Vai al contenuto principale

← La Lupa d'Argento

Creato il 18/05/2026, 11:27 · Aggiornato il 18/05/2026, 11:27

Capitolo 17: La Guerra

@daisy_eastDaisyEast
MaturoIn corso

Avvertenze (opera)

  • Contenuto Sessuale Esplicito
  • Copertina AI
  • Morte
  • Sangue
  • Violenza
Scarica EPUB (capitolo)

Tocca un passaggio (o un’immagine) per aprire il filo commenti a fianco. I link nel testo restano cliccabili.

Luned osservò Renly entrare in città. Era seguito da Loras e dagli uomini Tyrell e Baratheon presenti con loro alla Capitale fino a poche settimane prima. Sentì la rabbia montarle dentro ma non disse nulla. Non poteva, non lì, non al centro del cortile.

Renly salutò con galanteria le donne Tyrell: Margaery, Olenna, Alerie e le cugine di Margaery giunte nei giorni passati, in vista del matrimonio: Elinor, Megga, Alla.

«Luned…» Si rivolse poi a lei e il suo sorriso a trentadue denti si spense. «Mi dispiace molto non essere riuscito ad aiutare tuo padre. Ti prometto che ti spiegherò tutto.» Le fece un baciamano che lei accettò con fredda cortesia.

«Ne sono certa, Renly.» Non aggiunse altro, si voltò seguì Mace Tyrell e i figli all’interno del palazzo, verso la Sala Grande.

Alla riunione erano presenti il lord di Alto Giardino, i tre figli maschi, il Maestro Lomys, Ser Vortimer Crane, maestro d’arme della città, e Ser Igon Vyrwel, Capitano delle Guardie. In più, ovviamente, Olenna Tyrell.

Renly rimase in piedi, davanti al tavolo dietro cui sedevano tutti gli altri.

«Ditemi, ragazzi miei, cos’è accaduto?» Mace diede la parola al figlio prediletto ma lui lasciò fosse Renly a farsi avanti.

«Mio signore, mia signora…» Il giovane Baratheon sembrava sapere di dover portare rispetto alla matriarca oltre che al lord di Alto Giardino. «Tutto è crollato nel giro di poco tempo. Ero a caccia con mio fratello quando è stato ferito da quel cinghiale, Aveva bevuto molto vino… ha mancato il primo colpo con la lancia e prima che potesse lanciare la seconda l’animale lo ha investito. Siamo riusciti a portarlo a palazzo ma non c’era più nulla da fare, ci abbiamo messo due giorni. Ha fatto in tempo a fare testamento, prima di bere il latte di papavero e addormentarsi. Non si è più risvegliato...»

Luned cercò di rimanere paziente e di ascoltare in silenzio. Aveva avuto il permesso di assistere solo a patto di riuscire a mantenere la calma ma il suo dito batteva senza controllo sul tavolo, Willas le prese la mano con delicatezza e intrecciò le dita alle sue. Lei allora prese un grosso respiro e cercò di rilassarsi.

Avrebbe dovuto provare pietà nei confronti di Renly, per la sua perdita, ma in quel momento non ci riuscì e si sentì un mostro.

«Hai assistito alle sue ultime volontà?» Chiese Lord Tyrell.

«Sì, mio signore. Ha nominato lord Eddard Stark Protettore del Reame finché suo figlio Joffrey non avrebbe raggiunto la maggiore età. Ho firmato io stesso come testimone, insieme al gran maestro Pycelle. Sapevo però che ai Lannister non sarebbe importato nulla delle ultime volontà di mio fratello e che Cersei, attraverso suo figlio, avrebbe cercato di prendere il controllo dei Sette Regni. Così quella notte sono andato da tuo padre, Luned.» A quel punto, Renly si voltò verso di lei, direttamente. «Gli ho consigliato di agire subito. Di prendere il controllo di Joffrey, Tommen e Myrcella separandoli dalla loro madre. Gli ho offerto cento spade, comprese quelle che Willas ha lasciato a Loras apposta per difenderlo ma lui ha rifiutato. Sapevamo che la regina stava preparandosi per prendere il potere e Pycelle non avrebbe testimoniato a favore di Ned. È troppo fedele a Tywin. Non potevamo fare altro che ripiegare qui ad Alto Giardino.»

