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L’aria era satura di tensione e potere, come se l’intero campo di battaglia trattenesse il respiro. Le ombre danzavano attorno a Xarthas, avvolgendolo come un mantello vivente, mentre le fiamme di Arlene illuminavano il terreno insanguinato. I due avversari si fissavano, la distanza tra loro sembrava un abisso pronto a inghiottire chiunque vi si avvicinasse.
«Noir ti ha addestrata bene, piccola umana,» disse Xarthas, il suo tono beffardo e tagliente come un pugnale. «Ma tu non sei nulla più di un’illusione di forza. Non sarai mai in grado di superarmi.»
Arlene strinse la spada di Elara con entrambe le mani. «La tua arroganza sarà la tua rovina,» replicò, con gli occhi fissi sul generale. Le sue fiamme erano ancora di un blu scuro, ma Arlene sentiva il potere crescere in lei. Era come se ogni colpo, ogni parata la stesse aiutando a comprendere di più il legame con il drago.
Xarthas attaccò per primo, scatenando un’ondata di magia oscura che oscurò il cielo sopra di loro. Le ombre si riversarono verso Arlene come un’onda inarrestabile, ma la giovane eroina le affrontò senza esitazione. Con un grido, balzò in avanti, la spada che fendette l’aria in un lampo di luce e fiamme. Il suo colpo dissipò parte delle ombre, facendo arretrare Xarthas di qualche passo.
«Davvero impressionante,» commentò il generale, la sua voce carica di sarcasmo. «Ma quanto pensi di resistere prima che il tuo potere ti consumi?»
«Non è il potere a guidarmi,» rispose Arlene, la sua voce ferma. «È la mia determinazione. È per questo che vincerò.»
Dal lato del campo di battaglia, Noir osservava incredulo. Nonostante il suo corpo fosse esausto e segnato dalle ferite, non poteva distogliere lo sguardo da Arlene. Ogni movimento che faceva era più fluido, ogni colpo più preciso. Stava crescendo davanti ai suoi occhi, trasformandosi in qualcosa di straordinario.
«Non riesco a crederci...» mormorò. «Sta imparando a controllare il potere... durante il combattimento.»
Myra, poco distante, continuava a caricare l’incantesimo di luce. Le sue mani tremavano per lo sforzo, ma non si fermò. «Arlene è più forte di quanto immaginassimo,» disse, il sudore che le scorreva lungo il viso. «Ma deve guadagnare ancora tempo. Io... sono quasi pronta.»
Lo scontro si intensificò. Arlene e Xarthas si scambiavano colpi con una rapidità e una ferocia che lasciavano senza fiato. Ogni volta che il generale scatenava la sua magia oscura, Arlene trovava un modo per contrastarla, le sue fiamme sembravano crescere in risposta. Xarthas cominciò a mostrare segni di frustrazione.
«Non puoi vincere,» disse con un ringhio. «Sei solo una ragazzina che gioca con un potere che non comprende.»
Arlene rispose con un fendente che costrinse Xarthas a parare con la sua lama oscura. «Non devo capire tutto subito,» ribatté. «Devo solo fermarti qui e ora. E lo farò, costi quel che costi.»
Le spade si scontrarono con un clangore assordante, e una scintilla di energia esplose tra loro, mandando onde d’urto in tutte le direzioni. Lysara, ancora debole ma cosciente, osservava da lontano, incapace di distogliere lo sguardo. «Non è possibile... Arlene sta combattendo come una vera leggenda,» sussurrò.
Xarthas arretrò di qualche passo, i suoi occhi colmi di rabbia. «Sei diventata più di quanto avessi previsto,» ammise. «Ma non sarà abbastanza.»
Sollevò entrambe le mani, evocando un’enorme sfera di ombre che fluttuava sopra di lui. «Con questo, metterò fine alla tua patetica resistenza!»
Arlene lo fissò, il sudore che le colava dalla fronte, ma i suoi occhi erano pieni di determinazione. Si preparò per affrontare l’attacco, ma prima che Xarthas potesse scagliarlo, un grido risuonò alle sue spalle.
«ARLENE!» Era Myra. La sfera di luce sopra di lei brillava intensamente, pronta a essere scagliata. La maga tremava per lo sforzo, ma il suo viso era risoluto.
«Sto per lanciare l’incantesimo!» gridò. «Tieni occupato Xarthas per qualche istante ancora!»
Arlene annuì, il suo cuore che batteva forte. «Non preoccuparti, Myra. Lo farò.» Si voltò di nuovo verso Xarthas, stringendo la spada ancora più forte. «Sei pronto per l’ultimo round, generale?»
Xarthas sorrise con malizia. «Vieni pure, piccola eroina. Mostrami di cosa sei capace.»
Con un urlo che scosse l’intero campo di battaglia, Arlene si lanciò verso di lui, le sue fiamme che avvolgevano la spada come un vortice. Lo scontro finale era cominciato