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Ci svegliammo sulla collina di Tara.
Come sapevo che eravamo sulla collina di Tara?
Vediamo… forse perché eravamo appoggiati alla Lia Fake!
Come c’eravamo arrivati? Perché avevamo saltato due capitoli? E perché portavamo entrambi un completo color pervinca?
Ma soprattutto, come facevo a sapere cos’era il pervinca?!
Cercai di ricordare cos’era successo in quei due capitoli mancanti, ma a parte che avevamo condensato tre anni di addestramento in tre giorni, non ricordavo nulla.
Dove ci eravamo addestrati? Con chi?
Sicuramente con qualcuno con un pessimo gusto armocromatico.
E che mi aveva fatto un corso accelerato di parole che mai avrei pensato di usare nella mia vita.
Will mugugnò accanto a me, sbadigliò stiracchiandosi e si stropicciò un occhio prima di guardarsi intorno rintontito.
«Ti sta bene il pervinca» commentò con l’innocenza che lo contraddistingueva.
Almeno il suo carattere non era cambiato in quei tre anni di addestramento intensivo.
Perché quello sì che me lo ricordavo: tre anni in tre giorni, e mi ricordavo perfettamente cosa avevo imparato, ad esempio come usare la Fascia del Rinnegato o a infondere potere nei Guanti del Traditore.
E come potevo usare le ali sulla felp…
Mi alzai in piedi evitando accuratamente di appoggiarmi alla Lia Fake e provai a guardarmi dietro la schiena senza riuscirci.
«Ci sono delle ali da libellula?» chiesi a Will dandogli le spalle.
Scrutò attentamente, poi annuì sicuro: «Ci sono eccome! E immagino di averle anch’io. In effetti so anche come funzionano…»
«E ti ricordi anche dove le abbiamo prese?» chiesi confusa.
Si tamburellò il mento con l’indice: «No, quello no» si alzò in piedi facendole vibrare appena «Ma sono una figata!»
«Saranno anche una figata, ma…» notai il simbolo sulle nostre felpe: un Claddagh – ovvero un cuore con una corona incorniciato da due mani – color fuxia con attorno una scritta in ogam.
Poteva essere un indizio su dove eravamo stati quei tre giorni.
«Cosa c’è scritto?» chiesi a Will tendendo la felpa «Anche volendo, non riesco a leggere…»
«Íocfar as seo» lesse il mio compagno di sventure «A buon rendere… o una cosa del genere. Qualcuno ti ha fatto un favore?»
«Sarà stato chi ci ha allenati… se solo ricordassi chi era!» cercai di ritrovare la calma «Comunque, per prima cosa cerchiamo di capire perché siamo qui. Dopo tutto quel che c’è successo, deve esserci per forza un motivo.»
Will si concentrò intensamente, poi annuì: «Forse devi toccare la Lia Fail di Tara?»
«La Lia Fake? Non se ne parla! Mi basta una di Pietra del Destino in tasca» replicai aspra «Potrei provare con la VSO – Vista Strategica Onnisciente, il potere della benda che portavo sull’occhio e che avevo imparato a controllare in quei tre giorni.»
Mi concentrai ardentemente, mentre l’occhio destro scivolava dalla Collina di Tara a… in realtà non troppo lontano da lì, più precisamente vicino a una grotta da cui stava uscendo gente che avremmo fatto meglio a non incontrare.
D’istinto mi traslai in un punto nascosto, seguita da Will e dai suoi Calzari di Luce in grado di raggiungermi appena mi spostavo di mezzo metro.
Altro che avevamo imparato durante l’addestramento.
Ci nascondemmo in attesa, poi la figura con la felpa dei Tuatha de Danann raggiunse la Lia Fake.
Teneva il cappuccio sollevato a coprire il volto, ma la spada che portava al fianco tradiva la sua identità.
«Hen…» tappai la bocca Will prima che ci facesse scoprire, trascinandoci ulteriormente al riparo.
“Bres” si guardò intorno, poi allungò la mano sulla pietra e questa brillò di verde quadrifoglio.
«Mi scuso per il ritardo, Madre» iniziò piano «Sono riuscito a liberarmi solo ora dai miei doveri di sovrano. Come state?»
Con chiunque parlasse, non rispose.
