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← Guardian Who: The Road to the Thirteenth Guardian

Creato il 05/05/2026, 16:33 · Aggiornato il 05/05/2026, 16:34

Capitolo 12: Dodicesimo Guardiano

@saymanSayman
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Avvertenze (opera)

  • Autolesionismo
  • Morte
  • Morte di Personaggi Principali
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Il suo ultimo sé, la sua ultima vita e il suo sé attuale... o forse non era più così? Il Guardiano stava provando nuovi sentimenti verso se stesso e francamente, trovava ridicola la sua attuale versione vecchia e polverosa, chiaro segno che si era rigenerato ancora una volta. Si rese conto che ricordando tutte le sue vite passate, stava ricordando a se stesso chi era, cosa era stato e forse chi sarebbe stato.

Anche se trovava il suo sé passato ridicolo, doveva ammettere che non era poi così male: un uomo di mezza età dai capelli rossi e una barba ben curata dello stesso colore. Indossava un vestito piuttosto elegante, ovvero una giacca di velluto di vari colori con sotto una camicia bianca o nera. I pantaloni erano dello stesso materiale e colore del soprabito e le sue scarpe erano di pelle nera.

Eleganza, questa era la parola giusta per definire questo Guardiano. Adorava vestirsi elegante, mangiare in locali eleganti, ma soprattutto adorava l'antiquariato. Se si andava a passeggiare in un borgo antico, soprattutto italiano (nazione che lui adorava), lo si poteva quasi certamente incontrare mentre ammirava la facciata di una piccola chiesa o un quadro d'epoca.

Il suo periodo storico preferito era senza ombra di dubbio il Rinascimento italiano e la sua città preferita era Firenze. Fu qui, nel palazzo degli Uffizi che conobbe il suo amore: Vanessa della Rovere, una donna colta e raffinata. La sua eleganza non aveva eguali, così come la sua arguzia e gentilezza.

I Della Rovere erano una nobile famiglia originaria di Savona, il cui nome era legato soprattutto alle vicende del Ducato di Urbino

I Della Rovere erano una nobile famiglia originaria di Savona, il cui nome era legato soprattutto alle vicende del Ducato di Urbino. Vanessa, da piccola si trasferì a Firenze per essere educata sotto la tutela della famiglia Medici. Era chiaro che vi fosse un accordo politico non detto che le due famiglie si sarebbero dovute unire in matrimonio tramite lei e uno dei Medici. Vanessa, come ogni donna della sua epoca era molto devota e religiosa, una vera cristiana. Il suo patrono personale era l'Arcangelo Gabriele e a lui era molto legata, tanto da portare sempre con sé un ciondolo con il suo simbolo.

Nonostante ciò, era anche una donna dalla mentalità molto aperta: trovava gli studi dello scienziato Galileo Galilei avvincenti e interessanti ed era sempre stata affascinata dalle stelle fin da piccola

Nonostante ciò, era anche una donna dalla mentalità molto aperta: trovava gli studi dello scienziato Galileo Galilei avvincenti e interessanti ed era sempre stata affascinata dalle stelle fin da piccola. Onestamente, come cristiana, non capiva perché la Chiesa provasse tanto astio verso le idee del povero Galileo; secondo lei fede e scienza non erano in contrasto, ma due facce della stessa medaglia. Come ogni donna raffinata ed elegante dell'epoca, teneva le sue idee e le sue considerazioni solo per sé e non ne parlava mai con nessuno, eccetto che con lui, un Signore del Tempo del pianeta Gallifrey che come lei amava osservare le stelle.

Per il Guardiano innamorarsi di lei fu facile, come avrebbe potuto essere altrimenti? All'inizio si stabilì con lei nella sua casa nobiliare a Firenze e trascorsero intere giornate a parlare di arte e poesia mentre passeggiavano per il bellissimo Giardino di Boboli che all'epoca era ancora agli inizi, visto che era l'anno 1550. Ovviamente Vanessa trovava strano il suo abbigliamento elegante e particolare, ma il Rinascimento era un'epoca di rinnovamento artistico e non fece molte domande o le tenne per sé come era solita fare. Un giorno però, le cose cambiarono.

