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Lo scontro tra Arlene e Lapis proseguiva con una brutalità feroce. Il clangore delle lame e le esplosioni di magia riempivano l'aria, mentre le due combattenti si affrontavano senza tregua. Ogni colpo di Lapis sembrava preciso, calcolato per infliggere massimo dolore senza uccidere immediatamente. Arlene, nonostante le sue ferite, non cedeva, continuando a resistere con rabbia e determinazione.
Dalla distanza, Lysara e Myra, ancora in ginocchio accanto al corpo del loro compagno arciere, osservavano impotenti lo scontro. Il loro cuore si stringeva al vedere la loro amica sofferente sotto l’assalto implacabile di Lapis. Lysara aveva gli occhi spalancati, il respiro irregolare, mentre seguiva i movimenti agili e letali di Lapis. Ogni volta che Arlene veniva colpita, era come se una parte di lei stessa venisse ferita.
«Non può vincere contro di lei,» mormorò Myra, il volto bagnato di lacrime. «Arlene... è troppo ferita, troppo consumata dalla rabbia. Se continua così…»
«Deve fermarsi,» interruppe Lysara, la voce spezzata dal terrore. «Altrimenti Lapis la ucciderà.»
Le due giovani donne si scambiarono uno sguardo carico di disperazione. Myra strinse i pugni fino a farli sbiancare, incapace di distogliere lo sguardo dalla battaglia. «Dobbiamo fare qualcosa,» disse con un filo di voce.
Arlene, intanto, stava lottando con tutte le sue forze. Il suo respiro era affannoso, il sangue colava dalle sue ferite, ma non si fermava. Ogni volta che la spada di Lapis la colpiva, Arlene sentiva come se il suo corpo stesse cedendo, ma la sua volontà rimaneva incrollabile. Le fiamme blu bruciavano ancora nella sua spada, ma erano fiammelle deboli rispetto al fuoco implacabile di prima. Il potere del fuoco blu stava vacillando, come se la sua stessa essenza stesse iniziando a indebolirsi.
«Ancora non ti arrendi?» sussurrò Lapis, con un sorriso crudele, mentre affondava un altro colpo nella carne di Arlene. «Mi stai annoiando.»
Arlene ansimava, con il corpo stremato. «Non ti… darò… la soddisfazione…» sibilò, cercando di rialzarsi, ma il dolore era troppo forte. Nonostante tutto, però, il fuoco della sua volontà non si spegneva. Ogni fibra del suo essere bramava di vendicare la morte di suo padre, e la sua determinazione la tenne in piedi anche quando sembrava che il suo corpo volesse crollare.
Myra, dalla distanza, non riusciva più a trattenersi. «Arlene, basta!» gridò, le lacrime che scendevano senza sosta. «Per favore, fermati! Non devi morire così!»
Lysara guardò Myra, col cuore spezzato. Anche lei sapeva che Arlene stava andando oltre i suoi limiti. Ogni colpo che subiva sembrava spegnere un po' della luce che la contraddistingueva.
Lapis, sentendo le voci delle amiche di Arlene, alzò lo sguardo verso di loro e rise sommessamente. «Le tue amiche sono davvero preoccupate per te,» disse con un sorriso malizioso. «Forse dovrei spezzarti davanti a loro, per dare loro un vero motivo per piangere.»
Arlene serrò i denti, alzando la spada con le poche forze rimaste. Il suo corpo era quasi al limite, ma dentro di lei, un fuoco ancora bruciava. «Non... oseresti...» disse tra i denti, il suo sguardo fisso su Lapis.
Ma prima che Lapis potesse infliggere un altro colpo, un suono profondo e minaccioso si propagò nell'aria. Un ruggito, lontano ma incombente, come un eco che risuonava dalle profondità della terra stessa. Lapis si fermò, il suo sguardo improvvisamente serio. Qualcosa aveva attirato la sua attenzione, qualcosa che sembrava più importante del semplice gioco mortale che stava conducendo con Arlene.
Lapis inclinò la testa, ascoltando quel ruggito, e i suoi occhi si strinsero in una fessura. «Interessante,» mormorò tra sé, con un sorriso che si allargava lentamente. «Sembra che ci sia qualcos'altro che richiede la mia attenzione.»
Poi, con un movimento improvviso e inaspettato, Lapis fece un passo indietro, distanziandosi da Arlene. «Mi hai intrattenuta abbastanza, piccola drago,» disse, abbassando la spada con un'aria di indifferenza. «Ma c'è qualcosa di più interessante all'orizzonte.»
Arlene, ancora stremata e sanguinante, la fissò con occhi spalancati. «Non... non finiremo qui,» sibilò, cercando di rialzarsi per continuare la battaglia.
Lapis ridacchiò, sollevando la sua lancia dal cratere che aveva creato. «Oh, non temere,» disse, fissando Arlene con uno sguardo penetrante. «Ci sarà un altro momento per noi. Sei speciale, Arlene, molto speciale. Non posso ucciderti ora, non quando ho la sensazione che potresti ancora sorprendermi.»
Con un ultimo sguardo carico di malizia, Lapis sollevò la lancia verso il cielo e, con un balzo, scomparve tra le ombre, lasciando il campo di battaglia in uno stato di silenzio irreale. Arlene crollò sulle ginocchia, il suo corpo tremante per l’esaurimento. Le fiamme blu si spensero lentamente dalla sua spada, mentre il mondo sembrava fermarsi intorno a lei.
Myra e Lysara si precipitarono verso di lei, il cuore ancora in gola. «Arlene!» gridò Lysara, abbracciando l’amica ferita. «Stai bene? Sei viva?»
Arlene, con il respiro affannoso e il corpo pesante, annuì debolmente, ma non disse nulla. Dentro di sé, sapeva che lo scontro con Lapis era solo l'inizio.