Vai al contenuto principale

← La Lupa d'Argento

Creato il 13/05/2026, 21:17 · Aggiornato il 13/05/2026, 21:17

Capitolo 14: La Strada delle Rose

@daisy_eastDaisyEast
MaturoIn corso

Avvertenze (opera)

  • Contenuto Sessuale Esplicito
  • Copertina AI
  • Morte
  • Sangue
  • Violenza
Scarica EPUB (capitolo)

Tocca un passaggio (o un’immagine) per aprire il filo commenti a fianco. I link nel testo restano cliccabili.

La Strada delle Rose passava per il Mander attraverso Ponte Amaro. Fu lì che si accamparono.

Avevano dato l’impressione di una partenza tranquilla, scegliendo di andare in carrozza e di proseguire attraverso la strada principale, così da non destare alcun sospetto. Partire di corsa sui cavalli sarebbe apparsa come una fuga e non volevano attirare attenzioni indesiderate.

La strada che portava da Approdo del Re ad Alto Giardino richiedeva circa due settimane, nel loro caso. Contavano di riuscire ad arrivare in meno tempo. Erano in viaggio da tre giorni, con solo brevi pause per mangiare e permettere ai cavalieri di dormire. A volte, Luned e Willas procedevano a cavallo per sgranchirsi le gambe ma portare la carrozza rallentava comunque il tutto, era necessaria nel caso incrociassero zone abitate. Loro erano Lord Willas Tyrelle e lady Luned Stark, in viaggio per sposarsi, e la loro partenza anticipata era dovuta al desiderio della famiglia di lui di conoscere la nuova sposa il prima possibile. Non c’era altro motivo.

Si accamparono al calar del sole vicino a Ponte Amaro, sulle sponde del fiume.

Luned smontò da cavallo, accarezzò Nebbia e la lasciò a pascolare lì vicino. Uno degli uomini che li accompagnava si allontanò per caccia selvaggina.

«Vorrei poter andare io.» Luned si voltò verso Willas.

«Meglio non allontanarci troppo, non sappiamo ancora se sia sicuro, non siamo ancora lontani da Approdo del Re. A quest’ora tuo padre e le tue sorelle dovrebbero essere partiti e non sappiamo come l’abbiano presa il re e la regina o se abbiano mandato qualcuno a seguirci.»

Luned sapeva che il futuro marito aveva ragione ma la cosa non la aiutò a sentirsi meglio. Aiutò ad accendere il fuoco e quando il soldato dei Tyrell tornò con dei conigli aiutò a ripulirli e a cucinarli, con gli altri uomini che la osservavano sorpresi sporcarsi le mani in quel modo.

«Con il mio coltello da caccia mi verrebbe più facile.» Luned mise ad arrostire uno degli animali sul fuoco, dopo averlo infilzato in un bastone di legno senza battere ciglio.

«Lo hai dimenticato?»

«No, l’ho donato a mio fratello Jon prima che partisse per la barriera.»

«Il tuo fratellastro Jon Snow?»

«Per me è un fratello tanto quanto tutti gli altri.» Luned si lavò le mani nell’acqua tiepida del fiume. «Tu non hai fratelli bastardi, Willas?»

Lui sorrise divertito: «Credo che qualche Flowers generato da mio padre ci sia, in giro, ma se esiste non è risaputo.»

Luned sorrise e tornò con lui al falò.

Dormirono sotto le stelle, quella notte. Più andavano a Sud, più il caldo si faceva forte.

Le fu difficile prendere sonno, la sua mente era altrove, a suo padre, alle sorelle, alla madre.

«Andrà tutto bene. Nostro padre tornerà al Nord, libererà Tyrion Lannister. Adesso sa di essere stato ingannato. Si risolverà tutto…» Continuò a ripetere a sé stessa, cercando di calmarsi. Ma qualcosa non andava, si sentiva irrequieta da quando erano partiti. Aveva una brutta sensazione e incubi di sangue e guerra la tormentavano ogni volta che chiudeva gli occhi.

Infine, si addormentò, un sonno leggero. Era così tesa che fu lei a sentire il suono di zoccoli di cavallo in avvicinamento. Si alzò di scatto. «Willas!»