«Loras.» Willas a quel punto prese la parola e si alzò, facendo leva sul proprio bastone. «Ti avevo chiesto di rimanere ad Approdo del Re per difendere con i nostri uomini lord Eddard Stark, qualunque cosa fosse successo.»

«Lo so, fratello.» Loras a quel punto si fece avanti. «Ma non sarebbero bastati contro i Lannister, più la Guardia Reale. Dopo la nostra partenza abbiamo ricevuto un messaggio attraverso una fonte certa che persino la Guardia Cittadina era corrotta, si è rivoltata contro lord Eddard dopo aver giurato di proteggerlo. Cento cappe dorate più un centinaio di Lannister, una ventina di cavalieri e sette membri della guardia reale. Se fossimo rimasti lì, saremmo stati pugnalati tutti alle spalle.»

Willas strinse forte il pugno sul proprio bastone: «Non sapevi del tradimento della Guardia Cittadina però quando sei partito, giusto? Non potevi sapere che avreste perso. Perché non sei rimasto al tuo posto?»

«Con tutto il rispetto, fratello.» Loras sostenne il suo sguardo. «Io non prendo ordini da te, nemmeno i nostri uomini. Non finché nostro padre sarà in vita. Hai lasciato me al comando, ho fatto ciò che ritenevo più giusto.»

«Solo perché te lo ha chiesto lord Renly!»

«Mio padre è stato accusato di tradimento…» La voce di Luned le uscì come un flebile suono ma bastò ad interrompere quel battibecco.

Era stanca, aveva passato intere notti a piangere ai piedi dei Tre Cantori da quando aveva saputo dell’arresto di suo padre e della morte di tutti i suoi uomini ad Approdo del Re, compresa Septa Mordane. Mikken, Tom il Grosso e tutti i giovani uomini che avevano seguito suo padre da Grande Inverno. Anche loro, dopo Jory e gli altri valorosi sette uomini morti per difendere suo padre qualche settimana prima.

«Lo hanno accusato di aver tradito il suo migliore amico per rivendicare per sé il Trono di Spade… lo stesso trono a cui lui ha rinunciato quasi quindici anni fa in favore di re Robert.» Si alzò in piedi.

Mace Tyrell non sembrava intenzionato a fare nulla per fermarla, lady Olenna non intervenne in alcun modo, osservandola in silenzio.

«Mio padre è giunto per primo in quella sala del trono, se avesse avuto il potere gli sarebbe bastato sedersi! E lo hanno accusato di aver complottato contro un uomo che per lui era come un fratello! Tuo fratello, Renly! E tu lo hai abbandonato nel momento del bisogno!» Le parole e le lacrime uscirono senza che lei potesse controllarle. «Non so nulla sulla situazione delle mie sorelle! Mio fratello ha radunato gli alfieri a Grande Inverno e marcia in guerra contro i Lannister e Approdo del Re! Sarà accusato di tradimento anche lui, tutto perché non c’eri tu a testimoniare a favore della mia famiglia, quel giorno!»

«Luned, ho offerto a tuo padre tutto l’aiuto che avrei potuto dargli.» In qualche modo, Renly ebbe il coraggio di guardarla negli occhi. «Glie l’ho detto: ogni minuto che lui avrebbe lasciato trascorrere sarebbe stato un minuto in più dato a Cersei Lannister per organizzarsi. Lui ha risposto che non avrebbe versato sangue quella notte, non la notte in cui Robert giaceva in fin di vita. Io però sospettavo Cersei non sarebbe stata altrettanto clemente.»

Luned strinse i pugni. Lo sapeva, sapeva che suo padre aveva sbagliato a non accettare l’aiuto di Renly e Loras, era stato stupido ad aspettare sapendo di cosa i Lannister fossero capaci. Eppure, non riusciva a non pensare che se Renly fosse rimasto lì ad Approdo del Re, forse…

«Luned, mi dispiace.» Renly fece un paio di passi avanti verso di lei. «So che è stato l’onore a spingere tuo padre ed io lo rispetto per questo ma devi ammettere che stavolta il suo onore lo ha messo in una situazione molto grave. Né io né Loras potevamo rischiare i nostri uomini, era una battaglia persa in partenza.»

