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← Arlene: Fatebreaker

Creato il 07/06/2026, 11:26 · Aggiornato il 07/06/2026, 11:26

Capitolo 48: Traditore tra le Ombre

@alter_riderAlter_Rider
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  • Copertina AI
  • Morte
  • Sangue
  • Violenza
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Il vento si alzò improvvisamente, portando con sé un odore acre e soffocante. La Compagnia dell’Eroe, esausta ma vittoriosa, osservava i resti dei demoni sconfitti sparsi attorno alla guarnigione devastata. Il silenzio che seguì la battaglia sembrava irreale, come se il mondo intero trattenesse il fiato.

Arlene, ancora con la spada di Elara stretta in pugno, si avvicinò a Noir. «Avevi ragione,» ammise, il tono della sua voce carico di tensione. «Questo era un diversivo, ma perché? Qual era il loro scopo?»

Noir, appoggiato alla sua spada d’ombra, si asciugò il sudore dalla fronte con un gesto brusco. «Non lo so con certezza,» rispose, il suo sguardo fisso sull’oscurità che si addensava all'orizzonte. «Ma conosco Vorrath abbastanza da sapere che non manda messaggi senza un motivo. Se voleva la vostra attenzione, probabilmente l’ha già ottenuta.»

Improvvisamente, un urlo ruggente squarciò la quiete, seguito da una serie di ringhi e suoni di passi pesanti. Le ombre intorno alla guarnigione sembrarono prendere vita, e in un istante una nuova ondata di demoni si riversò su di loro, emergendo dalla foresta circostante. Erano molti di più di quelli incontrati prima, una massa scura e furiosa che avanzava con una brutalità incontrollata.

«È una trappola!» gridò Lysara, sollevando il suo arco e scoccando rapidamente una freccia che si conficcò nel petto del primo demone in avvicinamento. «Ci hanno aspettato per attaccare quando eravamo più deboli!»

Arlene non esitò, richiamando ogni frammento della sua energia rimanente. «In formazione! Proteggetevi a vicenda!» ordinò, scattando avanti per bloccare l’assalto iniziale con un colpo devastante della spada di Elara.

Myra, con il volto teso, alzò le mani e evocò un muro di fuoco per rallentare i nemici, ma l’ondata era inarrestabile. Noir si lanciò nel cuore della battaglia, la sua spada d’ombra fendendo l’aria con una precisione letale. «Questo è solo l’inizio,» disse tra sé, combattendo con una ferocia che sembrava quasi animalesca. «Resistete! Non possiamo permetterci di cadere adesso.»

I demoni avanzavano senza sosta, una marea di artigli, zanne e carne che sembrava non conoscere paura né stanchezza. La Compagnia dell’Eroe combatteva con ogni goccia di energia rimasta, ma il numero degli avversari li costrinse presto a separarsi. Lysara, con la sua agilità elfica, saltava tra le macerie e scoccava frecce con una rapidità impressionante, mentre Myra lanciava incantesimi esplosivi per mantenere i nemici a distanza. Arlene, al centro dello scontro, brandiva la spada con una forza disperata, le fiamme blu che si accendevano solo nei momenti di maggiore necessità.

Noir, nel frattempo, si muoveva con una grazia letale tra i nemici, abbattendoli uno dopo l’altro. I suoi colpi erano rapidi e precisi, ogni movimento studiato per massimizzare il danno. Ma non era solo la sua abilità a essere evidente: combatteva con una furia che sembrava avere radici profonde, un desiderio oscuro di dimostrare qualcosa. Anche se non lo ammetteva, voleva guadagnarsi la fiducia della Compagnia, dimostrare che era più di un semplice demone.

All'improvviso, un'energia oscura e opprimente si abbatté sull'intera area, congelando il campo di battaglia. I demoni si fermarono per un istante, come se avessero percepito una presenza superiore. La terra tremò, e dalle ombre emerse una figura maestosa e terrificante.

Un demone alto e snello, avvolto in un mantello scarlatto che sembrava fatto di sangue coagulato, avanzò lentamente. La sua pelle era grigia come cenere, le corna lunghe e affilate si curvavano verso il cielo, e i suoi occhi dorati brillavano di un'intelligenza maligna. Un bastone d’osso intrecciato con rune incandescenti era stretto nella sua mano destra, mentre nella sinistra reggeva una sfera di energia pulsante che sembrava trattenere un potere infinito.

«Xarthas,» sussurrò Noir, il suo tono un misto di rabbia e paura. «Il Mago delle Ombre...»

Xarthas, uno dei generali del Re Demone, si fermò a qualche metro da Noir, ignorando completamente il resto della Compagnia che continuava a combattere gli ultimi demoni rimasti. «Noir,» disse con una voce profonda e melodiosa, che sembrava riempire l’aria di veleno. «Non pensavo di trovarti in così pessima compagnia. Hai scelto di tradire il tuo sangue, il tuo Re? Patetico.»

Noir serrò la mascella, sollevando la spada d’ombra in posizione difensiva. «Non servo più Vorrath, né il suo regno. Sei qui per me, Xarthas? Per uccidermi?»

Il generale rise, una risata che sembrava fatta di vetri rotti. «Oh, non solo. Vorrath ti vuole vivo. Vuole che tu soffra, Noir. La morte per un traditore come te sarà lenta... dolorosa... e definitiva.» Con un gesto del bastone, un sigillo di energia oscura si formò sopra Noir, emanando una luce spettrale che sembrava incatenarlo in quel punto.

«Non è finita,» sibilò Noir, stringendo la spada con entrambe le mani. «Se pensi che mi arrenderò così facilmente, ti sbagli di grosso.»

Mentre Noir e Xarthas si fissavano con odio e sfida, Arlene, Myra e Lysara continuavano a combattere con tutte le loro forze contro i demoni rimasti. La battaglia era ancora in corso, ma l'attenzione di Arlene veniva costantemente attirata dallo scontro imminente tra Noir e il generale demoniaco.

«Tenete duro!» gridò Arlene, abbattendo un altro nemico con un fendente potente. «Non possiamo permetterci di perdere qui!»

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