In poco tempo, furono tutti svegli e sull’attenti, l’uomo di guardia era già pronto con la spada in mano, gli altri si prepararono, compreso Willas che impugnò l’arco. Luned fece lo stesso. In mezzo al buio, non distinsero subito bene la sagoma che apparve dal bosco ma quando compresero che si trattava di un uomo solo si rilassarono, pur non abbassando le armi. Quando fu più vicino, Luned riconobbe prima il cavallo, poi la divisa della guardia della Mano del Re. Infine, tolse l’elmo.

«Wylem!» Luned lasciò cadere l’arco e gli corse incontro. Avrebbe dovuto essere felice… ma non poteva. Era segno che il suo istinto aveva avuto ragione: «Cos’è accaduto?!»

«Mia lady…» Lui scese da cavallo, chiaramente molto agitato.

Il cavallo sembrava stremato, fu Willas ad occuparsi di lui mentre lei si faceva accomodare il vecchio amico vicino al fuoco. Gli diede da mangiare gli avanzi della cena e gli offrì del vino.

«Grazie, mia lady, sei sempre molto gentile…»

«Non dovevate ripartire per Grande Inverno?»

«Sì, era quello l’obiettivo… ma lo stesso giorno in cui sei andata via, tuo padre stava rientrando a castello con Petyr Baelish dopo essere andato con lui e alcune delle sue guardie non so bene dove… si vocifera di un bordello ma anche se fosse vero non credo vostro padre volesse divertirsi con qualche puttana… non quel giorno. Comunque, mentre rientravano sono stati attaccati da Jaime Lannister e da alcuni suoi uomini… hanno ucciso tutti tranne tuo padre. Jory è morto, e anche Wyl e Heward e Tregar…»

Luned trattenne il fiato: «Jory…? Tregar…? Impossibile… no, non possono essere morti…» Cercò di trattenere le lacrime, senza successo. Portò la mano davanti alla bocca, Willas si chinò accanto a lei e le asciugò il viso.

«E mio padre…?»

«È fuori pericolo ma la sua gamba è rimasta incastrata sotto il suo cavallo.»

Il cuore di Luned perse un battito e sentì la presa di Willas sul suo braccio. Forse si stava ricordando di quando ciò era accaduto a lui. Se anche Eddard Stark fosse rimasto storpio allo stesso modo…

A volte, gli dei dimostravano uno strano e macabro senso dell’umorismo.

«Si sta occupando di lui maestro Pycelle, ho parlato con i suoi altri uomini, abbiamo pensato uno di noi dovesse venire ad avvertirti e ad assicurarsi tu stessi bene. Jaime Lannister ha lasciato la città, non sapevamo in che direzione. Eravamo preoccupati…»

«Le mie sorelle?» Fu il suo primo pensiero.

«Stanno bene, re Robert non permetterà venga fatto loro del male. Ho lasciato in comando Alyn, verranno scortate e osservate tutto il giorno tutti i giorni.»

«Alyn è giovane.»

«Ma talentuoso. Anche Jory era giovane.»

«Ed era l’unico erede di casa Cassel…» Pensò al povero ser Rodrik.

Luned rimase in silenzio qualche minuto ad osservare il fuoco, pensando a cosa fosse meglio fare. Avrebbe voluto tornare indietro e rimanere accanto al padre e alle sorelle, d’altro canto sapeva che continuare quell’alleanza con i Tyrell, se le cose si fossero messe male, sarebbe stata la cosa migliore. Ricordò le parole del Ragno Tessitor. Emise un sospiro. Non le piaceva, ma doveva andare avanti, seguire il volere di suo padre. Doveva fidarsi di lui.

«Wylem, vieni ad Alto Giardino con noi. Rimani al mio fianco. Dubito si siano accorti della tua partenza ma se tornassi indietro e ti vedessero rientrare, potrebbero insospettirsi e inventarsi chissà quali scuse per accusare ulteriormente mio padre.»

«Temo tu abbia ragione, mia signora. Sarà un onore per me servirti.»

«Sei il benvenuto, Wylem.» Willas gli porse la mano e l’uomo ricambiò la stretta. «Ora finisci di mangiare e riposa. Te lo sei meritato.»

