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← Arlene: Fatebreaker

Creato il 28/06/2026, 19:25 · Aggiornato il 28/06/2026, 19:26

Capitolo 59: La Visitatrice Misteriosa

@alter_riderAlter_Rider
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Avvertenze (opera)

  • Copertina AI
  • Morte
  • Sangue
  • Violenza
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Era notte fonda. La luce che Myra stava caricando, una sfera brillante e pulsante di energia, aveva squarciato le ombre della battaglia, diffondendosi a chilometri di distanza come una stella cadente nel cuore dell'oscurità. Su una montagna lontana, una figura dai lunghi capelli bianchi con punte rosse osservava quella scena con attenzione. Il suo sguardo, freddo e determinato, si soffermò sulla crescente intensità di quella magia.

«Un potere simile… Non è qualcosa di comune,» mormorò tra sé, stringendo l’impugnatura della sua lancia. Senza esitare, scattò in avanti, lasciandosi alle spalle la cima della montagna. Il vento ululava intorno a lei mentre si dirigeva a grande velocità verso la fonte di quella luce, un misto di curiosità e inquietudine a guidarla.

Quando raggiunse il campo di battaglia, la scena era surreale. Il terreno era disseminato di corpi, un lago di sangue a testimonianza dello scontro feroce che vi aveva avuto luogo. Al centro del cratere, il bagliore della sfera di Myra rischiarava i volti esausti dei compagni di battaglia. Arlene era collassata, il suo corpo esanime accanto alla spada ancora stretta nella mano. Noir, a terra poco lontano, respirava a malapena, le sue ferite profonde e sanguinanti.

La ragazza dai capelli bianchi si fermò, i suoi occhi attenti che scrutavano il campo. Il suo sguardo si fermò su Noir. La sua presenza era inconfondibile. Un demone. Il sangue ribollì nelle sue vene, e con una rapidità letale, afferrò la sua lancia. «I demoni non meritano la misericordia,» sibilò, lanciandosi verso di lui.

La punta della lancia era a pochi istanti dall’impatto quando un raggio di luce la colpì di lato, costringendola a fermarsi. Si voltò di scatto, trovandosi davanti ad Arlene, in piedi con una determinazione incrollabile, nonostante il corpo esausto.

Arlene si mise tra lei e Noir, il suo respiro affannato ma gli occhi decisi. «Non ti permetterò di colpirlo,» dichiarò con voce roca, il tono fermo come una spada.

La ragazza dai capelli bianchi la fissò incredula. «Lo difendi? Quel demone è tuo nemico come lo è per me. Perché lo proteggi?»

Arlene scosse leggermente la testa, le gambe a malapena capaci di sostenerla. «Non tutti i demoni sono uguali... E lui… è parte della mia compagnia. Non importa chi sia o cosa sia stato. Ora è un mio compagno. E io proteggo i miei compagni.»

Per un attimo, la ragazza rimase immobile, sorpresa da quella dichiarazione. Poi, prima che potesse rispondere, Arlene crollò, il peso dello scontro finalmente insostenibile. Come un domino, anche Myra e Lysara, prive di forze, persero i sensi poco dopo. Noir giaceva immobile, il respiro affannoso che sembrava un filo sul punto di spezzarsi.

Quando Arlene riprese conoscenza, la prima cosa che sentì fu il crepitio di un fuoco e un odore di erbe. Aprì lentamente gli occhi, scoprendo un accampamento improvvisato. Il cielo era ancora avvolto dall’oscurità, ma il calore delle fiamme creava un’oasi di luce in quel mare di ombre. Noir era accanto a lei, bendato e immobile, ma vivo. Myra e Lysara erano stese poco lontano, anch’esse curate e fasciate.

Di fronte al fuoco, la ragazza dai capelli bianchi sedeva in silenzio, il volto impassibile mentre controllava le bende di Noir. Non alzò lo sguardo quando si accorse che Arlene si era svegliata, continuando il suo lavoro con una precisione quasi chirurgica.

Arlene si tirò a sedere, ignorando il dolore che le attraversava il corpo. «Perché ci stai aiutando?» chiese con voce roca, osservandola con sospetto.

La ragazza si fermò un attimo, poi alzò lo sguardo verso di lei. «Non è per voi. Combatto per i miei ideali, non per i vostri. Ma attaccare chi è a terra... non è ciò che faccio. E voglio capire perché un'umana si sia spinta fino a questo punto per difendere un demone.»

Il silenzio cadde tra loro, rotto solo dal crepitio del fuoco. Arlene, osservando quella figura misteriosa, capì che, per il momento, l’unica opzione era fidarsi di lei. Tuttavia, sapeva che le risposte a quelle domande sarebbero state tutt’altro che semplici.

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