Luned sostenne il suo sguardo dietro le proprie lacrime: «Le tue scuse per me non valgono nulla, Renly. Ti credevo mio amico. E credevo di essere una sorella per Loras. Ero sicura che sareste stati al fianco di mio padre. Le tue scuse non varranno nulla finché non lo avrò riabbracciato.»

«Luned.» Fu Olenna Tyrell ad interrompere la discussione sul nascere. «Tuo padre è stato accusato di tradimento, prima di ciò tua madre ha rapito il Nano, Jaime Lannister ha aggredito tuo padre in mezzo alle strade della Capitale. Non credi dovremmo saperne di più?»

Si voltò verso l’anziana donna. Era sicura che lei avesse compreso che non aveva detto loro tutta la verità, il primo giorno. Con un sospiro, si sedette.

«Non ho parlato non perché non mi fidassi di voi ma perché non volevo rischiare di mettere in giro voci infondate. Perciò, vi prego, non devono uscire da qui finché non ci saranno delle prove a loro sostegno.»

Tutti annuirono e Renly andò a prendere posto su una sedia vuota.

Maestro Lomys le versò dell’acqua che lei accettò volentieri. Bevve un lungo sorso prima di iniziare a parlare.

«Mia madre sospettava i Lannister avessero tentato di uccidere Bran…» Iniziò. «La sua caduta fin dall’inizio ci è sembrata sospetta. Bran si è sempre arrampicato sulle mura di Grande Inverno con la pioggia, la neve, il vento…» Fece una pausa ricordandosi del fratello minore, di tutte le volte in cui aveva distolto lo sguardo nel vederlo sulle alti torri e sulle mura della fortezza. «Qualche tempo dopo quella caduta, quando eravamo sicuri Bran sarebbe sopravvissuto, è stato appiccato un incendio nella Torre della Biblioteca di Grande Inverno.» Si voltò verso Willas. «Non è mai stato un incidente. Scusa se ti ho mentito…» Non attese di vedere una reazione sul suo volto. Continuò, facendo scorrere un dito sul bordo del bicchiere. «L’incendio serviva a far allontanare chiunque dalla stanza di mio fratello per eliminarlo definitivamente ma mia madre rimase al suo fianco e venne ferita nel tentativo di difenderlo. Il sicario aveva con sé un pugnale in osso di drago con lama in acciaio di Valyria oltre alla borsa d’oro con cui era stato pagato…» Riprese fiato e bevve un altro sorso d’acqua. «Mia madre si recò ad Approdo del Re di nascosto per raccontare tutto ciò a mio padre, solo io e lui sapevamo di quel viaggio, oltre ovviamente a mio fratello Robb e pochi altri. Io non ho conosciuto tutti i dettagli fino al giorno in cui io e Willas siamo partiti per venire ad Alto Giardino. Mio padre quella volta mi raccontò tutto e mi rivelò che un testimone aveva detto loro di aver perso quel pugnale a causa di una scommessa.» Alzò lo sguardo verso Renly. «Qualcuno che aveva scommesso a favore di Jaime Lannister il giorno del Torneo per il compleanno di Joffrey Baratheon.»

Lui parve confuso: «Quel giorno Tyrion Lannister scommesse a favore del fratello, lo ricordo perfettamente, io scommessi su Loras e lui dovette pagarmi cento dragoni d’oro.»

Luned annuì: «Ricordo che me lo raccontasti. E lo dissi a mio padre. Era chiaro che qualcuno lo stesse ingannando e volesse mettere la nostra famiglia contro i Lannister. Il motivo, non lo conosco.» Si voltò a quel punto a guardare tutti gli altri, uno alla volta. «Qualcuno ha cercato di scatenare questi scontri. E ci è riuscito.»

Calò il silenzio nella stanza.

