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L’aria era densa di tensione mentre Xarthas, il generale del Re Demone, evocava energia oscura che sembrava piegare lo spazio intorno a lui. Ogni sua mossa emanava un’aura di schiacciante superiorità, ma Noir e Arlene non arretravano, i loro cuori induriti dalla determinazione.
«Pensate davvero di fermarmi?» sibilò Xarthas con un sorriso crudele. «Non avete idea del potere che mi è stato concesso. Non siete altro che un passo verso la vostra fine.»
Noir, nonostante le ferite e il sangue che gocciolava dal suo fianco, rise sommessamente. «Che teatrino, Xarthas,» disse, il tono carico di sarcasmo. Poi si rivolse ad Arlene, la sua voce abbassata in un sussurro. «Ascolta bene, ragazza delle fiamme blu. Se vogliamo vincere, dobbiamo
colpirlo dove non se lo aspetta. Ma prima devo dirti qualcosa.»
Arlene lo guardò con uno sguardo interrogativo, il sudore che le colava dalla fronte mentre stringeva la spada. «Cosa?»
Noir abbassò lo sguardo per un istante, come se rievocasse ricordi dolorosi. «Xarthas e gli altri generali hanno ucciso la mia famiglia. Non l’hanno fatto per caso, Arlene. È stato un ordine diretto del Re Demone. Anni fa, ero uno dei generali del precedente Re Demone. Lui voleva una coesione tra la nostra razza e gli esseri umani. Credeva che ci fosse un futuro senza guerra, senza morte. Anch’io ci credevo.»
Arlene trattenne il respiro. «Tu… tu volevi vivere in pace con gli umani?»
«Non sono tutti così terribili,» continuò Noir, con un tono che tradiva un’emozione raramente mostrata. «Ma il Re Demone Vorrath lo considerava debolezza. Si ribellò, uccise il vecchio Re Demone e sterminò chiunque fosse leale a lui. La mia famiglia fu tra i primi a cadere. Ho visto mia figlia morire davanti ai miei occhi per mano di Xarthas.»
Gli occhi di Arlene si spalancarono, la sua presa sulla spada si fece più forte. «È per questo checombatti?»
«Sì,» rispose Noir, i suoi occhi scuri ardenti di rabbia e dolore. «Non combatto solo per vendetta. Combatto per distruggere tutto ciò che Vorrath rappresenta. E oggi, Xarthas è il primo passo.»
Xarthas osservò la scena con disprezzo. «Noir, i tuoi patetici sogni di vendetta sono solo un’eco inutile del passato. Vorrath ti ha lasciato vivere come monito. Non sei altro che una marionetta
spezzata.»
«No, Xarthas,» ribatté Noir con un ghigno malefico. «Sono la lama che ti taglierà la gola.»
Prima che potessero riprendere l’attacco, due figure familiari apparvero correndo verso di loro. Lysara, con l’arco in mano, e Myra, con i suoi incantesimi pronti, si piazzarono accanto ai compagni.
«Pensavate che vi avremmo lasciati soli?» gridò Lysara, la sua voce carica di determinazione.
«Siamo una squadra, Arlene. E non importa quanto sia forte il nemico, non vi abbandoneremo mai!»
Myra annuì, i suoi occhi brillanti di magia. «Se dobbiamo cadere oggi, almeno lo faremo insieme. Ma non contate su di me per mollare. Non finché avremo una possibilità.»
Arlene si sentì sopraffatta dalla lealtà delle sue amiche, ma non ebbe tempo di rispondere.
Xarthas, infuriato dall’inaspettato rafforzamento della squadra, scagliò un’enorme onda d’energia oscura che i quattro evitarono a malapena.
Le fiamme blu di Arlene ardevano ancora, brillanti e vive, ma non abbastanza scure per affrontare
un generale del Re Demone. Noir, vedendo l’arrivo delle due combattenti, sogghignò. «Sembra che tu abbia trovato una squadra che vale la pena di proteggere, Arlene. Non posso dire di essere geloso, ma… è un po’ commovente.»
«Non è il momento di scherzare!» rispose Arlene, serrando la presa sulla spada. «Se siamo una squadra, allora dobbiamo trovare un modo per ferirlo davvero.»
Noir ridacchiò, anche se il dolore lo faceva vacillare. «Bene, allora attacchiamo insieme. Non ho mai creduto nei miracoli, ma c’è sempre una prima volta.»
Lysara e Myra si prepararono ai loro ruoli. Myra iniziò a incanalare un potente incantesimo, mentre Lysara fece brillare una freccia incantata, pronta a colpire il bersaglio. Arlene e Noir si scambiarono un ultimo sguardo, poi si lanciarono all’attacco, pronti a sfruttare ogni fessura nella difesa di Xarthas.
Lo scontro che ne seguì fu caotico e brutale. I quattro lottarono con tutto ciò che avevano, usando le loro abilità e i loro legami per sopravvivere contro un nemico apparentemente invincibile. Ma nonostante le ferite e le difficoltà, nessuno di loro si tirò indietro.\
Le fiamme blu di Arlene, anche se ancora luminose, sembravano rispondere sempre di più alla sua forza interiore. Non era ancora pronta per il passo successivo, ma il legame con le sue compagne e con Noir la rendeva più forte.
Il campo di battaglia era un caos, ma per un momento, una scintilla di speranza sembrò brillare nell’oscurità.