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← Arlene: Fatebreaker

Creato il 24/05/2026, 12:06 · Aggiornato il 24/05/2026, 12:06

Capitolo 32: Il Mito Delle Fiamme Blu

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Il bagliore blu della spada di Arlene illuminava il campo di battaglia come un faro nella notte. La fiamma non era solo luce; era potenza pura, un’energia così intensa che sembrava bruciare l’aria intorno a lei. Ogni soldato, ogni demone, ogni anima presente sul campo di battaglia si fermò per un istante, catturato dalla vista di quel fuoco perduto da secoli.

Lysara, che si stava allontanando per rispettare la richiesta di Arlene, si fermò di colpo. Gli occhi si spalancarono increduli alla vista di quella luce blu che bruciava vivida nella spada di Elara. La sua mente fu immediatamente attraversata da un ricordo antico, una leggenda che gli elfi si tramandavano da generazioni. In quell'istante, il respiro le si fermò in gola, e un brivido di emozione e paura la pervase.

«Le fiamme blu!» esclamò Lysara, la voce colma di stupore e incredulità. Si girò verso i soldati umani e, con tutto il fiato che aveva in corpo, gridò a gran voce: «Quelle sono le fiamme blu perdute da secoli!»

I soldati, già stremati dalla battaglia, si voltarono tutti verso Arlene, gli occhi spalancati dalla sorpresa. Il fuoco blu, un potere che esisteva solo nei miti, una leggenda sussurrata nelle notti più buie, bruciava ora davanti a loro. Molti di loro avevano udito il racconto delle fiamme blu, un potere così grande che persino i draghi lo temevano. Un potere capace di affrontare il Re Demone e le sue forze oscure. Ma nessuno, nemmeno nei loro sogni più folli, avrebbe mai creduto di vederlo con i propri occhi.

Il mormorio si sparse tra i soldati, un bisbiglio che divenne presto un grido di speranza. «Le fiamme blu… il mito è reale!» Le voci si alzarono una dopo l’altra, come un’onda di rinnovata fiducia.

Arlene, con la spada di Elara in mano, fissava l’orda demoniaca davanti a sé, la luce blu che danzava sulla lama come un fuoco che non poteva essere spento. Alzò la testa, e con un grido che rimbombò attraverso l’intero campo di battaglia, ordinò ai capitani umani di ritirarsi e formare un fronte unico. «Indietreggiate!» gridò con tutta la sua forza. «Formate una linea con i sopravvissuti e preparatevi a fronteggiare l’avanzata! Non c'è più tempo per le esitazioni. Combattete come mai prima d'ora!»

I capitani udirono la sua voce forte e chiara, e senza esitare iniziarono a dare ordini. I soldati, un tempo scoraggiati, trovarono nuova energia e determinazione. Alla vista delle fiamme blu, qualcosa cambiò dentro di loro. Il mito non era più solo una favola; era reale, bruciava davanti a loro. E se le fiamme blu erano con loro, allora potevano ancora vincere.

«Avanti!» gridarono i comandanti, e i soldati umani, rinvigoriti dalla visione del potere di Arlene, si prepararono a fronteggiare l'orda demoniaca che avanzava inarrestabile.

L’atmosfera sul campo cambiò in un istante. Ciò che prima era disperazione e resa, ora si era trasformato in speranza e resistenza. Ogni soldato che impugnava una spada, un arco, o una lancia, lo fece con una determinazione che non avevano mai provato prima. Le fiamme blu brillavano nei loro cuori, e la loro fede nel mito li spinse a combattere con rinnovato vigore.

Sospesa sopra il campo di battaglia, Lapis osservava la scena con crescente interesse. Il sorriso crudele sul suo volto si allargò mentre la sua attenzione si concentrava su Arlene. Quel potere, quelle fiamme... erano esattamente ciò che desiderava. Un nemico che poteva finalmente offrirle una vera sfida. Era eccitata, adrenalina pura scorreva nelle sue vene al pensiero di uno scontro così imprevedibile.

Ma mentre osservava Arlene più attentamente, il suo sorriso vacillò per un breve istante. Gli occhi di Arlene erano diversi. L’occhio destro, umano, era pieno di rabbia e determinazione, ma l’occhio sinistro... Lapis lo riconobbe immediatamente. Era l’occhio di un drago. Un’iride vorticosa di gialla, una pupilla allungata, bruciante di potere antico.

Per un secondo, solo un secondo, Lapis diventò seria, il sorriso scomparso dalle sue labbra. «Quella ragazza...» mormorò tra sé, con un tono riflessivo. «Non è più solo umana. Forse... forse questo sarà davvero interessante.»

Poi, come se l'ombra di quel pensiero fosse stata spazzata via dal vento, Lapis scoppiò in una risata adrenalinica, il suono che si diffondeva nell'aria come un'eco maligna. Il divertimento e l’eccitazione di vedere Arlene con quel nuovo potere la eccitavano. «Finalmente!» gridò, la voce carica di malizia e eccitazione. «Forse... finalmente qualcuno degno di me!»

Mentre l'eco della sua risata si perdeva nel caos della battaglia, Lapis si preparò a testare la forza di Arlene, sapendo che quel potere che un tempo apparteneva solo ai miti ora era davanti a lei, pronto per essere sfidato.

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