Il Guardiano e la nobildonna erano seduti su un prato e lei teneva la testa appoggiata al suo petto. Lui le accarezzava i capelli castani con la mano destra mentre conversavano. Era bellissima, con il volto elegante e un abito verde chiaro.

<< Signor Guardiano, mi dica >> disse lei mentre lo osservava << come mai avete due cuori? >> Non era stupida e aveva sentito il suo doppio battito cardiaco.

<< Mia Signora, ci sono domande che potrebbero sconvolgere il vostro mondo >> rispose lui.

<< Ieri sera ci siamo dichiarati il nostro amore, quindi è giusto che io sappia chi sia l'uomo a cui ho donato il mio cuore >> disse giustamente lei << inoltre, se posso permettermelo, ho capito che Guardiano è il vostro titolo, ma qual è il vostro nome, se posso saperlo? >>

Di tutta risposta, lui le sussurrò il suo vero nome all'orecchio e lei fece un'espressione sorpresa.

<< Avete un nome davvero unico, come mai non lo utilizzate? >> chiese.

<< Perché mi ricorda casa, una casa che ho rinnegato migliaia di anni fa. Guardiano è il mio nome e il mio titolo ed è tutto ciò che serve sapere su di me >> le spiegò lui.

<< Dato il vostro nome, il vostro inusuale abbigliamento e i vostri due cuori, devo supporre che siate un uomo delle stelle, vero? >> chiese lei e lui le sorrise: quella donna era nata nell'epoca sbagliata, era fin troppo sveglia e intelligente. << C'è una cosa che però so per certo: siete vecchio, molto più vecchio di un normale mortale. I vostri occhi sono tristi e antichi. In essi vedo molta perdita e dolore, ma anche meraviglia >>.

<< Venite con me >> disse lui mentre si alzavano entrambi. La portò davanti a un cilindro argentato che aveva parcheggiato in qualche vicolo della città.

Una volta entrata la donna rimase a bocca aperta davanti a ciò che vide: una bellissima stanza, elegante e dai colori caldi

Una volta entrata la donna rimase a bocca aperta davanti a ciò che vide: una bellissima stanza, elegante e dai colori caldi. Il pavimento, fatta eccezione di una zona in vetro azzurro che dall'ingresso conduceva alla console in legno, era di un parquet scuro. Tutto intorno, erano disposte poltrone e divani rossi. Sulla parete destra si trovava una splendida libreria ricolma di libri, il tutto arricchito da diverse piante ornamentali e specchi. Attaccate alle pareti, delle scale conducevano a un piano superiore che circondava la stanza principale. Sul soffitto dei bellissimi lampadari arancioni emanavano una luce calda e accogliente che la faceva sentire protetta e al sicuro. La parte più stupefacente era la strana console in legno esagonale situata al centro della stanza. La console era ricoperta di pulsanti colorati che si accendevano e si spegnevano a ripetizione, come se avessero vita propria.

<< Mia Signora, forse è giunto il momento di presentarmi come si deve >> disse lui guardandola. << Sono il Guardiano, un Signore del Tempo del pianeta Gallifrey e questa bellissima stanza è solo una piccola parte della mia nave spazio temporale conosciuta come TARDIS. Con questa magnifica macchina il passato e il futuro sono a mia disposizione, così come tante altre realtà. Se vorrete venire con me, saranno anche a vostra disposizione >>.

<< Verrò solo se riuscirete a stupirmi. Mostratemi la città più elegante e bella del creato e accetterò la vostra richiesta. >> Il Guardiano sapeva che Vanessa aveva già accettato ancor prima di entrare nel TARDIS, ma sapeva anche che lo stava mettendo alla prova per stuzzicarlo un po'. Vanessa poteva essere dispettosa se lo voleva.

<< Nell'infinito multiverso ci sono infinite città eleganti, tuttavia ve ne è una che secondo il mio modesto parere è tra le migliori e vi toglierà il fiato. >> Dopo aver armeggiato sulla console, prese per mano la sua dama e la portò all'esterno.

