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← I Custodi di Amius

Creato il 01/09/2026, 21:59 · Aggiornato il 04/09/2026, 21:10

Capitolo 6: Rafael Santos

@daisy_eastDaisyEast
AdolescentiIn corso

Avvertenze (opera)

  • Bullismo
  • Disturbi Alimentari
  • Morte
  • Sangue
  • Violenza
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La Romero era stata molto gentile. Sul retro del cottage trovò un enorme sacco di terriccio, argilla espansa, due diversi tipi di concime e vasi di tre misure diverse. Sul tavolo degli attrezzi aprì la grossa Enciclopedia e svogliò fino alla pianta di camomilla. Prese sul suo diario gli appunti inerenti:

Camomilla

ELEMENTO: Acqua

ENERGIA: Ricettiva

PARTI UTILIZZABILI: Fiori interi, petali, fusti, capolini (ad alta concentrazione di energia del fuoco).

PROPRIETA’ MAGICHE: Assorbe le energie negative, rendendole inoffensive. Se aggiunta a filtri o pozioni a forte base di Fuoco, funge da moderatore termico. Ha la rara capacità di operare un'anestesia energetica immediata.

Lesse ciò che era necessario per piantare e coltivare i semi, indossò grembiule e guanti e si mise a lavoro.

Scelse un vaso di altezza media e lo poggiò sul tavolo da lavoro. Le richiese un grande sforzo recuperare il sacco di terra ma riuscì a non rovesciare nulla, sul fondo inserì alcune pietre di argilla espansa fino a coprire l’intera base e solo allora iniziò a versare la terra con un trapiantatore. Arrivata a circa due centimetri dal bordo, versò dell’acqua e inserì i semi di camomilla premendo leggermente con le dita perché rimanessero fermi ma senza seppellirli del tutto. Tolse i guanti con un sospiro stanco ma soddisfatto e si lasciò cadere su uno sgabello nelle vicinanze.

Aster si avvicinò alle gambe del tavolo, curioso.

«Vuoi vedere?» Selene si alzò e lo prese in braccio, poggiandolo sul tavolo. Il coniglietto iniziò ad annusare il vaso e parve gradire qualunque cosa esso emanasse. Selene provò allora a tendere la mano sopra di esso e attivò la propria aura. Percepì i semi ancora sopiti, infuse loro un po’ di energia, ma non troppa per non forzare la crescita, e cercò un punto sul davanti della casa in cui posizionarla. Infine, scelse il davanzale esterno della finestra della cucina.

Si voltò quindi verso la pianta di peperoncino, anche quella esposta al sole ma lontana (perché le energie delle due piante avrebbero rischiato di distruggersi a vicenda). Provò a prendere il vaso e poggiarlo sul tavolo del giardino, si sedette sulla sedia e chiuse gli occhi. «Ti prego, aiutami…» Mormorò allungando la mano. Appena attivò la propria aura, sentì una forte aggressività da parte della pianta, e un’energia calda respingerla bruscamente. Quasi cadde a terra.

«Si può sapere che problema hai?!» Sbottò all’improvviso, innervosita. «Non ti ho fatto nulla di male, o sbaglio?!» Si alzò e batté una mano sul tavolo. Era raro per lei perdere il controllo così ma si sentiva stanca e frustrata. La sua aura, ancora attiva, sfiorò quella rossa della pianta e le parve che essa la stesse in qualche modo deridendo. Interruppe il contatto, ripose il vaso sul davanzale, con un gesto brusco, e tornò sul retro per rimettere in ordine i sacchi di terra e concime. Quando ebbe finito entrò in casa a lavarsi e cambiarsi per togliere la sensazione di terra e sporco di dosso. Quando si sentì di nuovo confortevole, andò in cucina per preparare  una tisana rilassante tra quelle che aveva portato da casa e si sedette fuori a berla mentre scriveva con mano pesante sul quaderno, tra le pagine dedicate alla sua pianta di peperoncino:

PERSONALITA’: Odiosa e ostinata.

Parole che sottolineò due volte. Aster, che stava saltellando per il giardino per adattarsi alla sua nuova casa, dovette percepire il suo stato emotivo perché si avvicinò e le sfiorò la gamba con il naso. Selene lo prese in braccio con un sospiro e cercò di rilassarsi: «Scusa, non volevo farti preoccupare.» Lui sollevò il muso verso il suo viso e i loro nasi si sfiorarono.

«Siete una bella coppia.»

