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← Il quinto petalo

Creato il 07/05/2026, 21:56 · Aggiornato il 08/05/2026, 18:51

Capitolo 1: Prologo: La rinascita

@ladyele1991LadyEle1991
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«I fiori della luna non svaniscono mai del tutto — possono sembrare cenere sotto la pioggia, ma dove il cuore desidera davvero il Rakuen… un petalo troverà sempre la luce.» - Racconti perduti de Il Libro della Luna

PROLOGO:

Erano ormai giunti alle battute finali. Il Rakuen sarebbe stato dei lupi, oppure sarebbe finito nelle mani di Darcia III, condannando il mondo all'oscurità. Si mordevano e si graffiavano senza risparmio, per la loro vita, per il loro futuro, per i loro sogni.

Nel frattempo Cheza, la ragazza fiore, con le sue ultime forze iniziò ad attecchire al terreno. Sollevò le braccia al cielo e cominciò a estendersi. La linfa verde che scorreva nelle sue vene era diventata ben visibile.

Attorno a loro restava una landa desolata, coperta di neve — il luogo più vicino alla luna. Una luna rosso sangue che, con il suo occhio immobile, era testimone silenziosa del duello finale.

Toboe, Hige, Blue e Tsume avevano perso la vita, e ora tutto era nelle mani di Kiba.

Sangue, grida di dolore, ruggiti. Negli occhi di Darcia III c’era la follia più totale, in quelli di Kiba una determinazione feroce. Non gli avrebbe permesso di avvicinarsi alla sua Cheza.

A un certo punto, però, Darcia ebbe la meglio: colpì Kiba mortalmente e poi si diresse verso di lei, strappandola dal terreno. La vittoria sembrava ormai sua. Ma all’ultimo istante vomitò sangue misto a linfa: ferendo Cheza, aveva avvelenato sé stesso. Del resto, egli non era degno del Rakuen.

Ma la sua mente rifiutò di crederci e, in un ultimo gesto di follia morente, si diresse verso il lago che rifletteva la luna. Non appena vi posò la zampa, venne folgorato e distrutto. Di lui rimase soltanto un occhio giallo — la sua unica, vera parte di lupo.

Kiba e Cheza si abbracciarono. Il loro sangue si mescolò. Era giunto il momento della rinascita.

Cheza si dissolse in migliaia di semi, ma prima di svanire tra le braccia di Kiba gli fece una promessa: un giorno avrebbe rivisto i suoi amici, e quando fosse giunto quel momento, avrebbe poi dovuto andare a cercarla.

Le forze di Kiba vennero meno — le ferite erano troppo gravi. Ma non fu la fine. Il mondo lo accolse, e poi rinacque, in una melodia di suoni e colori. Rinacquero i mari e i monti, i fiumi e i laghi, i fiori, le foreste e tutto ciò che di bello la natura poteva offrire. La magia dei Fiori della Luna stava compiendo il suo miracolo: il sacrificio di Cheza non fu vano, e il Rakuen si aprì ai lupi.

Ma proprio mentre ogni cosa tornava a nuova vita, l’occhio di Darcia — o ciò che restava della sua indole malvagia — si aggrappò a quella stessa rinascita, diffondendosi come un veleno silenzioso.

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La neve cadde su Kiba, Toboe, Tsume, Hige e Blue. Li coprì lentamente, fino a sommergerli del tutto — non come una tomba, ma come un bozzolo, un ventre freddo che li preparava alla rinascita.

Ma non fu l’unico lupo che, quella notte, venne avvolto dalla neve e destinato a una seconda possibilità.

Il suo corpo giaceva a chilometri di distanza. Era morta da settimane, eppure il gelo che stringeva il vecchio mondo l'aveva preservata. Anche lei aveva attraversato il tunnel tanto temuto dal capobranco Zali. Aveva seguito le tracce dei quattro visitatori che avevano ridato ai suoi compagni stanchi un barlume di speranza. Desiderava raggiungerli. Affrontare la fine del mondo con loro.

Non vide la trave marcia. Il legno cedette, e il suo corpo precipitò nel vuoto. L’impatto fu fatale.

Non li aveva raggiunti. Non si sarebbero ricordati di lei, né si sarebbero preoccupati. Quei quattro lupi erranti erano destinati a qualcosa di grande, mentre lei non era che una lupa dalle zanne sporche di sangue. Che sciocchezza credere che anche a lei potesse essere concesso qualcosa di così prezioso come il Rakuen.

Eppure, per un attimo, il suo cuore aveva ricominciato a credere.

Non era giusto. Non era giusto.

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Il mondo tornò a girare — e con lui la luna, di nuovo argentea, non più presagio di minaccia.

Le ere geologiche si susseguirono. Animali e piante nacquero, crebbero, si riprodussero, mutarono forma. Nuove vite vennero al mondo, altre vi fecero ritorno, ma senza memoria del passato. Così, anche per l’eredità lasciata da Darcia, molti errori furono commessi ancora una volta.

Il Rakuen era reale.

Ma era un Rakuen imperfetto.


Le immagini presenti in questa storia sono generate tramite strumenti di intelligenza artificiale e hanno esclusivamente finalità illustrative. Non rappresentano materiale ufficiale e non sono destinate a diffusione o utilizzo al di fuori di questo contesto.

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