Attese che qualcuno prendesse la parola, ma non accadde. Allora, si alzò: «Mio padre quando è stato arrestato era consapevole di essere stato ingannato. Non poté parlarne con Robert. Prima litigarono e mio padre lasciò il ruolo di Mano del Re, poi fu ferito da Jaime Lannister e re Robert al suo risveglio gli ordinò di riprendere il posto di Primo Cavaliere. Mio padre allora provò a raccontargli tutto ciò ma lui doveva partire per questa fantomatica caccia e gli rispose che avrebbero parlato al suo ritorno.»

«Non sono mai riusciti a parlarne…» Non dovette pronunciare queste parole, tutti a quel punto avevano capito.

«Forse questa fonte di cui mi ha parlato ha scoperto di essere stata smascherata e ha cercato di sbarazzarsi di lui, o forse i Lannister non erano poi così innocenti o erano solo spaventati perché a loro volta sono stati raggirati… non saprei dirlo. So solo che non scopriremo la verità rimanendo qui a rimuginarci sopra… solo liberare mio padre può darci le risposte che cerchiamo.»

«In cuor suo, Luned.» Renly si avvicinò e le strinse la mano. «Tuo padre sperava gli dèi fossero misericordiosi e concedessero a mio fratello la guarigione. Ora comprendo meglio le sue parole, sperava che sopravvivesse per potergli rivelare tutto a tempo debito.»

«Sì… sarebbe proprio da lui.» Lei ritrasse la mano con un gesto secco e bevve un altro sorso d’acqua.

Mace Tyrell era pensieroso: «Adesso cosa facciamo…?»

Se c’era una cosa che Luned aveva imparato in quelle settimane era che Mace Tyrell fosse un uomo ignavo, incapace di fare qualunque cosa se non sotto suggerimento degli altri. Capiva perché Olenna Tyrell avesse una così bassa opinione del figlio. In compenso, sembrava apprezzare molto il nipote e Willas già da diverso tempo aveva dimostrato di saper prendere le redini della situazione quando il padre era in difficoltà.

«Ho una proposta, miei lord.» Renly si pose di nuovo al centro della stanza. «Mio fratello Robert ha lasciato lord Eddard Stark come Protettore del Reame, in attesa che suo figlio compisse l’età giusta per governare. Joffrey Baratheon, tuttavia, si è dimostrato succube della madre che sembra intenzionata ad usarlo come fantoccio per ottenere il potere dei Sette Regni. E dubito che Tywin Lannister abbia idee differenti dalla figlia, anzi, non mi stupirei se il piano fosse stato suo fin dall’inizio... sappiamo infatti il giovane re lo ha nominato Primo Cavaliere.»

Sorrise, prima di riprendere: «Sono certo Luned abbia detto la verità. Non ne dubito. Ma se fosse stato tutto un piano dei Lannister? Ho vissuto con loro alla Fortezza Rossa per molto tempo e so quanto il Folletto fosse poco apprezzato dal padre e dalla sorella. Potrebbero aver cercato di far ricadere la colpa di un attentato al giovane Brandon Stark su di lui, solo per fare in modo che i protettori del Nord compissero un passo falso così da scatenare una guerra e prendere il controllo dei Sette Regni. Perdere il Folletto nel processo per loro non sarebbe stato un problema.»

«Purtroppo, il ragionamento torna…» Rifletté Luned. Avrebbe potuto pensarci anche lei, molto tempo prima.

«Vogliamo davvero i Leoni prendano il potere? Vogliamo che Tywin Lannister manipoli i Sette Regni a suo piacimento attraverso suo nipote?»

«Allora cosa proponi, giovane Renly?» Mace gli fece cenno di arrivare dritto al punto.

«Mio lord, io dichiaro qui e ora la mia pretesa sul Trono di Spade e vi chiedo di appoggiarmi.»

Ci fu un mormorio tra tutti i presenti nella Sala.

Luned non riuscì a trattenere una risatina incredula: «Era questo il tuo obiettivo fin dall’inizio, Renly?»

