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← Arlene: Fatebreaker

Creato il 09/05/2026, 16:20 · Aggiornato il 09/05/2026, 16:20

Capitolo 16: La Prima Prova

@alter_riderAlter_Rider
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Avvertenze (opera)

  • Copertina AI
  • Morte
  • Sangue
  • Violenza
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Il mattino successivo, il campo era pervaso da una strana calma. Arlene si sentiva inquieta, ma sapeva che la strada davanti a lei era ancora lunga. La morte di Liam, il suo sacrificio, continuavano a tormentarla, e il suo cuore era diviso tra dolore e rabbia. Decise di concentrarsi su quello che poteva fare adesso: migliorarsi, diventare più forte, e, soprattutto, continuare a proteggere coloro che le erano cari.

Quel giorno, il Capitano Ranulf la convocò per una missione speciale. Il suo tono era più grave del solito, e Arlene sapeva che non si trattava di una semplice esercitazione o di un addestramento.

«Arlene, voglio che mi accompagni in una missione di ricognizione nelle terre al confine,» disse Ranulf, osservandola attentamente. «Abbiamo ricevuto notizie di strani movimenti dalle parti della Landa degli Orchi. Non sappiamo se siano incursioni o se stiano preparando qualcosa di più grande.»

Arlene annuì, sentendo il solito peso delle responsabilità calare su di lei, ma anche una nuova determinazione. «Sono pronta, Capitano.»

Ranulf la guardò a lungo prima di parlare di nuovo. «C’è un motivo per cui ho scelto te, Arlene. Questa missione non sarà facile, e voglio vedere se sei veramente pronta per quello che ti attende. Non sarà solo una questione di forza fisica.»

Il viaggio verso la Landa degli Orchi fu lungo e silenzioso. Arlene e il Capitano marciarono attraverso foreste oscure e terreni impervi, accompagnati solo dal vento che soffiava tra le foglie e dal rumore dei loro passi. Ranulf sembrava concentrato, quasi distante, ma Arlene non fece domande. Sapeva che presto avrebbero avuto delle risposte.

Quando finalmente giunsero al confine delle terre oscure, l’atmosfera cambiò. La Landa degli Orchi era una vasta distesa arida, punteggiata da rocce frastagliate e pozze di fango nero. L’aria era densa, quasi soffocante, e un silenzio innaturale permeava l’area. Non c’era traccia di vita animale, e persino il vento sembrava essersi fermato.

Ranulf si fermò su una collina, osservando la distesa davanti a loro. «Questa è solo la periferia della Landa,» disse, senza distogliere lo sguardo. «Gli orchi sono crudeli e organizzati, e non attaccano mai senza motivo. Qualcosa si sta muovendo. Lo sento.»

Arlene non disse nulla, ma il suo corpo era teso. Non aveva mai visto un orco da vicino, ma sapeva che erano creature spietate, capaci di devastare interi villaggi senza rimorsi. Una leggera brezza le scompigliò i capelli, ma invece di portarle freschezza, sembrava carica di presagi.

Dopo qualche ora di marcia, il silenzio fu spezzato da un suono acuto, una specie di ululato lontano. Arlene si bloccò, cercando di capire da dove provenisse. Ranulf si voltò verso di lei, il viso serio.

«È il richiamo degli orchi,» disse con tono grave. «Si stanno preparando.»

Arlene sentì un brivido correre lungo la schiena. Non erano soli. Gli orchi si stavano radunando per qualcosa di grande. «Cosa facciamo ora?» chiese, cercando di mantenere la calma.

Ranulf estrasse la spada, scrutando l'orizzonte. «Dobbiamo scoprire cosa stanno pianificando. Ma fai attenzione, Arlene. Questo non è un addestramento. Se ci trovano, sarà una battaglia vera.»

Si mossero con cautela lungo il crinale, avvicinandosi silenziosamente a un avamposto orco nascosto tra le rocce. Arlene poteva vedere le ombre delle creature muoversi attorno a un fuoco acceso, e il suono gutturale delle loro voci le arrivava come un sussurro inquietante. Ranulf si accucciò, osservando attentamente la scena.

«Sembra che stiano preparando un raid,» sussurrò. «Vediamo se possiamo avvicinarci ancora di più, senza essere visti.»

Si muovevano come ombre tra le rocce, mantenendo una distanza di sicurezza, ma abbastanza vicini da cogliere ogni dettaglio dell’accampamento nemico. Gli orchi erano almeno una dozzina, ma tra loro c’era qualcosa di diverso, qualcosa che non apparteneva alla loro razza. Una creatura massiccia, con la pelle grigia e squamata, stava impartendo ordini. Era un ogre, una bestia ancora più crudele e potente degli orchi stessi.

Arlene trattenne il respiro. «Un ogre?» sussurrò, incredula.

Ranulf annuì, con il volto rigido. «Questa non è una semplice incursione. Se stanno lavorando insieme agli ogre, vuol dire che si sta preparando qualcosa di molto più grande.»

Proprio mentre stavano cercando di allontanarsi senza farsi notare, uno degli orchi sollevò improvvisamente la testa, annusando l'aria. Il suo sguardo si spostò rapidamente verso la loro direzione. «Ci hanno sentiti,» disse Ranulf, con la voce bassa e tesa.

Prima che potessero reagire, l'orco emise un grido acuto, richiamando l'attenzione del gruppo. In un attimo, gli orchi si alzarono, afferrando le loro armi e dirigendosi verso di loro.

«Corri!» urlò Ranulf, estraendo la spada e preparandosi a fronteggiare l’attacco.

Arlene corse, il cuore che le martellava nel petto, mentre sentiva gli orchi avvicinarsi. Il suono dei loro passi pesanti e delle loro urla si avvicinava sempre di più. Si fermò di colpo, afferrando la sua spada. Non poteva scappare per sempre. Doveva combattere.

Uno degli orchi le piombò addosso con un ruggito, brandendo un’enorme ascia. Arlene si abbassò appena in tempo, sentendo il vento dell’arma sfiorarle i capelli. Con un movimento rapido, contrattaccò, la spada che brillava alla luce fioca, e colpì l'orco al fianco, facendolo crollare a terra.

Ma non c’era tempo per riprendere fiato. Altri due orchi si avvicinavano, e dietro di loro l'ogre si faceva strada tra le rocce, emettendo un ruggito che sembrava scuotere la terra stessa.

Ranulf combatteva al suo fianco, i suoi colpi precisi e letali, ma anche lui stava faticando a tenere testa al numero crescente di nemici. Arlene sentiva la fatica crescere, ma non poteva cedere. Non ora.

L'ogre si avvicinava sempre di più, brandendo un’enorme mazza. Arlene sapeva che se non avessero fermato quella creatura, non avrebbero avuto scampo. Con uno sguardo rapido a Ranulf, prese una decisione.

«Devo fermarlo,» disse, stringendo la spada con entrambe le mani.

Ranulf annuì, senza bisogno di parole. «Vai,» le disse con uno sguardo deciso.

Con il cuore in gola, Arlene si lanciò verso l'ogre, determinata a fermarlo a qualunque costo.

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