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Creato il 24/04/2026, 03:45 · Aggiornato il 24/04/2026, 03:45

Capitolo 1: Capitolo 1: Il peso della guerra

@sh3rry
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La Luce Nascosta

Il peso della guerra

Il vento freddo proveniente dalle montagne sferzava le mura di Barad Eithel[1], mentre Fingon, fermo sul bastione, guardava pensieroso verso nord.

Era quasi scesa la sera. Troppo buio perché si potesse distinguere qualcosa nella pianura, anche con le torce accese delle sentinelle. Eppure a Fingon non serviva vedere. Sapeva bene cosa si muoveva laggiù: piccole pattuglie di orchi che attraversavano la notte in cerca di un punto debole.

Negli ultimi mesi gli attacchi erano diventati più frequenti. Mai abbastanza grandi da provocare una vera battaglia, ma sufficienti a tenere i soldati sempre all'erta. Villaggi degli Edain[2] colpiti nelle colline, pattuglie scomparse lungo i confini, messaggeri che arrivavano alle porte della fortezza con notizie sempre più inquietanti.

Fingon sospirò e appoggiò le mani coperte dai guanti sulla pietra fredda e ruvida del parapetto. Strinse le dita. Le vecchie cicatrici sul palmo tirarono leggermente.

La guerra contro Morgoth[3] era diventata, suo malgrado, qualcosa di lento e costante, come una ferita che non smetteva mai di sanguinare del tutto.

Dietro di lui, lungo le mura, una sentinella passò con passo regolare, urtando con il metallo della lancia la pietra della fortezza.
Fingon non si voltò.

Restò ancora qualche istante a osservare l'oscurità, poi si raddrizzò e lasciò il bastione. Percorse il cammino di ronda con passo rapido e scese verso il cortile della fortezza.

Aveva davvero bisogno di allontanarsi da quelle mura, seppur solo per qualche ora.


La notte era limpida quando Fingon lasciò Barad Eithel.

Due guardie lo accompagnarono oltre il cancello della fortezza. Eppure, mentre percorrevano il sentiero che dalle colline scendeva verso il lago Mithrim[4], solo il rumore degli zoccoli rompeva il silenzio.

Quando il lago apparve tra le ombre della pianura, Fingon rallentò.

L'acqua rifletteva le stelle con una calma quasi irreale. Le montagne si stagliavano scure tutto attorno, e il vento che scendeva dalle Ered Wethrin[5] faceva tremare appena la superficie del lago.

Fingon si fermò e scese da cavallo, lasciando le briglie a una delle guardie con un gesto imperioso.

«Aspettate qui.»

Non aggiunse altro, proseguendo da solo verso la riva.

L'erba era umida sotto gli stivali. Il lago si stendeva davanti a lui immobile e silenzioso, come se il tempo si fosse fermato.

Molti anni prima, quando i Noldor erano giunti nella Terra di Mezzo, avevano posto i loro accampamenti proprio sulle rive di quello stesso lago. Fingon ricordava bene quei giorni. Ad accompagnarli c’era stata la speranza che Morgoth potesse essere sconfitto in breve tempo. Ricordava anche suo padre, Fingolfin[6], che camminava tra le tende con il suo mantello e le stelle, le medesime di adesso, che sembravano più vicine di quanto fossero mai state. Ora invece, anni dopo quell’inizio, di quella speranza rimaneva ben poco.

Restò in piedi sulla riva per qualche momento. Poi lentamente si inginocchiò.

Non pregava da molto tempo.

Gli Eldar non erano soliti rivolgersi direttamente a Ilúvatar[7]. Eppure quella notte Fingon non riusciva più a ignorare il peso che portava. Le lacrime non venivano, del resto non venivano più da anni, ma in quel momento si rese conto con chiarezza che lo preferiva di gran lunga.

Abbassò lo sguardo verso l'acqua scura.

«Se mi ascolti…» disse piano.

La sua voce sembrò perdersi nel vento.

«Il mio popolo muore. Piano. Un villaggio alla volta, un confine alla volta. Non chiedo il potere di porvi fine.» Si fermò. Trasse un respiro. «Chiedo che vi sia una via perché questo possa accadere, qualunque essa sia.»

Il lago restò immobile sotto le stelle.

Fingon rimase inginocchiato finché il freddo non gli intorpidì le ginocchia. Poi si rialzò lentamente, spazzolò via l'erba umida dai pantaloni e tornò verso le guardie, senza voltarsi.

Il cavallo lo aspettava paziente nel buio.

Mentre risaliva il sentiero verso Barad Eithel, Fingon tenne gli occhi fissi davanti a sé. Il cielo sopra le montagne era ancora pieno di stelle e gli parve per un momento che ci fosse qualcosa di diverso in quella luce, come se brillasse più intensamente.

Si disse che era soltanto pio desiderio.


Nelle settimane che seguirono le pattuglie di orchi si fecero sempre più audaci, e Fingon, sommerso da preoccupazioni più urgenti, finì per considerare quella notte soltanto un episodio di debolezza dovuto alla stanchezza, qualcosa su cui non valeva neppure la pena soffermarsi.

Circa tre settimane dopo, mentre percorreva uno dei lunghi corridoi della fortezza per raggiungere le sue stanze, Fingon si ritrovò quasi a inciampare sui propri piedi mentre il mondo si inclinava vertiginosamente.

Una delle serve che si occupavano del bucato, Caleniel, se ricordava bene, si avvicinò con la preoccupazione scritta in volto.

«Mio signore, state bene?»

Fingon rimase immobile per un momento, una mano appoggiata alla parete di pietra finché il corridoio non smise di oscillare.

«Sto bene» disse infine, con un piccolo sorriso che voleva essere rassicurante. «Non temere.»

Caleniel non sembrava del tutto convinta. «Dovrei chiamare un guaritore, mio signore?»

Fingon scosse appena la testa. «Non è necessario.»

Esitò un istante, poi aggiunse con tono più gentile: «È stata una giornata lunga, tutto qui. Torna pure al tuo lavoro.»

La serva chinò il capo rispettosamente e si allontanò, voltandosi diverse volte per lanciare sguardi preoccupati.

Quando rimase solo, Fingon restò ancora qualche istante dov’era, aspettando che il mondo tornasse completamente immobile.

Si disse che avrebbe dormito di più.

Note

[1] Barad Eithel – Fortezza dei Noldor situata alle sorgenti del Sirion, nel nord di Hithlum. Fu la sede di Fingolfin e poi di Fingon.

[2] Edain – I primi uomini che entrarono nel Beleriand e si allearono con gli Elfi durante la Prima Era.

[3] Morgoth – Il primo Oscuro Signore della Terra di Mezzo, nemico dei Valar e degli Eldar.

[4] Lago Mithrim – Grande lago di Hithlum, sulle cui rive i Noldor si accamparono dopo il loro arrivo nella Terra di Mezzo.

[5] Ered Wethrin – Le Montagne dell’Ombra, che separano Hithlum dalle pianure settentrionali.

[6] Fingolfin – Padre di Fingon e Alto Re dei Noldor. Morì sfidando Morgoth davanti ad Angband.

[7] Ilúvatar – Eru Ilúvatar, il Creatore nella cosmologia di Tolkien. Gli Elfi raramente si rivolgono direttamente a lui in preghiera.

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