Quando alzò lo sguardo vide Rafael, appoggiato al cancelletto con un sorriso. Arrossì ma si alzò comunque per andargli incontro, tenendo Aster tra le proprie braccia: «Il banchetto è finito?»

«Alcuni come Neil, Eri, Lukas e Ilinca sono ancora lì.»

«Sono i tuoi compagni del secondo anno?»

«Lukas e Ilinca sono al terzo. Eri e Neil sono i miei compagni del secondo anno, sì, loro e Alexandros e Aniela.»

Selene non conosceva quei nomi ma non fece domande a riguardo: «Dunque, tu perché sei andato via…?»

«Volevo tornare a casa e finire i compiti che mi ha lasciato Morozov.» Recuperò un diario dalla propria borsa e glie lo mostrò: dentro vi erano splendidi disegni di vari animali, con schemi e appunti ai lati.

«Wow…» Selene sfogliò meravigliata. Più andava avanti, più gli animali venivano sostituiti da creature magiche: folletti, salamandre di fuoco, driadi, ninfee e ondine… «Come hai fatto ad osservarle e disegnarle?»

«Vado spesso nel bosco per raccogliere ingredienti con Poppy.»

«Chi è Poppy…?»

In risposta, si sentì uno squittio e dalla borsa di Rafael apparve un piccolo e adorabile toporagno.

«Oh, che carina…»

«Non dirlo ad alta voce. È vanitosa.» Il ragazzo la fece salire sulla propria mano e la avvicinò a lei.

Selene la accarezzò con un dito e la topolina parve gradire.

«E il tuo come si chiama?»

«Aster.»

«Anche lui è adorabile. È stato un’ottima scelta.»

Allora Selene si rese conto che erano ancora fermi in piedi ai due lati del cancelletto. Arrossì: «Ehm… ti va di entrare a bere un tè?»

«Posso? Sicura?»

Lei annuì e aprì finalmente il cancelletto. Poggiò Aster a terra, che corse a giocare con Poppy tra l’erba.

Mentre lei toglieva dal tavolo del giardino libri e diario, Rafael si avvicinò curioso: «Ti ho disturbata mentre studiavi?»

«No, ho appena finito. Accomodati pure, torno subito.» Portò via anche la tazza di tisana ormai fredda e accese di nuovo il fuoco sotto al bollitore. Mentre l’acqua si scaldava, preparò le due tazze e i filtri e mise sul tavolo esterno una piccola tovaglia a scacchi, zucchero, latte, miele e limone. Recuperò anche la scatola di biscotti regalatole proprio da Rafael il giorno prima.

«Quale miscela preferiresti?»

«Scegli pure tu.» Le sorrise lui. «Mi fido dei tuoi gusti.»

Selene osservò i vari barattoli che aveva portato da casa. Infine, scelse un Darjeeling verde per entrambi, che si abbinava bene ai biscotti al cioccolato. Mise un cucchiaino di foglie in ogni filtro e attese che l’acqua raggiungesse una temperatura di settanta gradi. Quando il termometro segnò la temperatura perfetta, versò l’acqua e lasciò in infusione per tre minuti prima di togliere i filtri (lasciò le foglie da parte, perfette come nutrimento per le piante).

«Ecco qua.» Portò le tazze a tavola e le poggiò sul tavolo.

Rafael soffiò sulla superficie prima di assaggiare: «Molto buono.»

«Mi fornisco in un negozio specializzato nella mia città.» Spiegò Selene.

«Devo portarti in un negozio a Biancafonte, anche lì hanno ottime miscele.»

«È possibile andarci ogni fine settimana, vero?» Selene aggiunse un po’ di miele nella propria tazza e mescolò in attesa che si sciogliesse.

«Esatto. Accompagnati e sotto sorveglianza, ovviamente, soprattutto dall’anno scorso. E se hai materiale di scambio a sufficienza, puoi comprare tutto ciò che ti serve.»

Dimitri ed Helena glie lo avevano spiegato ma lei non aveva nulla con sé che potesse scambiare o vendere, non ancora almeno.

Rafael dovette intuire ciò che lei stava pensando perché subito dopo aggiunse: «Solitamente gli ingredienti nati e cresciuti a Shalvann hanno un certo valore. Se ti va, domani pomeriggio, dopo pranzo, posso portarti nella foresta con me e mostrartene alcuni.»

«Non voglio interferire con i tuoi studi…»

Ma lui le sorrise: «Anche imparare certi trucchetti fuori dalle lezioni fa parte dei nostri studi.»

