Vai al contenuto principale

← Arlene: Fatebreaker

Creato il 24/04/2026, 23:34 · Aggiornato il 25/04/2026, 00:08

Capitolo 7: La Prova della Forza

@alter_riderAlter_Rider
GeneraleIn corso

Avvertenze (opera)

  • Copertina AI
  • Morte
  • Sangue
  • Violenza
Scarica EPUB (capitolo)

Tocca un passaggio (o un’immagine) per aprire il filo commenti a fianco. I link nel testo restano cliccabili.

Il campo di addestramento imperiale si estendeva davanti agli occhi di Arlene, vasto e spoglio, con le mura alte e imponenti che lo circondavano. L'aria era tesa e carica di attesa. Il giorno dell’esame di reclutamento era finalmente arrivato. Era il momento di dimostrare la propria abilità e di guadagnarsi un posto nell’esercito del regno. Ma per Arlene, questo significava molto di più: era l’occasione di dimostrare a sé stessa di essere pronta per le sfide che l'attendevano.

Elion non era con lei questa volta. Era rimasto al villaggio, preoccupato per la sua scelta, ma aveva accettato di lasciarla andare. Arlene sapeva che avrebbe avuto bisogno di tutta la sua forza e del suo controllo per superare le prove, ma sentiva di essere pronta.

Gli altri candidati al reclutamento erano raccolti in gruppi, osservando in silenzio l’area di addestramento. Alcuni sembravano tranquilli, altri nervosi. L’atmosfera era pesante, carica di tensione. Arlene, in disparte, rimaneva concentrata. Non c'era spazio per il dubbio. Non importava quanto fossero forti gli altri: lei era pronta.

Un ufficiale con un'armatura decorata, severo e autoritario, fece il suo ingresso, attirando l'attenzione di tutti.

«Benvenuti all'esame di reclutamento,» annunciò con voce profonda. «Non dimostrerete solo la vostra abilità nella magia o nelle armi. Dimostrerete la vostra determinazione, la vostra resistenza e la vostra capacità di adattamento. Solo i più forti e meritevoli entreranno nell'esercito.»

Le parole dell'ufficiale pesarono su Arlene come un’ulteriore sfida, ma lei non si lasciò intimidire. Il suo obiettivo era chiaro.

La prima prova consisteva nel mostrare il proprio controllo sugli elementi. Ogni candidato doveva dimostrare di saper evocare e creare magie potenti e precise. Arlene attese il suo turno, osservando gli altri candidati evocare fuoco, vento e luce con esiti variabili. Alcuni riuscivano a eseguire le loro magie senza problemi, altri invece perdevano il controllo e fallivano.

Quando fu il turno di Arlene, si fece avanti con passo deciso. Sentiva su di sé gli sguardi degli ufficiali e degli altri candidati, ma rimase concentrata. La magia non veniva da fonti esterne per lei: veniva dal suo cuore, dalla sua forza interiore. Era il risultato di mesi di allenamento e crescita.

Alzò una mano, e con un semplice pensiero, creò una sfera di luce pura, che fluttuava di fronte a lei. Era piccola, ma perfettamente formata. Con un movimento delicato, la sfera si espanse, riempiendo l’aria intorno a lei con una brillantezza abbagliante. Poi, con un gesto rapido, richiamò il fuoco e l’acqua, che si manifestarono come scintille ardenti e gocce cristalline, fluttuando intorno alla sfera.

Il vento si alzò, non dalla terra, ma creato dalla sua stessa volontà, soffiando dolcemente intorno a lei, come se stesse danzando con le sue creazioni. La terra sotto i suoi piedi tremò leggermente, non come una risposta alla natura, ma come una manifestazione della sua magia.

Arlene aveva creato tutto ciò dal nulla, dal potere che scorreva dentro di lei, e gli ufficiali osservavano con attenzione. Quando completò la dimostrazione, la sfera di luce e gli elementi si dissolsero in un bagliore soffuso. Tutto era sotto il suo controllo.

L'ufficiale annuì lentamente, impressionato. «Ottimo controllo,» commentò. «Ma non è finita qui.»

La seconda prova era decisamente più dura. Ogni candidato avrebbe dovuto affrontare un simulacro magico, una creatura evocata tramite magia che avrebbe messo alla prova non solo la loro forza, ma anche la loro astuzia e capacità di reagire sotto pressione. Era una prova di combattimento vero e proprio, un test di adattabilità in situazioni reali.

Quando Arlene fu chiamata di nuovo, si ritrovò di fronte a una creatura oscura, fatta di fumo denso e ombre, con occhi ardenti di un rosso inquietante. La creatura emetteva un sibilo minaccioso mentre avanzava verso di lei.

Arlene non si fece prendere dal panico. Richiamò la magia dentro di sé, sentendo il potere crescere nelle sue mani. Con un rapido gesto, creò una barriera di vento che respinse la creatura per un attimo. Poi, senza esitazione, evocò una colonna di fuoco che si alzò dal terreno, incenerendo una parte del fumo che avvolgeva il nemico. La creatura reagì, cercando di avvicinarsi di nuovo, ma Arlene alzò una mano e creò una lancia di pura energia, che lanciò con precisione verso il cuore del simulacro.

La lancia si conficcò nel centro della creatura, facendo esplodere le ombre in una nube di scintille e fumo. Quando la nebbia si dissipò, la creatura era svanita.

Arlene abbassò le mani, il respiro regolare. La prova era finita, e lei aveva vinto.

Quando l’esame giunse al termine, i candidati si riunirono in attesa dei risultati. Arlene si sentiva stanca, ma allo stesso tempo soddisfatta. Aveva dato tutto quello che aveva, e ora restava solo attendere il verdetto.

L'ufficiale tornò, osservando il gruppo con occhi severi. Poi, con voce ferma, chiamò il suo nome.

«Arlene,» disse. «Hai dimostrato un controllo eccezionale della magia. Sei stata accettata nell'esercito imperiale.»

Un’ondata di sollievo e orgoglio la attraversò. Il suo viaggio era appena iniziato, e sapeva che sarebbero arrivate prove molto più difficili. Ma per ora, aveva dimostrato il suo valore.

Commenti

I commenti sui singoli passaggi si aprono dal fumetto accanto al testo; qui sotto trovi solo i commenti al capitolo intero.

Sul capitolo in generale

  • Nessun commento generale ancora.

Accedi per commentare (email verificata).