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Creato il 26/08/2026, 17:34 · Aggiornato il 26/08/2026, 18:04

Capitolo 2: Il mio parassita temporale

@bloodymary79bloodymary79
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Pensiero di J.D.: «Ci sono giornate in cui speri che il tuo lavoro da medico assistente consista semplicemente nel compilare moduli, firmare ricette e schivare le ire dei superiori. E poi ci sono giornate in cui ti ritrovi a scortare un sedicente viandante dello spazio attraverso il secondo piano, pregando che il tuo migliore amico non tenti di squartarlo per rubargli gli accessori.»

Mentre trascinavano il Dottore e Donna lontano dalla furia omicida dell'Inserviente, J.D. ed Elliot cercavano di mantenere un'andatura professionale. Attorno a loro, la solita routine del Sacro Cuore cominciava a mostrare strane increspature: i neon lungo la corsia pulsavano a ritmo sfasato e i carrelli dei farmaci sembravano vibrare impercettibilmente.

«Comunque, il tuo primario ha un serio problema con le relazioni umane» osservò Donna, camminando a passo spedito con le mani affondate nelle tasche del giubbotto di pelle. «E te lo dice una che ha lavorato tre anni in un'agenzia interinale a Chiswick gestita da un sociopatico.»

«Oh, il Dr. Cox non è il primario» spiegò J.D., aggiustandosi lo stetoscopio intorno al collo. «È solo... una forza della natura. Se impari a non incrociare il suo sguardo e a non fare domande idiote, a volte ti lascia persino sopravvivere.»

«A me sembra solo un pallone gonfiato con i riccioli» ribatté Donna, squadrandolo di traverso. «E tu lasci davvero che ti chiami Marcela? Un minimo di dignità, ragazzo!»

«Prima ero Gertrude, quindi tecnicamente sto scalando le gerarchie» tentò di giustificarsi, prima che una figura familiare sbarrasse loro la strada spingendo un carrello con le flebo.

Carla si fermò a braccia conserte, sfoderando lo sguardo da caposala esperta capace di far confessare un errore di cartella clinica a dieci metri di distanza.

«Bambi, Elliot, mi spiegate chi sono questi due e perché i monitor del reparto rianimazione stanno tracciando battiti cardiaci che sembrano un assolo di batteria?» Carla squadrò il Dottore con acuta diffidenza. «E soprattutto, perché questo signore sta puntando un cilindro luminoso contro la mia stazione di controllo?»

Bzzzzzzzt.

Il cacciavite sonico nelle mani del Dottore emise un ronzio vibrante. L'uomo in abito gessato non stava nemmeno ascoltando: era chinato sul terminale dell'accettazione, le dita che volavano sulla tastiera con una velocità disumana mentre gli occhiali da vista gli scivolavano leggermente sul naso.

«Affascinante... assolutamente straordinario!» mormorò il Dottore, aguzzando le sopracciglia. «Non è un semplice sbalzo di tensione, infermiera. L'intera rete di questo blocco sta subendo un riflusso di entropia temporale di classe tre!»

«In parole povere per chi non ha una laurea in fantascienza?» chiese Carla, alzando un sopracciglio.

«In parole povere» s'intromise Donna con un sospiro rassegnato, «vuol dire che c'è qualcosa di invisibile e molto fastidioso che si sta pappando il tempo in questo posto.»

In quel preciso istante, la porta automatica della corsia si aprì a scatto. Il Dr. Kelso fece il suo ingresso con passo felpato, sorseggiando da una tazza di caffè del bar e seguito a ruota da un terrorizzato Ted Buckland, che stringeva una mazzetta di moduli legali contro il petto asciutto.

«Che cos'è questo baccano?» abbaiò Kelso con un sorriso di pura plastica affilata. «Chi ha autorizzato persone non tesserate a sostare vicino alla strumentazione dell'ospedale? Ted, dimmi che abbiamo già una liberatoria firmata per citarli per violazione di domicilio.»

«I-io... signore, sto cercando la sezione giusta per l'intrusione con abbigliamento eccentrico...» balbettò Ted, asciugandosi una goccia di sudore dalla fronte e tremando sotto lo sguardo fisso di Donna.

«Ascoltami, Bob» intervenne il Dottore senza staccare gli occhi dal cacciavite sonico. «Hai un parassita temporale che si sta alimentando nei condotti dell'aria, e se non trovo la sorgente entro dieci minuti, i tuoi pazienti inizieranno a regredire all'età infantile.»

«Oh, fantastico!» esclamò Kelso, completamente imperturbabile. «I pazienti pediatrici costano la metà in termini di somministrazione farmaceutica! Ted, prendi nota: cancellare le sanzioni e offrire a quest'uomo un coupon per la mensa.»

«Hey! Un po' di rispetto per il Dottore!» scattò Donna, facendo un passo minaccioso verso il direttore sanitario. «Questo qui sta cercando di salvare la baracca mentre tu sorseggi il caffè come se fossi in vacanza a Brighton!»

Kelso la fissò per un istante, il sorriso cristallizzato sul volto, prima di fare un passo indietro e rifugiarsi dietro le spalle magre di Ted. «Ted, questa donna ha una frequenza vocale che mi sta rovinando l'udito. Fai qualcosa.»

«Signora... per favore...» squittì Ted, alzando le mani tremanti. «La mia pressione sanguigna non sostiene i confronti verbali dopo le undici del mattino...»

Prima che la discussione potesse degenerare, Il Todd spuntò da una porta laterale in divisa da chirurgia senza maniche, mostrando i bicipiti e sfoderando un sorriso a trentasei denti.

«Ehi! Ho sentito parlare di regressioni e corpi giovani!» esclamò Il Todd, piantandosi davanti a Donna e alzando la mano aperta. «Rossa esplosiva in giubbotto di pelle... Cinque temporale!»

Donna lo squadrò dalla testa ai piedi con una lentezza glaciale, piegando leggermente il capo. «Se non abbassi quella mano nei prossimi due secondi, te la piego in quattro e te la infilo dove non batte il sole. Ci siamo capiti?»

Il Todd abbassò lentamente il braccio, senza perdere il sorriso ma arretrando di due passi. «Mmm, aggressiva. Mi piace. Mantengo il rispetto a distanza.»

Un improvviso balzo di luce fece sfarfallare violentemente le lampade del soffitto. Il ronzio del cacciavite sonico aumentò di tono, diventando un fischio acuto che si propagò lungo l'intercapedine del muro.

«Si sta muovendo!» disse il Dottore, scattando in piedi e rimettendosi gli occhiali in tasca. «La scia di rimpianto è fortissima. È attratta da una stanza specifica!»

«È la 214» disse Elliot, controllando di colpo il tablet con i parametri dei pazienti. «Il Signor Henderson. La sua frequenza cardiaca sta impazzendo e i valori fisiologici stanno sballando del tutto!»

J.D. guardò il Dottore, poi Elliot e Carla. L'atmosfera assurda delle battute e delle minacce legali si dissolse in un secondo, lasciando spazio alla cruda realtà di un reparto di degenza.

«Andiamo» disse J.D.


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