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Creato il 06/05/2026, 16:45 · Aggiornato il 06/05/2026, 16:45

Capitolo 2: Il Suono del Silenzio

@andrealara_92S3pp
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La suite non era più la stessa, l'appartamento che dividevano le sei fate si era fatto silenzioso da quando Bloom aveva deciso di andare nel Regno dell'Oscurità.

All'inizio avevano pensato di andare a riprenderla, avrebbero fatto di tutto per portare a casa la loro amica, ma col passare del tempo, e l'aiuto di Sky, capirono che quella presa da Bloom era una decisione che dovevano rispettare.

I mesi erano passati, la stanza che condivideva con Aisha era stata svuotata delle sue cose.

Musa ricordava quel giorno come fosse stato ieri, Vanessa e Mike, i genitori di Bloom, erano stati accompagnati ad Alfea dal Direttore Saladin in persona, erano entrati nell'appartamento ed avevano iniziato a fare i bagagli, le ragazze tutte li avevano aiutati ed era scappata anche qualche lacrima.

Al momento del congedo, l'appartamento era sprofondato in un silenzio ostinato, per quasi tutti.

Musa aveva sentito ogni cosa, tutti i loro sentimenti, tutti i loro cuori che si frantumavano e gocciolavano sangue, le loro menti che urlavano, e i loro pianti silenziosi che le graffiavano l'anima.

E li aveva sopportati, in silenzio, perché questo, iniziava a pensare, era il suo fardello.

Sentire, ascoltare, non la bellezza della musica, ma lo straziante pianto del cuore delle sue amiche.

Ci aveva riflettuto molto quella notte ed il giorno dopo, e quello dopo ancora e fu grazie a questo evento che Riven le procurò gli inibitori che portava durante le loro sessioni di combattimento, perché non fosse distratta dal suono degli altri.

Comunque, il lamento più straziante veniva da Sky, lui era combattuto, la tristezza si mischiava alla rabbia, al senso d'impotenza, alla disperazione e poi sprofondava nuovamente in una profonda solitudine.

Era come un cucciolo ferito al quale nessuno può prestare soccorso.

Diverse volte Musa aveva pensato di prendersi parte di quel turbinio di emozioni, di farsene carico ed alleggerirlo, ma ogni volta le tornava alla mente Sam, prepotente nella sua rabbia, distante e poi indifferente mentre le comunicava che la loro storia era finita.

Anche Sam era tornato ad anno nuovo.

Sbucava da dietro un muro ogni volta che Musa abbassava la guardia, sembrava quasi lo facesse apposta, dalla Morte di Rosalind si chiedeva sempre più spesso come sarebbe stato averlo di nuovo attorno, avrebbero avuto una seconda opportunità magari, si sarebbero tenuti per mano nei corridoi e dati leggeri baci sulle labbra nascosti dietro ad una colonna, e così, come se qualcuno avesse ascoltato i suoi pensieri Sam e suo padre erano tornati ad Alfea.

Per restarci, stavolta.

M.

Era solo il terzo giorno di scuola e Musa era già esasperata dalla quantità di emozioni che le persone provavano, soprattutto a colazione.

"Quella seduta là è già in ansia per gli esami del primo trimestre." Disse infilandosi una cucchiaiata di avena in bocca.

"Ma siamo solo al terzo giorno di scuola.." Aisha era seduta accanto a lei, aveva i lunghi capelli ancora umidi dopo la nuotata mattutina, davanti un vassoio pieno di cibo e, Musa poteva sentirlo, aveva una fame da non vederci.

Un'infinita tristezza le invase improvvisamente la mente, alzando lo sguardo verso l'ingresso della sala poté riconoscere Sky, mentre prendeva pigramente un vassoio e si metteva in fila per la colazione fingendo indifferenza, dietro di lui un imperturbabile Riven sembrava più che mai determinato a distrarre l'amico dal suo stato depressivo, gli saltellava attorno come un cucciolo facendo battute e parlando delle ultime direttive di Silva come di una scomoda quisquilia, ma non poteva mentire ai poteri di Musa, lui era un continuo brusio di emozioni represse, rabbia, fastidio, preoccupazione si intrecciavano e si aggrovigliavano tra loro in una matassa rumorosa, perché questo era Riven per lei.

