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«È… birra?» chiese Daniel studiando il liquido ambrato.
«Versione modificata di Miach di quella di Goibniu» spiegai «Dovrebbe richiamare la coscienza originale per un paio d’ore. Prima ho risvegliato Balor per sapere cosa avesse detto la Lia Fail, per cui è sicura…» mi guardò serio «È analcolica, non sono così ribelle – e Miach non è così depravato.»
Mi guardò poco convinto, poi aprì la boccetta: «Se me l’avesse offerta qualcun altro avrei pensato fosse avvelenata, ma siamo sulla stessa barca, dopotutto.»
Non attese una mia risposta, bevendo tutto d’un fiato la birra e rimanendo a guardare l’orizzonte.
Chiuse piano gli occhi e si piegò appena in avanti.
Pochi secondi, poi riaprì le palpebre, annaspando come se fosse uscito dall’acqua.
Si guardò attorno sconvolto, prendendo respiri a singhiozzo, poi guardò me: «Rì Balor? Siete davvero voi?»
«Non del…» prima che potessi rispondere l’Occhio mi fece scivolare all’indietro evitando un colpo di spada. Mi alzai con un salto portando le mani avanti «Sommo Nuada, c’è un malinteso.»
«Quale? Sono appena morto e mi risveglio nel Campo di voi figli di Domnann anziché nell’Ankoun» preparò un secondo fendente «Stavo combattendo contro di voi, per cui solo voi potete aver…»
«Detta così sembriamo noi i cattivi – il che è vero per la seconda battagli di Mog Tured – ma si fidi, io non sono Balor» alzai le mani, portandone una a coprire l’Occhio maledetto «Sono la sua reincarnazione del ventunesimo secolo.»
Strinse gli occhi, poi si guardò i vestiti: «In effetti non sembrano gli abiti che avevamo in battaglia» mi puntò di nuovo la spada contro «Allora perché sono qui?»
«Ho bisogno di parlare con lei di cosa ricorda» scossi la testa «Ora, non so bene come funzioni, ma Miach…»
«Miach?» strinse di più la lama «Cosa c’entra Miach?»
«Il minimo per farla tornare per un paio d’ore?» l’Occhio mi fece apparire in equilibro sulla sua spada.
Inutile dire che caddi a terra poco dopo, trovandomi la punta della lama sotto al naso.
«Non avrei mai pensato di dirlo, ma… possiamo discuterne civilmente?» proposi in segno di resa «Può coprirmi l’occhio e legami, se lo reputa necessario.»
Rimase alcuni minuti immobile, poi abbassò la spada: «Rì Balor non avrebbe mai proposto una cosa del genere» rinfoderò l’arma «E sia, ti ascolterò, ma se non dovessi convincermi…»
«Farò in modo che non accada» gli allungai la mano in segno di pace. La strinse riluttante, poi recuperai una fascia da hippie e me la legai sulla testa in modo da coprire l’occhio.
Tenerlo chiuso con la mano era una faticaccia, dove mi avevano messo la Filléad an Tréigtheora i Fomori?
Nuada guardò il campo confuso: «Piuttosto, perché sono ridotti così?»
«Si sono presi a mazzate tra di loro» spiegai alzando le spalle «Comunque, l’ho chiamata nel ventunesimo secolo per capire quando potrebbe essersi bloccato il ciclo. Mi spiego: qualcuno sta impedendo le conquiste, costringendo manifestazioni e reincarnazioni a rivivere le battaglie di Mog Tured all’infinito.»
Alzò un sopracciglio: «E come posso essere d’aiuto io?»
«Magari si ricorda qualcosa? Una reincarnazione particolare, un momento chiave nel ciclo della quarta morte…»
Si massaggiò il braccio d’argento, poi lo guardò come se si fosse accorto solo in quel momento di ciò.
«Non saprei dirti, non ho mai mantenuto la mia coscienza nelle varie rinascite, però…» annuì incrociando le braccia «Il saggio Tuan potrebbe sapere qualcosa.»
«Chi?» chiesi confusa.
«Tuan mac Carell, l’ultimo dei Partholon sopravvissuto all’epidemia che li sterminò prima dell’arrivo dei Nemediani» spiegò «È l’unico che conosco ad aver mantenuto la sua coscienza in ogni sua reincarnazione. Ha vissuto tutte le guerre di conquista, potrebbe darti qualche indizio in più.»
«E… tu non sai dove posso trovarlo, vero?»
