Tocca un passaggio (o un’immagine) per aprire il filo commenti a fianco. I link nel testo restano cliccabili.
M.
"Hai ancora tanto?" Aisha sedeva impaziente accanto a Musa, aveva già finito la sua colazione e non vedeva l'ora di alzarsi da tavola, ma non voleva sicuramente perdersi il momento.
"Se mi metti pressione non andiamo da nessuna parte, Aisha, lasciami concentrare!" Musa fissava Flora, seduta dall'altra parte del tavolo, che rispondeva al suo sguardo con aria gentile.
"Mi raccomando, un bel strumento eh!" Ridacchiando.
"Tecnicamente, tutto questo non ha una valenza scientifica..." Tecna era seduta alla destra di Musa, ormai era ufficialmente entrata a far parte del gruppo frequentando regolarmente le altre ragazza durante le ore in comune e ai pasti, anche se continuava a vivere nella sia suite personale.
"Sono sicura che sarà uno strumento adatto alla tua personalità.." Terra sedeva accanto alla cugina col quale si scambiò uno sguardo d'intesa.
Per un attimo tutti si fermarono, Musa teneva gli occhi fissi, le iridi che si accendevano e si spegnevano ad intermittenza, come una lampadina scarica, Flora trattenne il fiato...
"Hei Fatine, che succede qui?" La voce di Riven attirò la sua attenzione e la fata della mente perse la concentrazione nell'esatto momento in cui il suo sguardo lasciò l'amica per fermarsi su quello dello specialista.
Aveva un'espressione inebetita.
"Merda!" Fece Musa tornando al suo colore naturale.
"Nooooooooo" un lungo coro deluso si alzò dal tavolo.
"Riven!" Lo rimproverò Terra mentre Flora si mise a ridere, Aisha fece roteare gli occhi al cielo.
"Che c'è?!" Rispose posando il suo vassoio nello spazio libero accanto a Flora.
"Possiamo aggregarci no?" Dietro di lui c'era Sky, sembrava piuttosto spazientito, seguì l'esempio dell'amico e si sedette sulla panca accanto a lui.
Musa si massaggiò le tempie coi polpastrelli delle dita medie, chiudendo gli occhi per concentrarsi di nuovo, l'arrivo di riven aveva portato una leggera aritmia nelle sonorità del tavolo, ora poteva sentire chiaramente la chitarra elettrica esibirli in un ritmo allegro che sovrastava il resto.
Quando lì riaprì potè osservare un esemplare della specie di homus Riven mentre tentava si chinava sulla spalla si flora per parlarle all'orecchio, senza dubbio un'affascinante tentativo di approccio.
Flora rise alle sue parole.
"Ti spiace?" Sbottò Aisha. "Stiamo cercando di portare a termine un compito qui, già da parecchio tempo, e IO, sono in ritardo per il club di nuoto." Fissava Riven come se volesse incenerirlo.
"Un compito? A colazione?" Aveva un sorrisetto furbo stampato in faccia.
"Tecnicamente non ci sono momenti più o meno opportuni per svolgere particolari compiti. Nel 67,9% dei casi, svolgere un compito che richiede uno sforzo mentale nelle prime ore della giornata porta ad una maggiore riuscita dello stesso."
Sia Riven che Sky guardarono Tecna senza parole.
"Giusto....!" Decretò infine il biondo.
"Stiamo cercando di aiutare Musa nel compito che le ha dato Avalon." Spiegò con garbo Flora. "Deve dare un nome ai rumori.." Riven le si era fatto ancora più vicino ed era tornato a sorriderle.
"In che senso devi dare un nome ai rumori?" Chiese Sky, e Musa sentì la sua curiosità.
"Beh, secondo Avalon, ogni persona ha una sorta di firma, io quale empatia sento le emozioni delle persone, se ogni persona ha una firma diciamo le emozioni dovrebbero avere il suono della firma o vibrare su una sua frequenza personale... non so se mi spiego." Iniziò musa.
"Firma vibrazionale." assist di Tecna. "Riconoscendo la firma smetterebbe di sentire l'emozione come tale ed inizierebbe a sentirle come musica."
"Esattamente." Intervenne Terra. " Poi suppongo potrai decifrare comunque le emozioni..." Tutti gli occhi erano puntati su di lei.
"Si, no.. non lo so, per ora non sono ancora riuscita a trovare il suono di Flora, quindi..."
"Quindi hai dato un nome alle emozioni delle tue amiche?" Chiede Riven, la chitarra è eccitata, e lei si lascia sfuggire un sorrisetto compiaciuto.
"Sempre così sorpreso, Riven."
"Io sono un tamburo!" Terra mima il battere le mani sul tavolo ma senza fare Rumore.
"Un bongo..." La corregge Tecna.