Rumoroso.

Terra si avvicinò al loro tavolo con una ciotola di latte e cereali sul suo vassoio mentre Flora, che le era accanto sfoggiava una mela rossa, loro erano allegre.

"Ecco le cugine Harvey!" Disse Stella fin troppo solare questa mattina, si sentiva sollevata per essere tornata sfuggendo alle grinfie di sua madre ed alla sua prigione di cristallo.

Le iridi di Musa continuavano ad accendersi e spegnersi, come una lampadina scarica, di venature brillanti color ametista, il suo potere era diverso da quando era tornato, era come uno tsunami, inarrestabile, si attivava da solo, le faceva ascoltare gli altri anche quando non voleva, era potente e prepotente e lei era incapace di controllarlo.

"Musa stai bene?" Le chiese Flora vedendola lottare per gestire il suo potere.

"Si, si Flora.." Sospirò teatralmente "ah! L'inizio dell'anno, quante emozioni!"

Si riempì nuovamente la bocca di avena per distogliere l'attenzione da sé.

"Ah! A proposito di emozioni... e di Harvey..."

Iniziò piano Terra, e tutte le ragazze misero in pausa la loro colazione per ascoltarla.

"Ecco..."

Gli occhi di Musa s'illuminarono di viola ed il suo cuore mancò un battito.

C'era come un vuoto alle sue spalle, una bolla di silenzio, l'aria sembrava improvvisamente calda ed immobile, confortevole.

Deglutì.

Conosceva bene quella sensazione di pace.

Sam.

"Ciao Musa! Ragazze..." La voce di Sam le riempì l'orecchio destro, così vicino da sentire il fiato caldo sul collo e Musa chiuse gli occhi per un attimo, assaporando quell'insieme di sensazioni che era, e vi riconobbe Sam, il suo Sam, come se tutta la storia dei bruciati e di Rosalind non fosse mai successa.

Si voltò ed incrociò il suo sguardo.

"È tornato Saaam" concluse Terra muovendo le mani a mo' di festa.

Musa si riscosse dallo shock e si mise sul viso il sorriso migliore che riuscì a fare senza sembrare matta.

***

Musa era in piedi davanti al crogiolo al centro del cerchio di pietra, una sfera dal bordo sottile con leggere venature viola aleggiava su di esso come una bolla di sapone, questo era l'aspetto del suo potere pensò, una fragile bolla di sapone, ed era così che lo sentiva, fragile, pronto a scoppiare da un momento all'altro, incontrollabile, volatile... inutile.

Quando la bolla scoppiò, lei quasi si stupì nel notare che non aveva fatto neanche rumore, invisibile e inudibile.

"Puoi fare di meglio Musa, riesco a percepire il tuo potenziale, devi impegnarti di più per controllarlo..."

Il professor Avalon era il nuovo acquisto della scuola, insegnava magia pratica ed era anche lui una fata della mente particolarmente portata, aveva la capacità di sentire il vero potenziale delle persone, il che era ottimo per un insegnante che vuole far progredire i propri studenti.

A Musa non piaceva troppo che Avalon leggesse il suo "livello" di potere, pretendeva troppo da lei.

"Non riesco a concentrarmi così..." Rispose lei allargando le braccia ad indicare le altre fate della mente sedute nel cerchio, i suoi occhi si accendevano e si spegnevano in continuazione.

"C'è troppo casino" concluse

L'uomo le si avvicinò e le pose una mano sulla spalla.

"Imparerai a controllarlo Musa, un passo alla volta."

Lui sorrideva e lei poteva sentire la sua sicurezza riempirle la testa, ma non era altrettanto sicura.

"Comincia con qualche esercizio da fare quando sei tranquilla ok?" Le voltò le spalle

"Questo vale per tutti, ogni momento è buono per esercitarvi col vostro potere."

Disse rivolto ai suoi allievi

"Musa, tu hai parlato di casino, bene, perché non provi a lavorare sul rumore?"

Il professore la stava nuovamente guardando e lei probabilmente aveva tutta l'aria di un pesce lesso.

"Cosa intende professore?"

