Vai al contenuto principale

← Arlene: Fatebreaker

Creato il 25/06/2026, 20:01 · Aggiornato il 25/06/2026, 20:02

Capitolo 54: Il Cuore della Battaglia

@alter_riderAlter_Rider
GeneraleIn corso

Avvertenze (opera)

  • Copertina AI
  • Morte
  • Sangue
  • Violenza
Scarica EPUB (capitolo)

Tocca un passaggio (o un’immagine) per aprire il filo commenti a fianco. I link nel testo restano cliccabili.

Il campo di battaglia era immerso in un’atmosfera tesa e carica di potere. Il generale del Re Demone, con il suo sguardo sprezzante e il corpo avvolto da ombre dense, si ergeva come un monolite d’oscurità. Davanti a lui, Noir, ferito e visibilmente a corto di energia, si reggeva appena in piedi. La spada nelle sue mani tremava, priva del minimo accenno di potere oscuro, mentre dietro di lui Myra stava caricando un’enorme sfera di luce con ogni briciolo di magia rimasta nel suo corpo.

Arlene aprì lentamente gli occhi, il corpo dolorante e il sangue che le colava dai tagli profondi. Sopra di lei, il cielo era scuro, ma al centro del caos notò il bagliore crescente della luce di Myra, che brillava come un faro in mezzo all’oscurità. A terra, accanto a lei, giaceva la spada di Elara, il fodero scivolato via, rivelando la lama scintillante. Le parole incise sul metallo catturarono il suo sguardo: «In ogni battaglia, insieme nel cuore.»

Le parole le trafissero l’anima come una freccia. Ogni immagine, ogni ricordo delle persone che aveva giurato di proteggere le attraversò la mente: Lysara, Myra, Elion, la sua patria, e persino Noir, il demone che ora stava combattendo non per sé, ma per difendere ciò che credeva giusto. Sentì il cuore battere più forte, colmo di un’energia nuova, mentre la determinazione cresceva dentro di lei.

Con un movimento lento ma deciso, Arlene si alzò. Ogni fibra del suo essere urlava per il dolore, ma lei ignorò tutto. Afferrò la spada, il peso familiare che le ricordava chi era e cosa doveva fare. Il discorso del drago risuonava nelle sue orecchie: «Trova la tua determinazione. Focalizzati sul tuo obiettivo.»

Il calore delle sue fiamme tornò a crescere, ma stavolta non era solo potere. Era la manifestazione della sua volontà. Le fiamme blu che avvolgevano la sua spada iniziarono a scurirsi, diventando di un blu più intenso e profondo. Era il segno che stava cambiando, che il suo cuore e la sua forza erano cresciuti.

Dall’altro lato del campo, Noir barcollava, ma non si fermava. Ogni colpo del generale era come una montagna che gli si abbatteva addosso, ma lui restava in piedi. Sapeva che il suo corpo non avrebbe retto ancora a lungo. Il suo potere magico era ormai esaurito, e la spada che stringeva nelle mani sembrava un’ombra di ciò che era stata. Eppure, continuava a lottare, a interporre la sua figura tra il generale e la sfera di luce di Myra.

«Se pensi che ti lascerò distruggerla… ti sbagli di grosso,» ringhiò Noir, sputando sangue ma mantenendo lo sguardo fisso sul nemico.

Il generale del Re Demone rise, una risata profonda e glaciale. «Sei patetico, Noir. Un tempo eri un generale del nostro regno, temuto e rispettato. Ora sei solo un cane morente che protegge degli umani deboli. Quanto sei caduto in basso.»

Noir non rispose. Invece, alzò la spada, bloccando un altro attacco che avrebbe sicuramente distrutto la sfera di luce. Ogni fibra del suo essere gridava per il dolore, ma lui non si muoveva. Myra, alle sue spalle, aveva le lacrime agli occhi, vedendo quanto stava soffrendo per proteggerla.

«Perché fai tutto questo?» gridò Myra, la voce spezzata. «Non devi sacrificarti così! Non puoi farlo!»

Noir si girò leggermente verso di lei, un debole sorriso sulle labbra. «Perché voglio che tu viva. Voglio che voi tutti viviate. Questo è il mio modo per espiare ciò che ho fatto in passato. E Myra… non fermarti. Completa l’incantesimo. Non importa cosa accada a me.»

Myra annuì, stringendo il bastone con mani tremanti. Continuò a caricare la sfera di luce, il sudore che le colava lungo il viso mentre il suo corpo tremava per lo sforzo. Intorno a lei, il bagliore diventava sempre più intenso, illuminando il campo di battaglia.

Arlene avanzò lentamente, il blu intenso delle sue fiamme che illuminava il suo cammino. Ogni passo che faceva sembrava carico di significato, ogni respiro una dichiarazione di guerra contro l’oscurità che cercava di consumarli. Quando raggiunse Noir, si mise accanto a lui, la spada pronta e gli occhi fissi sul generale del Re Demone.

«Noir,» disse con una voce ferma, «non combatteremo da soli. Questa non è solo la tua battaglia, né solo la mia. È la nostra battaglia, insieme.»

Noir, nonostante il dolore che lo attraversava, sorrise. «Hai un bel coraggio, ragazza. Ma ti avverto, non è ancora finita.»

Arlene sollevò la spada, sentendo il potere crescere dentro di lei. «Lo so. Ma continueremo a combattere finché non sarà finita.»

Il generale del Re Demone fissava entrambi con uno sguardo di puro disprezzo, ma c’era anche una scintilla di irritazione nei suoi occhi. «Allora venite,» disse, le sue ombre che si agitavano come un mare in tempesta. «Mostratemi quanto poco valete.»

Mentre le ombre si agitavano e gli attacchi del generale riprendevano con intensità devastante, Noir, ormai privo di forze, si frappose di nuovo tra il nemico e la sfera di Myra. Ogni colpo che bloccava gli costava un pezzo della sua vita, ma non si fermava. Era deciso a resistere, anche solo per qualche secondo in più.

E così, nel caos e nel dolore, Arlene e Noir si prepararono a lanciare un ultimo attacco, consapevoli che il destino della battaglia dipendeva da quel fragile filo di speranza rappresentato dalla luce di Myra.

Commenti

I commenti sui singoli passaggi si aprono dal fumetto accanto al testo; qui sotto trovi solo i commenti al capitolo intero.

Caricamento…