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Il numero dieci era una persona scazzata, non vi era altro modo per definirlo. Non era raro vederlo imprecare contro qualsiasi cosa, come quando finì in un mondo conosciuto come Zero 43.
<< Che cazzo ci facciamo qui eh?!! Porca puttana!! >> imprecò il Signore del Tempo mentre dava una zampata al suo cilindro. Il Guardiano sapeva guidare perfettamente la sua nave, tanto che era il miglior pilota di TARDIS in circolazione, ma vi erano alcune volte che la sua nave decideva da sola dove andare, come in questo caso. Il TARDIS era senziente e se sceglieva lui stava a significare che doveva portare il suo pilota da qualche parte per risolvere un determinato problema.
<< E voi che cazzo avete da guardare, eh?!>> si rivolse a svariate persone che lo stavano guardando spaventate. Onestamente ora come ora non poteva biasimare quei poveretti, visto che quella sua versione era un uomo di mezza età alto, con i capelli grigi e la barba nera tendente anch'essa al grigio. Indossava un lungo cappotto viola scuro, con sotto una camicia verde sbottonata in alto, dalla quale si potevano notare due collane di ferro. Il suo volto rugoso e incazzato metteva soggezione a tutti.
Di tutta risposta le persone scapparono spaventate e il Guardiano sbuffò. Decise di esplorare il posto: si trovava in un mercato alieno situato in un mondo futuristico. Tutto attorno ai giganteschi edifici dai tetti colorati e srotondati vi erano svariate bancarelle con i prodotti più vari provenienti da ogni angolo dell'universo. Molti individui di molte razze diverse riempivano le strade e compravano la mercanzia. Due individui di una razza insettoide simili a blatte gli avevano sputato più di una volta in faccia facendolo irritare oltremodo, anche se non aveva reagito perché ipotizzava che per loro quello fosse un saluto, inoltre le blatte se n'erano subito andate visto lo sguardo truce del Signore del Tempo.
<< Oh oh oh! Un Signore del Tempo, sembri diverso dagli altri >> disse una voce irritante e inquietante da dietro di lui. Il Guardiano si voltò e si ritrovò faccia a faccia con un Demone del Freddo bianco e blu. Il piccolo essere aveva due piccole corna sulla testa e per il resto era nudo. La sua coda sembrava avere vita propria. Le sue labbra blu erano appena incurvate da un leggero sorriso.

<< Cazzo vuoi?! >> gli chiese il Grigio, mentre si accendeva una sigaretta. Sì, in questa vita aveva ripreso il vizio di fumare, anche se preferiva le sigarette alle pipe.
<< Io sono Zero, imperatore di mille galassie, parlami con rispetto scimmia con due cuori!! >> lo minacciò il piccolo demone.
<< Ma col cazzo piccolo nano cornuto... piuttosto dimmi, come conosci la mia razza? >> Il Guardiano sapeva bene che non vi erano Signori del Tempo in quella determinata realtà e che Zero non poteva conoscerli.
<< Lunga storia piccolo insolente >> disse lui con la sua vocina stridula.
<< Piccolo? >> il Guardiano lo guardò divertito << ti sei visto vero? >>
All'improvviso si aprì un portale nel cielo poco lontano da loro e comparve un ragazzo dall'aria seria e ferita. Il volto era serio e aveva numerosi tagli e ferite su tutto il corpo, nonostante ciò, sembrava piuttosto in forma. Il ragazzo era chiaramente un saiyan, visto che aveva i capelli neri così come gli occhi, un'armatura della sua specie verde e nera e una lunga coda marrone che teneva comodamente avvolta attorno al corpo a mo' di cintura.

<< Hey nonno, sai dirmi dove sono finito? >> chiese il novo arrivato al viaggiatore del tempo.
<< Nonno?! Piccolo... >>
<< Ecco un'altra scimmia >> disse schifato il Signore dell'Universo. << Ti trovi su Zero 43, uno dei tanti mondi del mio grandioso e maestoso impero galattico >>
Il Saiyan, di tutta risposta, guardò storto il demone del freddo. Le due razze non erano mai andate troppo d'accordo, per ovvi motivi, inoltre i demoni tendevano ad avere comportamenti distruttivi e violenti, cosa che tutti sapevano fin troppo bene.
<< Toh guarda, un Time Patrol, se sei qui allora abbiamo veramente un problema... Uff che palle >> sbuffò il Guardiano che aveva notato il simbolo dell'organizzazione del ragazzo con la coda sulla sua armatura.