La vista era da togliere il fiato: davanti a loro si stagliava la bellissima e mitica città di Minas Tirith, capitale del rigoglioso e fiorente regno di Gondor

La vista era da togliere il fiato: davanti a loro si stagliava la bellissima e mitica città di Minas Tirith, capitale del rigoglioso e fiorente regno di Gondor. La città era bianca e maestosa e quel giorno, complice la bella giornata e il cielo sereno, la luce solare la illuminava facendola risplendere. Era costruita su sette livelli, ognuno circondato da mura concentriche fortificate. I livelli salivano verso l'alto culminando nella Cittadella Bianca, dove si trovava la Torre di Ecthelion, la dimora dei re di Gondor. I livelli erano interrotti da quello che sembrava un pezzo della montagna su cui la città era adagiata.

<< È bellissima... >> disse Vanessa con un soffio di voce.

<< Da vicino è ancora meglio >> rispose il Guardiano. Detto ciò, i due tornarono all'interno del cilindro per poi riapparire all'interno di uno dei tanti corridoi bianchi del "palazzo" reale.

I due furono subito raggiunti da un bell'uomo vestito con un abito elegante nero recante inciso il simbolo di Gondor, ovvero l'Albero Bianco. In testa aveva una corona argentata. Accanto a lui vi era un'elfa di straordinaria bellezza che indossava anche lei una piccola corona argentata che fungeva anche da fermaglio per capelli. Indossava una lunga veste elegante e bianca. I due erano Aragorn II Elessar e Arwen, Re e Regina di Gondor nonché vecchi amici del Guardiano.

<< Guardiano, da quanto tempo è un piacere rivederti >> disse il Re in elfico inchinandosi davanti a Vanessa che lo guardò sia confusa che affascinata da quella bellissima lingua

<< Guardiano, da quanto tempo è un piacere rivederti >> disse il Re in elfico inchinandosi davanti a Vanessa che lo guardò sia confusa che affascinata da quella bellissima lingua. Il Sindarin era bellissimo ed elegante, quindi aveva modificato il circuito di traduzione del TARDIS in modo che non lo traducesse mai.

<< Mio vecchio amico, mi duole dirti che hai sbagliato persona. So che mi ricordi come una bella signora bionda dal sorriso generoso, ma il Guardiano sono io. Lei è Lady Vanessa Della Rovere >> gli rispose lui sempre in Sindarin e Aragorn sorrise tra il divertito e l'imbarazzato.

Arwen si limitò a sorridere, visto che aveva capito fin da subito chi era chi << Mastro Gamgee vi cercava Guardiano. Vuole che andiate alla festa di compleanno di sua figlia >> disse l'elfa nella lingua degli uomini in modo che anche la loro ospite potesse comprenderli.

<< Vedrò di esaudire questa sua richiesta >> disse il Guardiano che ricordava con affetto il giovane e tenero Sam. << Non oggi però. Oggi sono venuto qui per esaudire la richiesta della mia dama che vuole deliziare i suoi occhi con una delle città più belle del multiverso >>.

Ovviamente al commento i due sovrani si inchinarono umilmente in ringraziamento. Era sempre bello sentire uno straniero lodare la bellezza della loro città.

<< Stavamo per andare a pranzo, volete unirvi a noi? >> chiese il Re e i due annuirono. Passarono il resto della giornata a visitare la città, rivedere vecchi amici e parlare dei bei tempi andati. Dopodiché... l'alieno decise che era arrivato il momento per i due reali di visitare qualche mondo alieno e Alpha la città dei mille pianeti, era la giusta prima meta.

 l'alieno decise che era arrivato il momento per i due reali di visitare qualche mondo alieno e Alpha la città dei mille pianeti, era la giusta prima meta

Vanessa restò con lui, abbandonando di fatto la sua epoca. Insieme viaggiarono nello spazio e nel tempo vivendo infinite avventure. La loro avventura più grande, però, fu quella di diventare i genitori della piccola, dolce e vivace Emilia.

I sogni deliranti post-rigenerazione cessarono di colpo e il Guardiano si risvegliò senza ricordarli affatto

I sogni deliranti post-rigenerazione cessarono di colpo e il Guardiano si risvegliò senza ricordarli affatto. I suoi occhi brillarono per un attimo di una luce dorata, poi si alzò di colpo dal letto con un sorriso. Aveva una lezione da tenere.

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