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← Fate: insieme, ancora!

Creato il 06/05/2026, 16:46 · Aggiornato il 06/05/2026, 16:46

Capitolo 3: Frequenze Discordanti

@andrealara_92S3pp
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M.

La discussione del giorno prima con Sam l'aveva lasciata a dir poco interdetta, non che si aspettasse una reazione troppo diversa da quella del ragazzo ma arrabbiarsi così tanto per le sessioni di allenamento con Riven le sembrava eccessivo.

"Non sai con chi ti stai mischiando Musa!" lo aveva detto a denti stretti, tenendole una braccio con la mano e Musa era stata investita delle sue emozioni che le avevano ricordato la tanto familiare rabbia che per mesi aveva assorbito da lui.

"Vedi le corna dove non ci sono Sam! Mi aiuta con l'allenamento, mi insegna a combattere e difendermi!"

In qualche modo si sentiva in obbligo di difendere lo specialista.

"Ti sei già scordata com'era con Beatrix? E con Rosalind? Quello che ha fatto non conta niente?"

Musa restò in silenzio, non riusciva a rispondergli, man mano che si avvicinavano ad Alfea la sua testa si riempiva di emozioni non sue che le confondevano i pensieri.

Aggrottò la fronte, poteva quasi vedere i suoi occhi accendersi e spegnersi di viola in modo frenetico ed incontrollato, aveva bisogno di pace, mettere un buon pezzo blues e riposare fino al giorno dopo, al buio, nella sua stanza.

"Mi senti Musa?" Ma Sam martellava, incessante, sentiva al sua rabbia crescere insieme a qualcosa come una punta di gelosia.

"Si ti sento, ti sento!" Anche il suo mal di testa martellava, il cervello ragionava sempre meno, le sembrava di non riuscire a mettere due parole in fila per far capire al ragazzo che stava esagerando, sia ad urlarle contro che sul conto di Riven.

"Non è una brava persona!" Sibilò lui.

Riven non era uno stinco di santo, lo sapeva bene, lo sapeva tutta la scuola a dire il vero, ma non era cattivo.

Questo la mandò in bestia, diede uno strattone e si liberò della presa sul suo braccio.

"Cosa ne sai te? Dov'eri l'ultimo semestre?" Ora stava alzando il tono anche lei

"Dov'eri quando abbiamo salvato Beatrix? Quando ho perso i poteri? Eh? E quando Sebastian ha preso Alfea dov'eri?"

Stava gesticolando più del dovuto, una coppia di ragazzi seduti nel prato e godersi l'ultimo sole li stava guardando, Musa sentì la loro curiosità e si dette un contegno.

"Tu non c'eri." Disse calma. "Non puoi capire, Riven si, e ha combattuto dalla parte giusta alla fine..."

Gli voltò le spalle e s'incamminò verso i dormitori senza voltarsi.

Alla fine lei non pensava che Riven fosse una brutta persona, aveva preso decisioni sbagliate in passato, anche Terra non perdeva occasione per ricordarglielo, ma non se la sentiva di giudicarlo, come non se la sentiva di biasimare Terra per le continue critiche al loro rapporto...

Rapporto, quale rapporto poi? Si vedevano solo per allenarsi nel duello, ed era lui ad allenare Musa, non c'era altro, ok Riven sapeva alcune cose su Musa che avrebbero potuto metterla in imbarazzo davanti alle amiche, come quello spiacevole episodio con gli Scrapers, quando aveva perso i suoi poteri, tuttavia se l'era tenuto per se, vorrà pur dire qualcosa no?

"Musa?" La voce di Aisha interrompe bruscamente il flusso dei suoi pensieri.

Era in piedi sulla riva del fiume dal quale stava uscendo, asciugamano sulle spalle mentre si tamponava le treccine, la sua pelle color dell'ebano risplendeva sotto quel sole settembrino.

La stava chiamando da un po' probabilmente.

"Scusa..." Risponde

"È da ieri sera che hai la testa da un'altra parte, centra per caso una certa fata della terra tornata di recente nel college di Alfea?" Aisha non è famosa per il suo tatto.

Musa sospirò pesantemente lasciandosi andare sull'erba.

"In un certo senso..."

La fata dell'acqua prese posto accanto all'amica, seduta sull'erba.

"Sai, non sei obbligata ad assecondarlo" alzò le sopracciglia a voler sottolineare l'ovvio.

