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Dopo quella stessa sera Amanda portó a casa sua Takezo, lo fece sedere in una sedia del salotto, curò e disinfettò le sue ferite e gli mise delle fasce.
Takezo:”Mmph...Ti ringrazio per avermi portato a casa tua, e per le cure ma è meglio che io mi nasconda da un’altra parte. Rischi molto a tenere nascosto un ex hero fuorilegge e latitante.” Disse leggermente addolorato per le ferite che gli bruciavano, ma non si lamentò.
Amanda:”Non devi ringraziarmi, sono io invece che devo ringraziare te per avermi salvato prima.
E poi non ti devi preoccupare, in questa battaglia non sei da solo.
Tu hai bisogno di un luogo dove nasconderti....e io sinceramente mi sento più sicura con te in casa mia, che affidarmi alle autorità piuttosto.”
X:”Meow!”
All’improvviso apparve un gattino a richiamare la loro attenzione.
Amanda:”Ciao Tatsuo, ti abbiamo svegliato cucciolo!”
Takezo:”Che carino! È un Toyger vero?”
Amanda:”Hai indovinato, te ne intendi di gatti?”
Takezo:”Si un pochino di animali ne ne intendo, e i Toyger sono riconoscibili per il semplice fatto che sembrano delle tigri in miniatura.”
Il piccolo Tatsuo fissava Takezo con una certa aria di curiosità, gli girava in tondo tastandolo ogni tanto con la zampina.
Takezo gli diede la mano abbassandola lentamente senza toccarlo, il gattino la fissò per un momento e poi un attimo dopo ci salto sopra.
Takezo sollevò poi la mano per portala vicino alla sua faccia, i due si fissarono negli occhi.
Takezo:”Ciao piccolino, sei proprio carino sai... non ti faccio paura?”
Il gattino senza preavviso gli salto poi nel muso del coccodrillo e iniziò a fare dei dolci miagolii girandogli in tondo sopra la testa.
Tatsuo:”Meow meow meow!”
Takezo:”Eheheheh devo prenderlo per un no, che tipetto audace.”
Amanda:”Credo che gli piaci, ma adesso vieni dalla mamma Tatsuo.”
Infine il gatto salto su Amanda che lo prese al volo, gli fece qualche coccola e poi lo lascio andare.
Amanda prese la sua borsa tirando fuori una chiavetta usb e il suo cellulare.
Amanda:”Credo sia il momento, che anche tu sappia cosa ho scoperto la sotto.”
Lo sguardo di entrambi si fece serio.
Amanda porto Takezo nel suo laboratorio personale, si misero davanti al computer e collegando la chiavetta usb a esso.
Si aprirono diversi file che includevano immagini e video,e anche un particolare file.
Amanda:” la botola che ho trovato mi ha condotto in un piano sotterraneo, una specie di camera di sicurezza con computer e telecamere collegate.”
Takezo:”Telecamere???
Non ho visto telecamere ne cartelli che ne avvisano in giro.”
Amanda:”Infatti le telecamere che hanno utilizzato non faceva parte del palazzo, sono state modificate apposta per la camera di sicurezza ormai abbandonata. E per farla funzionare devono aver hackerato un sistema dalla centrale elettrica per avere gratuitamente la corrente.”
Takezo:”Si ha senso, o per lo meno è plausibile come teoria. Già il fatto che un logoro palazzo abbandonato avesse ancora la corrente elettrica era già sospettoso di suo.”
Amanda:”Si davvero sospettoso, ma è quello che ho trovato nel computer a essere shockante.
Ho trovato dei video delle registrazioni ma sono tutti alterati e modificati, irrecuperabili come prove non servono a nulla. Ho poi trovato un file con immagini di mostri.”
Takezo:”Ma sono i mostri che avevano attaccato la città giorni fa. Avevano fatto delle vittime ma per fortuna con gli Heroes si è evitata una strage.... tutti quanti i mostri una volta sconfitta... o uccisi sparivano, o per meglio dire la loro “carcassa” si dissolveva come polvere.”
Amanda:”Esatto... ogni tot di giorni usciva fuori una storia-creepypasta con un nuovo mostro protagonista.
Ma adesso è qui che arriva la parte shockante.”
Takezo:”Che vuoi dire?”.
Amanda si era fatta pallida:”La sera... la sera dell’incidente....poco prima della strage, sulla rete era uscita una nuova Creepypasta ma fu subito cancellata dopo pochi minuti.
Il sito poi venne totalmente bloccato, si potevano ancora vedere le vecchie storie ma dell’ultima storia non c’era proprio traccia... fino a quando non ho recuperato questo file sul cestino.
Sai anche quando elimini qualcosa nel computer, non è davvero perso per sempre e lo si può recuperare se hai molto dimestichezza con l’elettronica.
Io...io sono riuscita a recuperare quella Creepypasta e tu.... ne sei il protagonista.”
Takezo anch’esso impallidito:”Ch..Che Cosa?”
Amanda clicco sul file, si aprì la schermata e davanti a loro apparve l’immagine di Takezo con sotto una introduzione che recitava:
“Eroe di giorno, e Mostro durante la notte.
Crocoman l’uomo coccodrillo che di giorno protegge con un affilato sorriso, in realtà non è quello che vuole far credere.
La sua è una maschera, che nasconde la sua indole sanguinaria e violenta.