Non a noi, quantomeno.
«Capisco e mi rincresce, ma come ben saprete in questi tre giorni… ero sicuro che ne foste al corrente, per cui spero comprendiate» si drizzò sulla schiena «Oh, sono tornati? Certamente, sarà mia premura ritrovarli, e a tal proposito…» si guardò nuovamente attorno e si avvicinò alla pietra a bisbigliare, cosa che mi costrinse a usare la VSO – ebbene sì, con quella cosa potevo anche sentire. Una vera figata, non come le ali color pervinca «Eamon si sta muovendo verso il Fir Bolg, ciò ci permetterà di risolvere quel “problema”. E nulla esclude che si trovino proprio lì, soprattutto dopo aver parlato con Nuada» Will si mosse appena, probabilmente infastidito dalla mia mano. Henry drizzò le orecchie, guardando nella nostra direzione, per fortuna senza vederci «Temo… di non poter dire altro, Madre. Mi premurerò comunque di tenervi aggiornata, anche se venire sempre a Tara potrebbe essere un problema.»
Si allontanò piano, schiacciando i funghi attorno alla pietra.
Si fermò, abbassandosi a studiarli, li guardò accigliato e ritornò da dove era arrivato.
A quel punto lasciai Will che riprese a respirare.
«Gra-zie» rantolò «Non ce la facevo più…»
«L’ho notato…» mi misi a gambe incrociare a pensare mentre tutta quella storia si faceva sempre più ingarbugliata «Prima di questi tre giorni, Nuada aveva proposto di cercare Tuan mac Carell, ipotizzando si trovasse tra i Fir Bolg. Se Henry ha parlato di “problema da risolvere”…»
«Potrebbe essere Tuan!» esclamò Will «Ovvio! Solo lui ci può rispondere sul Ciclo Corrotto» mi guardò confuso «Perché Henry sta aiutando chi gestisce il Ciclo Corrotto, vero?»
«Non direttamente, e probabilmente ha dei secondi – se non terzi o quarti – fini» ammisi «Comunque la nostra priorità adesso è raggiungere il Tir na nOg dei Fir Bolg e fermare Eamon. O trovare Tuan prima che lo facciano fuori, ma prima…»
Mi traslai vicino alla Lia Fake, studiando i fughi che aveva guardato Henry.
Alcuni li avevamo schiacciati noi, altri lui, ma di base si poteva notare che giravano attorno alla pietra a fornare un cerchio.
Non troppo insolito a novembre, ma così a cerchio…
«Un cerchio delle fate!» esclamò Will arrivando coi Calzari di Luce e prendendomi in pieno alle spalle.
Persi l’equilibrio, cadendo in avanti e indovinate? Toccando la Lia Fake con la mano.
Il grido squarciò il cielo, esplodendo come un allarme antifurto.
No, non un grido da Ard Rì, ma un vero e proprio segnale per… boh? Chiunque nell’arco di chilometri? Probabilmente ci avevano sentito fino in Normandia.
«Riesci a non fare il Will per cinque minuti?» chiesi alzandomi e pinzandomi la radice del naso per calmarmi «Allontaniamoci da qui prima che…»
Mi trovai schiantata a terra, un paio di artigli che mi ghermivano la gola con violenza.
Sopra di me, Morrigan mi schiacciava con tutto il suo peso, lo sguardo omicida come non l’avevo mai vista fino a quel momento.
«Mio Rì, vi ho ritrovato…» disse piegando la testa di lato come un corvo, la voce doppia che mi trapanava le orecchie «Perché non volete fare ciò per cui siete destinato?» strinse di più «Non sarei costretta a uccidervi, ma siete ancora in tempo, se solo…»
Le tirai un cazzotto di Magia di Danu in pieno stomaco, costringendola ad allentare la presa.
Non bastò per allontanarla, ma almeno ripresi a respirare per qualche minuto, il tempo che si ricomponesse dal colpo e tornasse a stringere.
Se solo fossi riuscita ad alzarmi e a recitare il file…
«Lascia stare Maud!» esclamò Will arrivandole alle spalle.
Mi vidi la Slea Bua pericolosamente vicina, ma in compenso aveva passato da parte a parte la spalla di Morrigan facendola gridare di dolore.