Willas Tyrell fu il primo ad alzarsi e a dire ciò che tutti in quel momento stavano pensando: «Lord Renly, pur affermando che il principe Joffrey sia inadatto a sedere sul trono, e non sarebbe il primo né l’ultimo, voi siete solo quarto nella linea di successione.»

«Giusto.» Annuì Lord Mace. «Prima di voi ci sono il giovane Tommen e vostro fratello Stannis.»

«Sarebbe tradimento. Un tradimento bello e buono.» Annuì Olenna. «Impedire che Tywin Lannister controlli il nipote e trascini i Sette Regni in guerra, potrei anche capirlo, ma avanzare pretese sul trono nelle vostre condizioni…» Rise, divertita, bevendo un sorso di vino, come se la sola idea fosse ridicola.

Renly cercò di rimanere composto e sorridente ma a Luned non sfuggì un movimento del suo sopracciglio.

Cercò di tornare seria, di mettere da parte la rabbia che provava in quel momento e iniziò a parlare: «Ci sono stati molti re nella storia incapaci di governare, come ha detto Willas.» Luned riuscì a parlare senza far tremare la voce. «Non vorrei essere scortese o parlare male dei morti ma lo stesso tuo fratello, re Robert, ha indebitato la Corona per milioni di dragoni d’oro, con i Lannister e con la Banca del Ferro di Braavos. Mio padre sarebbe stato un ottimo re ma non ha mai desiderato il potere. Se lo liberassimo e chiarissimo la sua posizione, lui potrebbe prendere Joffrey sotto la propria ala e istruirlo perché diventi un bravo sovrano.»

Willas annuì e tutti gli altri concordarono, compresa lady Olenna.

«Era anche la mia idea, Luned, ma tuo padre ha rifiutato il mio aiuto. Tu conosci Joffrey, ricordi cos’è accaduto a Darry. Ora che è stato nominato Re, secondo te, rinuncerebbe tanto facilmente alla corona per attendere qualche altro anno?»

«Ricordo fin troppo bene, Renly. Ma è un ragazzino di appena dodici anni e fu di sua madre l’idea di uccidere Lady e Pioggia.»

«I Lannister non rinunceranno al trono senza combattere. Ricordate cosa ha fatto Tywin pur di ottenere il perdono di Robert? Voi eravate presente, lord Tyrell, quando ha fatto portare i corpi di Elia Martell e dei figli trucidati davanti al Trono di Spade!»

Ci fu un altro mormorio.

«E qual è stato il suo passo successivo? Chiedere a Robert di accettare la mano di Cersei! Rendere sua figlia regina, con suo figlio Jaime all’interno della Guardia Reale… un uomo che ha già ucciso una volta un re, venendo meno al proprio giuramento!»

Luned capì dove Renly voleva arrivare.

«Hanno piazzato i loro nipoti e cugini in tutto il castello, persino gli scudieri di mio fratello erano Lannister e uno di loro ha continuato a versargli vino non diluito per tutta la caccia al cervo bianco, finché Robert non ha avuto la mente così annebbiata da venire ammazzato da un grosso cinghiale.»

«Non è stato né avvelenato né pugnalato alle spalle, Renly.» Luned si alzò di nuovo. «Ammesso e non concesso che fosse tutto un modo per piazzare sul trono un re fantoccio, non abbiamo le prove.»

«La guerra ci sarà comunque, Luned. Tuo fratello è sceso in campo. Se dovessimo vincere, e decidessimo di lasciare in vita i Lannister, tornerebbero presto all’attacco. Se si deciderò invece di condannarli a morte, credete davvero che Joffrey, una volta ottenuta l’età per regnare, ci ringrazierebbe per aver sterminato tutta la sua famiglia? Pende dalle labbra di sua madre! Non si limiterebbe a ringraziare lord Stark per i suoi consigli e a tenerlo come Mano del Re! Lo farebbe assassinare subito dopo aver ottenuto la corona e così tutti coloro che avrebbero partecipato allo sterminio dei Lannister! Conosco mio nipote, più di chiunque altro di voi!»

Il ragionamento, purtroppo, aveva senso.

