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- 16 - UN'ETERNITA' (Martedì 9 Giugno 2026, Ore 18:45)
Dopo neanche cinque minuti che sono sembrati un'eternità, i colleghi dell'ambulanza si precipitano su per le scale del condominio. Kaori li conosce di vista e, con alcuni di loro, Ryo è anche molto amico.
Ma stavolta lo scenario è capovolto. I soccorritori si inginocchiano sul pavimento dell'ingresso, approcciando quell'uomo imponente non più come il collega infallibile, ma come un paziente in imminente pericolo di vita.
Kaori si sposta di lato per fare spazio all'équipe, sconvolta. E' come se si fosse improvvisamente scollegata dalla realtà: non sa nemmeno se sta piangendo, non capisce se è ancora viva o se sta guardando la scena drammatica di un film alla televisione.
Sente le voci dei colleghi come se fossero ovattate, sotto l'effetto di un trauma troppo grande da metabolizzare. I soccorritori si muovono con una sincronia perfetta. Uno di loro apre la borsa d'emergenza ed estrae il defibrillatore semiautomatico. L'altro continua a fare il massaggio cardiaco al posto di Kaori. Uno di loro con mani rapide ma precise, strappa l'involucro degli elettrodi adesivi. Controlla che il corpo di Ryo sia asciutto e posiziona la prima piastra sotto la clavicola destra e la seconda sul fianco sinistro sotto l'ascella, per fare in modo che la scarica elettrica attraversi verticalmente il muscolo cardiaco.
Il connettore viene inserito nella macchina, che si accende emettendo un segnale acustico stridulo. L'altoparlante del macchinario si attiva, e la sua voce metallica ed impersonale spezza il silenzio teso della stanza:
"Analisi del ritmo cardiaco in corso. Non toccare il paziente". Tutti arretrano di un passo. Kaori osserva la scena della defibrillazione e quella voce d'acciaio la risveglia di colpo dal suo torpore. Nella mente le scorrono i fotogrammi dei corsi di aggiornamento aziendali sul BLSD, i massaggi ritmici eseguiti sui manichini di plastica in aula didattica per ottenere l'attestato. Ma quello steso a terra, con il petto nudo e le piastre attaccate alla pelle, non è un pezzo di plastica.
È Ryo. È l'uomo che ama, e lei non sa se ce la farà.
Il defibrillatore emette un sibilo acuto, caricando l'energia interna.
"Scarica consigliata. Allontanarsi dal paziente. Premere il pulsante lampeggiante".
Il leader dell'équipe alza le mani, scansionando la stanza con gli occhi e urlando la procedura di sicurezza:
- Via io, via voi, via tutti! - Schiaccia il bottone rosso. Il corpo di Ryo ha un sussulto violento, i muscoli del torace si contraggono a scatto per la scarica elettrica da duecento joule prima di riadagiarsi, immobile, sul pavimento.
"Scarica effettuata. Iniziare il massaggio cardiaco". I soccorritori riprendono le compressioni senza perdere un millesimo di secondo.
Kaori è nel panico più totale. Cerca il telefono sul pavimento con le dita che tremano, ha un bisogno disperato e viscerale di aggrapparsi a qualcuno che conosca quel legame, a qualcuno che possa aiutarla a reggere quel peso. Fa partire la chiamata per Mick.
Dall'altro capo del filo, il biondo risponde con il tono rilassato di chi si è appena buttato sul letto dopo il turno:
- Oh, Kaori, ciao... - Ma Kaori non riesce a formulare una frase sensata.
Inizia a piangere convulsamente, con dei singhiozzi spezzati che le bloccano la gola. Mick non riesce a capire, si alza di scatto dal materasso percependo il dramma. Poi, attraverso il microfono, sente in sottofondo la voce metallica del defibrillatore che ordina una nuova analisi del ritmo.
Mick sgrana gli occhi e urla terrorizzato:
- Kaori, che cavolo succede?! -
- Vieni ti prego...! - Riesce a urlare lei tra le lacrime, la voce ridotta a un filo disperato. - Stanno defibrillando Ryo... ha avuto un infarto sul pianerottolo... è tutta colpa mia, Mick, è tutta colpa mia! -
Mick rimane incredulo, raggelato da quelle parole:
- Stai lì, non muoverti. Vengo subito! - Butta giù il telefono, afferra le chiavi ed esce di casa correndo come un pazzo.
In quel momento, nell'ingresso di Ryo, il DAE analizza il ritmo per la seconda volta.
"Scarica consigliata!" Di nuovo la procedura, identica a prima.
Il pulsante viene premuto ed il torace di Ryo incassa il secondo shock elettrico.
I soccorritori si fermano un istante per controllare il monitor e verificare la carotide:
- C'è ritmo! C'è polso! Il battito è ripartito! - Urla il collega, mentre applica la maschera dell'ossigeno sul viso di Ryo.
A quelle parole, le gambe di Kaori cedono del tutto. Cade sulle ginocchia sul pavimento, completamente svuotata di ogni energia e di ogni briciolo di forza. Piange in silenzio, con la fronte appoggiata al linoleum, mentre i soccorritori caricano Ryo sulla barella con movimenti rapidissimi, lo coprono e si dirigono in fretta verso l'ascensore per portarlo giù in ambulanza.
Mick arriva nella via del condominio proprio mentre l'ambulanza sta lasciando il palazzo. Sente il suono straziante delle sirene spiegate e vede i lampeggianti blu che tagliano il crepuscolo di Shinjuku, allontanandosi a tutta velocità verso l'ospedale.
Con il cuore che gli batte in gola, Mick molla la bicicletta direttamente sul marciapiede, lasciandola cadere a terra, e corre a grandi passi dentro l'androne, salendo le scale per andare incontro a Kaori.