"Non è solo quello, ieri pomeriggio è venuto al bastione, e.. " la voce le si smorzò in gola.

"Oh, capisco... Riven?" Ora Aisha la guardava da sopra la spalla, lei abbassò gli occhi.

"Non ci vuole un empatico per immaginare che Sam possa essere geloso di Riven."

"Non è solo gelosia che ho sentito in Sam, c'era rabbia, e disgusto, verso me, verso Riven..."

Aisha la osservava in silenzio, lasciando che si prendesse il tempo di cui aveva bisogno.

"Riven non è un bravo ragazzo, lo so, ma non è neanche cattivo. C'è differenza tra l'essere un'idiota ed essere malvagio... non credi?"

La fata della mente ora guardava l'amica con aria interrogativa, supplicando con lo sguardo una risposta.

"Musa, Riven ti piace?"

Un silenzio immobile calò sulla coppia di amiche, solo lo scrosciare del fiume a fare da sottofondo, come a scandire il tempo che passa.

"No.. io credo... di sentirmi in qualche modo in debito con lui.."

Aisha annuì all'amica prima di alzarsi in piedi con l'agilità di un gatto, prese dal borsone i suoi pantaloni, una tuta comoda e li infilò lentamente.

Musa restò a guardare, ancora sdraiata sulla schiena, le ginocchia flesse, in attesa mentre l'amica si metteva la maglietta e poi la felpa.

Quando l'outfit fu completo tese una mano a Musa che l'afferrò e si rimise in piedi.

"Io non credo lui sia malvagio..." disse mentre s'incamminava verso Alfea.

"La notte che hai perso i tuoi poteri noi eravamo nell'atrio, stavamo praticamente festeggiando quando Riven è entrato chiedendo aiuto..."

Aisha camminava guardando verso l'orizzonte, come se questo potesse aiutarla a ricordare quella sera.

"Ti teneva tra le braccia e tu grondavi sangue, ci siamo tutte spaventate da morire."

Le pause tra una frase e l'altra facevano accelerare il battito del cuore di Musa che non capiva dove l'amica volesse andare a parare.

"Riven ti ha fatta sdraiare sul pavento e prima che Terra ti volasse addosso per controllarti le ferite lui... "alzò una mano verso il cielo facendo un gesto come a voler mimare l'apertura di una tenda.

"Ti ha scostato una ciocca di capelli dal viso..."

Musa abbassò lo sguardo e la mano destra corse alla frangetta.

"Sembrava terrorizzato."

Il resto della passeggiata di ritorno al Alfea lo passarono in silenzio. La fata della mente potè sentire nell'amica un senso di leggerezza, prima che questo lasciasse il posto all'agitazione per la sua lezione al cerchio di pietra al quale le fate dell'acqua avrebbero dovuto partecipare.

Quella rivelazione le restò in testa come un fastidioso ritornello che non se ne voleva andare, quella notte per lei era stata la prova di quando fosse debole, di quanto le fosse facile arrendersi e scegliere la via del silenzio invece di combattere il rumore che sentiva costantemente, la prova della sua vergogna per aver rinunciato in modo così vile ai suoi poteri e, allo stesso tempo, la prova che Riven non era così cattivo come voleva fa sembrare, non perché le avesse scostato una ciocca di capelli o perché sembrava spaventato agli occhi di Aisha, ma perché non aveva parlato a nessuno di quello che era realmente successo nonostante avesse visto tutto.

O forse era proprio per questo che era così spaventato? non per lei, ma da lei, per quello che era stata capace di farsi...

Percorsero il corridoio fino alla suite parlando d'altro e ridacchiando l'una alle battute dell'altra fino a quando, davanti alla porta dell'appartamento, gli occhi di musa sfarfallarono violentemente.

Aisha le si fece vicina posandole una mano sulla schiena.

"Tutto bene?"

Musa sbatteva ostinatamente le palpebre e si massaggiava la tempia.

"Terremoto Terra è in ansia, e credo di sapere per cosa..." Mormorò a bassa voce.

"Non sei obbligata ad affrontarla se non vuoi Musa."

La fata della mente sembrò pensarci seriamente ma poi scosse la testa

"Deve succedere prima o poi" fece spallucce " togliamoci il pensiero."

Rivolse all'amica un sorriso tirato ed abbassò la maniglia.

Musa trovò l'altra affacciata alla finestra della loro stanza, la grande vetrata era ingombra di piante e faceva da cornice ad una Terra dallo sguardo preoccupato.

