Vai al contenuto principale

← Arlene: Fatebreaker

Creato il 13/06/2026, 14:30 · Aggiornato il 13/06/2026, 14:30

Capitolo 50: Il Lago di Sangue

@alter_riderAlter_Rider
GeneraleIn corso

Avvertenze (opera)

  • Copertina AI
  • Morte
  • Sangue
  • Violenza
Scarica EPUB (capitolo)

Tocca un passaggio (o un’immagine) per aprire il filo commenti a fianco. I link nel testo restano cliccabili.

Il campo di battaglia era ormai un lago di sangue, un misto tra i corpi dei soldati caduti e dei demoni sconfitti. Il terreno sembrava impregnato di disperazione e sofferenza, ogni passo affondava nel terreno fangoso e appiccicoso, che trasudava un odore acre di morte e ferro. L'aria era densa, quasi irrespirabile, e il crepuscolo gettava un’ombra inquietante sui pochi combattenti rimasti in piedi.

Arlene e Noir si trovavano al centro di quel macabro spettacolo, circondati dai corpi dei nemici e degli alleati caduti. Di fronte a loro, Xarthas, il generale del Re Demone, ergeva la sua figura avvolta in un’aura di energia malvagia. Il suo bastone intarsiato con rune nere brillava a intermittenza, emettendo un ronzio sinistro. I suoi occhi bianchi e vuoti osservavano con disprezzo i due avversari, mentre un sorriso crudele si dipingeva sul suo volto emaciato.

Dietro Arlene e Noir, Myra e Lysara continuavano a combattere contro i pochi demoni rimasti, ma erano visibilmente esauste. Le loro ferite rallentavano i movimenti, e ogni colpo delle loro armi sembrava meno incisivo, meno sicuro. I demoni, anche se in minoranza, combattevano con una ferocia animalesca, quasi come se non avessero nulla da perdere.

Arlene si girò verso le sue compagne, la spada di Elara stretta con forza nelle mani insanguinate. «Basta!» gridò, la sua voce ferma e autoritaria sovrastava il frastuono della battaglia. «Portate i feriti al sicuro e curatevi. Io e Noir ce ne occuperemo.»

«No! Non possiamo lasciarti qui!» urlò Lysara, il suo volto segnato dalla fatica e dalla paura.

Myra, però, afferrò il braccio dell’elfa, lo sguardo colmo di preoccupazione ma anche di consapevolezza. «Guarda Arlene… sta per fare qualcosa di straordinario. Questo non è il nostro momento. Dobbiamo fidarci di lei.»

Esitando, Lysara guardò Arlene un’ultima volta. «Fai attenzione, Arlene,» sussurrò, prima di seguire Myra verso i soldati feriti, aiutandoli a ritirarsi dal campo di battaglia.

Con il campo ormai sgombrato, rimanevano solo Arlene, Noir e Xarthas, i cui passi calmi risuonavano sinistri sul terreno intriso di sangue. «Interessante,» mormorò Xarthas, la sua voce bassa e gutturale. «Un’umana con il fuoco blu e un demone traditore, uniti per affrontare il mio potere. Una scena patetica, ma… istruttiva.»

Noir ridacchiò, nonostante il sangue colasse da una ferita aperta sul fianco. «Sei sempre stato un presuntuoso, Xarthas. Questo sarà il tuo ultimo spettacolo.»

«Presuntuoso? Io?» rispose Xarthas, sollevando il bastone. «Parli così, Noir, dopo che ti sei abbassato a combattere al fianco di queste… creature inferiori. Vorrath ti aspetta, e ti assicuro che il suo castigo sarà più dolce di quello che ti riservo io.»

Arlene fissò Noir con la coda dell’occhio. Nonostante fosse ferito, il demone mostrava una forza che andava oltre la sua stanchezza. Ogni fibra del suo essere sembrava pulsare di potenza. Per un attimo, un pensiero inquietante le attraversò la mente: Come ha fatto un simile guerriero a perdere contro di me nel torneo?

«Se hai intenzione di fare qualcosa, Arlene,» disse Noir senza girarsi, la voce ferma nonostante il dolore, «ora è il momento. Non trattenerti. Altrimenti… siamo morti.»

Arlene annuì, serrando le mani sul manico della spada. Il fuoco blu iniziò a scorrere nel suo corpo, rispondendo al suo richiamo con un calore che bruciava più forte di qualsiasi ferita o stanchezza. «Noir,» disse, il suo tono deciso. «Diamo il nostro 100%. Questo finisce qui.»

I due si lanciarono all'attacco contemporaneamente, con Xarthas che sollevava il bastone, evocando un’ondata di magia oscura che si riversò verso di loro come un fiume di tenebre. Arlene si mosse con agilità, fendendo l’aria con la sua spada avvolta dal fuoco blu, che si aprì un varco nella magia di Xarthas. Noir, con una velocità sorprendente, si avvicinò al generale mentre lanciava una raffica di attacchi violenti con gli artigli.

La battaglia si trasformò in un vortice di energia e caos. Xarthas, con la sua maestria nella magia oscura, contrattaccava con fulmini neri e onde di energia che squarciavano il terreno, creando crateri e facendo volare detriti ovunque. Arlene e Noir, però, combattevano come un'unica entità, coordinando i loro movimenti senza bisogno di parole. Ogni attacco dell’uno apriva la strada all’altro, ogni difesa era perfettamente sincronizzata.

Da lontano, Myra e Lysara, mentre medicavano i feriti, osservavano la scena con occhi spalancati. «Guarda Arlene,» disse Myra, il tono carico di stupore. «La sua forza... è come quella che aveva contro Lapis.»

Lysara annuì, il volto incredulo. «Forse anche di più. Ma… anche Noir è spaventoso. Sono… una forza della natura insieme.»

Sul campo, i colpi risuonavano come tuoni, il fuoco blu e l’energia oscura si mescolavano in un’esplosione di luce e ombra. Xarthas, seppur potente, cominciava a mostrare segni di cedimento. Arlene e Noir, però, non rallentavano. Si erano spinti oltre ogni limite, combattendo con una ferocia e una determinazione che trasformavano quel lago di sangue in un palcoscenico epico.

Il destino del combattimento, e forse dell’intera compagnia, si sarebbe deciso lì.

Commenti

I commenti sui singoli passaggi si aprono dal fumetto accanto al testo; qui sotto trovi solo i commenti al capitolo intero.

Caricamento…