Questo la rassicurò: «Allora, volentieri…» Avrebbe potuto scoprire nuovi ingredienti presenti lì nella Valle e come scambiarli e con cosa, magari con altre piante e semi da coltivare.

Rafael sorrise, senza nascondere di essere contento della cosa. Bagnò un biscotto e gli diede un morso: «Ti mostrerò dove recuperare alcuni ingredienti che potrebbero servirti per le pozioni più comuni e cosa invece conviene scambiare. Inoltre, imparerai a muoverti nel bosco e servirà ad Aster come addestramento. Ricorda che i famigli sono utilissimi per raccogliere ingredienti.»

«Sì ma il tuo mentore mi ha detto che essendo un cucciolo non ha potuto iniziare il suo addestramento.» Selene finì il proprio biscotto e bevve un sorso di tè.

«Poppy lo affiancherà e lo terremo d’occhio. Parlane ovviamente con la Romero, devi avere il suo permesso, anche se credo non ci darà alcun problema, e deve sapere sempre dove vai.»

«Certo. Le parlerò domani mattina.» Al ricordo delle lezioni che avrebbe dovuto tenere il mattino dopo, lo sguardo esasperato le cadde sulla pianta di peperoncino.

Rafael seguì il suo sguardo e sorrise divertito: «Oh. Le piante legate al Fuoco. Per noi non sono il massimo. Ho sentito dire che la Romero si diverte a cercare di portare i propri apprendisti oltre i loro limiti.»

«Tu non hai alcun legame con il Fuoco?» Selene lo guardò curiosa. Avrebbe dato per scontato che, essendo appassionato di cucina, anche lui lo avesse come terzo elemento.

«No, non che mi risulti. Solo Terra e Acqua.» Lui le mostrò il proprio avambraccio: un fiore di loto rosa e due ninfee che galleggiavano sopra dell’acqua, simboleggiata da varie increspature che si sviluppavano sotto le piante.

Selene si rabbuiò. Aveva sperato di trovare in Rafael un punto di incontro. Invece, si sentì ancor più sbagliata per il proprio tatuaggio. Strinse la mano attorno all’avambraccio sinistro. Si voltò, pensierosa, a guardare Aster e Poppy giocare insieme.

«Ma c’è una cosa che ho imparato su quel tipo di piante.» Continuò lui.

«Ovvero…?»

«Che non amano le persone troppo rigide e dotate di autocontrollo. Se vuoi entrare in contatto con loro, devi lasciarti andare.»

«La Romero mi ha detto una cosa simile.»

«Immagino non sia facile, non per tutti. Ma, se ci pensi, a volte anche la Terra perde la sua stabilità, e l’Acqua non è un elemento esattamente rigido.»

Selene rimase sorpresa per un momento, riflettendo su quelle parole, e ammise: «Non l’avevo mai vista in questo modo…»

«Non molti lo fanno, sono cose che si imparano con il tempo e con l’esperienza. Eri è un’Elementalista della Terra ed è per lo più tranquilla ma quando si arrabbia fa davvero paura.» Rafael rise nel descrivere l’amica. «Neil a volte prova a stuzzicarla. Sai, gli Elementalisti del Vento non sono esattamente persone tranquille.»

«Pare sia un amico dei miei due compagni del primo anno ma non mi hanno mai detto nulla su di lui.»

«Se vuoi stare lontana dai guai, non assecondarlo.»

Mentre parlavano, finirono il tè e divisero la scatola di biscotti. Selene, iniziò un po’ a sciogliersi e a fare domande: «Morozov concentra i tuoi studi soprattutto sulle creature?»

«No, anche lui ha iniziato con le piante comuni, per poi passare pian piano a quelle magiche. Ma poiché lui si occupa di addestrare i famigli, spesso mi sono ritrovato ad aiutarlo. E quest’anno ha voluto che mi approcciassi agli animali e alle creature magiche. Il diario che hai visto l’ho completato per conto mio l’anno scorso, quindi si può dire io sia già un passo avanti.»

Si disse che avrebbe aggiunto un diario alla lista degli oggetti da comprare a Biancafonte quel sabato.

«Quindi, cosa ti ha dato da studiare oggi?»

«Gli usi della polvere di fata nelle pozioni.»

«Posso vedere?»

Fecero spazio sul tavolo, Selene mise tutto nel lavello con l’obiettivo di pulire tutto dopo e si sedettero entrambi al tavolo con i libri e il diario di Rafael.

Fata – Spirito Minore

Elementi: Vento/Terra

Habitat: boschi, prati fioriti, giardini magici

Temperamento: Volatile

Parti utilizzabili: ali, polvere.