"Oh! Sei qui!" La fata della Terra era visibilmente agitata.

"Terra io.." La ragazza provò un primo approccio ma la fretta della compagna la travolse.

"Oh no, non dire niente, so già tutto, e.. e posso capire, si!" L'altra le si fece più vicina, parlava a raffica e gesticolava in modo frenetico.

"Si io... posso capire, dopotutto è passato del tempo, tu e Sam dovete.."

"Terra.." Musa cercò di interrompere quella valanga di parole, gesti pensieri e sentimenti che si riversavano in lei, sentiva il suo cuore accelerare al ritmo dell'agitazione febbrile di Terra, il suo potere che si accendeva e si spegneva fuori controllo.

"Potete! Potete, non dovete!"

Ora Musa sedeva sul bordo del letto con le palle curve sentendo il peso dei giorni sulle proprie spalle come macigni.

"Potete ricostruirvi un futuro! Ora che non c'è più Rosalind, ora che le cose sono apposto voi potete ricominciare e.." continuò Terra con le parole che inciampavano l'una sull'altra.

"..E potete tornare a stare insieme!" concluse, la fata della terra ansimava, in viso aveva un enorme sorriso, voleva sembrare felice ma Musa sentiva la sua ansia, il suo affanno e la sua paura.

"Non succederà Terra..." Musa parlava piano, si teneva le mani alle tempie.

"Cosa...?"

"Non succederà, non torneremo insieme... non ora e non così almeno..." Ora le due si guardavano, il potere della fata della mente pulsava frenetico al ritmo dei sentimenti dell'altra, sentiva chiaramente la sua rabbia invaderle la testa

"È per lui vero? Sapevo che c'era qualcosa" Terrà parlò dopo un lungo momento di silenzio, il suo tono era completamente cambiato, freddo e tagliente come una scheggia di vetro.

"Chi?" Musa sembrava solo esausta.

"Riven. Chi se no? Chi chiami quando vuoi rovinare qualcosa di bello? Riven!" L'amica stava nuovamente accelerando senza controllo.

"Terra per favore calmati..." Disse

"Sam mi ha detto di averti visto al bastione con lui, Ancora Musa? Vuoi ancora combattere?" Terra aveva le mani sui fianchi era impaziente ora, voleva una risposta.

"Voglio potermi difendere anche io!" Musa si era alzata in piedi, le iridi erano ormai di un'intenso viola fisso

"E ti serve Riven immagino, non c'era nessun altro?" La retorica di Terra la indispettì più di quanto non desse a vedere.

"Che problema c'è se è Riven? Lui si è offerto di aiutarmi!"

"Ceeerto! Santo Riven ti 'aiuta'" terra mimò due virgolette con le mani

"Si Terra! Riven mi aiuta! Mi insegna a combattere come uno specialista, a difendermi!"

"Tu non lo conosci davvero Musa, non è solo una 'ragazzo complicato' lui è..."

"Cattivo? Terra?" Musa era stufa di sentirsi urlare contro, di sentire tutto quello che gli altri provavano e non poter mai rispondere a tono.

"..." Terra non rispose

"So come la pensate, tu e Sam, e non mi interessa, Terra.

Sicuramente ha fatto scelte discutibili e ha pagate le conseguenze delle sue azioni, non sarò io a fargli il processo"

Terra si era chiusa in un silenzio ostinato, le braccia conserte al petto.

"Senti, mi ha salvato la vita, quando siamo andati a recuperare Beatrix, mi ha riportato ad Alfea ricordi?"

"Ricordo che eri più morta che viva e non avevi più i tuoi poteri.." L'atteggiamento di terra stava cambiando ora era saccente e Musa distingueva una sorta di presunzione in lei.

"Ha combattuto Sebastian con noi, contro i suoi stessi compagni, dovrai pur vedere una cosa buona in questo!" Fu in questo momento che Musa si chiese per quale motivo stesse difendendo così ardentemente lo scontroso ragazzo che le dava lezioni di combattimento.

"Una buona azione non basta a redimere un uomo da un'intera vita di scelleratezze" Lapidaria.

Terra chiuse così il discorso, prese un libro che era appoggiato sulla sua scrivania e uscì dalla stanza voltarsi, senza degnarla nemmeno di uno sguardo.

"Però sembra bastare a condannarlo..."

Note di capitolo

Qui c'è una citazione, chi la vede?

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