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← Il paziente difficile

Creato il 21/06/2026, 10:15 · Aggiornato il 21/06/2026, 10:15

Capitolo 9: QUALCOS'ALTRO

@therese_1984
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- 9 - QUALCOS'ALTRO (Martedi 9 Giugno 2026, Ore 10:55)

Ryo e Kaori entrano nella stanza del letto 24 a passo svelto, portando con sé il carrello dei presidi sterili.

Nel letto si trova una simpatica signora di ottantacinque anni, con i capelli candidi raccolti e due occhi vispi che hanno visto passare quasi un secolo di storia di Shinjuku. Non appena vede entrare la figura alta e atletica di Ryo, la nonnina giunge le mani sul lenzuolo e sfoggia un sorriso d'altri tempi.

- Mi dispiace, giovanotto, sei davvero un gran bel ragazzo, ma io sono ancora della vecchia scuola e per certe cose preferisco decisamente una donna! - Dice l'anziana, stringendo l'occhio verso Kaori.

Kaori non riesce a trattenere un sorriso affettuoso. Sistemandosi i guanti monouso, si avvicina al letto per preparare il campo sterile.

- Non si preoccupi, signora. Ci sono qui io. Saeba vi darà una mano da professionista, ma la procedura la eseguo io, così starete del tutto tranquilla. -

La vecchietta, però, non ha ancora finito di stupire i due infermieri.

Guarda Ryo, dal basso verso l'altro, lo studia con l'esperienza di chi sa leggere gli uomini ed aggiunge con totale disinvoltura:

- Cioè, che sia ben chiaro... Tu sei un bellissimo uomo, Ryo. Puoi anche restare a guardare, non mi dispiace mica. Però, sai, un conto è che un giovanotto come te mi infili un catetere, un conto è... qualcos'altro. -

In stanza cala un silenzio improvviso, interrotto solo dal leggero fruscio della confezione del gel lubrificante che Kaori sta aprendo.L'imbarazzo si materializza all'istante sui volti di entrambi i professionisti.

Kaori si blocca a metà del gesto, con le dita sospese sopra il telino sterile. Sente le guance andarle letteralmente a fuoco, mentre un calore improvviso le risale lungo il collo sotto la casacca d'ordinanza.

Volta lentamente la testa verso Ryo, aspettandosi di trovarlo con il solito sorrisetto malizioso o pronto a fare una delle sue battute sfacciate da donnaiolo per nascondere la tensione.

Invece, con sua grande sorpresa, anche Ryo Saeba è rimasto spiazzato.

L'uomo glaciale forgiato dal Messico che non batte ciglio davanti a nessuna emergenza, ha le orecchie visibilmente rosse. Si schiarisce la voce, distogliendo lo sguardo verso la finestra del reparto per non incrociare quello della collega, giocherellando nervosamente con la siringa d'acqua distillata per il palloncino del catetere.

Kaori guarda la signora e poi guarda Ryo. In quel millesimo di secondo, la mente della ragazza scivola via dalla corsia, dai diari clinici e dai turni del reparto.

Capisce fin troppo bene che cosa intenda dire l'anziana paziente con quel "qualcos'altro".

Le parole della vecchietta, nella loro ingenuità un po' piccante, hanno toccato un nervo scoperto e privatissimo della sua vita che non ha nulla a che fare con l'ospedale.

Sotto la superficie dei loro continui battibecchi in corsia, delle gomitate nello stomaco per l'invito dal cinese e del lavoro di squadra impeccabile, si nasconde una realtà che Kaori tiene chiusa a chiave dentro di sé.

La verità è che lei deve ancora dare una risposta definitiva a Ryo riguardo alla loro "amicizia di letto".

Quella strana, intensa e confusa terra di mezzo in cui si muovono quando si tolgono la divisa. Ryo si è esposto, le ha fatto capire cosa vuole, e lei si ritrova sospesa: divisa tra la paura di rovinare un sodalizio professionale perfetto e l'attrazione profonda, quasi magnetica, che prova per lui.

Un sentimento che persino una paziente di ottantacinque anni è riuscita a fiutare semplicemente guardandoli stare nella stessa stanza.

Ryo si riprende per primo, tossicchiando per recuperare il suo aplomb professionale.

- Bene... allora io vi porgo solo i presidi, signora. Lascio fare tutto a Kaori. - Dice con un tono insolitamente controllato e premuroso, passando il catetere sterile alla collega con una precisione che evita ogni contatto tra i loro camici.

Kaori ritrova la concentrazione, incassa lo sguardo scuro di Ryo che per un attimo si è fatto serio e profondo, e si china sulla paziente.

- Va bene, signora. Fate un bel respiro profondo, adesso iniziamo. -

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