Quando è notte fonda abbandona le sue spoglie da eroe e rivela la sua vera natura.
Nell’oscurità lui nuota, nelle tenebre silenzioso lui ti osserva con rossi occhi sadici.
E quando si avventa su di te, lui si diverte ad ascoltare le tue grida di dolore mentre ti divora.
I pianti dei bambini sono musica per le sue orecchie, oltre a essere le sue leccornie preferite.”
Takezo sconvolto:”No...non può essere...significa...significa!”
Amanda:”Significa che RAD...non è un vero essere umano...lui è uno dei mostri di MrCreepyLegend...quel mostro in realtà....è la Creepypasta di te stesso.”
Takezo confuso:”Ma...ma non può essere, i mostri precedenti per quanto pericolosi non erano così intelligenti, a malapena sapevano parlare.”
Amanda:”Ho paura che questo mostro sia diverso dagli altri perché..... a differenza degli altri... prende ispirazione da te che sei una persona reale.
E non è tutto lo riconosci questo disegno?”
Amanda carico delle fotografie prese dal suo cellulare, è quello che si vedeva era un particolare disegno stilizzato di un inquietante sorriso.
Takezo:”Aspetta un momento, ma questo sembra il logo di Mr CreepyLegend!”
Amanda:”Esatto è il disegno del suo logo, e questa foto è presa da il muro dove....è accaduto l’orrore. Per quanto i video fossero danneggiati, io ho notato una cosa. Il sequestratore toccando quel muro ha fatto apparire il suo disegno dal nulla....Questa è solo una mia teoria, anche se non so come ma credo che il suo strano quirk... funzionasse tramite quel suo disegno.”
Amanda per quanto cercasse di apparire seria e concentrata, aveva un velo di malinconia, Takezo però non se ne accorse...perché lui stesso aveva qualcosa che lo affliggeva.
Amanda:”Takezo io ho controllato gli orari dell’ultima modifica di questi file, e ti posso confermare che è avvenuta dopo il tuo arresto, e a meno che RAD non sappia usare un computer, cosa che dubito molto significa...”
Takezo:”Significa che c’era qualcun’altro quella notte...Mr CreepyLegend non faceva tutto da solo, qualcun’altro lavorava insieme a lui.” Disse stringendosi i pugni.
Amanda:”Questo è il massimo che sono riuscita a reperire....non è molto ma è sempre meglio di niente...mi dispiace ch..”
Takezo:”È colpa mia!”
Amanda confusa:”Come?”
Takezo shockato:”Tutta questa situazione è colpa mia!”
Amanda:”Ma cosa stai dicendo?”
Takezo:”Se non fosse per me...Tutto questo non sarebbe successo.”
Amanda non sapeva cosa rispondergli, vederlo così scosso dopo questa rivelazione la faceva sentire in colpa, ma poi con calma gli mise una mano spalla, Takezo giro lo sguardo verso di lei vedendo un sorriso malinconico.
Amanda:”Non è colpa tua, tu non hai fatto nulla di sbagliato...dopo una giornata del genere quello che serve è una bella dormita, e vedrai che al mattino le cose si vedranno da una diversa prospettiva.”
Takezo nonostante fosse perplesso annuì ascoltando il consiglio di Amanda.
Takezo:”Si forse è il caso di pensarci meglio dopo una dormita.”
Amanda accompagna Takezo nel Bunker personale sotto casa sua, gli apri la grossa porta davanti e gli mostro il letto dove dormire.
Takezo:”Perbacco bel bunker, te lo sei fatto fare per sopravvivere all’apocalisse nucleare zombie?”
Amanda:”Ahahaha si una cosa del genere...è sempre meglio tenersi preparati a tutto. Inoltre vista la tua situazione per tenerti nascosto va più che bene, spero solo che il letto sia abbastanza comodo per te.”
Takezo:”Non ti preoccupare mi andrà bene, sei stata già molto gentile con me.”
Amanda:”Dai per così poco...Allora ci si vede domani mattina...buona notte Takezo .”
Takezo:”Buona notte Amanda.”
Amanda chiuse la porta e sali al piano di sopra, Takezo intanto si mise sotto le coperte dopo essersi svestito e si mise a dormire.
Purtroppo però non riusciva ad avere sogni tranquilli, Takezo si agitava continuamente nel letto, non riusciva a stare fermo.
Incubi lo perseguitavano, davanti a lui la stessa raccapricciante scena dei bambini massacrati che si ripeteva, un pavimento allagato di sangue lo circondava in una stanza scarsamente illuminata con lo spazio che si estendeva senza fine.
Nelle sue mani aveva ancora il corpicino del bambino che gli era morto tra le braccia, solo che ad un tratto cominciò a muoversi girando il volto verso di lui, guardandolo con occhi nerissimi senza vita, il bambino alzo poi il braccio indicandolo cominciando a parlare.
Bambino:”È colpa tua!”
Takezo spaventato :”Ma cosa?”
Bambino:”Se siamo ridotti così è colpa tua!
Tu ci hai ridotti così!”
Takezo:”No..no non è vero!”
Bambino:”Tu ci hai uccisi tutti, sei il vero responsabile di questo massacro!”
Ad un certo punto poi Takezo notò che altri bambini morti e mutilati si stavano rialzando, si avvicinarono a lui guardandolo e ripetendo le stesse frasi:
“È COLPA TUA!!!
MOSTRO!!!
