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Bologna, giugno 2005. Annalisa
Annalisa era appena uscita da scuola, lasciandosi alle spalle il brusio metallico delle ultime tapparelle abbassate e l'odore di gesso dei corridoi vuoti. L’anno scolastico volgeva finalmente al termine; presto avrebbe avuto davanti a sé tutta l’estate, tre lunghi mesi da dedicare quasi esclusivamente a suo figlio e alla complessa ricostruzione della propria vita.
I suoi genitori avevano affittato per tutto il mese di luglio un appartamento a Levanto, a due passi dalle Cinque Terre, in un vicolo ligure che profumava di basilico e salsedine. Il piano originale, pensato quasi un anno prima, prevedeva che lei e il piccolo Giacomo vi si trasferissero fin da subito e che Alex li raggiungesse ogni fine settimana in treno. Ma dopo la tempesta scatenatasi a gennaio, con la separazione ormai avviata e una tensione ancora palpabile, quegli accordi erano stati inevitabilmente ridefiniti: a Levanto ci sarebbe andata lei da sola con il bambino, per respirare e ritrovare un equilibrio lontana dai sussurri di Casalecchio.
Sulla carta sembrava una tregua necessaria, eppure Annalisa sentiva ancora un peso rovente al centro del petto. Erano passati sei mesi da quel gennaio in cui Maddalena era rientrata improvvisamente in Italia. Due sole notti erano bastate a riportare a galla il passato di entrambe in un turbine alcolico e confessioni crude, scombinando i loro destini in modo irruento, proprio come era successo otto anni prima, ai tempi del loro primo incontro all'università. Lisa aveva la sensazione di conoscere Maddy da sempre; eppure, ripensandoci, gli anni passati davvero insieme non erano stati molti. Erano stati decisamente di più quelli trascorsi a distanza, separata dai chilometri e dai rispettivi silenzi. Ciononostante, il loro legame era rimasto intatto, impermeabile al tempo: ogni momento passato con lei era naturale, immediato, come l'abbraccio di una sorella.
Dopo quel fine settimana a Stegen, dove si erano spogliate dei loro segreti più inconfessabili, erano rientrate a Bologna. Lisa ricordava ancora con precisione millimetrica il ritorno a Casalecchio: la luce calda che filtrava dalle finestre della loro porzione di bifamiliare e Alex che l’aspettava sulla porta di casa, sorridente, con in braccio Giacomo. Il bambino le aveva teso le manine e lei lo aveva stretto a sé, lucida e terrorizzata dal pensiero che quel figlio, per quel che ne sapeva, poteva anche non essere di Alex.
Era stato difficilissimo affrontare quella prima serata fingendo che andasse tutto bene, soffocata da un senso di colpa paralizzante. Aveva usato la stanchezza del viaggio come scusa fragile per superare la notte, ma sapeva di non poter continuare a vivere in apnea. Non poteva continuare a guardare Alex negli occhi costruendo la loro famiglia sulla menzogna. Il pomeriggio successivo aveva fissato un aperitivo con Maddalena, l’unica persona al mondo, oltre ad Andrea, a conoscere la verità su quella notte di quattro anni prima. Maddy non le avrebbe dato soluzioni preconfezionate – non lo faceva mai – ma la sua sola presenza l’avrebbe costretta a guardarsi dentro, a smettere di scappare e ad affrontare la realtà a viso aperto.
Quell'aperitivo in centro era stato un momento sospeso, una tregua necessaria prima del crollo. Maddalena aveva ironizzato a lungo sulle lodi del prosecco italiano, sostenendo che in Germania facesse assolutamente schifo, e Lisa era riuscita per qualche ora a staccare la mente dal macigno che l’aspettava a casa. Ancora più intensa era stata la cena successiva, proprio a Casalecchio: Annalisa aveva cucinato le sue lasagne e avevano mangiato tutti insieme attorno al tavolo di legno. Alex, del tutto ignaro del baratro verso cui stava per precipitare il suo matrimonio, aveva tempestato Maddalena di domande su Berlino. Da architetto, lui aveva una vera e propria venerazione per la ricostruzione post-muro, per Potsdamer Platz e i progetti di Renzo Piano; le aveva promesso, con gli occhi che brillavano di entusiasmo, che prima o poi sarebbero andati a trovarla tutti e tre.
«Berlino offre tantissimo a chiunque», aveva risposto Maddalena, guardando Alex con un sorriso morbido, un po' nostalgico. «Agli amanti della musica, dell’arte, del divertimento, della storia... È una città che in questi sei anni mi ha dato una seconda possibilità. Una città che per tanti versi mi somiglia, frammentata ma viva, ed è l'unico posto in cui oggi mi sento completamente a mio agio». Poi, dando un'occhiata all'orologio, si era alzata dalla sedia. «Ora però devo proprio andare, ragazzi. Domani mi aspetta una giornata molto intensa in centro. Posso chiamare un taxi da qui?»
«Non starai mica scherzando», aveva interrotto Alex, alzandosi a sua volta per sparecchiare. «Ti accompagna Lisa in macchina, il taxi non se ne parla».
Annalisa si era alzata immediatamente, andando a prendere le chiavi e la giacca nell'ingresso. Non si sarebbe lasciata sfuggire per nulla al mondo l’occasione di restare sola con Maddy in auto. Sapeva che, dopo quella sera e dopo le rivelazioni che di lì a poco avrebbe fatto ad Alex, niente sarebbe più stato lo stesso.