Wylem dormì profondamente ma Luned non chiuse più occhio.

❅✦❅

Il simbolo della mela rossa su sfondo dorato iniziò a vedersi in lontananza dopo una settimana di viaggio. La carrozza superò i cancelli di Sala del Cedro, l’aria profumava di fiori e frutti, il castello non era particolarmente grande ma Luned riconobbe una certa eleganza, donata anche dal verde, dai frutteti e dai giardini.

«Fate largo a lord Willas Tyrell, erede di Alto Giardino, e alla sua futura sposa, Luned Stark di Grande Inverno!»

Molti si fermarono a quelle grida, voltandosi ad osservare curiosi la carrozza. Luned dalle finestre intravide molta gente che osservava emozionata e chiacchierava tra di loro, alcuni sembravano contenti, altri dubbiosi, forse, sul legame tra le due case. La carrozza fu fermata nel cortile della fortezza.

«Miei signori, lord Edmure Fossoway e lord Garlan Tyrell vi aspettano nella Sala Grande.»

«Mio fratello è già qui? Direi perfetto.» Willas scese dalla carrozza e aiutò Luned a fare lo stesso.

«Se volete seguirmi, potete rinfrescarvi nei quartieri degli ospiti prima di unirvi a loro per il pranzo.» L’attendente li guidò mentre gli stallieri prendevano in cura i cavalli e la carrozza.

«Da qui in poi dovremmo essere al sicuro.» Le disse Willas quando furono soli. «Se si avvicinasse un gruppo di Lannister a cavallo, sarebbero fermati dai Fossoway e da Garlan. Lord Fossoway di Sala del Cedro è il padre di Leonette, la moglie di mio fratello, e tu in quanto mia promessa sposa sei nostra ospite e sotto la nostra protezione.» Poggiò una mano sul suo viso. «Sarai al sicuro, come ho promesso a tuo padre.»

«Vorrei solo avere notizie sulla sua situazione…» Luned sospirò, poggiando la propria mano su quella di lui. «Credi potrò mandare una lettera da qui?»

«A chi?»

«Ad Approdo del Re, mi sembra ovvio, per accertarmi delle condizioni di mio padre.»

«Sei sicura sia una buona idea? Non sai nemmeno se sia ancora lì. Aspetta di arrivare ad Alto Giardino, mio padre avrà sicuramente notizie dalla Capitale.»

«Abbiamo ancora una settimana di viaggio. Non so se reggerà tanto.»

«La risposta arriverebbe comunque ad Alto Giardino. Abbi pazienza. Se ti dimostri ansiosa, rischi di peggiorare la situazione.»

Willas aveva ragione, Luned lo sapeva bene. Gli strinse la mano con forza.

«Non sopporto quest’attesa… non riesco a pensare lucidamente.»

«Lo so, mia cara. Sei preoccupata per tuo padre, lo capisco ma struggerti così non servirà a nulla. Ti ho vista in questi giorni: mangi a malapena, bevi poco, non dormi… per oggi rimarremo qui e voglio che mangi e riposi come si deve.»

Luned aveva sempre dovuto essere quella forte, quella che teneva tutto dentro per supportare al meglio le persone che amava. Aveva sempre tenuto per sé i propri pesi e le preoccupazioni perché gli altri potessero affidarle i loro. Avere qualcuno che era lì per lei, con cui confidarsi, fu strano. Strano e piacevole.

Non condividevano ancora la camera non essendo sposati, vennero affidate loro due stanze separate negli stessi appartamenti. Come abito elegante per un banchetto, aveva portato con sé unicamente quello donatale da Willas per il fidanzamento, a cui stavolta ebbe modo di abbinare anche un fermaglio a forma di foglia, tempestato di smeraldi, e un anello dorato con una fascia verde. Indossò il medaglione degli Stark e il braccialetto d’argento della festa di fidanzamento. Raggiunse Willas nel salotto, lui era vestito con un completo verde scuro. Vennero guidati nella Sala Grande, ampia all’incirca quanto la Sala Piccola della torre del Primo Cavaliere. Comunque, minuscola se paragonata alle sale di Grande Inverno.

