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← I Custodi di Amius

Creato il 26/07/2026, 15:18 · Aggiornato il 26/07/2026, 15:18

Capitolo 3: Il Risveglio

@daisy_eastDaisyEast
AdolescentiIn corso
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«Signorina Costa, prego.» Rafal le fece cenno di accomodarsi sull’altare.

Con gambe tremanti, Selene salì i quattro scalini e si pose al centro dell’ottagono.

«Trovi una posizione che la faccia sentire a suo agio.»

Si rannicchiò con le gambe strette al petto. Non seppe bene nemmeno perché, quella era la posizione in cui si sedeva sul suo letto ad ascoltare musica la sera, l’unico momento della giornata in cui poteva perdersi nel proprio dolore senza essere vista.

«Mi dica, cosa si aspetta da questo Risveglio?» Rafal si avvicinò ad un tavolo e recuperò l’incensiere che vi era poggiato sopra.

«Io… non lo so.» Ammise lei, la voce appena un bisbiglio. «I miei genitori erano Elementalisti… quindi…»

«Sì, li ricordo bene. Due personalità molto diverse. Non andavano per nulla d’accordo i primi tempi. Lui legato al Fuoco, lei all’Acqua…»

Selene senza rendersene conto iniziò ad osservarlo con interesse: «Non ricordo un solo momento nel quale abbiano litigato…»

«Si innamorarono verso la fine del loro apprendistato. I dettagli non tocca a me raccontarli, signorina. Sappia solo che si amavano molto e amavano lei e sua sorella ancor di più.»

Selene non riuscì a trattenere una lacrima che scese lungo la sua guancia. La asciugò con la mano.

Il profumo dell’incenso si diffuse in tutto il tempio e con esso una nebbiolina.

Rafal si avvicinò di nuovo al tavolo, poggiò l’incensiere e recuperò un pennino d’argento dalla punta in cristallo, l’impugnatura era decorata con le varie fasi lunari. Le si avvicinò.

«Comunque, l’eredità di sangue c’entra ben poco. Dipende tutto dalla nostra natura, dalla nostra personalità. Ad esempio, suo padre era un’Elementalista del Fuoco ma nella sua famiglia erano per lo più Guaritori. Nella famiglia di sua madre vi sono stati Divinatori ed Elementalisti.»

«Questo non lo sapevo…»

Lui afferrò di nuovo il suo braccio destro: «Sentirà un pizzico.»

Strinse i denti quando il dolore le attraverso l’avambraccio. D’istinto ritrasse la mano. Quando la osservò, vide che il simbolo del nodo era scomparso, un liquido verde scuro colava dove in quel momento si trovava una cicatrice. Lo stesso liquido bagnava la punta del pennino.

«Mi porga il braccio dominante.»

Selene, titubante, il corpo che ancora tremava per lo shock, gli porse il braccio sinistro.

L’odore dell’incenso le penetrava nelle narici e la nebbia fitta che il profumo creava le impediva una chiara visuale di ciò che stava accadendo.

«Chiuda gli occhi.»

Obbedì al comando di Rafal. Sentì di nuovo la sua presa, stavolta sulla mano sinistra ma non sopraggiunse alcun dolore, solo un lieve fastidio. Sentì la mente annebbiarsi.

Il profumo dell’incenso svanì e anche il senso di torpore, sentì una brezza piacevole accarezzarle il corpo.

Riaprì gli occhi e sentì il fiato mancarle. Non si trovava più nel tempio.

Era ancora seduta sull’altare ma ovunque puntasse lo sguardo splendevano stelle, galassie e nebulose. Attorno a lei, su quattro lati dell’ottagono, quattro cornici uguali a quelle dello specchio di Dimitri ed Helena circondavano il riflesso di quattro scenari diversi.

Di fronte a lei un bosco, alla sua destra la cima di un monte, alle sue spalle un deserto, alla sua sinistra un corso d’acqua.

«Scelga.» Sentì la voce di Rafal nella sua testa.

«Cosa?»

«Scelga dove andare.»

Non fece altre domande, capì che l’unica cosa che poteva fare era obbedire. Senza esitazione, varcò il portale davanti a lei.