"Hai definito i sentimenti dei tuoi compagni come 'casino' giusto? Quindi voglio che provi a vederli come 'rumore'.

Mi spiego meglio: ora voglio che nel tempo libero ti soffermi sui rumori che fanno i tuoi compagni e i tuoi amici, che dia un nome a questo suono, e che impari a riconoscerli...

Lascio a te il compito di capire come, ho piena fiducia!"

Fece una pausa per osservare la sua reazione, lei alzò un sopracciglio ma poi annuì alla sua proposta.

"Molto bene.... Potete andare per oggi!"

Musa non se lo fece ripetere due volte, prese la sua borsa e si accodò al gruppo di fate che stava lasciando il cerchio magico, percepì dello scherno da loro ma non se la prese, anzi, li giustificava.

***

Musa attaccava senza sosta, voleva sfogare la sua rabbia e il suo nervosismo in quell'unica ora di pace che era riuscita a ritagliarsi, ma era lenta e sgraziata e dopo il terzo affondo la lama di Riven deviò la sua con naturalezza, lui si spostò alla sua sinistra e con la mano libera le diede una leggera spinta sulla spalla e lei perse l'equilibrio, finendo culo a terra.

"Allarga le gambe, devi sentire i piedi ben piantati a terra..." Riven era un ottimo maestro, abbastanza paziente, non troppo comprensivo, e poi si muoveva come una ballerina, agile e veloce, quasi aggraziato, lascio spazio alla ragazza perché si mettesse nuovamente in posizione.

"Sfrutta le tue caratteristiche Musa, sei piccola, attacca dal basso, muoviti veloce..."

Lui alzò il braccio della spada disegnando un arco sopra la testa prima di calarlo veloce nella direzione della ragazza, fece mezzo passo avanti col piede destro e la spada impattò contro quella dell'altra, tenuta con entrambe le mani e decisamente troppa forza, rimbalzò e Riven ne approfittò per girare su se stesso e la spada lo seguì sinuosa.

"La tua arma dev'essere il prolungamento del tuo braccio non il bastone al quale ti aggrappi."

Ma Musa si mosse troppo tardi e la lama dello specialista si fermò a pochi centimetri dal suo collo.

"Per oggi basta" disse, abbassando l'arma.

Musa era evidentemente abbattuta, restituì la spada a Riven e restò ad aspettare che lui l'aiutasse a togliere gli inibitori che portava ai polsi.

"C'è qualcosa che non va?" Riven le si avvicinò con la runa che l'avrebbe liberata

"Niente di nuovo, tutti continuano a dirmi quanto potenziale non sfruttato io abbia.." La ragazza aveva un'espressione stanca, lui sorrideva appena con un angolo della bocca.

Passò la runa sui suoi polsi e i bracciali si staccarono dalla sua pelle.

"Ma dai! Io sono il mago del potenziale non sfruttato, se vuoi posso darti lezioni anche su questo!" Era una battuta stupida ma per un attimo le labbra della ragazza si incurvarono ma poi gli occhi iniziarono a sfarfallare.

"Ehi, stai fuori dalla mi..." Riven si bloccò.

"Musa?" non aveva avuto bisogno di sentire la sua voce per sapere che Sam era in piedi a bordo del ring, la bolla di silenzio era lì con lui.

"Terra mi ha detto che forse avrei potuto trovarti qui... certo non mi aspettavo di trovarti con..."

Disgusto.

Musa lo sentì chiaramente.

"Riven." Fece Riven

"Si, lo so chi sei..." Ci fu una lunga pausa.

"Musa possiamo parlare..?" La voce di Sam sembrava quasi una supplica.

La ragazza guardò Riven, alzò gli occhi al cielo e gli fece un cenno di saluto prima di voltargli le spalle e scendere dal quadrato per affiancare l'altro ragazzo.

"Possiamo parlare mentre torniamo ad Alfea?" Ed i due si incamminarono.

R.

Cosa aveva appena visto?

Sam Harvey che tornava strisciando dalla ex?

Ex che non sembrava troppo felice della cosa?

Le labbra s'incresparono mentre scuoteva la testa.. l'anno inizia col piede giusto, pensò.

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