Bologna, 9 gennaio 2005. Maddalena e Annalisa
La Panda di Annalisa fendeva la nebbia fredda dei viali di Bologna, con il riscaldamento al massimo che faticava a sbrinare i vetri.
«Come stai davvero, Maddy?» domandò Lisa, tenendo gli occhi fissi sull'asfalto lucido.
Maddalena sospirò, appoggiando la testa contro il finestrino freddo, guardando le luci dei lampioni che sfumavano nel buio. Non sapeva bene cosa rispondere, perché la sua stessa mente in quel momento era un groviglio instabile. Si sentiva come se, giocando al gioco dell’oca, fosse arrivata a un passo dal traguardo finale, ma con il rischio concreto di finire sulla casella peggiore, quella che ti urla 'Torna al Via'. Avrebbe voluto risponderle che si sentiva forte, pronta per quello che l’aspettava l'indomani, ma sarebbe stata una bugia.
«Non lo so, Lisa... So solo che è quello che devo fare. Anzi, che voglio fare. Ho troppi conti in sospeso in questa città: mio padre, mia madre che sembra svanita nel nulla, mia zia che non sa nemmeno che suo figlio Pedro è morto in un letto in Baviera... Ho troppi scheletri nell’armadio e troppi fantasmi nella testa. Non posso portarmeli dietro a Berlino, Davide non si merita una donna a metà. Non so bene da che parte iniziare, ma questa volta ce la farò, ne sono sicura». Maddalena si voltò a guardarla, studiando il profilo teso dell'amica. «E tu, invece? Tu come stai?»
Annalisa svoltò nei pressi di via Marconi, trovò un parcheggio sulle strisce blu a poca distanza dalla pensione e spense il motore. Il silenzio dell'abitacolo divenne improvvisamente densissimo.
«Nemmeno io lo so», ammise Lisa, stringendo le mani sul volante fino a farsi sbiancare le nocche. «Ma ho capito una cosa, Maddy. In queste ore, guardando Alex, ho capito che non posso più andare avanti così. Gli dirò la verità. Tutto quanto».
Maddalena si voltò di scatto, sgranando gli occhi. «Lisa... sei sicura? Gli dirai anche di quella notte? Di Andrea?»
«Sì», rispose Annalisa, e per la prima volta la sua voce non tremava più. «Gli parlerò di Andrea, del perché tra noi il sentimento si è rotto e di quella notte di quattro anni fa. E gli dirò anche il dubbio che mi porto dentro su Giacomo. Mi sono resa conto che costruire una vita, una famiglia e la crescita di un figlio sulle omissioni e sulle bugie sta distruggendo la mia anima. Alex è un uomo buono, trasparente, e merita la verità assoluta, per quanto possa fare un male cane. Non voglio più nascondermi dietro le comode menzogne per paura delle conseguenze. Gli chiederò la separazione e gli darò la possibilità di fare un test di paternità, se lo riterrà necessario. Qualunque cosa deciderà di fare, io me ne assumerò la piena responsabilità».
Maddalena la fissò intensamente attraverso il buio dell'auto. Riconobbe in quelle parole un atto di coraggio puro, quasi brutale, ma immensamente maturo. Maddy tese un braccio e la strinse in un abbraccio forte, viscerale.
«È la strada più difficile e dolorosa che potessi scegliere, Lisa. Ma è anche l'unica che ti renderà davvero libera», le sussurrò Maddalena contro i capelli. «Io ti appoggio. In qualunque modo vada, sappi che non sarai mai sola».
Si staccarono a fatica, asciugandosi gli occhi. «Mi mancherai, Maddy. Non sai quanto. Ora che ti ho ritrovata, vederti partire di nuovo è un colpo allo stomaco».
«Non vado mica in missione nello spazio», accennò Maddalena, cercando di alleggerire l'aria con un sorriso. «Continueremo a sentirci tutte le volte che potremo. E ci rivedremo presto, questa volta per davvero. Quando le acque si saranno calmate, vi aspetto a Berlino... la primavera lassù è bellissima, ma anche il Natale. So quanto ti piacciano i mercatini. Ti accompagnerò io stessa, ubriacandoti di Glühwein come ai vecchi tempi».
Annalisa sorrise, grata per quella presenza costante. «A presto, Maddy... In bocca al lupo per domani. Ricordati che se Andrea è stato il mio grande amore, tu sei la persona che più mi conosce, mi capisce e mi supporta in assoluto. Sei la mia Amica, con la A maiuscola. È una parola di cui oggi si abusa troppo, ma io sono fortunata, perché guardando te so esattamente cosa significa».
Maddalena le accarezzò una guancia, aprì la portiera e si diresse verso il portone della pensione con il suo passo leggero, oscillando con eleganza impeccabile sui tacchi alti. Prima di infilare la chiave nella toppa si girò un'ultima volta, con gli occhi lucidi nel riflesso dei fari, facendo un piccolo cenno di saluto con la mano.
Maddy aveva poco tempo per rimettere insieme i pezzi della sua infanzia devastata e tornare a Berlino come una persona nuova; Annalisa, dal canto suo, aveva davanti a sé il compito più difficile: affrontare Alex la sera stessa, distruggere ogni illusione con la forza della verità e iniziare a ricostruire la propria dignità dalle macerie.