Si fece pensieroso: «L’avamposto nemediano non esiste più da prima che arrivassimo noi… ma ci sono Fir Bolg che sono loro eredi più diretti. Potrebbe essere tra di loro.»
Cù mi planò sulla spalla senza alcun preavviso.
«Eccoti, dannato pennuto!» esclamai guardandolo male «Dov’eri quando scappavamo dai Tuatha de Danann? Il tuo padrone per poco non ci lasciava le penne.»
Di risposta mi beccò la testa infastidito, poi guardò Nuada piegando la testa.
«Cù Cuculain! Non ci credo! Sei diventato un corvo questa volta?» disse avvicinando la mano e grattandolo sotto al mento.
«Cuc… eh!?» scossi la testa «Scusi un attimo, Rì Nuada. Come fa a conoscere Cù Cuculain? Lei non era morto prima che nascesse?»
«Ho incontrato la sua anima nell’Ankoun durante una delle mie quarte morti» spiegò assurdamente calmo. Sembrava uno di quei burberi brontoloni che alla vista di un gattino diventano le persone più dolci dell’universo «Un ragazzo sveglio, peccato per la sua morte.»
Mi soffermai un attimo sulle sue parole: «Aspetti, se il piccione…» l’interessato mi beccò la testa, ma lo ignorai «È manifestazione o reincarnazione di Cù Culain vuol dire che il ciclo corrotto non copre tutto il Lebor Gabála. Quindi, dove finisce? Trovato quello capiremo chi ha bloccato il ciclo.»
«La risposta è sempre la stessa, Rì…»
«Maud.»
«…Maud: dovete trovare Tuan, è l’unico che vi può rispondere» spiegò «Quanto durerà l’effetto?»
«Un paio d’ore» ammisi annodandomi appena le dita «Lei… cosa sa della Lia Fail?»
Non sapevo nemmeno io perché glielo stessi chiedendo, forse per impedirgli di mettere in pericolo il corpo di Daniel, o solo per interesse personale.
«Perché me lo chiedi?» estrassi la pietra dalla tasca «Ma come…»
«Io…» strinsi la Lia Fail tra le dita mentre brillava dei miei Ogam come una maledizione «Non lo so. Mi ha nominata Ard Rì, poi si è messa nella mia tasca» per l’ennesima volta feci la prova del lancio, trovandomela nuovamente in tasca «Ma se il ciclo è corrotto, lei non dovrebbe fare questo, no?»
«Dipende da chi ha corrotto il ciclo» spiegò eloquente «Gli Oggetti Sacri sono direttamente connessi a OIW: se la corruzione è il fatto che tu sei Balor e Ard Rì, allora ha senso; ma se, come mi hai detto poco fa, il ciclo corrotto fa riferimento al ripetersi delle battaglie di Moytura, la Lia Fail – e qualsiasi oggetto sacro dei Tuatha de Danann – sta agendo in opposizione a questa corruzione.»
Guardai la pietra come si potrebbe guardare della kriptinte.
«Quindi sono stata designata come Balor, Ard Rì e la cogliona che metterà in ordine il casino fatto da qualcun altro?» commentai, poi alzai le spalle «Più o meno quello che facevo a scuola coi bulli, insomma.»
Non è vero, ma non avrei mai fatto vedere a Nuada che mi cagavo addosso per quel compito impossibile.
Mi guardò pensieroso, poi disse: «Posso vedere il tuo ogam un momento?»
Glielo avvicinai, girandolo di tanto in tanto in modo che potesse leggere ogni frase.
«Tu sei veramente sicura di essere Balor?» disse infine.
«Si è risvegliato dentro di me con lo stesso intruglio che ho dato al tuo ricettacolo di questa generazione, immagino di sì. E poi lo ha riconosciuto subito appena si è svegliato!»
Arricciò le labbra, poi annuì: «Ho visto l’occhio e l’ho associato al fatto che siamo nel campo dei Fomori. Comunque…» si stiracchiò prima di osservare Will che si alzava dopo un paio di beccate di Cù «Lui sì che è un soggetto interessante.»
Will ci salutò con la mano riprendendosi con la calma di un bradipo.
«Ecco… lui ha risvegliato Lugh. Ma nel suo ogam non c’è nessun riferimento a Lugh… non come manifestazione o reincarnazione. E i discendenti non possono richiamare i propri antenati, giusto?»
Lo ammetto, antenato era un eufemismo.
Lugh era direttamente suo padre!