"Mi piace molto, è così materico, così legato alla natura, primordiale." Musa sentiva il suo ritmo incalzare.
"Io un violoncello." Aisha le sorrise mentre lo diceva.
"Ah, quindi una cosa seria..." Commentò Sky da dietro la spalla dell'altro specialista.
"Certo che lo è. È un compito studiato appositamente per Musa." Disse Tecna. "Eh, io sono un metronomo."
"Lo trovo perfetto... " le rispose il biondo.
"Anche io. Direi al 99,9%." Concluse la ragazza dal ciuffo viola
Musa rise.
"E così manco solo io..." Flora prese la parola. " Stava per farcela prima che Tornado-Riven la distraesse."
"Ops"il sorriso del ragazzo si allargò mentre guardava la fata della terra, Musa si chiese se dovesse avvertirlo che stava diventando un po' ridicolo, ma non ne ebbe bisogno.
"He-hem. " Terra si schiarì la voce.
"Se puoi smetterla di fare il coglione con Flora adesso, magari musa riesce a concentrarsi..."
Lo specialista alzò le mani in segno di resta e poi le incrociò sul petto, fissando Musa.
Calò un silenzio quasi religioso, tutti la guardavano in attesa.
Musa chiuse gli occhi.
La sua mente iniziò a vagare alla ricerca di qualcosa cui aggrapparsi, scostò il brusio di sottofondo, incontrò un forse senso di ansia e lo silenziò come aveva imparato nelle ultime settimane, poi sentì una forte apprensione e spense anche quella, anche altri sentimenti, gioie, dolori fisici, semplici noie o apatie vennero una ad una spente.
Quando fu certa aprì gli occhi, le iridi brillavano di un viola intenso, tutti la guardavano, e lei iniziò a sentir bruciare la punta delle orecchie.
"Sei un'arpa..." Disse con un filo di voce.
Il silenzio s'increspò lentamente e chi aveva trattenuto il fiato ricominciò a respirare.
"è fantastico!" Scoppiò Flora. "È uno strumento così elegante! E molto particolare!"
Tutti risero e si complimentarono con pacche sulle spalle Musa si lasciò scivolare più in basso sulla panca, mentre i suoi occhi tornavano del solito castano.
Si massaggiò gli occhi con la mano destra.
Sentiva lo sguardo di Riven addosso, mentre gli altri strumenti erano relativamente orientati su un adagio la sua chitarra sembrava un pò tumultuosa.
"Beh, direi che il compito è finito." Esordì all'improvviso Aisha alzandosi ed iniziando a radunare le sue cose.
"Io scappo, o farò tardi al Club, Congratulazioni per la tua Arpa, Flora, Terra, Musa, Tecna, ci vediamo per pranzo."
Indicò una a una le sue amiche e poi si rivolse ai ragazzi al quale fece un cenno del capo
Tutte la salutarono e tornarono alle loro colazioni.
Musa si sentiva stanca e non toccò nemmeno il caffè, mentre gli altri mangiavano di gusto e chiacchieravano.
"Sai Musa," Sky prese un sorso del suo caffè. "Questa cosa del dare un nome alle frequenze ha un enorme potenziale a livello bellico."
Riven lo guardò torvo, le sopracciglia aggrottate.
"Pensaci Riven!" Rispose il biondo. "Pensa se potessimo sapere sempre esattamente dove si trovano i nostri soldati, il loro stato d'animo, o addirittura il nemico, potremmo pianificare attacchi sul posto o prevenire azioni rivolte contro di noi!" Sky parlava da vero comandante, Musa doveva dargliene atto, Silva lo aveva addestrato bene.
"Sky." Tutti si voltarono verso Riven ed il suo tono imperativo.
"Dico solo che sarebbe un bel vantaggio avere uno strumento del genere dalla nostra."
Riven lo stava guardando come se volesse vederlo bruciare sul posto.
"Potrebbe addirittura trovare Bloom..." Il tono lei biondo si era fatto un sussurro.
"Musa non è un Radar." Disse Riven secco.
Calò un silenzio imbarazzante per la maggior parte di loro, per musa un malinconico liuto venire suonato da Sky.
"In realtà..." Iniziò Tecna, e Musa sentì chiaramente la chitarra steccare una nota, la mano che teneva la tazza di Riven strinse appena la presa, quel tanto da farlo notare alla fata della mente.
"L'uso delle capacità di Musa per scopi così ampi richiederebbe un dispendio energetico insostenibile per una sola fata, il rischio di burnout si aggira attorno al...." Tecna guardò verso l'alto, le sue iridi risplendevano di un tenue violetto. "87,4%, seguite dal 96,5% di possibilità di collasso sistemico."
Musa si scosto appena dall'amica per guardarla con un sopracciglio alzato.