NON POTRÒ PIÙ RIVEDERE I MIEI CARI!!!
NON POTRÒ PIÙ RIABBRACCIARE I MIEI GENITORI, O NESSUN ALTRO VISTO CHE MI HAI MANGIATO LE BRACCIA!!!
È COLPA TUA!!!”
Takezo:”BASTA!!!
SMETTETELA, FATELA FINITA!”
Infine ad un certo punto Takezo guardò un suo riflesso nel sangue, vedendo in lui l’espressione sadica di RAD.
Takezo:”NOOOOOOOOO!!!!!!!!”
Takezo si svegliò bruscamente dal suo incubo, ansimava e sudava freddo, si mise le mani in testa e cominciò a borbottare con le lacrime agli occhi.
Takezo:” È colpa mia...È solo colpa mia.”
Il coccodrillo però non era l’unico a non chiudere occhio quella notte, fuori dalla porta c’era Amanda che lo ascoltava con le lacrime agli occhi tenendosi la bocca tappata con la mano per non farsi sentire.
La mattina successiva attorno le 7:00 Takezo uscì fuori dal suo bunker salendo le scale dirigendosi in cucina, li c’era già Amanda ad aspettarlo, non aveva aria riposata.
Amanda:”Buongiorno.”
Takezo:”....Buongiorno Amanda.”
Amando:”....Nottataccia?”
Takezo:”.....si”.
Amanda:”...Siamo in due allora, lo vuoi un caffè?”
Takezo:”...Si, molto volentieri grazie.”
Amanda preparò il caffè per due usando le capsule, nel mentre aveva messo della frutta, mele, arance e banane, e poi del latte e biscotti nel tavolo, iniziarono poi a fare colazione con molta calma.
Amanda:”Vuoi dei cereali?”.
Takezo:”Ehm.. no grazie, va bene così per me, non ti disturbare.
Devo dire che hai proprio una bella casa, soprattutto in una zona molto tranquilla.
Amanda:”Grazie, in effetti mi piaceva proprio per la sua tranquillità lontana dal caos cittadino, ho bisogno dei miei spazi per svolgere i miei lavori.”
Takezo:”Che lavoro fai?”
Amanda:”Sono una progettista scientifica che lavora per l’agenzia Prometheus... la conosci percaso?
Takezo:”Si ne avevo sentito parlare, se non sbaglio è una recente azienda americana che si sta allargando per il mondo, e che si concentra sull’aiutare la gente con le loro particolari invenzioni...”
Sia Takezo e Amanda:”COME GLI OGGETTI DI SUPPORTO CHE UTILIZZANO GLI EROI!”
I due risero per aver parlato all’unisono .
Amanda:”Ahahaha esatto!”
Takezo:”Quindi sei straniera, devo dire però che parli un ottimo giapponese, di dove sei originaria?”
Amanda:”Io vengo da Sacramento in California, mia madre però era originaria di Tokyo per cui sono bilingue.
I miei genitori erano due scienziati, per cui ho ereditato la loro passione per materie scientifiche.”
Takezo:”Incredibile!
Sai non vorrei sembrare sfacciato o approfittarmi di te ma....c’è una cosa che voglio farti vedere.”
Takezo tirò fuori dalla tasca una piccola scatoletta, la apri e tirò delle piccole fialette con un liquido verde.
Amanda incuriosita:”Che cosa sono quelle?”
Takezo:”Non sarò uno scienziato provetto, però ho elaborato un piccolo siero di mia invenzione, utilizzando il mio sangue. In pratica ho cercato di creare un siero che mi rendesse più forte per delle future minacce, ma ho solo ottenuto dei magri risultati.”
Amanda:”Un siero per diventare più forte? Come nei fumetti, ma perché vuoi diventare più forte, tu mi sembri già bello tosto?”
Takezo:”Vedi Amanda, apparentemente è vero sono piuttosto forte e riesco a sopravvivere in situazioni dove altri invece non riescono..... però ho notato di avere molti limiti nel mio quirk CROCODYLOMORPHA.”
QUIRK:Crocodylomorpha
Il suo quirk gli consente di avere doti fisiche sovrumane e di fare tutto quello che fanno i coccodrilli e simili.
Amanda:”Limiti?”
Takezo:”Vedi per farti un esempio io sono piuttosto vulnerabile al freddo e alle basse temperature, e nonostante usassi una particolare tuta per agire anche in periodi freddi e invernali, mi sono ritrovato in situazioni dove ho rischiato grosso contro criminali con poteri del genere, e sono stato fortunato in seguito a cavarmela grazie ad All Might.”
Amanda:”All Might è un grande eroe, e non c’è nulla di cui vergognarsi se un hero ne salva un altro.”
Takezo:”Si è vero, però è qui che arriva poi il problema.”
Amanda:”È quale sarebbe?”
Takezo:”Cosa succederebbe se arrivasse un giorno un nemico più potente dello stesso All Might, o se addirittura All Might diventasse malvagio tramite una possessione o un controllo mentale? Che cosa farei io in una situazione simile? Ecco perché sto tentando di creare un siero per prevenire questa situazione, ma non sono abbastanza intelligente per portalo avanti.”
Amanda:”Temi una situazione del genere?”
Takezo:”Si...ma più che altro temo di fallire nell’impedire la tragedia.
Il mio quirk si basa sulle abilità dei coccodrilli, che sono feroci e potenti creature del regno animale, il coccodrillo Marino detiene il morso più forte in natura.