Le fate sono creature strettamente legate alla natura. Di norma, una fata sceglie un fiore o una pianta, a cui si lega fin dalla giovane età, che diventa la sua casa. Il più delle volte, se tale pianta viene distrutta o muore, la fata muore a sua volta per il troppo dolore. Quando passano dalla giovinezza all’età adulta, le fate cambiano le loro ali, e quelle che lasciano cadere possono essere utilizzate nelle pozioni e nei preparati (è severamente vietato strappare le ali alle fate!). La polvere che le loro uova rilasciano schiudendosi, o che le fate di solito donano a streghe e stregoni di cui si fidano, è un ingrediente molto importante nella maggior parte delle pozioni comuni e quando viene rilasciata sulle piante le aiuta a crescere rigogliose e in salute.

I disegni del diario mostravano creature dalle sembianze molto differenti: maschili e femminili, vestiti con petali di fiori o foglie, e la luce che emanavano era di tutte le sfumature esistenti.

«Nel bosco ce ne sono molte, è anche grazie a loro se è ricco di piante e ingredienti di qualità.»

«Personalità volatile… che significa?»

«Sono lunatiche e soggette a sbalzi emotivi. Un attimo prima sono gentili e generose e spruzzano polvere di fata sulle tue piante, il secondo dopo ti ritrovi la cucina in disordine.»

«Parli per esperienza personale?» Selene accennò il primo sorriso sincero e divertito dopo settimane, forse mesi.

Lui si limitò a ricambiare il sorriso ma non confermò né negò la sua teoria.

Finirono per studiare assieme, Rafael con la scusa di spiegare a lei finì per ripassare il necessario per la lezione del giorno dopo e si resero conto del tempo che era passato solo quando la luce del sole iniziò a svanire e iniziarono a fare fatica a leggere lì all’aperto.

«Si è fatto tardi, meglio che vada.»

Quando lo vide alzarsi, Selene fece lo stesso, dispiaciuta, e non seppe capire nemmeno lei il perché: «Sì, certo…»

«Domani pomeriggio alle tre per te va bene?»

«Cosa…?»

«Come orario. Per andare nella foresta.»

«Oh…! Sì, va benissimo…»

Con un ultimo sorriso, Rafael le diede la buonanotte e uscì dal cancello, attraversò il sentiero e raggiunse il proprio cottage. Selene lo guardò finché non fu di nuovo dentro casa.

Una volta da sola con i propri pensieri, tornò in casa e iniziò a lavare il bollitore, le tazze e i piattini quasi meccanicamente, mentre la sua mente vagava altrove. Ripensò a ciò che era appena accaduto, a come si era trovata davvero bene con un’altra persona per la prima volta dopo quella che le sembrava un’eternità. Dopo tre anni, era stata felice, davvero felice. Il senso di colpa tornò a tormentarla, con una fitta terribile al petto che quasi le mozzò il fiato. Si lasciò cadere a terra, con Aster che poggiò le zampine sulla sua gamba, preoccupato, come a chiederle cosa avesse, se si stesse sentendo male.

Cosa le era passato per la testa? Invitare quel ragazzo a bere il tè con lei, studiare insieme a lui, accettare il suo invito ad andare in esplorazione insieme, fare addirittura una battuta… trovarsi bene con lui. Dafne non era lì, non era con lei. Se ci fosse stata, tutte quelle cose avrebbero dovuto farle assieme, loro due. Non era così, sua sorella era morta e lei non aveva alcun diritto di sostituirla con nessuno.

•◦ ❈ ◦•

Le piante legate al Vento, se possibile, erano quasi peggiori di quelle legate al Fuoco.

Selene continuava a litigare con delle primule terribilmente altezzose e arroganti, sotto lo sguardo divertito della Romero.

«Ti fai sottomettere troppo facilmente.»

Lo sapeva, ma non poteva farci nulla. Lei non era in grado di rispondere per le rime, di dire cattiverie o offendere. Non ne era mai stata in grado, per questo era sempre stata la vittima preferita dei bulli della classe.

La sua mentore recuperò la pianta e la rimise a posto: «Come va con il compito che ti ho assegnato?»

«Adesso almeno dialoghiamo, facciamo progressi.» Rispose, senza entrare nel dettaglio. Non disse che in sostanza il peperoncino continuava a deriderla e lei accusava ogni volta senza riuscire a reagire.

«Eccellente. Se lunedì prossimo avrò notato degli effettivi progressi, potremo passare a qualcos’altro. Oh, ho saputo che Rafael ti ha invitata a fare un giro del bosco oggi pomeriggio.»