"Nella maggior parte delle previsioni finiresti in un coma irreversibile."
Era sorprendente come quel metronomo segnasse sempre lo stesso tempo nonostante le notizie che stava dando.
La chitarra no, aveva messo un fastidioso distorsore.
Calò un altro silenzio.
"Tuttavia..." Le iridi di Tecna viaggiavano veloci sul suo personale schermo invisibile.
"Se ci fosse la possibilità di amplificare il suo potere.. diciamo con..."
Riven stava aumentando il ritmo, il distorse re graffiava i timpani.
"Basta Tecna." Disse appoggiando una mano sul braccio dell'amica che tornò a guardarla con i suoi occhi.
"Troppo?" La fata della mente annuì. "Oh, scusa." Ed abbassò lo sguardo sulla sua tazza di the ormai freddo.
Anche Riven stava fissando il fondo della sua tazza di caffè, ora la chitarra suonava un ritmo quasi malinconico.
"Oh avanti, è solo un'esercizio." Terra cercò di sdrammatizzare. "Piuttosto, dovremmo iniziare a muoverci..."
Si alzò lentamente dalla panca aspettandosi che anche gli altri seguissero il suo esempio ma musa alzò di scatto la testa, gli occhi accesi di viola.
Uno scampanellare frenetico si avvicinava
"Che succede?" La chitarra alzò il volume, in allarme, ma la campanella di vetro era limpida sopra tutti.
"È stella...?" Disse la fata della mente voltandosi verso l'ingresso della mensa.
"Tra tre, due, uno.."
La fata della luce entrò di corsa, tutta trafelata, una spallina del cardigan storta e un enorme faldone sotto il braccio che perdeva fogli, dietro di lei un giovane specialista li stava raccogliendo.
"Straordinario" la voce di Sky era un sussurro che però non sfuggì al moro che lo aveva prontamente fulminato.
La ragazza, ancora sull'uscio, si fermò giusto il tempo di individuarli, ancora seduti al loro tavolo, e si diresse da loro.
"Ragazzi! Vi ho trovato, finalmente." Stella irruppe come solo lei poteva fare, sbattendo il grosso Falcone sul tavolo accanto a Musa, occupando il posto lasciato libero da Aisha.
Il giovane che le aveva corso dietro raccogliendo i documenti che perdeva si mise accanto a lei, in piedi, sull'attenti.
E tutti lo fissarono per un lungo momento.
"Vi stavo cercando..."
"E ci hai trovatiii.." Cantilenò Terra.
La Bionda sembrava piuttosto disordinata, i capelli spettinati, il maglione scomposto, aprì il fascicolo di fogli davanti a se.
"Questo per voi." Ne prede dei fogli e li diede a Musa.
"Da parte di Saladin, fai girare Musa."
Musa prese il suo e mise gli altri al centro in modo che tutti potessero prendere la loro copia.
Riven si ringalluzzì subito.
"Finalmente!" Esulta la chitarra con il suo riff.
"Siamo in squadra insieme!" Gli fa eco Flora, e lui alza la mano aspettandosi un cinque che lei batte con entusiasmo.
"Io sono con Kat" dice Terra, il Bongo scandiva il ritmo del suo cuore. "bene, l'ultima volta ci hanno battute ma stavolta andrà meglio!"
"Sempre se non avrete noi come avversari!" Flora incrocia le braccia al petto facendo una smorfia divertita.
"Terra e Kat sono state valutate con un'affinità di 8 su 10 al primo incontro, difficile batterle." Tecna stava controllando coppia per coppia i nomi sul foglio.
"Hei! Musa! Siamo ancora al supporto tattico!"
"Yuhuu" rispose la fata della mente con decisamente poco entusiasmo, teneva le braccia incrociate sul petto.
"Ah! Stavo per dimenticarmene!" Stella si voltò per parlare a voce più bassa accanto all'orecchio di Musa.
"Ho incrociato Avalon, mi ha chiesto di dirti che ti aspetta al cerchio di pietra per una sessione privata."
Musa ispirò a fondo, iniziava a sentire la stanchezza di quella prima mattina, le emozioni della folla iniziavano a farsi pressanti, non erano sono le melodie dei suoi amici, era anche tutto il disturbo di sottofondo, il brusio emotivo degli altri astanti.
E così il suo sguardo, che virava continuamente dal castano al viola, si posò sulla chitarra elettrica, che ora aveva un suono più morbido.
Anche lui la stava fissando.
"Il ritmo delle interferenze è aumentato del 9,2% nell'ultima mezz'ora Musa." Tecna.
Che tradotto significava:
"È ora di muoversi" Riven.
Il gruppo si alzò, chi di fretta, chi più lentamente.
E tutti uscirono verso il cortile.
Musa si separò dagli altri diretta al cerchio di pietra.