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← Arlene: Fatebreaker

Creato il 01/05/2026, 00:20 · Aggiornato il 01/05/2026, 00:26

Capitolo 13: Rivelazioni nel Buio

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Il giorno successivo alla battaglia, il campo era avvolto in un silenzio inquietante. Il sole stava calando, e i soldati, ormai esausti, si preparavano a un’altra notte di riposo. Arlene, però, non riusciva a trovare pace. La morte di Liam la tormentava ancora, e anche se ormai la rabbia e la freddezza avevano preso il sopravvento, sentiva che qualcosa dentro di lei stava cambiando. Una sensazione nuova e sconvolgente.

Dopo aver passato ore a guardare il cielo stellato, si decise a cercare il Capitano Ranulf. Sapeva che lui era sempre presente, vigile, anche quando il resto del campo si riposava. Era un uomo severo, ma giusto, e Arlene aveva bisogno di parlare con qualcuno che non fosse Myra o Gareth, qualcuno che capisse il peso della guerra senza cercare di consolarla.

Trovò Ranulf seduto accanto a un fuoco basso, intento a esaminare una mappa. Quando la vide avvicinarsi, alzò lo sguardo, con un’espressione che non tradiva sorpresa. Sembrava quasi che si aspettasse quella visita.

«Non riesci a dormire?» chiese Ranulf senza alzare gli occhi dalla mappa.

Arlene scosse la testa e si sedette accanto a lui. «Non ho dormito bene da… da molto tempo,» ammise, guardando le fiamme tremolare davanti a lei.

Ranulf annuì, consapevole del peso che i giovani guerrieri dovevano sopportare. «La guerra cambia tutti noi. Non c’è nulla di strano in questo.»

Arlene rimase in silenzio per un momento, cercando le parole giuste. «Ho perso Liam,» disse infine, la voce piatta. «E io… non sono riuscita a salvarlo. Non perché non avevo la forza, ma perché ho esitato. E ora non so come tornare indietro da quello che sento.»

Ranulf la osservò attentamente, i suoi occhi gravi ma gentili. «Non puoi tornare indietro, Arlene. Nessuno di noi può. Ogni battaglia lascia un segno, e ogni perdita ci cambia. Il segreto sta nel trovare un modo per andare avanti, non per dimenticare.»

Arlene fissò il fuoco, le fiamme che si riflettevano nei suoi occhi stanchi. «C'è una cosa di cui non riesco a liberarmi,» iniziò, la voce tremante. «Sogno… sogno sempre lo stesso drago. Un drago dalle fiamme blu.»

Ranulf sollevò un sopracciglio, interessato. «Fiamme blu?»

Arlene annuì. «È come se fosse reale. Ogni notte lo sogno, e ogni volta mi avvicino di più. Sento un legame con lui, ma non capisco perché. È come se mi stesse chiamando, ma non so se dovrei rispondere.»

Il Capitano rimase in silenzio per un momento, riflettendo sulle parole di Arlene. Poi si schiarì la voce. «Sai cosa rappresentano le fiamme blu?»

Arlene scosse la testa. «No, non lo so. Ma sento che hanno qualcosa a che fare con me.»

Ranulf sospirò, appoggiando le mani sulle ginocchia. «Le fiamme blu sono leggendarie, Arlene. Un tempo, appartenevano ai draghi, che erano alleati dell'umanità. Si dice che le loro fiamme fossero così potenti da poter fronteggiare persino il Re Demone. Ma i draghi sono stati sterminati, e con loro, le fiamme blu sono scomparse.»

Arlene lo ascoltava attentamente, la mente che cercava di comprendere il significato di quelle parole. «Quindi… perché io le vedo nei miei sogni? Cosa significa?»

Ranulf si voltò verso di lei, il suo volto segnato dalle battaglie e dal tempo. «Non lo so, Arlene. Ma se quei sogni ti stanno chiamando, potrebbe significare che hai un legame con quel potere. Forse sei destinata a scoprirlo, a risvegliarlo. Ma sappi questo: un potere così grande non viene senza un prezzo.»

Arlene abbassò lo sguardo, il cuore che le batteva forte. «Non voglio che nessun altro si sacrifichi per me,» disse infine, la voce che tradiva una crepa nel suo tono freddo. «Liam è morto per salvarmi. E ora non posso più permettermi di esitare.»

Ranulf le mise una mano sulla spalla. «Non esitare non significa diventare spietati, Arlene. Il vero guerriero sa quando combattere e quando fermarsi. Non permettere che il tuo dolore ti consumi. La morte di Liam… ha un significato solo se tu gli dai un significato.»

Le parole di Ranulf penetrarono lentamente nella mente di Arlene. C'era una verità in ciò che diceva, ma il dolore era ancora troppo recente, troppo forte. Avrebbe dovuto trovare un equilibrio tra il suo desiderio di proteggere e la sua rabbia per la perdita.

«Il drago... lo vedo avvolto nelle fiamme, e mi guarda come se volesse dirmi qualcosa,» continuò Arlene, cambiando argomento. «Ma non parla mai. Non mi dà risposte, solo quella sensazione che qualcosa di grande sta per accadere.»

Ranulf si accigliò, pensieroso. «Il drago potrebbe essere una manifestazione del tuo potere, o di qualcosa che ancora non comprendi. Ma qualunque cosa sia, devi essere pronta. Il potere delle fiamme blu non è mai stato semplice da gestire, nemmeno per i draghi.»

Arlene annuì. «Forse è per questo che mi ha sempre attirato. Ma come posso sapere se sono degna di quel potere?»

Il Capitano si alzò, guardando il cielo sopra di loro. «Non è una questione di essere degni, Arlene. È una questione di scelta. Il potere ti chiama, ma sei tu a decidere cosa farne. Se lo userai per proteggere, o se ti lascerai consumare da esso.»

Quelle parole colpirono Arlene profondamente. Scelse di rimanere in silenzio, contemplando tutto ciò che le era stato detto. La morte di Liam aveva risvegliato qualcosa di oscuro dentro di lei, ma il drago e le fiamme blu... forse erano un'opportunità per trovare un nuovo scopo.

«Grazie, Capitano,» disse infine, alzandosi anche lei.

Ranulf le diede un ultimo sguardo. «Ricorda, Arlene, la forza non viene solo dal potere che possiedi, ma da come scegli di usarlo.»

Mentre si allontanava dal fuoco, Arlene sentiva una leggera scintilla di chiarezza nel caos che aveva dentro. La strada davanti a lei era incerta, ma ora sapeva che il drago, le fiamme blu e il sacrificio di Liam non erano solo frammenti di un destino crudele. Erano pezzi di un puzzle più grande, e sarebbe toccato a lei decidere come metterli insieme.

Con il cuore pesante, ma determinato, Arlene si preparò per il futuro.

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