Tuttavia questo è il record detenuto dagli animali moderni... se dovesse essere confrontato con i dinosauri come il T-Rex, o l’antenato dello squalo il Megalodonte verrebbe surclassato, sia per il morso e per le dimensioni.
Per cui come potrei ribaltare la situazione contro Villains con quirk simili.......Semplicemente portando il mio quirk al livello degli antenati del coccodrillo.
So che ci sono alcune specie di coccodrillo enormi con un morso molto potente che rivaleggiava sia col T-Rex e il Megalodonte, il Deinosuchus e il Purussaurus!”
Amanda rimase stupita da questo suo ragionamento, si sentiva quasi ispirata da questa suo discorso.
Takezo:”E non è tutto, c’è stato addirittura un altro antenato lontanamente imparentato del coccodrillo che invece del sangue freddo, aveva il sangue caldo. Ciò gli consentiva di resistere al gelo e alle acque freddissime e.... cazzo come si chiamava...non mi ricordo il nome accidenti.”
Amanda:”Aspetta un attimo, torno subito.”
Amanda corse via andando da qualche parte, poco dopo tornò in cucina con un grosso libro.
Amanda:”Era a questo arcosauro che ti riferivi?”
Amanda mostro una pagina con un illustrazione e spiegazione dell’animale in questione, Takezo stupito nel vederlo confermo che era lui.
Takezo:”SI È LUI!!!
IL METRIORHYNCHIDAE!!!!”
Amanda:”LO SAPEVO CHE ERA LUI!!!!
È un tipo di coccodrillo vissuto tra il Giurassico inferiore e Cretaceo Inferiore, con un corpo più simile a quello di un delfino che proprio grazie al suo sangue caldo si è adattato alle freddissime di quel tempo!”
Takezo sorpreso :”Però anche te ne sai parecchie sui dinosauri?”
Takezo diede poi un occhiata al libro sfogliando, notando che c’era un intero capitolo dedicato ai crocodilomorfi.
Amanda:”Si ne so qualcosa, è una piccola passione che avevo da piccola.
Ma adesso parliamo di te, se ho capito bene il tuo obbiettivo è quello di diventare un “super-coccodrillo”?”
Takezo:”Esatto, il mio quirk si basa sui coccodrilli e i simili, però io sono certo di poterlo sviluppare anche al livello dei coccodrilli arcosauri.
Io sperò sia davvero possibile, ci ho provato in ogni modo a migliorare, ma a livello fisico credo di aver raggiunto l’apice.”
Amanda:”I quirk sono una cosa particolare, in ogni soggetto funziona in modo differente...certe volte può contare addirittura anche il fattore psicologico, tuttavia un risveglio del quirk è sempre possibile. Capisco perché ti sei affidato alla scienza, e devo dire che mi hai convinta.”
Takezo:”Davvero?!”
Amanda:”Certamente mi hai ispirato, hai avuto una interessante intuizione.
farò delle analisi sul tuo siero e vedrò se sarà possibile farti sviluppare un power-up!” Disse facendogli l’occhiolino.
Takezo felice:”Ti ringrazio, appena potrò mi sdebiterò per la tua gentilezza!”
I giorni passavano tranquilli, Amanda lavorava in casa ai suoi progetti, senza trascurare il siero di Takezo.
Takezo notò che passava molto tempo in casa, ma d’altronde anche lui era bloccato in casa.
Takezo:”Il tuo lavoro ti consente di lavorare anche in casa?”.
Amanda:”Normale farei tutto nel laboratorio dell’Istituto, ma per me è un caso speciale.
Dato che sono veloce a fare i miei progetti, mi è concesso portare il lavoro anche in casa.”
Takezo:”Capisco.”
Takezo notò però che a stare concentrata sul lavoro, trascurava un po’ la casa, e la casa era anche parecchio grande, forse un po’ troppo grande per una persona.
Takezo tentava varie volte di chiedergli qualcosa riguardo la sua famiglia e la casa, ma lei cambiava subito argomento, per cui non insisteva.
Takezo rimaneva concentrato a cercare notizia di RAD tramite internet ma senza risultati, la cosa lo rendeva nervoso tenendo conto che ancora non riusciva a dormire, lo stesso incubo lo stava ancora tormentando, cercava di non darlo a vedere ma Amanda lo sapeva.
Il quarto giorno Amanda dovette uscire per recarsi nell’Istituto per svolgere alcune cose, per cui Takezo rimase da solo con Tatsuo in casa.
Amanda tornò poi a casa verso pomeriggio, appena apri la porta rimase meravigliata.
Amanda stupita:”Che splendore!”
Davanti a se la casa brillava,era tutto in ordine nemmeno una briciola per terra, un profumo di pulito.
Takezo:”Ciao Amanda tutto bene?”
Amanda:”Ciao.... Takezo ma cosa hai fatto?”
Takezo:”Nulla di che, ho solo dato una pulita in casa.”
Amanda:”Ma non dovevi disturbarti, ci avrei pensato io.”
Takezo:”Nessun disturbo, mi hai dato un posto dove nascondermi, e te lavori molto sui tuoi progetti, la casa poi è grande di certo non puoi occuparti di tutto da sola.
Non mi piace rimanere con le mani in mano, per cui questo è il minimo che posso fare per ringraziarti per l’ospitalità .”
Amanda:”Che dolce che sei.”
