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← Arlene: Fatebreaker

Creato il 01/06/2026, 14:04 · Aggiornato il 01/06/2026, 14:04

Capitolo 45: La Verità di Noir

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L’arena, ancora piena di spettatori e soldati, era immersa in un’atmosfera tesa e silenziosa. Il trambusto creato dalla rivelazione della vera identità di Noir aveva scatenato il caos tra la folla, e nonostante la decisione di Arlene di accettarlo nella Compagnia dell’Eroe, molti non riuscivano a credere che un demone potesse mai essere loro alleato. Il re Thalador, ancora riluttante, osservava la scena con gli occhi stretti e pieni di preoccupazione. Ma Arlene aveva preso una decisione, e nessuno poteva cambiarla.

Per placare le voci di dissenso, Arlene si era avvicinata a Noir e aveva proposto qualcosa di radicale: uno scontro. Uno scontro tra lei e lui, di fronte a tutti, per dimostrare una volta per tutte che lei era in grado di controllare la situazione, e che la sua forza era sufficiente per tenere testa a chiunque, anche a un demone.

Noir aveva accettato l’offerta con un ghigno divertito, ma dietro quel sorriso c’era qualcosa di più. Qualcosa che non aveva ancora rivelato.

I due si prepararono per il combattimento. Arlene, con la spada stretta tra le mani, sentiva l'adrenalina pulsare nel suo corpo. Di fronte a lei, Noir allungava la fissava con i suoi occhi rossi e gialli, brillanti di malizia e forza. La tensione nell'aria era palpabile, e la folla si era radunata ancora una volta, ansiosa di vedere lo scontro tra i due membri della Compagnia.

«Spero tu non ti sia pentita della tua scelta, Arlene,» disse Noir, la sua voce bassa e melodiosa, con quel tono malvagio che sembrava sempre nascondere qualcosa di più profondo. «Combattermi potrebbe essere più pericoloso di quanto pensi.»

Arlene lo fissò con determinazione. «Devo dimostrare a tutti che la mia decisione è giusta. E che tu, Noir, non sei una minaccia che non posso controllare.»

Noir rise, una risata cupa che riecheggiò nell’arena. «Oh, Arlene, non si tratta solo di controllo. Si tratta di capire cosa significa essere davvero forti.»

Il corno che annunciava l'inizio dello scontro suonò, e i due si mossero contemporaneamente. Arlene scattò in avanti, la sua spada che brillava con una luce intensa mentre i primi colpi venivano scambiati. Noir, con movimenti veloci e aggraziati, schivava ogni attacco con facilità. La sua abilità era evidente, e la sua forza demoniaca lo rendeva un avversario straordinario.

La folla tratteneva il respiro mentre i due guerrieri si affrontavano in uno scontro che sembrava un ballo letale. Arlene colpiva con precisione, la sua spada vibrava nell'aria con un potere immenso. Ogni fendente era accompagnato da un’esplosione di energia, ma Noir non sembrava intimorito. Con la sua risata sempre presente, contrattaccava con violenza, lanciando Arlene indietro con potenti colpi.

«Sarà tutto qui il tuo potere, Arlene?» disse Noir, provocatorio. «Non puoi sperare di battermi così.»

Ma Arlene non era ancora al massimo della sua forza. Con un grido di determinazione, il fuoco blu cominciò a crescere intorno alla sua spada, illuminando l'arena e facendo ritrarre di paura alcuni degli spettatori. Le fiamme blu, ora familiari e potenti, rispondevano alla sua volontà, e ogni colpo che lanciava contro Noir diventava più forte, più rapido.

Noir, per la prima volta, si ritrovò in difficoltà. I suoi occhi si strinsero, e iniziò a prendere il combattimento più seriamente. Un’aura oscura e potente lo avvolse, permettendogli di contrattaccare con una forza pari a quella delle fiamme blu. Ma, nonostante la sua forza, Arlene lo stava superando. Ogni colpo era più deciso, ogni movimento più preciso.

Infine, con un fendente carico di energia, Arlene riuscì a scagliare Noir a terra, disarmandolo. La folla esplose in un grido di stupore e ammirazione, ma anche di sollievo. Noir giaceva a terra, sorridendo ancora, ma con gli occhi che rivelavano una nuova emozione: rispetto.

«Sembra che tu abbia vinto,» disse Noir con una risata più debole, rialzandosi lentamente. «Ma forse l’ho fatto apposta.»

Arlene abbassò la spada, il petto che si sollevava e abbassava per lo sforzo. «Perché ti sei unito a noi, Noir? Perché hai scelto di combattere in questo torneo? Cosa cerchi?»

Il sorriso di Noir si affievolì. Per la prima volta, l’aria di arroganza che lo circondava sembrò svanire. «Non sono come gli altri demoni,» disse, con voce più bassa e seria. «Io sono un Diavolo, una razza antica, diversa dai normali demoni. Non servo il Re Demone... Non più.»

La folla ascoltava in silenzio, mentre Noir si avvicinava ad Arlene. «Un tempo avevo una famiglia... una figlia. Vivevamo nelle terre dei diavoli, lontani dal caos della guerra. Ma il Re Demone, Vorrath, ha distrutto tutto ciò che amavo. Ha ucciso mia figlia davanti ai miei occhi, per punirmi del mio rifiuto di servire la sua causa.»

Arlene sentì un nodo stringersi nel petto mentre ascoltava la storia. «Perché non hai combattuto contro di lui?»

Noir scosse la testa, i suoi occhi ora riflettevano un dolore profondo. «L'ho fatto... Ma era troppo potente. Mi ha lasciato in vita, solo per soffrire. Da quel giorno, ho cercato un modo per distruggerlo. Quando ho saputo di te, e delle fiamme blu, ho capito che forse tu potresti essere la chiave per sconfiggerlo. È per questo che mi sono unito a te, Arlene. Non è per distruggere il mondo... ma per vendicare la mia famiglia.»

Il silenzio che seguì le sue parole era quasi tangibile. Persino il re Thalador, che aveva assistito allo scontro con diffidenza, sembrava toccato dalla storia di Noir.

Arlene lo fissò, e qualcosa nel suo cuore si smosse. «Se è davvero questo il motivo per cui sei qui, Noir,» disse con voce ferma, «allora combatterai al mio fianco. Ma se mai proverai a tradirci, sarai tu a soffrire le conseguenze.»

Noir sorrise di nuovo, ma questa volta il suo sorriso era meno malizioso, più sincero. «Non preoccuparti, Arlene. Non tradirò la tua fiducia. Abbiamo lo stesso obiettivo, e non ho nulla da perdere.»

E così, con lo scontro che aveva dimostrato la forza di Arlene e la confessione di Noir, la Compagnia dell’Eroe si rafforzava. Tuttavia, con un nuovo membro così complesso e pericoloso, il cammino verso la vittoria contro il Re Demone si faceva ancora più incerto.

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