Sinceramente?
Avrei preferito essere presa in pieno dalla Slea Bua.
Quello fu un urlo apocalittico, talmente acuto da suonare come una sirena della polizia rotta.
Se non avessi avuto la Fascia del Rinnegato mi sarebbero sanguinate le orecchie.
Ma almeno questo la costrinse ad allontanarsi per provare a togliersi Will e la sua lancia arroventata dalla schiena.
Rotolai via tossendo e riprendendo aria, poi mi passai un braccio dietro la schiena.
Ní solas ná scáth
Ní spéir ná talamh
Is é anord a chruthaíonn draíocht
Il proiettile di terra e fuoco la prese in pieno spingendola a terra mentre Will si allontanava con un leggero colpo d’ali e richiamava la Slea Bua nelle sue mani facendo gridare la dea di nuovo.
Presi il braccio di Will iniziando a correre verso il primo ingresso disponibile per Ankoun, ma i corvi ci si buttarono addosso, costringendoci a spiccare letteralmente il volo, cosa che, in realtà giocò a loro vantaggio.
Qualcosa strattonò Will a terra, trascinando inavvertitamente anche me, i becchi aguzzo che ci graffiavano la pelle e strappavano la carne.
Ci si prospettava una morte atroce.
Strinsi i pugni intrecciando le dita tra di loro
Ní solas ná scáth
Ní spéir ná talamh
Is é anord a chruthaíonn draíocht
L’onda d’urto allontanò un po’ i corvi e le cornacchie, dandoci respiro da quell’assalto e permettendoci di allontanarci con il potere dell’Occhio.
Riprovammo a correre, ma questa volta arrivò Morrigan stessa a tagliarci la strada, avventandosi su Will con la furia che la contraddistingueva.
Tre anni di addestramento non erano serviti a un cazzo, insomma!
«Eliminerò prima te, Figlio di Lugh» commentò piantandogli gli artigli nelle spalle «Peccato non abbia il tempo di scoprire la tua geis, un Cù Chulain nel ventunesimo secolo non mi sarebbe dispiaciuto» lo graffò fino ai gomiti facendolo gridare «Ciò non m’impedisce di farti soffrire prima di crepare.»
«Lascialo-andare» scandii rimettendomi in piedi, l’Occhio in fiamme dalla collera.
Questa volta mi aveva fatto davvero arrabbiare.
Un conto era prendersela con me, un’altra era attaccare Will.
Non glielo potevo perdonare.
Mi lanciai su di lei, agganciandola sotto la gola e sbilanciandola all’indietro.
Sì, sbilanciare una dea della guerra, geniale no?
Prima mi colpì con le ali provando a farmi cadere, poi, vedendo che non mollavo la presa, mi agganciò per la collottola e mi scaraventò contro la Lia Fake che urlò di nuovo, perché non c’è limite alla sfiga.
Mi concentrai su Will, trascinandolo verso di me.
«Riesci ad alzarti?» chiesi mentre provavo a riprendere fiato. Probabilmente avevo una costola rotta e la gola bruciava per i graffi, ma almeno potevamo ancora scappare.
«Mi ha ferito le braccia, non le gambe» rispose mettendosi a sedere a fatica. Il sangue gli scorreva a fiumi dalle spalle, non ero sicura avrebbe resistito per molto «Possiamo usare le ali per…»
«Ci sono dei corvi infami che ci vogliono fare la festa peggio che a uno scricciolo» gli strinsi il braccio facendolo gridare e ci feci spostare di qualche metro, giusto in tempo per evitare un nuovo assalto di Morrigan «Scusa.»
«Mi… stai salvando la vita…» ansimò rimettendosi in piedi e richiamando la Slea Bua con una fatica immane, ordinandole di roteare sopra di noi per tenere lontani i corvi. Durante l’allenamento aveva imparato a usarla senza toccarla, il che in quel frangente stava diventando particolarmente utile – ehi, tre anni in tre giorni, rompe anche a me che quei due capitoli si siano volatilizzati «Un po’ di dolore lo sopporto…»
Lo guardai, sicura che non avremmo resistito per molto: «Riesci anche a usare i Calzari?»
«Sì» mentì spudoratamente.
Will non sapeva dire le bugie, voleva farmi scappare e sacrificarsi, quell’idiota.