Quella stessa sera più tardi Amanda stava preparando la tavola, si stava preparando per fare la cena, ma arrivò Takezo con un cappello da chef.
Takezo:”Mettiti tranquilla Amanda, ci penso io alla cena stasera.”
Amanda sorpresa :”Oh...va bene non sapevo sapessi cucinare?”
Takezo:”Ehm...si...so cucinare.”
Si mise davanti ai fornelli guardandoli per un momento..... non sapeva come si accendevano i fornelli del gas, ma si vergognava troppo ad ammetterlo.
Amanda:”Non sai come si gira la manovella del gas?”
Takezo:”Ehm...diciamo che è diversa...si non so come si accende.”
Arrivò poi Amanda che giro di scatto una manovella, Takezo prese l’accendino e imito lo stesso gesto.
Amanda preoccupata :”No aspetta così è troppo!”
Una gigantesca fiammata prese la faccia di Takezo, lui non si fece nulla però il suo cappello da chef e il grembiule andarono in fiamme, e goffamente girandosi fece bruciare anche la pietanza che c’era nella piadella.
Takezo:”Aaaaaaah vado a fuoco, vado a fuoco!!!”
Tatsuo rizzò il pelo spaventato, Amanda aveva preso di corsa l’estintore antincendio sparandolo addosso a Takezo che si stava rotolando nel pavimento.
Il tutto finì con una grassa risata di Amanda con Takezo che si stava vergognando della sua gaffe.
Passarono altri giorni, gli incubi di Takezo non lo lasciavano in pace ormai passava le notte insonni, e iniziava ad avere delle allucinazioni
anch’esse ripetitive, lo sguardo di RAD che lo fissava nel suo riflesso allo specchio.
Takezo cercava di non pensarci, ma ogni giorno si faceva più difficile da sopportare.
Una notte in particolare verso le 3:00 lui era ancora sveglio, e visto che non riusciva a dormire decise di voler uscire a prendere un po’ di aria.
Passando per il salotto vide una luce accesa, passando per spegnerla vide Amanda che dormiva seduta sulla scrivania in mezzo a tante fogli, le sue ricerche.
Amanda si stava muovendo nel sonno, riapprendo gli occhi si accorse di essere in camera sua nonostante il buio, distesa nel suo letto.
Alzo la testa e vide davanti una oscura figura che la fissava con un occhio rosso.
Amanda spaventata:”Aaaaaaah!!!!”
Takezo:”AAAH COSA? CHE SUCCEDE?”
Amanda:”Takezo? Eri tu...Perché sei qui?
E come ho fatto ad arrivare nel mio letto? Non ricordo di essermi spostata dal salotto.
Takezo:”Sono stato io. Non pensare male, ma ti ho visto che dormivi seduta, e questo non ti faceva bene alla schiena e ti potevi anche raffreddare, per cui ti ho portato in braccio per metterti sotto le coperte del tuo letto.....tranquilla non ti ho spogliata.
Amanda:”Ahahahaha!”
Takezo confuso:”Non sei arrabbiata?”
Amanda:”Per niente, anzi mi hai fatto quasi tornare bambina, come quando ti addormentavi sul divano e magicamente ti risvegliavi nel tuo letto, mi sento quasi una principessa.
Però mi hai un po’ spaventata mentre mi guardavi dormire.
Takezo:”Ti chiedo scusa, ma in verità non ti stavo davvero guardando, semplicemente stavo in guardia dormendo con un occhio aperto. I coccodrilli sono capaci di dormire con un occhio aperto per evitare possibili minacce.”
Amanda:”Ti stavi assicurando che stessi bene?”
Takezo:”Si... negli ultimi tempi vedo che non riposi molto bene, ti ammazzi poi di tanto lavoro anche per causa mia, una bella ragazza come te non si dovrebbe trascurare per un tipo come me, è un peccato.”
Amanda arrossì per il complimento.
Altri giorni passarono, con il tempo trascorso Amanda e Takezo si stava conoscendo sempre di più, scoprendo di avere molti interessi in comune,e altri invece di cui iniziarono ad appassionarsi.
Takezo:”Se vuoi partire da un genere in particolare, inizia ad ascoltare prima L’Heavy Metal classico, e poi man mano inizierai a scoprire tutti i vari sottogeneri del metal.
Amanda:”Dici? Un tempo ascoltavo qualcosa degli AC/DC, potrei ricominciare da loro?”
Takezo:”Buona scelta, se posso consigliarti anche gli album comincia con Highway To Hell e Black In Black, però poi ascolta i Black Sabbath.”
Amanda:”Lo terrò presente.”
Takezo:”........Se vuoi stasera puoi anche uscire fuori.”
Amanda:”Uscire fuori?”
Takezo:”Cioè volevo dire, che se vuoi puoi uscire con i tuoi amici, per andarti a divertirti.
In queste settimane sei sempre rimasta a casa a farmi compagnia,se avevi voglia di uscire non ti devi preoccupare per me, in fondo non sarò da solo, c’è Tatsuo con me.”
Amanda:”Beh a essere sincera anche se volessi non ho nessuno da invitare.
Forse a prima vista non sembra ma, io non sono una persona socievole con molti amici. Ogni che provo a socializzare finisco per rimanere delusa.”
Takezo:”Perché dici una cosa del genere?”
Amanda:”Beh perché succede a rimanere emarginata quando per gli altri sei la stramba del gruppo.
