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- 15 - CODICE ROSSO (Martedì 9 Giugno 2026, Ore 18:30)
Il silenzio sul pianerottolo diventa una cappa pesante, quasi insopportabile.
Kaori lo fissa con gli occhi lucidi, le labbra che le tremano impercettibilmente, ma non riesce a sputare fuori una sola parola. È come bloccata dal contrasto tra quel biglietto che stringe nel pugno e la vista di Ryo, così vero e vicino.
Dall'altra parte della soglia, Ryo sente il cuore battergli in gola con una violenza inaudita. Quell'attesa lo sta logorando.
La sua mente, abituata a calcolare ogni rischio in pochi millesimi di secondo, va completamente in cortocircuito davanti al pianto silenzioso della ragazza. Poi, finalmente, Kaori parla:
- Non ero andata a fare delle commissioni come ho detto con Mick. Sono andata da Kaibara a chiedere il trasferimento. Non ce la faccio più a stare con te e Mick, mi state pressando. -
A quelle parole, Ryo si irrigidisce di colpo, come se avesse incassato un colpo dritto allo stomaco. Sotto gli occhi spalancati di Kaori, l'infermiere sicuro di sé, l'uomo d'acciaio che ha visto la guerra in Messico, sbianca improvvisamente.
Il colore gli abbandona il viso in un secondo, lasciandolo pallido come un lenzuolo.
Kaori si blocca a metà di un respiro, terrorizzata.
Da professionista della salute riconosce i segni: ha una paura fottuta che lui stia avendo una sincope e che stia collassando sul linoleum del corridoio.
Ryo, infatti, ha dei giramenti di testa pazzeschi. La stanza comincia a ruotargli intorno, la vista gli si appanna sui bordi e non capisce più niente. E' come se il cervello si fosse spento, saturo di tutta l'ansia accumulata dal mattino e demolito da quella confessione.
Vorrebbe stare in piedi, vorrebbe mantenere il controllo e l'orgoglio, ma semplicemente non ci riesce.
Le gambe gli diventano molli. Barcolla un attimo davanti a Kaori, perdendo l'equilibrio e dovendosi appoggiare con una mano allo stipite della porta per non cadere a terra. Il torace nudo si alza e si abbassa a scatti. Cerca di mettere a fuoco la figura della donna che ama, la fissa con uno sguardo perso, ferito e completamente svuotato.
E con un filo di voce spezzato riesce solo a dire:
- Tu... hai fatto... cosa? -
Non fa in tempo a sentire la risposta. Gli occhi scuri di Ryo si sbarrano per un millesimo di secondo, poi le pupille ruotano verso l'alto e le palpebre si chiudono di colpo. Ryo perde completamente i sensi. La mano si stacca dallo stipite ed il suo corpo imponente comincia a cadere all'indietro, a peso morto, verso l'interno dell'ingresso.
In un momento di panico puro, istintivo, Kaori lancia un urlo e si butta in avanti, allungando le braccia nel disperato tentativo di afferrarlo per la vita e sostenerlo. Ma Ryo è semplicemente troppo pesante, troppo grande rispetto alla sua corporatura minuta. La stazza da ex militare dell'uomo trascina giù anche lei. Le mani di Kaori scivolano sulla pelle nuda del suo torace senza riuscire a fare presa.
Ryo crolla all'indietro sul pavimento dell'ingresso, privo di sensi, con un tonfo sordo che fa tremare le pareti, mentre Kaori cade parzialmente sopra di lui, puntando le ginocchia per terra.
- Ryo! Ryo, rispondimi! - Grida lei con la voce rotta dal pianto, colpita da una disperazione cieca. Gli afferra il viso tra le mani, lo scuote, gli dà dei piccoli schiaffi sulle guance pallide. Ma Ryo non si riprende. Rimane immobile sul pavimento, con gli occhi chiusi e le braccia abbandonate lungo i fianchi.
E' un attimo. La Kaori innamorata e spaventata si spegne, e in lei scatta immediatamente il "momento infermiera".
La mente si imposta sulla "modalità d'emergenza", azzerando le lacrime per fare spazio alla lucidità clinica.
Visto che Ryo non è vigile e non risponde agli stimoli verbali e dolorosi, Kaori infila fulminea la mano nella borsa, tira fuori il cellulare e fa partire la chiamata di emergenza con il vivavoce, buttando il telefono sul pavimento accanto alla testa di lui. Mentre l'operatore dall'altro capo risponde, lei ha già le dita inchiodate sulla carotide di Ryo per sentire il polso, avvicinando contemporaneamente l'orecchio alla sua bocca per controllare se c'è attività respiratoria.
Non c'è tempo. Non respira o mostra solo rari gasping. Senza perdere un solo secondo, Kaori si inginocchia perpendicolare al torace nudo di Ryo, posiziona il palmo della mano al centro del petto, incrocia le dita dell'altra e, sfruttando il peso del proprio corpo con le braccia tese, inizia le manovre di rianimazione cardiopolmonare.
Comincia a spingere con forza sul petto di Ryo, contando i massaggi a voce alta mentre urla l'indirizzo di casa all'operatore del telefono.
L'adrenalina le scorre nelle vene: l'uomo che ama sta morendo sul suo pavimento e lei farà di tutto pur di riportarlo indietro.