Fu Willas a quel punto ad alzarsi: «Lord Renly, ciò che dite è giusto. Tuttavia vorrei ricordarvi che, al di la dei vostri due nipoti, Joffrey e Tommen, c’è un'altra persona che secondo la linea di successione ha la precedenza su di voi.»

Mace Tyrell annuì: «Giusto.» Ripeté, come se non sapesse dire altro: «Stannis Baratheon.»

Un altro movimento del sopracciglio di Renly, ma lui tentò di nasconderlo con un altro sorriso: «Sì, mio fratello maggiore. Un uomo giusto e retto, non lo nego.» Dovette richiedergli uno sforzo immane quella confessione: «Ma Stannis è un soldato, non un re. Così come Robert. Soffocherebbe di nuovo il reame nel sangue. Non ha mai perdonato le famiglie che hanno combattuto contro i Baratheon e gli Stark durante la ribellione tra cui, se non erro, ci siete anche voi, lord Mace.»

Questo toccò nel vivo il lord di Alto Giardino e Luned capì che Renly aveva il coltello dalla parte del manico. Strinse i pugni..

«Fosse dipeso da lui, la vostra famiglia e tutte le altre che hanno agito dalla parte di Aerys Targaryen in quel periodo sarebbero state sterminate. Soprattutto voi Tyrell, per l’assedio a Capo Tempesta. Non ha mai mosso un dito perché era fedele a nostro fratello in quanto nuovo re ma ha conservato tanto rancore in questi anni, per il ruolo di lord di Capo Tempesta che gli è stato negato e contro chi dopo la sconfitta dei Targaryen si è inchinato al vincitore per aver salva la vita. Vive da solo, senza amici, senza eredi, a Roccia del Drago. Credete davvero che i sudditi dei Sette Regni vorrebbero combattere sotto la sua bandiera? E anche se lo aiutaste a vincere, secondo voi basterebbe per avere il suo perdono?»

Luned non conosceva Stannis Baratheon. Tutto ciò che sapeva su di lui, era per fama. Un uomo d’onore, come lord Stark, e questo di per sé a lei bastava per ritenerlo un brav’uomo. Ma era anche vero che l’assedio compiuto dai Tyrell contro Capo Tempesta, ai tempi retto proprio da Stannis, aveva creato dei dissapori tra lui e i signori dell’Altopiano. E lei stava per sposare il futuro lord di Alto Giardino…

«Gli alfieri delle Terre della Tempesta, invece, risponderanno a me.» Renly osservò tutti negli occhi, uno ad uno. «Oltre trenta famiglie, migliaia e migliaia di uomini pronti a combattere per il loro signore. E unendo gli eserciti delle Terre della Tempesta, quelli dell’Altopiano e quelli del Nord…» Renly voltò lo sguardo verso di lei.

«Non sta a me decidere, Renly.» Si affrettò a rispondere lei. «Mio fratello Robb è lord di Grande Inverno, in assenza di mio padre.»

«E tu sei la futura lady di Alto Giardino, Luned.» Renly le rivolse un sorriso smagliante. «Gli Stark e i Tyrell presto saranno un’unica famiglia. E vorrei farne parte anche io.» Si chinò davanti a Mace. «Lord Tyrell. Vostro figlio Loras è stato mio scudiero e sia allora che in seguito mio grande amico.»

Luned trattenne una risatina di scherno a quelle parole, ci riuscì solo perché concentrata nel tentativo di capire dove lui volesse arrivare.

«Il rispetto che provo verso la vostra famiglia nacque allora e con il tempo è cresciuto, siete stati come una seconda famiglia per me. Desidero che lo diventiate davvero.» Alzò lo sguardo sull’uomo. «Concedetemi la mano di vostra figlia Margaery e la renderò regina dei Sette Regni.»

Luned si voltò verso il lord di Alto Giardino. Vide lo scintillio nel suo sguardo. Capì che Renly aveva vinto.

❅✦❅

«Mio padre ha sempre desiderato vedere un suo nipote sul Trono di Spade.»

«Loras deve aver detto a Renly che era il modo più efficace per ricevere il suo appoggio.»

Lei e Willas si erano rifugiati nel Parco degli Dei dopo la riunione.