Sono sempre stata la più intelligente della classe, e come sai avevo certi interessi totalmente diversi da quelle delle bambine della mia età.
Per me era difficile socializzare, non venivo capita dagli altri bambini, e quando avevano bisogno di me era solo per...”
Takezo:”Interesse personale vero?”
Amanda sorpresa :”Esatto...?”
Takezo:”Capisco cosa provi, la mia infanzia non è stata poi tanto diversa.
Con il mio aspetto venivo considerato un poco di buono, ero preso di mira da certi teppisti. Quando dimostravo la mia forza alla fine ero considerato io quello nel torto, anche quando ero solo contro un intero gruppo.
La gente aveva paura di me, e altri sfruttavano questa mia indole per i loro comodi personali.
Io volevo solo fare la cosa giusta, ma ero sempre...”
Amanda:”Incompreso?”
Takezo:”Si...se non fosse stato per i consigli del nonno e di mamma chi sa adesso dove sarei?
Siamo proprio una bella coppia di strambi incompresi a quanto pare ahahah.”
Amanda:”Hahaha già... nonno e mamma?
Dopo quello che è successo li hai più sentiti?
Takezo:”...Mio nonno ci ha lasciato diversi anni fa, proprio dopo che ho preso il mio diploma da hero è venuto a mancare.”
Amanda:”Mi dispiace... e tua madre?”
Takezo:”In questi giorni ho provato a chiamarla usando un numero anonimo per non farmi tracciare...ha risposto una sola volta, era sconvolta e in lacrime.
Ho provato a parlare con lei, ma ha riattaccato e non ha più risposto alle mie chiamate...non mi è rimasto più nessuno.
Amanda:”Mi dispiace molto ...scusami se te lo chiesto.”
Takezo:”Non ti preoccupare....Amanda tu invece la tua famiglia la senti spesso?”
Amanda”.....I miei non ci sono più da parecchio tempo, 6 anni fa sono morti in un incedente stradale.”
Takezo:”Accidenti...ora sono io che mi devo scusare con te.”
Amanda:”Tranquillo non potevi saperlo.
Dopo quel duro colpo me la sono dovuta cavare da sola, e con determinazione siamo riusciti ad andare, sono stata presa dalla Prometheus e con il mio duro lavoro sono riuscita a elevarmi. Cogliendo l’occasione abbiamo deciso di trasferirci qui in Giappone per vivere una nuova vita.”
Takezo:”Sei una donna molto forte...però hai usato il plurale, a chi ti stavi riferendo?
Non di certo a Tatsuo è ancora un cucciolo.”
Amanda non rispose, ma la sua espressione divenne triste.
Takezo:”Amanda è da un po’ che ci penso... Questa casa è troppo grande per una persona sola, qui ci abitava qualcun’altro oltre a te?”
Amanda rimase ancora nel silenzio, però a parlare invece delle parole, furono le sue lacrime a farlo... lei stava piangendo, e questo fece sentire in colpa il coccodrillo.
Takezo:” Amanda...scusa ho detto qualcosa di sbagliato? Mi dispiace non volevo farti piangere, scusa!”
Amanda:”Scusami.”
Corse via dal salotto e sali poi le scale lasciando solo il pentito coccodrillo blu.
Takezo:”Amanda...AMANDA!!!
Merda! Merda! Sono un coglione!”
Takezo era arrabbiato con se stesso, cattivi pensieri lo assalivano, e senza pensarci due volte uscì fuori dalla casa, se ne andò via nel cuore della notte girovagando senza una meta nei boschi.
Passo dopo passo continuava a camminare in mezzo la foresta boschiva, Takezo aveva camminato a lungo, ma la sua rabbia non sembrava calare, continuando a imprecare sempre a se stesso.
Takezo più borbottava più iniziava a pensare ad alcune piccole cose a cui non aveva fatto caso da quando si era trasferito nella casa,
tutte quelle piccole cose erano tutte collegate fra loro.
Iniziò a riflettere fino a giungere a una triste conclusione.
Takezo:”Ma certo...lei è rimasta ancora traumatizzata... e mi sta tenendo nascosto qualcosa...qualcosa di brutto che è successo a causa mia...lei però lo sta tenendo segreto perché non vuole farmi sentire in colpa...sigh
CAZZO! CAZZO! CAZZO! CAZZO!!!”
Takezo iniziò a correre salendo tutta la foresta in preda alla rabbia.
Le allucinazioni dovute dall’insonnia si facevano sentire, le urla dei bambini lo stavano tormentando, il senso di colpa che ha tentato di reprimere ormai aveva preso il sopravventò.
Davanti a lui c’era l’immagine distorta di RAD che lo stava deridendo, Takezo tentava di combatterlo, ma inutilmente.
Takezo:”Maledizione...MALEDIZIONE!!!
È sempre stato così... non sono cambiato per niente.
Qualsiasi cosa faccio, anche con tutte le buone intenzioni finisce sempre nello stesso modo!
Sigh...(le lacrime iniziarono a scendergli)Non faccio altro che causare problemi a persone che non se lo meritano.
Se solo non avessi perso il controllo contro quel pazzo... no non sarebbe cambiato niente...RAD esiste perché io esisto...lui è me, e io in un certo senso...Io sono lui, io ho ucciso quei bambini.
