Tocca un passaggio (o un’immagine) per aprire il filo commenti a fianco. I link nel testo restano cliccabili.
anno 314 dopo la Grande Inondazione
La donna salì i gradini del patibolo con l’eleganza di una regina.
Capelli rossi e occhi azzurri come il ghiaccio, aveva deciso di vestire il suo comportamento migliore, così da non soddisfare l’ego dei suoi aguzzini, della folla indottrinata e delle forze antigovernative.
Essere odiata da tutti era un lusso che solo pochi a Marea potevano permettersi, non lo avrebbe sprecato.
Il legno scricchiolò sotto i suoi passi, in un anacronistico rituale che, nella sua veste di Antropologa Pirata, avrebbe studiato con freddo distacco accademico.
Ma l’aveva visto talmente tante volte, tra amici, compagni e amori, che esserne protagonista non era qualcosa che le faceva effetto.
Così sfoggiava senza vergogna i segni della tortura attraverso l’abito logoro, lividi come medaglie al valore da sfoggiare con orgoglio, simbolo che non si era arresa fino all’ultimo.
«Non ti opponi, Hafa?» chiese alla Generala al suo fianco. Divisa viola scuro, la giacca legata solo sul primo bottone e le braccia incrociate sotto le maniche gonfie di vento del nord «Stanno per toglierti il tuo giocattolino.»
«Troverò comunque quella Nave, con o senza di te, Dakota» rispose la donna impassibile «E catturerò chi l’ha rubata all’Alleanza.»
«Salvata dall’Alleanza» la Generala le dette una gomitata sulle costole incrinate «Ammettilo, un po’ ti piace.»
«Non mi entusiasma torturati, dannatissimo Pirato.» commentò infastidita. Dakota scoppiò a ridere «Cosa c’è adesso?».
«È sempre divertente sentire la nuova ridicola grammatica dell’Alleanza.» spiegò evitando un secondo colpo «Pirata è neutro, e io sono ancora una donna.»
«Tu sei il male, il male è maschile. Il neutro è in æ, ma non esistono Pirati neutri» la redarguì la Generala nervosa «Quanto ci mette a leggere la sentenza?»
«Non è colpa mia se vi siete inventati tutti questi inutili capi d’accusa» questa volta evitò la gomitata con un leggero passo laterale, ma la Generala l’agguantò riportandola accanto a sé «Ammetterai che “porto illegale di libri proibiti” è un crimine un po’ forzato.»
Hafa fece per controbattere, ma l’araldo si girò proprio in quel momento chiedendo alla condannata: «Ultime parole?»
«Oh, per favore!» esclamò la Generala «Possiamo sbrigarci? Ho altro da fare.»
«Tipo cercare la mia nave?» la vide innervosirsi e alzò rapida le mani ammanettate «Sarò breve, neanch’io vorrei farlo» indicando la platea con la testa «Ma i pennivendoli lì sotto non vedono l’ora di sentirsi dire qualcosa del tipo…»
Hafa sgranò gli occhi: «Non ci…»
Dakota prese un respiro profondo, grifando in direzione del pubblico: «La Biblioteca Galleggiante? Prendetela pure se volete, cercatela» guardò Hafa che si tratteneva dallo schiacciarla a terra. Le ultima parole erano un diritto che nessuno aveva ancora abrogato «Ma nessuno di voi sarà mai in grado di trovarla. Né l’Alleanza, né i Pirati, e neanche i Ribelli!»
La Generala strinse i pugni: «Non sottovalutarci, Pirato!»
«La Biblioteca è stata costruita per arricchirsi e arricchire di sapere, chi la brama con il solo scopo di censurarla non ha la minima speranza di vederla» continuò a spiegare guardando un po’ la sua aguzzina un po’ la folla «Non sareste nemmeno in grado di mettervi in viaggio per cercarla, impigriti dalla verità di questo o di quel leader» si lasciò sfuggire un sorrisetto divertito «Tuttavia tra di voi c’è qualcuno come me, disposto a sacrificare sé stesso pur di non tradire il suo pensiero. Finirete qui su questi patibili, come me e come altri prima di me. Ma prima di allora trovatela, assimilate e ampliate il sapere che contiene e condividetelo con chi è privo di ogni vanagloria. Voi sì che ne siete degni.»
Si piegò in avanti, inginocchiandosi sul giogo della ghigliottina: «Ho finito, vostro onore. Sbrigatevi, ho un vecchio amico a cui tirare le orecchie nell’aldilà.»
Hafa rimase ad osservare mentre il boia le bloccava il collo in un misto di schifo e disappunto.
«Giuro sulla tua tomba che troverò quella nave, Antropologo Pirato» disse offesa dalle parole della donna «Qualsiasi cosa tu possa aver fatto a quella nave, io la troverò e…»
La lama della ghigliottina sferzò l’aria, dando il via alle rotative dei giornali per dare la lieta novella della morte di Dakota Ammon a tutta Marea.
L’ultimo nemico dell’Alleanza dei Governi Sopravvissuti era finalmente caduto, prontamente sostituito da un altro che tenesse i cittadini sempre allerta, identificato nei soliti facinorosi che si erano schierati terroristicamente contro di loro
Eppure, in quel tragico momento, i Ribelli non scrissero necrologi disperati per la morte di quella che poteva rientrare nei loro ranghi: chi non era dichiaratamente dalla loro parte non meritava la loro compassione, soprattutto se quest’ultimo possedeva la Biblioteca Galleggiante più grande di Marea.
Infine i suoi colleghi Pirati si lanciarono alla ricerca della Biblica Nautii con il corpo della proprietaria ancora caldo. Una corsa frenetica senza quartiere, tra sequestri, attacchi indiscriminati e torture su chiunque nominasse la nave che tanto bramavano.
Beata ignoranza che non sa comprendere le parole le ultime parole di una donna di scienza.
Il loro interesse sarebbe presto scemato, portandoli di nuovo ad azzannarsi alla gola come cani idrofobi.
E mentre Marea si preparava a dimenticare l’ennesimo spirito libero e la sua nave, una nuova generazione di esploratori si preparava a riprendere il suo lavoro.