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Creato il 21/06/2026, 10:19 · Aggiornato il 21/06/2026, 10:19

Capitolo 14: UN DISPERATO BISOGNO DI TE

@therese_1984
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- 14 - UN DISPERATO BISOGNO DI TE (Martedì 9 Giugno 2026, Ore 18:15)

L'idea che lui non le dia più fastidio la fa letteralmente soffocare.

Quelle parole scritte a penna sul foglietto le stringono la gola più di una corda, perché la verità - l'unica che conta davvero e che ha cercato di nascondere persino a se stessa - è che lei vuole disperatamente che lui continui a darle fastidio.

Vuole i suoi sorrisi sfacciati nei corridoi, le sue battute idiote in pausa caffè, la sua presenza ingombrante e magnetica che le riempie le giornate. Senza quel "fastidio", la sua vita le sembra improvvisamente un reparto vuoto, freddo e asettico.

Mossa da un impulso cieco che cancella in un secondo l'ansia, Kaori spalanca la porta del suo appartamento.

Fa i due passi necessari a coprire la distanza sul pianerottolo e comincia a bussare con forza alla porta di Ryo, stringendo il biglietto nella mano tremante. Dentro, Ryo è svaccato sul divano del soggiorno a guardare sul cellulare i loro selfie insieme in quei mesi: facce buffe, foto piccanti, scatti sorridenti. Tutto quello che vorrebbe per sempre.

Sente un peso addosso, come il cuore che gli batte forte, come se si spaccasse in due a vedere un futuro che lei ha deciso di non voler percorrere. Gli fa quasi male, gli viene da piangere ma alla fine sono solo i sogni di un romanticone che sta quasi passando per un patetico stalker innamorato pazzo.

Ha addosso solo un paio di pantaloncini corti di una tuta che porta solo per casa, i piedi scalzi ed il torace ampio e nudo ancora leggermente umido dopo la doccia. Nonostante l'acqua calda, non si è rilassato per niente.

Ha i muscoli del collo contratti e lo sguardo perso a fissare il soffitto, logorato dall'ansia di aver esagerato con lei.

Quando sente i primi colpi contro il legno, si irrigidisce, ma è convinto che sia un rumore di fondo del palazzo o qualche condomino distratto. Non gli sembra possibile che sia lei, perciò non si muove subito dal divano.

Non sentendo passi all'interno ed accorgendosi che nessuno va ad aprire, a Kaori manca il terreno da sotto i piedi.

Il panico di averlo perso davvero la divora, così si attacca letteralmente al campanello, schiacciando il pulsante senza sosta. Il trillo furioso squarcia il silenzio del corridoio comune, rimbombando nell'appartamento di Ryo come una sveglia d'allarme.

Ha un disperato, vitale bisogno di vederlo, di toccarlo, di assicurarsi che quel "farsi da parte" non sia già iniziato.

Ryo salta su dal divano di scatto. Quel suono a martello gli fa fare due passi rapidi nell'ingresso, spinto da una scarica improvvisa di adrenalina.

Quel dolore al petto non l'ha abbandonato.

Spalanca la porta con un colpo secco, pronto a ringhiare contro chiunque stia sfasciando il suo campanello, e se la ritrova davanti.

Il tempo si ferma sul pianerottolo di Shinjuku. In quel millesimo di secondo, le emozioni che investono entrambi sono una detonazione pura.

Ryo rimane immobile sullo stipite, colto di sorpresa come mai gli è successo in vita sua, nemmeno sotto il fuoco incrociato in Messico. Lo stupore si mescola ad un sollievo così potente da fargli quasi mancare il fiato.

Quel dolore al petto non l'ha ancora abbandonato.

Vederla lì, con gli occhi gonfi di pianto, il respiro spezzato e quel pezzetto di carta stretto nel pugno, gli fa crollare ogni barriera difensiva.

Non c'è più l'infermiere distaccato, non c'è l'uomo orgoglioso che voleva darle spazio: c'è solo un uomo profondamente scosso, travolto dalla consapevolezza che lei è tornata indietro per lui.

Kaori, dal canto suo, viene travolta da un impatto visivo ed emotivo devastante. Trovarselo davanti così - imponente, con il torace nudo ed i pantaloni corti che lasciano vedere la sua fisicità asciutta da ex militare, privato di qualsiasi divisa o maschera ironica - le mozza il respiro.

La pelle di Ryo emana ancora il calore della doccia e il profumo pulito del bagnoschiuma, un contrasto netto con l'aria più fresca del corridoio condominiale. Le lacrime, che aveva cercato di trattenere, ricominciano a scendere libere sulle sue guance.

In quel momento Kaori prova una confusione mentale assoluta: un misto di desiderio selvaggio, senso di colpa per la cazzata fatta da Kaibara ed un amore così immenso e doloroso da farle male al petto.

Ha un disperato bisogno di stringerlo, ma le parole le muoiono in gola.

Nessuno dei due parla. Le parole non servono più. Ryo fissa gli occhi nocciola di Kaori, lucidi e disperati, poi abbassa lo sguardo sulla mano di lei che stringe il suo biglietto.

La tensione erotica ed emotiva tra i loro corpi, a pochissimi centimetri di distanza sul linoleum del pianerottolo, è un filo dell'alta tensione pronto a scattare.

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