Erano seduti nella loro posizione preferita, con la schiena di lei poggiata contro il petto di lui, proprio sotto i Tre Cantori, le spalle di Willas contro la corteccia.

Era bastata quell’unica prospettiva per spingere Mace Tyrell ad accettare la proposta di Renly: un futuro nipote re dei Sette Regni. Nemmeno Olenna aveva potuto fare nulla per dissuaderlo. Luned non aveva mai visto Mace Tyrell portare avanti con tanta sicurezza le proprie idee.

«Adoro mio fratello ma a volte mi chiedo cosa gli passi per la testa.» Sospirò Willas. Capisco che ami Renly, e ultimamente credo di capirlo molto di più.» Le accarezzò una ciocca di capelli.

Non sembrava essersi arrabbiato per la sua precedente menzogna sulla caduta di Bran. Aveva compreso perché lei avesse dovuto mentire e di ciò Luned gli era grata. «Non dubito che il giovane Baratheon possa essere un buon re, ma…»

«Non potrà essere peggiore degli ultimi due.» Luned sospirò. «So che non dovrei avercela con lui, almeno non del tutto… ma non riesco a togliermi dalla mente che le cose avrebbero potuto andare diversamente se fosse rimasto alla Capitale...»

«È stata colpa di mio fratello Loras, ha deciso di seguire lui invece di rimanere al suo posto come gli avevo chiesto…» Sospirò lui. «Ormai quel che è fatto è fatto. Dobbiamo pensare a liberare tuo padre. Ci preoccuperemo dopo di chi far salire al trono. Dopotutto, tuo padre è il legittimo protettore dei Sette Regni.»

«Ci ritroveremo contro i Lannister e contro Stannis Baratheon, Willas. Sia Stannis che Tywin hanno anni di esperienza alle spalle in guerre e battaglie. Senza offesa, ma tuo padre non è celebre per le vittorie in guerra… Renly non ha avuto chissà quale ruolo chiave nella ribellione di suo fratello, era molto giovane allora. E Robb…» Luned emise un sospiro, passandosi una mano sul viso. «Sono preoccupata per lui…»

Willas la strinse fra le proprie braccia: «Gli daremo tutto l’aiuto che sarà necessario. È una promessa.»

Luned gli strinse una mano: «Mi dispiace. Volevo evitare di coinvolgere la tua famiglia in tutto questo.»

«Non è stata colpa tua. Non potevamo prevedere tutto ciò. Un’altra guerra nel giro di così pochi anni…»

Luned si voltò verso di lui: «Tu non andrai in battaglia… vero?»

Willas scosse la testa e le sorrise: «Io rimarrò qui. Ci sposeremo prima della partenza dell’esercito, noi e in seguito Margaery e Renly. Ed io e te rimarremo qui e governeremo insieme in vece di mio padre durante la sua assenza. E, se gli dei, antichi e nuovi, vorranno…» La mano si lui scivolò sul ventre di lei. «Potremo riuscire a dargli un’erede durante la sua assenza. Lui ne sarebbe felice…»

Quelle parole ebbero l’effetto di farla arrossire, come accadeva spesso, ultimamente, a quel pensiero. La cosa parve divertire lui che le poggiò un bacio gentile sulla guancia.

Willas era l’uomo più dolce e romantico che Luned avesse mai conosciuto ma era pur sempre un uomo, era ovvio che pensasse a quello… ad avere una famiglia con lei. Anche Luned desiderava dargli dei figli, ciò che la preoccupava era il processo che precedeva la gravidanza. Avrebbe tanto voluto sua madre fosse lì, per parlarne con lei, come avrebbe dovuto essere…

«Sei pensierosa…» Willas le accarezzò il viso con il pollice.

Luned si riscosse: «Perdonami…»

«Non devi chiedermi scusa, lo sarei anche io al posto tuo. A dire il vero, lo sono… sapere che mio padre e i miei fratelli partiranno in guerra…»

«Mi dispiace, Willas…»

«Ehi, guardami.» Vedendola abbassare lo sguardo con gli occhi in lacrime, Willas le prese il volto tra le mani e la costrinse ad alzare lo sguardo. «Non è colpa tua. Non ho mai visto una donna preoccuparsi tanto di tenere al sicuro la propria famiglia come te, se non forse mia nonna Olenna. Hai fatto tutto ciò che potevi. Tuo padre ha fatto la sua scelta ma può ancora essere salvato.»