Provò la stessa sensazione avvertita quando aveva varcato lo Specchio dei suoi tutori e si ritrovò in un bosco. Il silenzio la avvolse come in un abbraccio così come la sensazione di solitudine. Chiuse gli occhi e si godette quella pace. Sentì un pizzicore sull’avambraccio sinistro, abbassò lo sguardo e vide un nuovo simbolo apparire, una sorta di nastro a forma di S di colore verde scuro. Dalla sua destra sentì provenire una brezza, alla sua sinistra invece udì lo scorrere di un corso d’acqua. Di fronte a lei, un percorso proseguiva nel profondo della foresta.

«Scelga.» Sentì di nuovo la voce di Rafal.

Stavolta ci mise più tempo a scegliere una via. Per un momento pensò di proseguire dritta ma il buio oltre il sentiero la inquietava. Scelse il percorso a sinistra, lo scorrere dell’acqua era più rasserenante.

Raggiunse un ruscello e ne approfittò per sciacquarsi il viso, l’acqua era fresca e pulita. Sentì di nuovo il pizzicore e quando guardò il disegno si accorse che il nastro ora risultava intrecciato attorno ad una coppa, un calice con varie decorazioni floreali.

Rafal parlò di nuovo: «Scelga quale direzione prendere.»

Selene si guardò attorno. Alla sua destra il ruscello proseguiva in una distesa verde ricca di fiori dove varie creature, roditori, cervi, uccelli, si stavano abbeverando. Alla sua sinistra, invece, l’acqua si prosciugava e il terreno era arido, senza alberi o alcun filo d’erba.

D’istinto, si incamminò verso sinistra e sentì di nuovo il disegno modificarsi. Il nastro si era riempito di spine, come il gambo di una rosa. Sentì una fitta al petto.

Incrociò vari animali assetati e molto magri, che la guardavano con occhi sofferenti. Le si strinse il cuore. Pensò di tornare indietro e recuperare dell’acqua per loro ma quando guardò alle proprie spalle il ruscello e la foresta erano svaniti, vi era solo una lunga terra desolata. Continuò a camminare per un tempo che le parve infinito, iniziò a sentire la stanchezza e la gola secca. La sete si fece insopportabile.

«Quanto manca ancora…?» Chiese.

«Dipende da lei.»

Cosa dovrebbe significare? Non riusciva a capire cosa avrebbe dovuto fare. Si guardò attorno. Notò solo allora un pozzo in pietra con accanto un secchio. Si avvicinò e legò il secchio alla corda, lo calò dentro al pozzo finché non lo sentì toccare il fondo e lo risollevò. Vi era appena un sorso d’acqua.

«Scelga.»

«Cosa?» Non fece in tempo a porre la domanda che sentì qualcosa toccarle la gamba. Abbassò lo sguardo e notò una lepre che stava strusciando il naso asciutto contro il suo ginocchio. L’animale, magro e deperito, alzò gli occhi imploranti verso di lei.

Selene osservò l’unico sorso d’acqua presente nel secchio. Non dovette pensarci, nessuna esitazione, abbassò il secchio in modo da permettere alla lepre di dissetarsi. Altri animali si avvicinarono, li guardò dispiaciuta di non poter dare da bere a tutti ma si rese conto che quando si avvicinavano uno ad uno per bere dal secchio l’acqua bastava sempre per tutti, come se quell’unico sorso non finisse mai. Più loro bevevano, più il suo desiderio di bere aumentava, ma sapeva, in qualche modo, che se avesse provato lei a bere allora l’acqua sarebbe terminata. Il caldo e la sete divennero insopportabili, non riuscì più a respirare il suo cuore iniziò a battere veloce per la disperazione. Si sentì soffocare. Il secchio le cadde di mano, il suo corpo divenne rigido e cadde nella sabbia. Quella distesa fu l’ultima cosa che vide, poi il nulla.

•◦ ❈ ◦•

Si svegliò di soprassalto. Riprese aria come se ne valesse della sua stessa vita. Tremava, lacrime scorrevano lungo le sue guance.

Sentì qualcosa di fresco poggiarsi sulle sue labbra, il bordo di un bicchiere. Bevve avidamente.

«Si sente bene?»

«Sì…» Riuscì a dire con un filo di voce.

Riprese fiato e sentì il suo cuore calmarsi.

«Mi dica: rifarebbe la stessa scelta?»

«Cosa…?»

«Sceglierebbe di nuovo di salvare gli animali?»

