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Lysara, ancora scossa dalle lacrime, si asciugò il viso con il dorso della mano. Il sollievo di vedere Arlene viva era travolgente, ma quando sollevò lo sguardo verso di lei, qualcosa le bloccò il respiro in gola. Arlene era diversa. Non era più la stessa ragazza che conosceva. Il suo corpo emanava un’aura di potere così intenso che dava la pelle d’oca solo ad avvicinarsi. Il mana che irradiava era così potente che l'aria stessa sembrava vibrare intorno a lei. Un’energia nuova e inarrestabile avvolgeva Arlene, una forza che superava di gran lunga qualsiasi cosa Lysara avesse mai percepito prima.
«Arlene...» sussurrò Lysara, la voce appena percettibile.
Arlene si voltò verso di lei, i suoi occhi profondi, pieni di consapevolezza e dolore. «Devi allontanarti,» disse Arlene, con una calma che tradiva la furia che ribolliva dentro di lei. La sua voce, un tempo dolce, ora portava con sé una nota di gravità e potenza. «Mi dispiace per averti fatta preoccupare. Non avrei mai voluto farti passare tutto questo.»
Lysara annuì, il cuore ancora stretto dall’angoscia, ma non poteva ignorare il cambiamento in Arlene. La sua aura era quasi opprimente, ma non era solo la potenza a inquietarla. «Promettimi che tornerai viva questa volta,» sussurrò Lysara, con un filo di speranza nella voce, sapendo che stavano per separarsi di nuovo, questa volta forse per sempre.
Un sorriso gentile si dipinse sul volto di Arlene. Nonostante tutto il caos, il suo affetto per Lysara era immutato. «Te lo prometto,» rispose, la voce che tradiva una forza nuova e inarrestabile. «Tornerò.»
Dopo un lungo istante di silenzio, Arlene si allontanò, con il cuore pesante ma determinato. Mentre alzava lo sguardo verso il campo di battaglia devastato, qualcosa catturò la sua attenzione. A pochi metri di distanza, la sua amica maga, Myra, era inginocchiata a terra, circondata dal caos della battaglia. Con disperazione, tentava di rianimare i feriti, ma accanto a lei, il corpo del loro compagno, Gareth, l’arciere, giaceva immobile. Uno dei raggi di Lapis l'aveva colpito, e ora il suo volto era pallido, privo di vita.
Il cuore di Arlene si spezzò in quel momento. Si avvicinò, osservando la scena con occhi colmi di rabbia e dolore. Myra singhiozzava sommessamente, incapace di accettare la perdita, mentre stringeva la mano inerte di Gareth. Il senso di colpa avvolse Arlene come un manto soffocante. Non era stata abbastanza veloce, non era stata abbastanza forte. Ancora una volta, qualcuno a lei caro era caduto davanti ai suoi occhi, e non aveva potuto fare nulla per impedirlo.
Lysara, osservando la sua amica da lontano, si rese conto che Arlene non era solo cambiata a livello di potere. Anche il suo aspetto era diverso. I suoi capelli biondi, una volta dorati e luminosi, sembravano brillare con una nuova intensità, ma ciò che colpì Lysara furono i suoi occhi. Uno era azzurro, ancora umano, ma l’altro… l’altro era cambiato. La pupilla era allungata, simile a quella di un drago, e l’iride era un vortice di blu e rosso, come se due elementi contrastanti, fuoco e ghiaccio, si fossero fusi in un unico sguardo. Arlene non era più solo umana. Era diventata qualcosa di più.
Arlene piegò il capo, gli occhi pieni di rabbia e dolore. Il peso della perdita, del fallimento, la travolse. Per un istante, chiuse gli occhi, lasciando che quel dolore si facesse strada attraverso di lei, trasformandolo in qualcosa di nuovo. Qualcosa di pericoloso.
Senza dire una parola, Arlene si girò verso l’orda nemica che avanzava implacabile, i demoni che mietevo ancora vite innocenti. Aveva fallito nel proteggere i suoi amici, ma non avrebbe più fallito. Non quella volta.
Con un gesto deciso, afferrò la spada di Elara, ancora conficcata nel terreno accanto a lei. Al solo tocco delle sue mani, la lama si accese di una fiamma viva, ma non era un fuoco qualunque. Non era il rosso delle fiamme comuni, né il calore distruttivo che aveva visto in passato. No, quella lama bruciava con un fuoco blu intenso, vibrante, quasi inumano.
Il fuoco blu della spada brillava con una luce fredda e incandescente, capace di tagliare l'aria come un rasoio. Le fiamme danzavano lungo la lama, riflettendo la rabbia e la determinazione di Arlene, come se fossero un'estensione del suo stesso spirito. Nessuno aveva mai visto una fiamma del genere. Era il fuoco dei draghi, il potere più antico e devastante che il mondo avesse mai conosciuto.
Con la spada in mano, Arlene si preparò ad affrontare l'orda demoniaca che si stava avvicinando. Il suo corpo era immobile, ma l’energia che emanava era inarrestabile, travolgente. In quel momento, era più che una guerriera. Era il frutto di due mondi, e nessuno avrebbe potuto fermarla.