Ma non ero sicura di poterlo dire a Nuada senza mezzi termini.
Il Rì si fece pensieroso, poi scosse la testa: «Perché Lugh dovrebbe essere una manifestazione o una reincarnazione? È uno dei pochi di noi che si è trasferito nel Sidhe.»
«Bella domanda, se lo stanno chiedendo tutti in sala» ammisi prima di ragionarci «Magari è legato al ciclo corrotto.»
Batté appena il piede incrociando le braccia: «Posso vedere l’Ogam del tuo amico?»
Alzai le spalle poi feci segno a Will di raggiungerci.
I Cuarain an tSolais fecero il loro lavoro, facendolo arrivare in pochissimo tempo sulla collinetta.
«Maestro Dan!» esclamò euforico abbracciando Nuada che lo guardò confuso.
«Em… Will, questo è l’originale» dissi cercando di non ridere.
«Lo vedo che è l’originale, non che possano essercene di falsi» commentò innocente, poi notò la protesi d’argento e si allontanò prima di piegarsi in penitenza «Scusa per il braccio, avrei dovuto tenere la Slea Bua più salda.»
Nuada mi guardò confuso, così io tirai Will verso di me con un sospiro.
«Quello è la coscienza primigenia. Il primo Nuada, non sa niente del braccio, okay?» gli dissi pacata studiando il Rì che si guardava la protesi «Ora, ti dovrei chiedere di stringere la Lia Fail e di mostrarci l’ogam che esce.»
«Ah. Va bene» annuì e prese in mano la pietra.
L’ogam brillò azzurro, blu e verde, poi lo mostrò a Nuada con timoroso orgoglio.
Il braccio di Daniel faceva più male a noi che a lui, probabilmente.
Nuada studiò le scritte con perizia, poi annuì: «OIW sta facendo un gioco interessante, e chiunque controlli il ciclo sta cercando in tutti i modi di mantenerlo stabile. Non risponde al fatto del perché si sia manifestato Lugh in lui, ma mi da un quadro un po’ più chiaro» lanciò la Lia Fail in aria facendola tornare nella mia tasca «L’unico che vi può rispondere è Lugh stesso, ma non il Lugh all’interno di questo ragazzo.»
Will prese un’espressione confusa, poi si piegò appena verso di me: «Ma di che sta parlando? Io sono solo un suo discendente, non posso…»
Gli misi una mano sulla spalla: «Caro, io e te abbiamo taaante cose da dirci.»
*** * ***
Impedire a Nuada di uscire in superficie fu più difficile del previsto. La curiosità per il ventunesimo secolo fu risolta solo facendolo parlare con Zio Tom: uno faceva domande sui miti antichi, l’altro sul mondo moderno, uno non andava in superficie, l’altro non correva in giro per il Campo Fomori.
Win win, insomma.
Dal canto mio presi Will da parte, cercando di spiegargli la situazione senza spaventarlo.
Il che non era facilissimo, pensando a tutte le cose che gli dovevo dire.
«Cosa ricordi dopo aver bevuto la Birra di Miach?» chiesi cercando di prendere il discorso mooolto alla lontana.
«Niente? A parte un paio di sogni strani, di base non ricordo nulla» ammise grattando la testa a Cù «Perché?»
Mi tamburellai le dita tra loro stringendo le labbra senza guardarlo: «Hai risvegliato Lugh, o almeno così mi ha lasciato scritto Miach.»
Corrugò la fronte: «Ma è impossibile, lo è Eamon. Io sono solo un…»
«Sì, lo so, ma il fatto che lo hai risvegliato rende te la sua versione del ventunesimo secolo» ponderai bene le parole «Se non ci fosse un “ma” grande come una casa…»
«E quale sarebbe? Il mio ogam è abbastanza chiaro: sono sangue di Lugh e basta» mi guardò innocentemente piegando appena la testa di lato.
«Sei figlio di Lugh» gli passai la Lia Fail «Sai meglio di me le diciture per i vari livelli di potere, solo tu puoi decifrare il tuo stesso destino.»
Tenne la pietra sulla mano aperta, girandola appena per studiarne le scritte, poi scosse la testa: «Questo non prova che solo la sua manifestazione.»
«E infatti non lo sei, secondo me» spiegai incrociando le braccia «Però hai risvegliato Lugh e…» mi bloccai ricordando quello che avevo visto nella pietra. Non tanto il fatto che Will era destinato a uccidermi, ma che fino a lui era sempre stato Lugh a colpirmi «Fino alla nostra generazione non ce n’è stato bisogno, ma certo!»
