Sulla Sogliadel Canone

Fanfiction e storie originali in italiano: leggere e scrivere

Capitolo VI

Copertina di Il paziente difficile

Il paziente difficile

di @therese_1984

City Hunter (fandom generico) · Classificazione: Maturo · Completa

22.390 parole · 19 capitoli · 2 letture · aggiornata il 21 giugno · nessuna recensione ›

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I personaggi del manga City Hunter

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19 capitoli, dal 20 giugno al 21 giugno

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Riassunto

Riassunto

Nuova fanfiction AU! L'idea di calare i personaggi di City Hunter in un contesto ospedaliero è da molto che ce l'ho ma non ho mai trovato l'input giusto. Avendo vissuto la realtà del reparto di Medicina Interna come infermiera, molti dei dettagli o spunti o battute non sono del tutto inventati ma un misto anche con la realtà. CONTESTO: Ryo, Kaori e Mick sono infermieri nel reparto di Medicina Interna dove la guardia giurata Hayato Ijuin viene ricoverato dal post chirurgico. Nonostante sia una AU ho cercato di mantenere il più possibile la caratterizzazione dei personaggi. Spero di esserci riuscita. Come sempre, se volete, commentate e buona lettura! Spero di divertire voi come mi sto divertendo io a scriverla.

Capitolo 6

CONSEGUENZE

1.610 parole, circa 8 minuti

- 6 - CONSEGUENZE (Martedi 9 Giugno 2026, Ore 10:15)

Ryo si avvia a grandi passi lungo il corridoio, superando la guardiola e dirigendosi direttamente verso l'ufficio del dottor Makimura, situato poco distante.

Spinge la porta senza bussare, muovendosi con la solita disinvoltura, ma l'aria che si respira all'interno della stanza è a dir poco pesante.

Hideyuki Makimura è seduto dietro la sua scrivania, circondato da faldoni e con lo sguardo fisso sullo schermo del computer. Ha la camicia leggermente stropicciata e la linea della mascella tesa.

I segni di un'incazzatura monumentale già in corso d'opera.

Appena sente Ryo entrare, solleva la testa, sistemandosi gli occhiali sul naso con un gesto secco.

- Ryo, meno male che sei qui. Guarda, sono nero! - Esordisce il medico, indicando lo schermo con un colpo di penna. - La Takigawa ha fatto un disastro stanotte. Si è completamente dimenticata di scrivere le note cliniche e le modifiche terapeutiche nel diario medico del paziente al letto 30 che ha visitato perchè aveva addominalgia. Ma la cosa che mi manda più fuori di testa è la gestione del tuo letto 26, questo Ijuin. -

Makimura si appoggia allo schienale della sedia, incrociando le mani e fissando Ryo con estrema serietà.

- Da quello che leggo nel registro elettronico, sembra la solita triste storia: l'infermiera della notte ha chiamato la dottoressa perché il paziente era agitato, la Takigawa ha prescritto il Talofen e le contenzioni. "Chiamata dall'infermiera per stato agitativo del paziente, parlato con la moglie, si prescrive talofen intramuscolare e contenzioni ai polsi." Non ha fatto uno straccio di esame obiettivo, non gli ha neanche chiesto se aveva dolore, niente. Ma stiamo scherzando? Prima di sedare un uomo di quella stazza, con un quadro post-chirurgico delicato, ferite di arma da fuoco, mica si è andato a fare la ceretta. Io guarda non lo so. Parlerò col Primario. Mi sono stancato di sta gente del cazzo. -

Ryo ascolta in silenzio, appoggiando una spalla contro lo stipite della porta. La sua espressione si fa seria. Oltre al quadro medico si aggiunge la negligenza di Reika nel non aver scritto di aver monitorato il paziente sia per le contenzioni ed i rischi correlati nel qual caso essendo agitato e non collaborante si fossero potute verificare lesioni correlate, sia, più importante per le condizioni ed i parametri vitali dopo la sedazione.

- Ti confermo che in stanza la situazione era un campo di battaglia, dottore. - Risponde Ryo, incrociando le braccia. - Non te lo dirò nemmeno che la mia collega Reika neanche mi ha passato la consegna correttamente di quel letto. -

Ryo si stacca dalla porta, infilandosi le mani nelle tasche della casacca con un mezzo sospiro esasperato, guardando il medico negli occhi.

- Senti, Hideyuki, guarda... ne ho già abbastanza dei miei colleghi incapaci, che se adesso mi accolli anche i tuoi medici sbadati, siamo a posto. Comunque, tranquillo. Il signore sta bene. I parametri tengono, la pressione è stabile, non è collassato e gli ho già tolto le contenzioni ai polsi perché abbiamo stretto un patto da uomo a uomo. Gli facciamo recuperare una prolunga per il letto tramite la ditta dei presidi perchè stava scomodo in quanto è alto quasi due metri e stiamo andando avanti con le terapie. Se no qui ci blocchiamo e non ne usciamo più. -

A quelle parole, la tensione accumulata sulle spalle di Makimura sembra allentarsi leggermente. Si fida ciecamente dell'occhio clinico e del sangue freddo di Ryo. Sa che se Saeba dice che il paziente è stabile e gestibile, ci si può scommettere sopra l’intera carriera.