«Come lo ha saputo…?»

«Io e Viktor lo abbiamo incrociato stamattina uscendo di casa.»

Selene, per un attimo, sperò che le avrebbe impedito di andare. Era dalla sera prima che si era pentita di aver accettato l’invito ma non aveva il coraggio di disdire. Se però la Romero le avesse detto di no, avrebbe avuto una scusa e non avrebbe ferito Rafael. Invece, la Custode parve deliziata dalla cosa.

«Sarà un ottimo modo per conoscere bene il territorio e per addestrare Aster. Sono contenta tu e Rafael abbiate stretto amicizia, è un ottimo Guaritore e un bravissimo ragazzo, davvero sveglio e talentuoso. Potrà insegnarti molto.»

«Sì, immagino di sì…» Selene non aggiunse altro e tornò a sedersi al proprio banco per prendere appunti su ciò che aveva appena imparato delle primule.

ELEMENTO: Vento

ENERGIA: Ricettiva

PARTI UTILIZZABILI: Petali, fiori freschi, foglie fresche.

PROPRIETA’ MAGICHE: È in grado di alterare le energie circostanti, creando a volte stati di confusione. Usata soprattutto per pozioni legate alla memoria. È un ottimo rimedio per risvegliare i canali magici bloccati o addormentati.

PERSONALITA’: Vanitosa e arrogante.

Prima di concludere le lezioni, la Romero poggiò qualcosa sul suo banco: una cintura in cuoio, con diverse tasche e passanti.

«Cos’è?»

«Una cintura da erborista. Per il momento ti presto la mia, mi raccomando, riportamela integra. Se le tue lezioni andranno bene, un giorno avrai la tua. Nelle scarselle trovi dei sacchetti di tela da usare per alcuni ingredienti e piante, nei passanti hai tre fialette in vetro. Come vedi, a sinistra ci sono tutti gli strumenti necessari a raccogliere le piante senza danneggiarle o interrompere il flusso magico: un coltellino, un falcetto e una piccola pala, tutto in osso.»

Selene non sapeva cosa dire: «Grazie, davvero…»

«Figurati. Fanne buon uso e mostrami cosa troverai, va bene?»

«Promesso.» Selene recuperò la cintura e la indossò con cura, ebbe per un momento paura che fosse troppo larga, invece notò che si poteva stringere abbastanza per farla aderire alla sua vita, per quanto fosse magra.

Mentre tornava verso casa, passò come sempre accanto alla Grande Quercia. Fu lì che incrociò Alyssa e Aidan.

«Selene.» La salutarono. «Pranzi con noi oggi?»

«Alyssa voleva invitarci nel suo nuovo cottage.»

«Grazie, ragazzi, ma devo rifiutare.» Selene si sistemò la borsa sulla spalla. «Dopo pranzo vado con Rafael nel bosco a cercare ingredienti. Mangerò in fretta e dopo dovrò sistemarmi.»

Aidan non parve affatto contento: «Perché con lui?»

«Perché entrambi siamo Guaritori e voleva mostrarmi alcune cose che studierò più avanti. Inoltre, pensa potremmo trovare qualcosa di interessante da scambiare questo fine settimana a Biancafonte.»

«Mi sembra un’ottima idea.» Alyssa le sorrise e diede una gomitata al cugino, che stava per dire qualcosa, per zittirlo. «Magari la prossima volta potremmo andare tutti assieme. Divertiti e facci sapere com’è andata, d’accordo?»

«D’accordo.» Selene li osservò mentre andavano via, Aidan provò a protestare ma Alyssa alla fine riuscì a trascinarlo via.

Proseguì verso il proprio cottage, aveva già preparato quella mattina un pranzo veloce che le bastò scaldare sul fuoco e recuperò acqua e scorte per l’esplorazione. Tolse quindi dallo zaino i libri ma tenne il diario e le penne per poter prendere appunti se necessario.

Lasciò che Aster mangiasse e riposasse prima di partire e nel mentre uscì a controllare come stavano le sue piante. Quando vide Rafael uscire dal suo cottage, tornò in casa e prese in braccio il coniglietto e lo portò fuori casa.

Rafael le sorrise: «Allora, siete pronti?»

«No, per nulla…»

«Sì, sono pronta. Andiamo.»

Note di capitolo

Fatemi sapere nei commenti cosa ne pensate di come ho gestito le lezioni e la magia, per favore, è ciò su cui sono più insicura t.t

Commenti

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