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← Arlene: Fatebreaker

Creato il 31/05/2026, 11:24 · Aggiornato il 31/05/2026, 11:24

Capitolo 36: Il Risveglio Di Arlene

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  • Morte
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Arlene si svegliò lentamente, il suo corpo stanco e dolorante, come se ogni muscolo fosse stato teso fino al limite. Il calore di una luce soffusa filtrava attraverso la tela di una tenda, e sentiva l'odore pungente di erbe medicinali e il suono lieve di voci sommesse. Per un istante, non riuscì a ricordare dove si trovava. La sua mente era ancora confusa, fluttuante tra la realtà e i sogni che l'avevano tormentata durante il sonno.

Quando cercò di alzarsi, il dolore si irradiò attraverso tutto il suo corpo, facendola ricadere sul giaciglio. Non riusciva a muoversi facilmente, ma mentre i suoi sensi lentamente tornavano, cominciò a ricordare. La battaglia. Lapis. Le fiamme blu.

Ma poi, come una frustata, tornò a lei l'immagine del drago, dei suoi occhi saggi e antichi che la scrutavano. Si ricordò di quella grotta, di quelle fiamme blu che l'avevano avvolta, e di quella voce profonda che le aveva parlato della sua stirpe e del suo destino.

«Stai calma,» le disse una voce familiare. «Non ti muovere troppo. Sei stata fuori per giorni.»

Arlene girò la testa lentamente e vide Lysara seduta accanto a lei, con uno sguardo di sollievo misto a preoccupazione. La sua amica elfa le sorrise debolmente, anche se i segni della stanchezza erano evidenti sul suo volto. Accanto a Lysara, c’era Myra, che sembrava altrettanto esausta ma visibilmente sollevata dal vederla sveglia.

«Finalmente,» sussurrò Myra con un sorriso stanco. «Hai dormito per troppo tempo, Arlene. Abbiamo temuto il peggio.»

Arlene tentò di parlare, ma la sua gola era secca. Lysara le porse una tazza d'acqua e, con movimenti lenti, le aiutò a bere. L'acqua fresca le diede un po' di sollievo, ma la stanchezza nel suo corpo sembrava ancora incolmabile.

«Quanto... quanto tempo è passato?» chiese con voce roca, ancora confusa.

«Sei stata incosciente per tre giorni,» rispose Lysara, sedendosi accanto a lei. «Dopo lo scontro con Lapis, abbiamo pensato... abbiamo pensato che non ti saresti più svegliata.»

Arlene abbassò lo sguardo, i ricordi della battaglia riaffiorarono nella sua mente con violenza. «Lapis...» sussurrò, il nome della generale demoniaca le bruciava sulle labbra. «Non sono riuscita a fermarla.»

Myra scosse la testa. «Non è colpa tua, Arlene. Nessuno avrebbe potuto combattere contro di lei in quello stato. Hai fatto tutto ciò che potevi. Anzi, hai salvato moltissime vite.»

Arlene chiuse gli occhi per un attimo, cercando di ricordare tutto ciò che era accaduto. Ma quello che l'aveva scossa di più non era stato lo scontro con Lapis, ma ciò che aveva visto prima di svenire. «Ho visto...» iniziò, ma la voce le si spezzò per l'emozione. «Ho visto i miei genitori.»

Le due ragazze si guardarono sorprese, mentre Arlene cercava di trovare le parole per spiegare. «Quando ho perso i sensi... sono stata trasportata in una grotta. C'era un drago, ma non era solo un sogno. Era reale. Quel drago... ha detto che io sono l'ultima discendente di Drakarion, il più forte tra gli otto draghi dell'Ottagramma Draconico.»

Le parole di Arlene riempirono l'aria di un silenzio carico di tensione. Myra e Lysara la ascoltarono in religioso silenzio, mentre Arlene continuava a raccontare.

«Mio padre... Drakarion... era il drago più potente della sua stirpe. E mia madre,» proseguì, con un filo di tristezza nella voce, «era una semplice spadaccina umana, impacciata ma coraggiosa. Si innamorarono, nonostante tutto, e io... io sono il risultato di quell'amore proibito.»

Myra la guardava, visibilmente emozionata. «Questo significa che... hai il sangue di un drago nelle vene.»

Arlene annuì. «Sì. E ora capisco perché ho sempre sentito questo fuoco dentro di me, perché le fiamme blu mi hanno sempre chiamata. Quelle fiamme sono parte di me, della mia eredità. E il drago... ha detto che le fiamme blu sono l’unico modo per sconfiggere il Re Demone.»

Lysara fissava Arlene con occhi sgranati, mentre cercava di assimilare tutto quello che stava sentendo. «Ma... cosa significa tutto questo? Cosa dobbiamo fare ora?»

Prima che Arlene potesse rispondere, una voce familiare riempì la tenda. «Ora significa che dovremo prepararci per qualcosa di più grande di quanto potessimo immaginare.»

Elion entrò nella tenda, con l'aspetto di chi aveva viaggiato per giorni senza sosta. Il suo volto era segnato dalla stanchezza, ma i suoi occhi brillavano di preoccupazione e determinazione. «Sono arrivato appena in tempo per aiutare i feriti,» disse, osservando Arlene con un leggero sorriso. «Ma non sapevo che avrei trovato te qui... sveglia e con una rivelazione tanto importante.»

Arlene cercò di alzarsi di più, ignorando il dolore che ancora le lacerava il corpo. «Elion... grazie per essere venuto.»

L'uomo si sedette accanto a lei, posando una mano gentile sulla sua spalla. «Sono contento di vederti viva, Arlene. Dopo tutto ciò che hai passato, non avrei mai immaginato che saresti riuscita a sopravvivere a uno scontro con Lapis.»

Arlene lo fissò con sguardo serio. «Non ho vinto... e non l'ho fermata. Lapis è ancora là fuori. E io... non sono pronta.»

Elion annuì lentamente. «Hai affrontato una delle creature più potenti del Re Demone. Non c’è vergogna nel riconoscere che ancora non sei pronta. Ma stai imparando, stai crescendo. E hai scoperto qualcosa che nessuno avrebbe mai immaginato: il tuo legame con i draghi.»

Arlene strinse i pugni, il dolore per le perdite che aveva subito si mescolava alla determinazione che cresceva dentro di lei. «Devo diventare più forte,» disse, la voce piena di risolutezza. «Se il fuoco blu è l'unica speranza per sconfiggere il Re Demone, allora devo imparare a controllarlo, devo capire come usarlo senza farmi consumare.»

Elion la fissò per un lungo istante, poi annuì. «E lo farai, Arlene. Ma per ora devi riposare. La battaglia non è finita, e tu sei una parte fondamentale di essa. La tua strada è ancora lunga, ma non dovrai percorrerla da sola.»

Myra e Lysara annuirono, avvicinandosi di più ad Arlene, facendole sentire la loro presenza e il loro sostegno. Arlene, nonostante il dolore e la stanchezza, sentì un barlume di speranza crescere dentro di lei. Non era sola. Aveva le sue amiche, il suo maestro, e il fuoco blu che bruciava nel suo sangue. Il destino del mondo era incerto, ma ora, più che mai, sapeva che aveva il potere per affrontarlo.

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