Lord Fossoway di Sala del Cedro doveva avere l’età di Eddard Stark, capelli biondi, una barba curata, occhi chiari.

«Willas, mio caro.» Andò ad abbracciare il ragazzo.  «Mi fa piacere rivederti.»

«Grazie, lord Edmure. Vi presento la mia promessa sposa, Luned di casa Stark, di Grande Inverno.»

«Lady Luned.» Lord Fossoway poggiò un bacio sul dorso della sua mano. «È un piacere conoscervi. Somigliate molto a vostra madre.»

«Troppo gentile, lord Fossoway.»

«Accomodatevi. Mia moglie si scusa per la sua assenza ma non si sente molto bene.»

«Spero nulla di grave.»

«Solo un piccolo malessere dovuto all’aumento delle temperature di fine estate.»

Luned e Willas sedettero al tavolo d’onore con lord Fossoway mentre alfieri, maestri di palazzo e altri cavalieri erano seduti ai tavoli inferiori.

Giunse un giovane uomo alto e dalle spalle larghe. Riconobbe subito Garlan, il secondo figlio di Mace Tyrell. Assomigliava al fratello minore Loras ma aveva un aspetto meno delicato ed elegante. Era il tipo di uomo che a Luned avrebbe potuto piacere fino a poco tempo prima.

«Willas, fratello!» Garlan lo avvolse tra le braccia muscolose, sembrava poterlo stritolare senza alcuno sforzo.

«Anche a me fa piacere vederti, Garlan, ma cerca di non uccidermi prima del matrimonio.» Rise lui.

Il secondogenito si voltò quindi verso di lei: «Lady Luned Stark, la donna che ha rubato il cuore al mio fratellone. Siete una visione.» Le baciò il dorso della mano, la sua presa non era gentile come quella di Willas ma sembrò si stesse trattenendo per non farle troppo male, aveva mani grandi e pesanti, caratterizzate dai calli di chi brandiva spesso una spada.

«È un piacere conoscervi, mio lord. Ser Garlan il Valoroso, giusto?»

Lui rise. Era una delle risate rumorose tipiche di re Robert Baratheon, senza però l’effetto dell’alcol a renderla eccessivamente sguaiata: «Sì, devo ringraziare Willas per quel soprannome.»

«Willas ha visto bene ciò che saresti diventato, marito mio.» La moglie lo prese sottobraccio. «Sono Leonette Fossoway, la moglie di Garlan.»

«Lady Leonette, è un piacere conoscervi.»

Era davvero una bella donna, somigliava molto al padre e sembrava gentile. Entrambi lo sembravano. Leonette si sedette accanto al padre e Garlan subito accanto a lei.

Luned cercò di apparire tranquilla e si sforzò mangiare, sentiva lo sguardo di Willas addosso e non voleva farlo preoccupare ulteriormente. Rispose alle domande di Garlan su come si fossero conosciuti, sul Nord, sul torneo di Loras… ma la sua mente era altrove. Alla Fortezza Rossa. Da suo padre e le sue sorelle, a Grande Inverno da sua madre, da Robb, da Bran e Rickon… da Jon, alla barriera insieme a suo zio Benjen.

«Va tutto bene, lady Stark?» Fu Leonette a rendersi conto che qualcosa non andava.

«Io… sì, scusate tanto, sono molto stanca per il viaggio.»

«Abbiamo saputo ciò che sta accadendo a Nord.» Garlan le rivolse un sorriso serio: «Pare i Lannister si stiano muovendo. Potete pure ammettere di essere preoccupata.»

«Le voci girano in fretta…»

«Sì, se si teme lo scoppio di una guerra.»

Già, una guerra… e tutto perché qualcuno si era preso gioco dei suoi genitori, incolpando i Lannister di un crimine che non avevano commesso… o, quantomeno, che Tyrion Lannister non aveva commesso.

Ma perché qualcuno avrebbe dovuto farlo? Uccidere Bran, incolpare i leoni di Castel Granito… sentì all’improvviso una fitta alla testa. Si versò del vino.