Luned annuì: «Hai ragione. C’è ancora speranza…» Si strinse al suo petto, e tutto all’improvviso le parve più facile.

❅✦❅

“Mia cara sorella,

è tutto così difficile senza te al mio fianco.

Ho riunito gli alfieri, ho ottenuto il loro appoggio, il loro rispetto e le loro spade ma ogni scelta che prendo, ogni decisione, che sia approvata o meno dal consiglio di guerra, ho paura possa rivelarsi un errore. Un tempo, avevo te al mio fianco, ogni volta che la mia impulsività rischiava di mettermi nei guai c’eri tu, con la tua calma, la tua saggezza e la tua intelligenza a fermarmi, a consigliarmi. Preferirei avere te con me, adesso, una tua opinione varrebbe più di quella di ogni altro uomo del mio esercito, più di quelli di lord Umber, di lord Karstark, di lord Glover… sono lieto di avere uomini di tale esperienza accanto a me ma in nessuno di loro riesco a riporre fiducia come nella mia gemella. A rassicurarmi, c’è solo l’idea che dall’altra parte del continente ci sia tu a coprirmi le spalle, anche se da lontano. Mi piacerebbe essere presente al tuo matrimonio, accompagnarti all’altare al posto di nostro padre, ma so che non sarà possibile. Odio questa situazione, ciò che è accaduto, come il nostro mondo si sia sgretolato nel giro di così poco tempo ma so che tutto ciò che possiamo fare è andare avanti. Libererò nostro padre, le nostre sorelle e presto saremo di nuovo tutti insieme. Te lo prometto.

Non potrò essere presente al tuo giorno felice ma spero quantomeno che tu possa esserlo al mio. Anche io sono promesso sposo ora, mia cara Luned. Ho promesso a lord Walder Frey di sposare una delle sue figlie a guerra conclusa, era l’unico modo per convincerlo a farci attraversare le Torri Gemelle e poter salvare nostro padre. Non ho ancora deciso chi delle sue figlie sposare, poiché mi è stato detto di poter scegliere io tra di loro la mia futura sposa, ma sarà da decidersi dopo la guerra e, magari, con il tuo consiglio. Mentirei se dicessi di esserne felice ma lo farò. Per nostro padre. Posso solo pregare per un fidanzamento come il tuo. Prega anche tu per me, sorella mia, perché ho proprio bisogno di conforto ora come ora.

Spero questa non sia l’ultima lettera che ti scrivo, perché sto per scendere in battaglia. Quando questa lettera ti arriverà, sarà già finita, e non so quale sarà stato il risultato ma confido che le tue preghiere e quelle di nostra madre saranno servite a tenermi al sicuro. E se avranno funzionato, ti scriverò di nuovo presto, sorella mia.

Con affetto,

tuo Robb.”

Note di capitolo

Nei libri, al contrario della serie tv, Renly non chiede mai a Ned di appoggiarlo nella sua ascesa al Trono. Renly è sinceramente interessato a permettere a Ned di divenire Protettore del Regno e prendere Joffrey come protetto finché quest'ultimo non avrà l'età per regnare. Solo dopo il rifiuto di Ned di strappare i giovani Joffrey, Tommen e Myrcella dai loro letti durante la notte, Renly decide di fuggire ad Alto Giardino e autoincoronarsi.

Non ci sono tracce, nel libro, del fatto che Renly conoscesse la natura di bastardi dei figli di Cersei.

Ho cercato di rendere il suo discorso di fronte al consiglio di Mace Tyrell credibile e lineare. Spero di esserci riuscita.

Commenti

I commenti sui singoli passaggi si aprono dal fumetto accanto al testo; qui sotto trovi solo i commenti al capitolo intero.

Sul capitolo in generale

  • Nessun commento generale ancora.

Accedi per commentare (email verificata).