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← Arlene: Fatebreaker

Creato il 09/05/2026, 17:22 · Aggiornato il 09/05/2026, 17:22

Capitolo 22: Il Potere dell’Oscurità

@alter_riderAlter_Rider
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  • Copertina AI
  • Morte
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Lapis si alzò lentamente dalla sua slitta nera, sollevandosi con una grazia innaturale verso il cielo. Le sue ali demoniache, grandi e possenti, si spiegavano sopra il campo di battaglia, bloccando parte della luce del sole e gettando un'ombra minacciosa sulle truppe umane e su Aetherion. Il suo volto era illuminato da un sorriso crudele, una risata quasi impercettibile che echeggiava nel vento, come se tutto ciò che stava per accadere fosse solo un gioco per lei.

Il mana di Lapis iniziò a vibrare nell'aria, denso e oscuro, un’energia quasi palpabile che attraversava il campo come una nebbia maligna. Le sue mani si sollevarono, e con un gesto semplice ma carico di potere, emanò un comando che scosse tutto il suo esercito.

«Avanti, miei figli dell'oscurità!» tuonò Lapis, la sua voce amplificata dal suo potere. «Abbattete queste mura e distruggete ogni cosa. Non lasciate niente in piedi.»

Le sue parole rimbombarono sul campo di battaglia, e immediatamente le arpie, creature alate dai volti deformati e artigli affilati, si staccarono dal suolo come un’onda di morte, volando verso le mura di Aetherion. Le loro urla strazianti squarciavano l’aria, un suono agghiacciante che faceva tremare anche i soldati più coraggiosi. Seguendole, le armi d'assedio, catapulte giganti costruite con ossa e metalli oscuri, iniziarono a muoversi, pronte a scagliare macigni e fiamme verso la città.

Le prime pietre furono lanciate con una potenza devastante. Le torri di Aetherion tremarono sotto l’impatto, e alcuni pezzi di mura cominciarono a cedere sotto l’assalto incessante. Ma gli arcieri e i maghi umani non rimasero fermi. Dalle mura partivano raffiche di frecce infuocate e incantesimi protettivi. I maghi eressero barriere magiche sopra le mura, respingendo le prime ondate di attacchi, mentre gli arcieri cercavano di colpire le arpie in volo.

Nel frattempo, a terra, l’esercito demoniaco iniziava la sua avanzata. Orchi, ogre, goblin e altre creature mostruose si lanciarono in una corsa furiosa verso le linee umane, brandendo asce, martelli e spade enormi. I loro ruggiti rimbombavano come tuoni, e il terreno sotto i loro piedi sembrava scuotersi a ogni passo.

Gli uomini di Aetherion, nonostante l’immensa forza nemica, non si fecero intimidire. Le linee umane si strinsero, i lancieri abbassarono le armi, e gli spadaccini si prepararono al contatto. Il primo impatto fu devastante. Il suono del metallo che si scontrava, le urla dei feriti e il rumore dei corpi che cadevano si fusero in un’unica cacofonia.

Arlene, con la spada di Elara che brillava ancora di quelle fiamme bianche pure, si trovava in mezzo alla mischia. I suoi occhi erano fissi sull’orizzonte, il suo cuore batteva all’unisono con la sua determinazione. Quando il primo gruppo di orchi si lanciò contro di lei, non esisteva esitazione. Con un grido di guerra, Arlene si gettò nella battaglia.

Il primo orco sollevò la sua enorme ascia, pronto a spaccarla in due. Ma Arlene si mosse con una velocità che sorprese tutti. Il suo corpo si spostò fluido, come se danzasse sul campo di battaglia. La sua spada, avvolta nelle fiamme bianche, si mosse con una precisione letale. Con un singolo fendente, l’ascia dell’orco fu spezzata a metà, e la lama affondò nella carne della creatura, facendola crollare a terra senza vita.

Altri due orchi si avvicinarono, ma Arlene non vacillò. Il suo mana era cresciuto a livelli incredibili, e con ogni respiro sembrava aumentare. Con un movimento circolare, la sua spada tagliò l’aria e le teste dei due orchi caddero al suolo prima che potessero persino capire cosa fosse successo.

Le fiamme della spada di Elara si fecero ancora più intense, come se rispondessero alla furia di Arlene. Ogni colpo che sferrava era alimentato da una potenza che nessuno sul campo di battaglia aveva mai visto. La sua lama si muoveva con tale rapidità e forza che sembrava quasi danzare tra i nemici, e ogni creatura che si avvicinava a lei veniva tagliata a pezzi, come se il suo destino fosse segnato.

La linea dei soldati demoniaci iniziò a vacillare intorno a lei. Ogni colpo che Arlene sferrava era letale, e il terreno intorno a lei cominciava a riempirsi dei corpi degli avversari caduti. Gli altri soldati umani, che la osservavano con ammirazione e stupore, sentirono il morale crescere. Vedere Arlene abbattere i nemici con tale facilità li fece ricordare perché stavano combattendo.

«Guardatela!» urlò uno dei lancieri, il volto illuminato dalla forza che vedeva in Arlene. «Lei è la nostra speranza! Non possiamo perdere!»

Le fiamme bianche che circondavano la spada di Arlene sembravano crescere, alimentate non solo dalla sua forza fisica, ma dal suo spirito incrollabile. Era come se un legame indissolubile si fosse creato tra lei e la lama, e quel fuoco brillante era l’incarnazione del suo destino.

Ogni movimento di Arlene era una dichiarazione di potere. Con un solo colpo, fendette un ogre che si avvicinava, la sua lama penetrò la carne della bestia come se fosse fatta di carta. Il sangue scorreva sul campo di battaglia, ma Arlene non si fermava. I suoi occhi erano fissi sull’orizzonte, dove Lapis osservava dall’alto, quasi divertita da ciò che vedeva.

Il numero dell’esercito demoniaco era impressionante, tre volte quello degli umani, eppure, grazie alla forza di Arlene, i soldati umani trovavano il coraggio per resistere. Ogni volta che uno di loro cadeva, altri prendevano il suo posto, incitati dall’aura di speranza che Arlene emanava.

Dal cielo, Lapis osservava la scena con un sorrisetto malizioso. «Interessante,» mormorò tra sé, il suo sguardo fisso su Arlene. «Quindi è lei... la luce in mezzo alla mia oscurità.»

Con un gesto della mano, Lapis fece un segnale al suo esercito. Le arpie, che fino a quel momento avevano attaccato le mura, cambiarono improvvisamente direzione, puntando su Arlene con urla strazianti.

Ma Arlene non era più la ragazza che aveva dubbi su sé stessa. Con la spada di Elara fiammeggiante tra le mani, si preparò ad affrontare tutto ciò che il nemico poteva scagliare contro di lei. Le fiamme bianche che avvolgevano la lama sembravano crescere ancora di più, come se stessero aspettando il momento giusto per sprigionare il loro pieno potenziale.

E Arlene, consapevole del fuoco che ardeva dentro di lei, sapeva che la vera battaglia era appena iniziata.

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