Il medico si alza dalla sedia, si abbottona il camice bianco ed afferra dalla scrivania un vecchio quaderno nero con la copertina rigida, ormai consumato sugli angoli, dove è solito appuntare a mano i passaggi cruciali, i dosaggi da modificare ed i dubbi da sciogliere durante la giornata.

Con un cenno del capo, si dirige insieme a Ryo verso il corridoio centrale del reparto.

I due si avvicinano a grandi passi al grande carrello d'acciaio delle cartelle cliniche del lato sinistro, dove sopra è posizionato il computer portatile aziendale aperto sulla schermata dei letti dal 17 al 32.

Mentre Makimura sblocca lo schermo con le sue credenziali istituzionali e comincia a scorrere i primi nomi, Ryo si affianca a lui. Con la sua solita precisione minimal, ma incredibilmente densa di informazioni utili, l'infermiere gli fa un riassunto a voce di tutto ciò che c'è da sapere sugli undici pazienti del suo settore: chi deve evacuare, chi è a digiuno in attesa di esami, chi non ha i parametri stabili ed anche della signora al letto 22.

- Beh, è ancora viva? - Chiede Makimura della sua paziente più critica. Già il giorno prima aveva parlato con i parenti per un possibile exitus a breve. Novantotto anni ed una vita vissuta egregiamente senza mai vedere una medicina o un ospedale. Tanto di cappello.

- Sì, per ora tiene botta. Ha la pompa di morfina in corso, l'idratazione, si era detto senza accanimento. - Dice Ryo.

- Sì, non è cambiato niente. E poi chi devo dimettere oggi? - Chiede Hideyuki al suo infermiere preferito.

- Dalle consegne mi han detto la paziente al letto 23 che torna a casa e quella al letto 25 che va in struttura per anziani. Poi avevi detto anche il 29 però volevi vedere gli esami. Stanotte gli hanno aperto il type screen per una eventuale trasfusione, non so. Ecco. Basta che se mi devi fare trasfondere non ti riduci all'una che poi abbiamo altre cose da fare, ok? E poi stanno finendo di mangiare a quell'ora, gli oss impazziscono che poi li devono controllare e svuotare i cateteri, dobbiamo dare consegna e non voglio rotture di cazzo. Chiaro? - Dice Ryo a Makimura in modo molto incisivo.

- Sì, già scusa, dimenticavo che qui il medico sei tu... - Lo schernisce Makimura sorridendo.

- Se hai bisogno chiamami, sono qui in giro. - Finito il resoconto, Ryo si allontana a grandi passi.

Vuole dare un'ultima occhiata rapida nelle stanze, verificare i deflussori delle flebo e accertarsi che tutti i malati siano sistemati a dovere prima che il giro medico entri nel vivo. E deve andare a vedere se la tirocinante in giro con la oss si è sgasata.

Proprio in quel momento, il ticchettio leggero e ritmato dei tacchi sul linoleum lucido annuncia l'arrivo della dottoressa Nogami dal fondo del corridoio destro.

Saeko si avvicina ad Hideyuki spingendo il suo carrello con le cartelle cartacee sotto ed il portatile sopra, pronta a iniziare la visita medica ai pazienti del lato destro, quelli affidati alle cure amorevoli di Kaori.

Si ferma esattamente a fianco di Makimura, sistemandosi lo stetoscopio cromato sul camice con un gesto di innata ed elegante disinvoltura.

Lo guarda di profilo, mentre il profumo leggero che indossa si scontra con l'odore di disinfettante del reparto, e gli chiede a mezza voce:

- Tutto ok? - Hideyuki non stacca immediatamente gli occhi dallo schermo del portatile, allungando una mano per afferrare la prima cartella clinica cartacea dal ripiano inferiore del carrello, intenzionato a verificare l'andamento degli ultimi esami di un paziente.

- Potrebbe andare meglio. - Risponde con il suo solito tono pacato, venato da quella stanchezza tipica di chi ha già iniziato a calcolare i problemi della giornata.

Saeko sorride appena, un angolo della bocca che si solleva impercettibilmente. Fa un passo in avanti, riducendo la distanza tra i loro corpi, e sfruttando il rumore di fondo del reparto.

Tra il cicalino di un campanello in lontananza e il brusio dei carrelli della biancheria, si china leggermente verso di lui.

Gli sussurra all'orecchio con una nota di calore e dolcezza assolutamente introvabile durante le emergenze diurne:

- È stato bello stanotte, sai. - Makimura si blocca per un brevissimo millesimo di secondo, i fogli degli esami che smettono di frusciare tra le sue dita.

Poi, senza scomporsi per non dare nell'occhio davanti al personale che si muove in guardiola, volta leggermente la testa verso di lei. Incontra il suo sguardo scaltro e gli occhi lucidi, e le risponde con un mezzo sorriso sincero e profondo:

- Anche per me. -

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Sul capitolo intero. Le note ai passaggi stanno a margine del testo.

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