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← Arlene: Fatebreaker

Creato il 31/05/2026, 11:22 · Aggiornato il 31/05/2026, 11:23

Capitolo 34: L’Ira Del Sangue Draconico

@alter_riderAlter_Rider
GeneraleIn corso

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Il nome di Drakarion risuonò nella mente di Arlene come un colpo di martello, scatenando in lei una furia cieca e primordiale. Tutto il dolore, la sofferenza e la rabbia che aveva accumulato fino a quel momento esplosero dentro di lei. La sua mano, stretta attorno alla spada di Elara, si infiammò di un fuoco blu ancora più intenso, come se il potere della fiamma fosse alimentato dalla sua ira.

«Tu... lo hai ucciso!» urlò Arlene, il suo corpo tremante per la collera. «Hai ucciso mio padre!»

Con uno scatto fulmineo, Arlene si lanciò contro Lapis, la spada avvolta nelle fiamme blu che lasciava una scia luminosa nell’aria. Il primo colpo fu feroce, un affondo diretto al cuore di Lapis, ma la generale demoniaca lo parò con Narthala senza alcuna fatica. Il clangore del metallo che si scontrava riecheggiò nel campo di battaglia, scuotendo persino i soldati demoniaci in ritirata.

Lapis sorrise, divertita dalla furia di Arlene. «Ah, sì… così è decisamente meglio!» esclamò con una risata agghiacciante, schivando un altro colpo. «Voglio vedere quanto vale davvero il sangue del grande Drakarion!»

Arlene continuava a colpire, ogni fendente era carico di una forza devastante. La sua spada bruciava con intensità crescente, i colpi diventavano più veloci, ma Lapis era sempre un passo avanti. Con movimenti agili e precisi, la generale demoniaca schivava i colpi di Arlene, parando quelli inevitabili con una facilità inquietante. La sua spada, Narthala, brillava di un'ombra oscura, mentre respingeva le fiamme blu di Arlene.

Lapis si mosse con grazia letale, come un serpente che si divincolava tra i fendenti. «Sei così prevedibile,» sussurrò, mentre contrattaccava con colpi rapidi e precisi. Ogni movimento della sua lama era una danza mortale, infliggendo piccoli tagli ad Arlene. Non erano ferite mortali, ma bastavano a lacerare la carne e a far scorrere il sangue. Era chiaro che Lapis non aveva intenzione di uccidere subito. Si stava godendo lo scontro.

Arlene, nonostante la furia che la animava, si rese conto che non poteva combattere Lapis solo con la forza bruta. La generale del Re Demone era troppo veloce, troppo abile. I suoi colpi erano come morsi di un predatore che stava giocando con la sua preda, e Arlene si sentiva costantemente un passo indietro. Nonostante la sua potenza aumentata, non riusciva a eguagliare la precisione letale di Lapis.

Con un grido di frustrazione, Arlene incanalò la sua magia. La sua mano sinistra si illuminò di un bagliore glaciale, e con un gesto rapido, scagliò una serie di dardi di ghiaccio verso Lapis. Ma la generale li evitò con un salto elegante, atterrando con un sorriso compiaciuto. «Davvero pensi che questi trucchi possano fermarmi?» rise, sferrando un altro attacco rapido che colpì il fianco di Arlene, aprendo un taglio profondo.

Arlene barcollò indietro, stringendo i denti per il dolore, ma non si fermò. Con un movimento rapido, sollevò la spada e scagliò un'ondata di fiamme blu verso Lapis. Il fuoco avvolse il campo, incenerendo tutto ciò che si trovava sulla sua strada. Per un istante, l’intero campo di battaglia sembrò scomparire nel bagliore accecante di quelle fiamme.

Ma quando il fuoco si disperse, Lapis era ancora in piedi, la sua figura avvolta in un'aura oscura che sembrava assorbire le fiamme. Con un sorriso malizioso, sollevò Narthala, la spada nera che pulsava di ombre maligne. «Il fuoco blu è potente,» disse Lapis, avvicinandosi lentamente ad Arlene, «ma la tua rabbia ti acceca. Non puoi combattere un nemico come me se lasci che le emozioni ti guidino.»

Arlene ringhiò tra i denti, i suoi occhi brillanti di furore. Ma Lapis aveva ragione. Ogni attacco che sferrava era frenetico, guidato dalla collera per la morte di suo padre e dalla frustrazione per non essere in grado di colpire la generale. Nonostante il suo potere fosse enorme, non riusciva a controllarlo pienamente. Era come se il fuoco blu stesso stesse lottando contro di lei.

Lapis, approfittando di un momento di esitazione, attaccò. La sua spada si mosse come un fulmine, colpendo Arlene con una serie di fendenti rapidi. Ogni colpo era preciso, inferto con la maestria di un assassino esperto. Arlene riusciva a pararne alcuni, ma molti la colpirono, lasciandola sanguinante e ansimante. La sua armatura, già danneggiata, cominciava a cedere sotto l’assalto implacabile di Lapis.

Il suolo sotto i loro piedi tremava mentre le due si affrontavano. Arlene, pur ferita, continuava a combattere con disperazione, mescolando colpi di spada e magie. Le fiamme blu si scontravano con le ombre oscure di Narthala, creando un contrasto di luce e tenebra che illuminava il campo di battaglia in modo spettrale.

Lapis, intanto, rideva ad ogni colpo, divertita dal gioco mortale che stava conducendo. «Dai, Arlene,» disse con un sorriso malvagio. «Mostrami di più! Fammi vedere se il sangue del tuo drago è davvero all’altezza della leggenda!»

Con un urlo di rabbia, Arlene scagliò una potente ondata di fiamme blu direttamente contro Lapis. Ma ancora una volta, la generale demoniaca schivò l'attacco con un'agilità spaventosa, come se fosse solo un gioco per lei. Con un movimento fluido, Lapis si avvicinò ad Arlene, affondando Narthala nella sua spalla, il dolore che si irradiava attraverso il corpo di Arlene come una scarica elettrica.

Lapis si avvicinò al suo orecchio, sussurrando con voce dolce e crudele: «Ti sto dando il piacere di morire lentamente. Voglio vedere fino a che punto puoi spingerti prima di crollare.»

Arlene, nonostante il dolore lancinante, strinse i denti e ruggì con tutta la forza che le rimaneva. Non avrebbe ceduto. Non ancora.

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