Se solo io non fossi esisto, nemmeno lui esisterebbe...Amanda non soffrirebbe a causa mia... TUTTO QUESTO NON SAREBBE MAI SUCCESSO!!!
AAAAAAAAAAAAH!!!!!!!!!!!!!!!!”
Takezo riprese la sua corsa, avanzando fino ad arrivare fino a una cima rocciosa.
Sbatte violentemente contro una parete, e continuò a sbattere il corpo contro, battendo i pugni, abbastanza forti da creare delle crepe alla parete.
Ad un tratto poi vide un grossa pietra davanti a se, la prese e se la spacco in testa frantumandola.
Takezo:”Stupida corazza.... a cosa mi serve se non riesco a usarla per chi ne ha davvero bisogno!!!”.
Takezo poi sembro calmarsi, giro lo sguardo verso un precipizio davanti a lui, andò avanti per vederne il fondo, ad occhio era difficile dire quanto era profondo, ma di certo era parecchio alto.
Takezo depresso:”È bello alto qua...ma anche se cadessi da qui probabilmente riuscirei a sopravvivere al contrario di molti atri...l’unica cosa che spero però è che mi faccia davvero male.”
Mise un passo avanti pronto a cadere, quando ad un tratto senti un miagolio, e girandosi vide Tatsuo.
Tatsuo:”Meow meow meow!!!”
Takezo:”Tatsuo?....
Cosa ci fai qui?”
Il gattino continuava a miagolare, i suoi miagolii sembravano così tristi.
Takezo:”Mi hai seguito fino a qui, non vuoi che vada via?”
Takezo indietreggio e si avvicinò al gattino prendendolo in braccio, accarezzandolo e rassicurandolo, Tatsuo cominciò a fare le fusa.
Takezo:”Tranquillo Tatsuo non vado da nessuna parte.....cosa stavo per fare?
Facendomi del male da solo, non avrei risolto nulla...anzi avrei fatto più male a voi.
Avrei solo causato altro dolore ad Amanda.....sarà in pensiero, su torniamo a casa.”
Stava per sorgere l’alba, fuori in giardino Amanda si stava guardando attorno preoccupata, all’improvviso fuori dai boschi apparve il coccodrillo blu con in braccio il gattino tigrato che la salutava.
L’espressione triste di Amanda si trasformò all’istante in un sorriso.
Quello stesso giorno durante il pomeriggio Takezo uscì dal suo bunker per prendere qualcosa da bere nel frigo della cucina.
Ritornando indietro senti poi qualcosa in mezzo al corridoio,il rumore proveniva dal piano di sopra, per cui sali le scale.
Passando per il corridoio vide una porta semiaperta, la prima alla sua sinistra.
Era curioso che il fatto che proprio quella porta fosse aperta, da quando si trovava lì Takezo quella porta era sempre rimasta chiusa, anche quando lui puliva la casa.
Se avvicino alla porta, iniziando a capire cos’è fossero i rumori, era Amanda che stava singhiozzando seduta su un letto vista di schiena.
Takezo:”Amanda tutto bene?”
Amanda si girò verso di lui, ma non prima di asciugarsi le lacrime.
Takezo:”Scusami ti avevo sentito in fondo alle scale e..... ti lascio tranquilla vado giù.”
Amanda:”Aspetta!
Entra pure, non temere vieni pure.”
Takezo entro nella stanza guardandosi attorno, vide un po’ di dinosauri giocattoli, un poster attaccato alla parete di Jurassic Park e una libreria.
Notò poi qualche gadget di All Might sparsi su una mensola, ma fu quello che vide dopo a sorprenderlo.
Accanto a quei gadget ceneranno altri, ma dedicati a lui, delle action figures ,dei portachiavi e addirittura un poster di Crocoman.
Guardandosi meglio in girò tra vide tra i giocattoli dei dinosauri che c’erano pure quelli di coccodrilli, e addirittura un peluche a forma di coccodrillo,
era evidente che questa era la stanza di un bambino.
Takezo si sedette poi sul letto affianco ad Amanda notando che aveva tra le mani una fotografia.
Amanda:”Sai quando mi hai chiesto se qui vivesse qualcun altro avevi indovinato.”
Takezo:”Di chi è questa stanza?”
Amanda:”Era di Tommy.... il mio fratellino, sai lui...in verità anche io, siamo due tuoi fan come avrai potuto notare.”
Takezo si sentiva lusingato e sorpreso da questa dichiarazione, ma non disse nulla voleva far parlare Amanda.
Amanda:”Lui come me aveva sempre avuto una fissa per i dinosauri, e i suoi animali preferiti guardacaso erano proprio i coccodrilli quando gli detto che fra i dinosauri sono considerati dei letteralmente fossili viventi, anche se è ormai un espressione obsoleta.
Quando ci siamo trasferiti qui e ha scoperto di te, sei diventato all’instante il suo supereroe preferito, e guai se qualcuno parlava di te, lo prendeva a botte.”
Takezo sorrise senza smettere di ascoltarla.
Amanda:”Lui era un tipo vivace, ma che come me faceva fatica a socializzare con gli altri.....”
Takezo:”Eravate molto legati?”
Amanda:”Tantissimo, potevamo contare solo su noi stessi.
Dopo la morte dei nostri genitori mi sono dovuta fare il mazzo, oltre a fare da sorella maggiore ho dovuto fare anche da mamma per lui, andavamo molto d’accordo.