«Nel dubbio, io qui sa solo non ti lascio» lo ammonii caricando la magia dei Fir Bolg nel pugno chiuso in direzione di Morrigan che… se la stava prendendo comoda.
Non ci fossero stati i corvi saremmo potuti scappare quindici volte.
Mi studiai attorno: uscirne senza combattere sembrava fuori discussione, ma combattere senza morire era altrettanto una certezza.
Mi preparai ad assaltarla frontalmente in un attacco suicida, quando una saetta argentata si tuffò in picchiata verso i corvi e le gazze, falciandoli come fossero state delle innocue rondini.
Grande per abbatterli, piccolo per schivarli.
«Cù!» esclamò Will «Grazie, amico!»
«Allora sai combattere, dannato piccione!» aggiunsi guardando il corvo che dilaniava qualunque cosa nera e grigia gli si parasse davanti «Meglio tardi che mai!»
Non capivo cosa stesse facendo, ma ci stava regalando un’occasione d’oro.
Agganciai Will sotto le ascelle e mi traslai vicino alla grotta, costringendoci a rotolare a terra, poi lo spinsi via trovandomi nuovamente Morrigan addosso.
«Perché state usando il vostro Occhio contro di me, Ard Rì?» commentò allungando gli artigli verso la Fascia «Mi costringete a strapparvelo per darlo a qualcuno di più adatto…»
Iniziai a tirarle dei pugni sul fianco, anche se ormai non riuscivo più a usare magia per potenziarli.
Al quinto mi prese il polso e tirò violentemente, lussandomi la spalla. Decisi che non volevo rischiare di perdere anche la destra e provai a vedere com’era messo Will.
Stava provando ad alzarsi, ma puntellarsi sulle braccia era uno sforzo che iniziava a farsi sentire. Cù era giustamente impegnato a combattere contro i suoi simili e noi… saremmo morti.
«Sa cosa, Ard Rì?» disse Morrigan piegando la testa nuovamente come un uccello «Credo che ti renderò incapace di muoverti, poi mi divertirò un po’ con il figlio di Lugh, costringendoti ad osservare la sua lenta agonia.»
Non feci in tempo a metabolizzare le sue parole che mi la gamba piegata in modo anomalo, il femore completamente rotto sotto il peso del suo ginocchio.
Iniziavo a odiarla.
Non che prima mi stesse simpatica, ma ci aveva salvato dai Tuatha de Danann e portato dai Fomori, per cui…
Un paio d’ali grigie si schiantarono su di lei allontanandola e buttandola nuovamente versi la collina di Tara.
Chiunque fosse portava un abito da oste fantasy, quel genere di immagini supergeneriche da Gioco di Ruolo, i capelli ricci e neri striati di grigio che le ricadevano in mezzo alle scapole mentre le braccia erano due ali di cornacchia che si abbattevano su Morrigan.
«Tu…» soffiò la dea spingendola via «Come osi tornare la noi dopo il tuo tradimento!?»
«Non sono tornata, infatti» rispose Molly – ve la ricordate no? La tipa della locanda a cui dava fastidio il mio odore a capitolo quattro «Sono venuta a farvi ragionare, o a provarci» si voltò verso di noi «Presto, entrate nell’Ankoun, non so quanto le riuscirò a tenere impegnate.»
Schivò magistralmente un assalto di Morrigan e la spinse nuovamente a terra.
«Ma tu chi…» provai a chiedere mettendomi a sedere. Non avrei usato l’Occhio senza una risposta esaustiva.
«Badba, ma per gli amici di Danu, Molly» inspirò a fondo e lanciò un grido ultrasonoro a Morrigan, tanto da spingerla indietro «Ora andate, io le tratterò il più possibile.»
«Badba?» Will mi raggiunse coi Calzari di Luce e mi sollevò convogliando tutte le energie rimaste nelle ali da libellula.
Iniziai a volare anch’io così da non pesargli troppo sulle braccia ferite, buttandoci all’interno della grotta.
Badba.
Il nome mi rimbombava nel cervello: dovevamo trovare zio Tom, lui sicuramente ci avrebbe saputo rispondere.
E con quel pensiero in testa, trascinai Will non so bene nemmeno io dove.