«Tuo padre è sempre stato un uomo rispettabile, lo sanno tutti mia lady.» Fossoway si fece solenne. «Il Nord e l’Altopiano hanno combattuto in fazioni opposte durante la ribellione di Robert ma nonostante ciò tutti possiamo riconoscere senza ombra di dubbio che lord Eddard Stark è un uomo d’onore. Non avrebbe mai rapito il Folletto senza un valido motivo.»

«Non lo ha rapito lui ma mia madre.»

«Per ordine suo, si dice.»

Luned emise un sospiro: «Lui dice così…» Ma la cosa non la convinceva affatto, per quanto la sentisse ripetere.

Dopo pranzo, si congedò per andare a riposare. Indossò una veste da notte leggera, chiuse la finestra in modo che non entrasse luce, chiuse le tende attorno al letto e si distese. Chiuse gli occhi e provò a dormire. Era nel dormiveglia quando udì la porta aprirsi. Distinse l’ormai familiare passo zoppicante di Willas accompagnato dal suono del suo bastone da passeggio, sentì le tende scostarsi, il suo peso sul letto, accanto a lei e infine avvertì le sue braccia che la stringevano contro il suo petto. Per la prima volta, dopo una settimana, dormì profondamente.

Salutarono lord Fossoway il mattino seguente, dopo un giorno e una notte di buon cibo e riposo.

Luned e Leonette viaggiarono sulla carrozza mentre Willas e Garlan cavalcarono uno accanto all'altro.

«Garlan sembra un brav'uomo.» Luned cercò di comunicare con la futura sorella.

«Lo è. Tutti loro lo sono. Belli e valorosi e gentili. Ma non farti ingannare…» L'ultima frase la sussurrò al suo orecchio. «Quando arriverai, il tuo obiettivo non sarà convincere Mace Tyrell o Alerie Hightower. Colei di cui ti devi preoccupare, è la Regina di Spine.»

«Olenna Tyrell…» Luned si era completamente scordata di lei.

La madre di Mace Tyrell, da ragazza Redwyne, era famosa per essere una donna pungente, che diceva sempre ciò che pensava, tutt'altro che un fiore delicato. Piuttosto, una pianta carnivora. Per questo era nota come “la Regina di spine”. Pronta a tutto.

«È come si racconta?»

«No, mia cara.»

Luned tirò un sospiro di sollievo.

«È ben peggio di quanto raccontano.»

Tornò a sentire una fitta allo stomaco.

«Ma è leale ai Tyrell. Se lo sarai anche tu, non ci saranno problemi.»

Leale ai Tyrell. Sarebbero stati loro la sua famiglia dopo il matrimonio, avrebbe dovuto rispettare suo marito, e anche gli altri. Se avessero deciso di allearsi con i Lannister, avrebbe dovuto seguirli, non era detto che quel matrimonio li avrebbe resi leali agli Stark… Willas era una brava persona, ma gli altri? Garlan sembrava gentile, e anche Leonette, ma la Regina di Spine? Mace Tyrell? Avrebbe dovuto giocare bene le proprie carte.

Non vi erano molti punti in cui fermarsi a riposare lungo il resto della Strada delle Rose. Verso la fine della seconda settimana di viaggio, videro una collina in lontananza, sopra le rive del fiume Mander. Tre mura concentriche in pietra bianca proteggevano la fortezza principale, più alte e più spesse andando verso l'interno.

Willas fece fermare la carrozza non appena superarono il primo portone e la invitò a scendere.

«Cosa succede?»

«Prendi Nebbia. Voglio mostrarti una cosa.»

Note di capitolo

  • - Garlan e Leonette nei libri appaiono poco. Sono entrambi gentili con Sansa durante il matrimonio tra lei e Tyrion, ho preso spunto da quelle poche parti e dalle poche descrizioni per scrivere dei due.

  • - Nei libri non appaiono mai i due Lord dei Fossoway (della Mela Rossa e della Mela Verde), non è nemmeno chiaro a quale delle due famiglie sia legata Leonette, la moglie di Garlan Tyrell. Di conseguenza, ho dovuto creare da zero il personaggio di Lord Fossoway.

Commenti

I commenti sui singoli passaggi si aprono dal fumetto accanto al testo; qui sotto trovi solo i commenti al capitolo intero.

Sul capitolo in generale

  • Nessun commento generale ancora.

Accedi per commentare (email verificata).