«Certo!» La risposta le uscì con più decisione di quanto si aspettasse. Ne fu sorpresa lei stessa.

Rafal riprese il suo braccio e con il pennino, la cui punta era sempre bagnata da quel liquido verde, completò il disegno: inserì delle onde all’interno del calice. Il simbolo si illuminò e Selene avvertì diffondersi un profumo dolce e rilassante di camomilla mentre una luce verde smeraldo avvolgeva tutto il suo corpo.

«Cosa significa…?» Guardò il sacerdote con aria interrogativa.

L’uomo si alzò, scese dall’altare e si avvicinò al tavolo: «La prima scelta simboleggia il legame con l’elemento primario, il suo è stata la Terra. La Terra può essere legata alle piante o alla roccia, nel suo caso era una foresta, da qui il gambo del fiore. A quel punto poteva decidere se proseguire dritto e confermare il singolo legame con la Terra, oppure deviare, scegliendo uno degli elementi confinanti con essa nel cerchio alchemico, il Vento ad Est o l’Acqua ad Ovest. Lei ha scelto l’acqua, che le si è mostrato allo stato liquido, con un corso d’acqua placido, perciò la coppa, legata all’elemento dell’acqua, probabilmente in questo caso indica una predisposizione per la Pozionistica. A quel punto è entrata in scena la sua natura in quanto persona.

Poteva scegliere di proseguire a destra, tornando quindi verso l’elemento Terra, o a sinistra, dove l’Acqua confina con il Fuoco. Ha scelto il Fuoco, che per qualche motivo nel suo caso si è presentato come un deserto, quindi il gambo è divenuto un rovo spinato.» Ci fu una pausa di qualche secondo, di cui Selene approfittò per metabolizzare tutte quelle informazioni. «Scelta particolare, di solito una Strega ha un legame con un massimo di due elementi. Comunque, nonostante il Fuoco si leghi a lei nel suo lato oscuro e distruttivo, in un momento di difficoltà ha dimostrato altruismo e spirito di sacrificio. Così ho completato il disegno riempiendo la coppa.»

Ci fu un momento di pausa in cui la ragazza osservò il suo nuovo simbolo. Credette di averne compreso il significato ma sentiva la testa scoppiare e la mente annebbiata.

«In sostanza, lei è una Strega Verde. Una Guaritrice.»

Non sapeva se esserne emozionata o delusa. In fondo, aveva sempre saputo di non essere una combattente, i Guaritori stavano spesso sulle retrovie, il loro unico compito era creare pozioni e rimedi curativi per sostenere i loro compagni. Allo stesso tempo, l’idea di occuparsi solo di coltivare piante e preparare ricette la tranquillizzava.

Rafal, senza aggiungere altro, lavò il pennino in un catino d’acqua e preparò il tavolo per la cerimonia seguente.

«Buona giornata signore, grazie…» Selene si alzò, barcollante, lo salutò con un inchino ed uscì dal Tempio. La luce del sole estivo le diede fastidio agli occhi, causandole un altro giramento di testa.

«Selene.» Helene le corse incontro e la abbracciò. «Tutto bene? Sei pallida…»

«Sarà stato pesante. Lasciala respirare, cara.»

Dimitri poggiò una mano sulla spalla della moglie.

«Tranquilli, sto bene, ho solo bisogno di stendermi.» Selene rivolse loro un sorriso rassicurante ma non dovette uscirle molto bene.

Mostrò loro l’avambraccio: «Strega Verde.»

Dimitri sorrise: «Ce lo aspettavamo.»

Helena annuì, gli occhi lucidi per la commozione: «Vieni, torniamo a casa. Prepareremo un bel pranzetto per festeggiare.»

Selene non aveva molta fame ma annuì, per non farli preoccupare.

Mentre si allontanavano, girò un’ultima volta lo sguardo verso il Tempio. Rafal era sulla porta e li osservava andare via.

Note di capitolo

Il procedimento del Risveglio è basato sulla posizione degli elementi all'interno del cerchio alchemico:

Nord: Terra

Est: Vento

Sud: Fuoco

Ovest: Acqua

L'elemento del Vento verrà sempre nominato alla forma maschile, essendo insieme al Fuoco uno dei due elementi maschili (mentre Terra e Acqua sono femminili). Quindi, non lo sentirete mai nominare come "elemento dell'Aria".

Commenti

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