«Di cosa?» chiese confuso.
«Di una sua manifestazione. Lugh è un dio, non è mai morto, per cui non può manifestarsi o reincarnarsi come gli altri “eroi”, giusto?» cercai un’eventuale conferma.
Si prese la testa come se gli fosse venuta una leggera emicrania: «Vero, Lugh è un dio, vive nel Tir Na nOg» per una frazione di secondo vidi un bagliore verde nei suoi occhi «Ma c’è Eamon, no?»
«Eamon è un caso a parte, concentriamoci su di te, adesso» lo fermai rapida «Tu sei figlio diretto di Lugh, questo vuol dire che è ancora vivo, ma perché non è nel ciclo?»
«Come puoi dire che non è nel ciclo?» guardò la Lia Fail e si morse appena il labbro colto da una fitta alla testa «Lui, lui…» lasciò cadere la Pietra del Destino mentre gli brillarono nuovamente gli occhi come un prato verde colpito dal sole.
Spalancò le palpebre, guardandomi direttamente.
D’istinto mi allontanai mettendomi in piedi e stringendo i pugni.
«Stai esagerando, Sangue di Aedh Abrat» disse con la tripla voce che avevo sentito nella visione all’interno della Filléad an Tréigtheora «Quanto ancora pensi di ribellarti al tuo ruolo?»
Mi sentii schiacciare, l’occhio che esplodeva mentre i ricordi della battaglia di Mog Tured mi si accartocciavano nella memoria, compattandosi e schiacciando il mio Io.
Mi costrinsi a rimanere lucida mentre l’odio per i Tuatha de Danann cresceva dentro di me.
«Sei Balor, farai come ho scritto per te» le voci mi rimbombavano nel cranio in un’onda sonora unica «Ripeterai la storia, perché è così che funziona un ciclo.»
Partholon, Nemediani, Figli di Dela e Figli di Danu, chiunque avesse messo piede sulla mia terra, io lo avrei combattuto.
Fino alla mia morte.
In fondo ero Balor, re dei Fomori, era nella nostra natura…
“Sei sicura di essere Balor?”
La domanda di Nuada si sovrappose alle voci mentre i ricordi dei mesi coi De Danann spingevano per uscire dal limbo in cui stavano per essere sigillate.
Gli allenamenti, le lezioni, le armi.
«Io non sono…»
«Tu sei Balor. Il mio Balor, colui che ho scelto per questo ciclo» ogni parola era un ritornello cacofonico nella mia testa «E come i cicli precedenti, combatterai contro il mio Lugh.»
«Mio…» ripetei cercando di concentrarmi su quella parola «Mio…» perché aveva usato proprio quel termine? «Mio… Ma per un cazzo proprio!»
Allungai la mano a stringere la Lia Fail, l’occhio che lacrimava lava bruciandomi la guancia.
La pressione smise mentre mi sollevavo a guardare l’entità, la Pietra del Destino bloccata contro il petto.
«Io non sono Balor, men che meno il tuo Balor!» gridai senza abbassare lo sguardo «Io sono Maud O’Bride e non mi faccio dire da nessuno cosa devo fare!»
«Osi sfidarmi?» un’aura minacciosa iniziò ad avvolgere la tenda «Non ho perdonato Lugh per il suo affronto, e tu pensi davvero che…»
Le presi il braccio, strattonandola a terra, la Lia Fail alta sora di noi, brillante in un prisma multicolore. Trasparente e riflettente, una sfumatura che la luce non aveva.
«Tu…» le voci non stavano parlando con me, non solo con me quantomeno «Per quanto proviate, nessuno di voi può sfuggire al mio ciclo.»
«Allora lo distruggeremo dall’interno!» replicai «A partire dal trovare il vero Ligh!»
Buttai la pietra in mano a Will e strinsi con forza.
Gli ogam brillarono, dissipando la luce dalle iridi del mio amico, poi Will ribaltò gli occhi all’indietro e mi cadde addosso svenuto.
Lo strinsi a me senza mollare la presa sulla Lia Fail per paura che l’entità tornasse, mentre quella luce così innaturale brillava tra le nostre dita.
La sollevai appena cercando di vederne l’ogam che mostrava sulla sua superficie.
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Samildánach Diamaint
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Súil Fiarsiúch Diamaint
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Lucht Roghnaithe OIU