Sai oltre a All Might sei stato tu a ispirarlo a diventare un hero.”
Takezo sorpreso :”Sul serio?”
Amanda:”Si... guardava tutti i tuoi video e leggeva le tue imprese.
Lui aveva un quirk molto carino, e che con il giusto aiuto in futuro sarebbe potuto diventare comodo per gli Heroes.”
Quirk: SHARED EYES
Gli consente di poter condividere con un altra persona anche se a chilometri di distanza, quello che vede lui attraverso i suoi occhi.
Funziona con una persona alla volta, e soprattutto se ha già avuto un primo contanti.
Amanda:”Sai lo usava spesso con me quando vedere qualcosa di brutto e aveva bisogno di me, altre volte invece per mostrarmi qualcosa di buffo per ridere assieme..... peccato che sembravo una scema quando gli altri mi vedevano ridere da sola....
Però tutte queste cose...queste piccole cose mi mancano...sigh... e soprattutto mi manca lui.”
Amanda riprese a piangere, delle lacrime caddero sul vetro della fotografia, che adesso era alla vista di Takezo.
Lui vide nella foto Amanda che abbracciava un bambino, questo bambino aveva dei capelli corti e neri, e degli occhi verdi uguali a quella della sorella.
Quel volto gli sembrava così familiare, e poi gli ritorno in mente dove lo aveva già visto...gli venne quasi una fitta al cuore.
Il bambino nella foto era lo stesso che lui aveva tenuto tra le sue braccia.
Takezo:”Perché non me lo avevi detto?”
Amanda:”Perché ho visto, come stavi davvero...stavi davvero male quando ti ho rivelato l’origine di RAD... è solo per questo ho capito subito che stavi soffrendo e ti davi la colpa di tutta....
Se ti avessi detto anche questo non so come avresti reagito....Inoltre anche io lo tenevo nascosto a me stessa questo segreto..... perché...sigh... perché avevo paura..... paura che stavolta sarei rimasta davvero da sola.”
Takezo:”Ti sbagli Amanda io non ti farei mai una cosa del genere, per nessuna ragione ti lascerei da sola.
Non solo perché tu sei l’unica persona che ha visto la verità, ma soprattutto perché tu per me sei l’unico affetto che mi è rimasto in questo mondo!”
Amanda rimase sbigottita, spalancò gli occhi a questa sua affermazione.
Takezo con le lacrime agli occhi :”Però io non riesco a capire come fai a non odiarmi....sigh...è a causa mia che il tuo fratellino....” non concluse la frase.
Amanda:”Vedi quando Tommy è stato rapito, lui ha utilizzato subito il suo quirk su me per farmi vedere cosa stava succedendo.
Lui era insieme ad altri bambini in una grande stanza, non sapevano come fossero arrivati lì e non potevano uscire da la.
Ad un certo punto poi da una botola con un sistema elettrico esce Mr CreepyLegend.
Quel pazzo si messo a parlare con i bambini, gli parlava di cosa ne avrebbe fatto di loro, ma tutti lo ribattevano che presto sarebbe arrivati gli eroi a dargli una lezione.
Fu allora che il sequestratore iniziò a fare paura parlando degli eroi, di come anche loro poteva essere spaventasi, usando te come esempio.
Sfrutto la cattiva reputazione che ti precedeva, inventandosi poi bugie su di te, dandoti del predatore e mostro mangia bambini.
Tutti i bambini abboccarono alle sue menzogne, tutto eccetto Tommy che rifiutava dì credergli e tentava di convincere gli altri bambini del contrario.
Ad un certo punto poi quel folle sgattaiolò via uscendo dalla botola dove era uscito, e poco dopo io vidi l’orrore.
Dal nulla apparve lui, e non ebbe alcuna pietà, tutti i bambini tentavano di scappare da lui, ma erano come topi in trappola.
Fu orribile, io vedevo quello che vedeva Tommy, sentito il suo terrore, la sua delusione nel vedere il suo eroe commettere una simile crudeltà e non potevo fare nulla per aiutarlo, mi sentivo davvero impotente....”
Takezo si sentiva davvero male per lei.
Amanda:”Ma poi sei arrivato tu Takezo.... in momento RAD scomparve e arrivasti tu correndo subito da Tommy.
Gli sei stato vicino durante i suoi ultimi istanti di vita, la paura che aveva prima gli era sparita sapendo la verità, si sentiva felice e sereno.
Ho visto che hai sofferto e pianto per lui, mentre quell’abominio stava ridendo alle tue spalle... la cosa mi ha mandato in bestia.
Purtroppo quando ti hanno arrestato non poteva fare nulla per te, quello che avevo visto non potevo usarla come prova, mi avrebbero solo preso per pazza... ecco perché sono andata di persona in quel palazzo, per farmi giustizia da sola.
Vedi se tu non fossi arrivato in quel momento.... adesso anche io ti odierei e nessuno saprebbe la verità.... e Tommy sarebbe morto invano.”
Amanda abbasso lo sguardo sulla fotografia, Takezo gli avvicino la mano per consolare, ma la arretrò poi per insicurezza.
Amanda girò lo sguardo con ancora le lacrime che scendevano a fiumi, incrociando lo sguardo altrettanto in lacrime di Takezo, e di colpo i due si abbracciarono.
Takezo ritorno poi al presente nello stesso identico preciso punto, nella camera del piccolo Tommy.
Fine capitolo