<< Esattamente... tu... >> gli puntò contro un bracciale << sei della stessa razza che ha creato questo casino... i Signori del Tempo sono finiti in questo mondo e lo stanno alterando. In più, attirano l'attenzione di creature che non è raccomandabile attirare. Hai idea del perché la tua razza si trova qui? >>. Almeno il Guardiano aveva capito come mai il suo TARDIS lo aveva portato in questa realtà. Dio... odiava davvero la sua gente!
<< Vedi di darti una calmata mocciosetto! >> esclamò << io non c'entro niente con questo casino. Da dove vengo io, la mia gente è quasi estinta in quasi ogni fottuto multiverso >>. Quando era atterrato, il suo TARDIS aveva avuto un "calo di corrente" per poi riaccendersi di colpo. Quello era un chiaro segno che era finito in un altro megaverso, una realtà lontana dalla sua, dove la sua nave aveva serie difficoltà a funzionare o almeno sarebbe stato così se non l'avesse modificato. Tuttavia, era ancora un lavoro "work in progress". Altro mega, altre storie. Qui la sua razza poteva essere benissimo ancora in vita, tuttavia, non tollerava un moccioso che lo accusasse senza prove e per di più in modo così volgare.
<< Dovrai darmi una mano. Li conosci, perché sono qui? >> gli chiese il giovane scimmiotto.
<< Beh, l'omniverso è grande, forse... bah! Tutto è possibile in questa cazzo di vita! >> sbraitò l'uomo con la sigaretta. << Ragazzo della giungla, raccontami tutto dal principio, ma facciamolo dentro il mio TARDIS o almeno in un posto più appartato, visto che stiamo dando spettacolo in mezzo ad un cazzo di mercato! >> Per loro fortuna, la gente non li stava degnando di uno sguardo, visto che erano tutti a capo chino in segno di rispetto al loro imperatore e sommo signore Zero. Dopo aver sbuffato, il Guardiano si avviò verso dove aveva parcheggiato la sua nave. Una volta arrivato, però, notò che non vi era più.
<< Dove cazzo è finito il mio TARDIS?!!! >> chiese urtato come una faina e i due alzarono le spalle.
<< Ci penso io. Venite con me. Kaioshin riesce a sentirmi? Può portarci da lei? >> domandò il Saiyan mentre guardava in alto.
" Ti sento Beets, certo" rispose una dolce e eterea voce femminile all'interno delle loro teste. Dopo di che i tre si ritrovarono nel mondo dei Kaioshin di quell'universo. Il cielo era costellato da numerose lune, mentre tutto intorno a loro si estendeva un'infinita pianura verdeggiante. Il cielo assumeva una delicata tonalità di rosa, emanando una sensazione di calma e serenità.

Il Guardiano trovò curioso il fatto che Beets li avesse condotti lì e non alla base dei Time Patrol. Chissà per quale motivo? Molto probabilmente perché il suo capo, la Kaioshin del Tempo, si trovava in quel luogo a conversare con il Kibith di quell'universo. Il viaggiatore del tempo aveva sempre trovato interessante l'aspetto fisico dei Kaioshin: simili a degli elfi dai colori sgargianti, indossavano quasi sempre un lungo e raffinato abito di tonalità differenti. Azzurro nel caso del capo di Beets e rosso acceso per Kibith. Entrambi portavano all'orecchio i Potara, magici orecchini che permettevano la fusione tra due esseri.

