani che avrebbe voluto alzarsi da tavola e scappare in camera sua ma non lo avrebbe mai fatto davanti ai loro genitori.

Finito di cenare, si alzarono e Arya si avviò a passo svelto verso la propria camera. Luned provò a seguirla: «Arya, possiamo parlare…?»

«No!» La sorellina le chiuse la porta in faccia.

Luned sospirò. Benché le fosse facile interagire con i propri fratelli, con le sorelle era tutt’altra cosa, sia con Arya che con Sansa, e la cosa le faceva un gran male.

Mogia, tornò nella propria stanza.

Note di capitolo

Questo capitolo originariamente era dal punto di vista di Robb. Gli eventi della prima parte sono rimasti quasi invariati ma ci tenevo ad approfittarne per raccontare e approfondire il rapporto tra Luned e i propri fratelli.
Spero abbiate gradito!

Commenti

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