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← Arlene: Fatebreaker

Creato il 09/05/2026, 17:17 · Aggiornato il 09/05/2026, 17:18

Capitolo 21: Il Risveglio del Fuoco Interiore

@alter_riderAlter_Rider
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La tensione nell'aria era palpabile. Il suono cupo dei tamburi di guerra dell'esercito di Lapis risuonava ancora in lontananza, ma ogni soldato sulle mura di Aetherion poteva già sentire il terreno tremare sotto il peso delle creature demoniache che avanzavano. Arlene, circondata dalla sua aura crescente, osservava l'orizzonte con determinazione. La spada di Elara era pronta, ma qualcosa dentro di lei ribolliva, un potere che cresceva a ogni istante.

Myra e Gareth si avvicinarono a lei, i volti tesi ma decisi. Myra, la maga dai capelli neri, posò una mano sulla spalla di Arlene, il suo sguardo carico di emozione. «Arlene,» disse con voce ferma, «sei più forte di quanto credi. Quello che sta accadendo dentro di te… è qualcosa di unico. Non dubitare di te stessa.»

Gareth, l’arciere silenzioso ma preciso, annuì e aggiunse: «Qualunque cosa accada, siamo con te. Hai la nostra fiducia. Noi combatteremo, ma questa battaglia richiede qualcuno come te al centro. Sei nata per questo.»

Arlene li guardò, le parole che risuonavano nel profondo del suo cuore. La presenza dei suoi amici le dava forza, ma sapeva che presto si sarebbero separati per difendere le mura. Non era più una semplice battaglia. Quella era la guerra che avrebbe deciso il destino di tutti.

Myra si spostò di fronte ad Arlene, fissandola intensamente. I suoi occhi marroni scintillavano sotto il riflesso delle torce che illuminavano il campo. «Arlene,» disse con voce decisa, «dai fuoco al tuo animo. Stringi i denti e vai avanti. Anche se tutto è perduto e cadi a terra, non puoi fermare lo scorrere del tempo.»

Le parole di Myra penetrarono nell'animo di Arlene come una fiamma che esplode improvvisa. Il suo cuore batté forte, come se quelle parole avessero risvegliato qualcosa di ancora più profondo dentro di lei. Improvvisamente, una carica di adrenalina colpì Arlene come un fulmine. La sua mente si svuotò di ogni dubbio e paura. Sentì una forza inarrestabile scorrere nel suo corpo, una forza che non aveva mai provato prima.

Senza preavviso, il calore cominciò a concentrarsi nella sua mano destra, quella che impugnava la spada di Elara. Le fiamme rosse, intense e vive, si avvolsero intorno alla lama, come se stessero rispondendo al suo fuoco interiore. Le fiamme danzavano sulla spada, emettendo una luce che fece tacere per un istante il campo di battaglia. Ma non era finita.

Le fiamme rosse crebbero, diventando più luminose, più potenti, finché, in un improvviso bagliore, cambiarono colore. Divennero bianche, incandescenti, come la luce di una stella. Arlene guardò la spada, stupita e affascinata. Quel bianco brillante non era solo una manifestazione del suo potere. Era un segno. Un presagio di qualcosa di molto più grande.

Myra e Gareth si scambiarono uno sguardo, sorpresi ma consapevoli di quello che stava accadendo. «Questo è solo l'inizio, Arlene,» disse Myra con un mezzo sorriso, «il tuo destino si sta rivelando.»

Con quelle ultime parole, Myra e Gareth fecero un passo indietro. «Dobbiamo difendere le mura,» disse Gareth con la solita calma. «Fai quello che devi fare, Arlene. Noi manterremo la linea.»

Con un ultimo sguardo di incoraggiamento, i due amici si allontanarono, correndo verso le mura della città per prepararsi alla difesa. Arlene rimase sola al centro del campo, la spada di Elara scintillante con quella fiamma bianca pura, mentre il fuoco del suo spirito ardeva più intensamente che mai.

Nel frattempo, l’esercito di Lapis si stava schierando sul campo di battaglia. Arlene poteva vedere l’immensa massa di creature oscure disporsi ordinatamente, un mare nero di orchi, ogre, goblin e altri esseri demoniaci. Le due bestie colossali che trainavano la slitta di Lapis affondavano le zampe nel terreno, sollevando nuvole di fumo e polvere che avvolgevano l’orizzonte come un presagio di distruzione.

L’esercito demoniaco era enorme, tre volte più grande di quello umano. Le file di creature sembravano interminabili, una marea scura che si estendeva oltre il visibile. I soldati umani sulle mura e nel campo di battaglia iniziarono a mormorare tra loro, i cuori colmi di timore. Potevano sentire la disperazione crescere mentre osservavano l’imponenza del nemico.

Ma poi, uno dopo l’altro, i soldati si voltarono verso Arlene. Osservarono la spada che brillava con quelle fiamme bianche, e il potere che irradiava da lei. La forza che emanava non era solo una semplice manifestazione magica. Era un segno di speranza. Era la prova che non tutto era perduto.

«Guardate!» esclamò uno dei soldati. «Arlene... lei è la chiave. Lei ci guiderà alla vittoria!»

Il morale dei soldati cominciò a risalire. Gli uomini, che un attimo prima temevano la fine, ora trovavano nuovo coraggio. Il potere di Arlene, quella luce bianca che circondava la sua spada, sembrava infondere fiducia nei cuori di tutti. La speranza che credevano perduta ora brillava con una forza che non potevano ignorare.

Lapis, seduta sulla sua slitta nera adornata di morte e decadenza, osservava la scena con un sorriso freddo e crudele. «Interessante,» mormorò tra sé, la sua risata oscura echeggiando nel vento. «Vediamo quanto durerà quel fuoco.»

Le sue parole furono accompagnate dal ruggito del suo esercito, che si preparava a lanciare il primo attacco. Ma ora, di fronte alla luce di Arlene, l’esercito umano non era più in preda alla disperazione. Si preparavano a combattere, sapendo che in lei c'era qualcosa di più grande, qualcosa che li avrebbe guidati in questa battaglia per la sopravvivenza.

Arlene, con la spada fiammeggiante in mano, si preparò a condurre i suoi compagni nel più grande scontro della sua vita.

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