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Creato il 21/06/2026, 10:15 · Aggiornato il 21/06/2026, 10:16

Capitolo 10: LA TERRA DI MEZZO

@therese_1984
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- 10 - LA TERRA DI MEZZO (Martedì 9 Giugno 2026, Ore 13:45)

Il turno dei Power Rangers è ufficialmente giunto al termine e, come al solito, tutto è andato a posto in tutti e tre i settori. I carrelli d’acciaio della terapia sono puliti, i diari clinici elettronici sono stati tutti aggiornati, validati e i pazienti sono sistemati, puliti e con le flebo in orario.

Il dottor Makimura, cedendo all'incessante pressing di Ryo, alla fine ha deciso di spostare la trasfusione di emocomponenti del paziente al letto 29 nel primo pomeriggio, lasciando l'incombenza ed i relativi controlli orari al medico dell'altro turno che sta per arrivare.

Nella guardiola del lato sinistro, l'aria è intrisa del tipico fermento da cambio turno. Ryo è seduto davanti al computer principale con la tastiera sotto le dita, pronto a passare le consegne a Takashi, il collega del pomeriggio che fa spesso squadra con lui, con cui va a giocare a tennis una volta alla settimana e che conosce a memoria i ritmi della corsia.

Haruka è lì di fianco, immobile, con le mani intrecciate dietro la schiena.

Nakomi, l'OSS anziana, si è già andata a cambiare da un pezzo per scappare a casa a timbrare la fine del turno, ma la tirocinante è voluta rimanere per ascoltare le consegne fino all'ultimo minuto.

Nonostante i piedi doloranti, i chilometri macinati nei corridoi e la stanchezza che le pesa sulle spalle, sul viso ha un'espressione decisamente soddisfatta. Ryo aveva maledettamente ragione: quel "corpo a corpo" con l’assistenza di base, tra cambi posturali, igiene e padelle, le ha fatto capire le vere dinamiche di reparto e le priorità cliniche, cose che sui libri dell'università non si studiano di certo.

Durante la carrellata dei letti, arrivato al settore critico, Ryo si ferma, fissa lo schermo davanti a Takashi e all'OSS di riferimento del pomeriggio e non si risparmia per niente.

Lancia un siluro micidiale sulla mal gestione di Reika della notte passata:

- Allora ragazzi, orecchie dritte e occhio clinico al letto 26, Ijuin. Stanotte quel "fenomeno" di Reika, siccome il paziente urlava ed era agitato, gli ha mollato una fiala di Talofen intramuscolo e le contenzioni ai polsi per sbrigarsi. E la cosa fantastica è che l'ha scritto sul diario, ma non me lo ha detto in consegna a voce, non l'ha monitorato poi, non ha scritto niente altro fino a mattina. Un post-chirurgico da arma da fuoco gestito completamente alla carlona. Stamattina ho rifatto le medicazioni al torace, domattina il medico pensa di togliergli il drenaggio perché sta andando bene. Ha avuto febbre prima di pranzo, perciò Makimura mi ha fatto fare i colturali e gli abbiamo anche cambiato il catetere vescicale per fare l'urinocoltura perché le urine erano torbide. Adesso non è più agitato, è solo un po' brusco e allergico agli ospedali, però se lo prendete con le buone maniere è molto collaborante. La moglie è vicino a lui e teniamola lì perché così lui sta tranquillo. Makimura ha detto di non ricoverare sul letto accanto finché la situazione non si stabilizza. La bed manager è avvisata, così non farà pressing oggi pomeriggio: potete ricoverare sul 23 e sul 25 che vengono dimessi. Makimura ha detto che prima di andare via si fa dare i nomi dei nuovi ingressi. Il letto 29 deve trasfondere col medico del pomeriggio. Alla paziente al letto 24, Kaori ha sostituito il catetere perché io ero troppo bello per farlo. E la 22 invece, poverina, ha il cuore ancora buono. Gli altri ok. -

Ryo fa una pausa. Takashi scuote ancora la testa per la questione di Reika. Scrivendo furiosamente sul suo foglio delle consegne, conferma infastidito davanti a tutta la guardiola:

- Ma quella lì presto o tardi combinerà un casino grosso, fidati di me. C'è da aver paura a lavorare con certa gente. Per fortuna che la vedo raramente nei miei turni, non è proprio un bel trio il loro. A me, guarda, verrebbe una voglia matta di salire di sopra in Direzione e parlare direttamente con Kaibara per farla saltare e spostare da questo reparto prima che succeda il morto. -

Ryo a quel punto fa un mezzo sorriso sghembo dei suoi, incrociando le braccia sulla casacca e appoggiandosi allo schienale della sedia:

- Guarda, tranquillo, risparmiati pure i passi sulle scale. Ci ha già pensato Mick stamattina. È salito dritto nell'ufficio del coordinatore. - Takashi si blocca di colpo con la penna a mezz'aria, sgrana gli occhi e poi si lascia scappare un grandissimo sospiro di sollievo, visibilmente sollevato:

- Ah, meno male! Se si muove il biondo in prima persona allora siamo in una botte di ferro. Kaibara con lui non scherza mica, lo ascolta subito. -

La tirocinante rimane un po' spiazzata da quella situazione che non aveva percepito fino in fondo. Sembra che tutti andassero d'accordo o almeno non sembrava ci fossero conflitti evidenti fra loro; invece, come diceva Nakomi, c'era un intero mondo da scoprire.

Finito il resoconto ufficiale della corsia, la guardiola inizia a svuotarsi. Haruka fa un piccolo e rispettoso inchino verso il suo infermiere senior, accennando un timido:

- Grazie per oggi, a domani pomeriggio. - Ryo ricambia con un cenno del capo, serio ma decisamente meno duro e più umano rispetto alla strigliata della mattina.

Rimasti finalmente da soli nella guardiola ormai silenziosa, con il solo ronzio dei computer in sottofondo, Takashi chiude la schermata del programma. Si gira lentamente sulla sedia girevole, punta gli occhi scaltri su Ryo, abbassa la voce e sfoggia un sorrisetto complice:

- Senti, Ryo, a proposito di tutt'altro, ora che siamo soli... ma con Kaori come va? Sei riuscito a capire cosa vuol fare della sua vita? - Ryo perde quel briciolo di sorriso professionale e si lascia andare a un lungo sospiro esasperato, passandosi una mano sul viso stanco.

Si guarda intorno per essere sicuro che la porta sia ben chiusa, poi si appoggia al bancone, parlando con un tono di voce basso e insolitamente sincero, venato da una punta di frustrazione:

- Non lo so, Takashi. Sinceramente non lo so. Speravo proprio di parlarci con calma in sti giorni, di mettere un punto a sta situazione, ma non so che dirle... fugge. Appena provo ad avvicinarmi o ad accennare il discorso fuori dal lavoro, lei trova una scusa, gira i tacchi e scappa via. D'altra parte, guarda, è una situazione parecchio imbarazzante per entrambi perché, come ben sai, abitiamo anche sullo stesso pianerottolo. Ci incrociamo pure quando buttiamo la spazzatura o sul portone. È pesante. Io il mio passo l'ho fatto, mi sono esposto e le ho fatto capire chiaramente cosa voglio da lei. Adesso la palla passa a lei. Se avrà voglia di parlarmi sul serio, sa perfettamente dove trovarmi. Io non le corro più dietro. - Takashi lo ascolta annuendo in silenzio, dando una pacca comprensiva sulla spalla dell'amico, capendo perfettamente il peso di quella terra di mezzo sentimentale che Ryo si sta portando dietro sotto la divisa.

Finito il colloquio privato con l'amico, Ryo esce finalmente dalla guardiola per andare a cambiarsi. Proprio mentre si immette nel corridoio centrale, fa in tempo a vedere in lontananza le porte scorrevoli dell'ascensore che si chiudono: dentro c'è Kaori, che ha già timbrato ed è fuggita di nuovo.

Ha deciso che non la rincorrerà. Ha deciso di darle spazio. Incrocia Mick che gli chiede se aspetteranno Kaori, ma Ryo risponde:

- Kaori è già andata via, senza neanche salutare. - Mick ci rimane un po' male, aggrottando le sopracciglia.

Trova strano che Kaori si comporti così, senza aspettarli per fare la strada insieme come fanno di solito, ma deve ammettere che ultimamente la ragazza è molto strana, sfuggente. Prende il telefono dalla tasca e le scrive subito un messaggio:

- Ti stavo aspettando ma sei già uscita. - La risposta di Kaori sul display arriva dopo nemmeno un minuto:

- Scusa, avevo fretta. Ci vediamo domani in turno. - Mick sospira, rimettendo via il cellulare.

Ryo lo guarda e, per spezzare quella nota di delusione comune, gli propone:

- Vieni con me a mangiare in mensa? - Mick scuote la testa stanco, allungando il passo verso le scale.

- No, guarda, vado dritto a casa a riposarmi. È stata una giornata decisamente impegnativa, soprattutto il colloquio là di sopra col Jafar. -

A quel punto Ryo fa un'espressione strana, incuriosito e subito in allerta. Lo affianca sui gradini delle scale:

- Quindi? - Mick lo guarda di sbieco con un sorriso stanco ma vincente e gli lancia la bomba prima di varcare la porta d'uscita:

- Domani mattina la convoca. -

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