<< Salve Kaioshin! Salve Kibith! Loro sono Zero e... come hai detto che ti chiami? >> chiese Beets, ma il Guardiano lo ignorò. I suoi occhi erano caduti su una familiare forma cilindrica poco più in là.
<< Ottimo lavoro ragazzina del tempo >> la "ringraziò". << Allora piccoletta, qual è il problema? >>
<< Il problema è la tua razza. Non dovrebbe essere qui... si sono stabiliti qui qualche anno fa per sfuggire a una guerra, credo... non lo so. Vorrei saperlo... comunque stanno portando disastri ovunque >> gli spiegò lei con gentilezza, ma con evidente preoccupazione.
<< La Guerra del Tempo quindi... devo andare a controllare una cosa >>. Detto ciò, entrò nella sua nave. Da fuori, gli altri poterono sentire così tante imprecazioni che nemmeno una flotta di marinai avrebbe potuto eguagliare.
<< Come avevo già detto al tuo pupillo, io non c'entro nulla. Questa realtà non è nemmeno la mia, non è il mio megaverso. Tuttavia, ho analizzato questa dimensione e sembra che i Signori del Tempo siano fuggiti dalla Guerra del Tempo e siano venuti qui per salvare le loro rigide e affumicate chiappe >>.
<< Sono una razza ostile, hanno iniziato a diffondersi e conquistare altri mondi e questo non va bene. Il tempo è pericoloso da cambiare, lo dovresti sapere >> gli spiegò Beets. Il Guardiano alzò le spalle per niente sorpreso.
<< Il primate dice il vero >> sbraitò Zero. << Quei senatori boriosi hanno attaccato anche il mio impero, causando non poche vittime. Imperdonabile! >> Si ricordava ancora bene del suo amico Zero. Lui era diverso dagli altri della sua razza. Laddove i demoni uccidevano e provavano gioia nella distruzione, lui era un tipo più "pacifico". Non era un santo, era pur sempre un conquistatore di mondi e un signore della guerra, tuttavia non causava dolore non necessario e non umiliava i suoi avversari. Inoltre, i mondi sotto il suo dominio erano belli e pacifici. Zero aveva un ego grande come una galassia e adorava governare, ma era anche vero che era un ottimo imperatore.
<< Che du palle cazzarola >> disse il Guardiano, mentre si accendeva l'ennesima cicca per rilassarsi.
<< Non solo... tutto questo interferire attirerà la divinità della distruzione locale che distruggerà il pianeta e tutto ciò che gli sta attorno. Se tutto questo dovesse finire alle orecchie del grande Zeno... distruggerebbe tutta la linea temporale e l'intero universo >> disse spaventata la Kaioshin del Tempo.
<< Confortante, no? Comunque sia, avete dei vestiti di ricambio? >> chiese Beets.
<< Ci penso io >> disse Kibit. Gli rigenererò le ferite e gli ricreerò nuovi vestiti. Poi si girò verso il guardiano. << Hai idea di come possiamo fare per cercare di sistemare senza distruggere un universo? >>
<< Un cazzo di niente >> disse lui mentre sbuffava un po' di fumo. Gli altri lo guardarono sopresi. << Lo ha detto poco fa la nana, molto probamente ci penserà il Dio della Distruzione a fare il lavoro sporco >>
<< Sono la tua razza Guardiano >> disse con fare dolce la "ragazzina" << non li vuoi salvare? >>
<< Hanno smesso di essere la mia razza migliaia di anni fa, non me ne fotte un cazzo di loro, di ogni versione di loro >> le rispose lui urtato.
<< Li atomizzo io >> propose Zero con un sorrisetto, onestamente non vedeva l'ora di farli sparire dalla sua realtà.
<< Ehm... capisco che... ma i bambini? >> chiese Beets. << Voi Signori del Tempo fate figli, giusto? Anche loro sono colpevoli? Capisco che non vuoi salvare gli adulti, ma i piccoli non c'entrano nulla! >>
<< Non è così semplice Naruto! Se sapessi cosa... >> Il Guardiano fu interrotto dal suono di un allarme che proveniva dal suo telefono. Il telefono era direttamente collegato con il sistema centrale della sua nave e se c'era un problema lo avvisava subito. Le campane del chiostro erano fin troppo insistenti quando si presentava una minaccia.
Il Guardiano mostrò loro un video dove dal cielo si erano aperti dei portali dai quali sciamavano centinaia di milioni di creature demoniache.

<< Porca troia... >> le cose si erano appena fatte molto più complicate.